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Norma Rangeri
Esorcisti unitevi
Esorcisti di tutto il mondo uniamoci contro Emma Bonino, l’abortista assassina. Il grido d’allarme non è l’ultima follia di monsignor Milingo, ma il vellutato inizio della campagna politico-editoriale contro «L’abortista fai da te che vuole prendersi il Lazio» (Libero). Nella città del papa si è aperta una guerriglia di religione contro la profondità del male incarnato da una donna abitata dallo spirito maligno «Scatta l’ora del diavolo», (Il Foglio). Che i vescovi si preparino al combattimento, o, in alternativa, si armino i nuovi comitati civici in memoria di quelli di Gedda.
Le vecchie foto degli anni ’70, con la militante radicale del Cisa (centro italiano sterilizzazione e aborto) mentre sta facendo abortire una donna con il metodo sicuro dell’aspirazione (anziché il medioevale raschiamento), vogliono suggerire agli spindoctor dell’avversaria, Renata Polverini, l’uso del termine assassina, «perché le donne si rivolgevano a lei per uccidere il figlio che portavano in grembo». E Polverini si è messa già in riga: «Se la foto è vera, mi dispiace».
Si accomodi anche il Bossi più truce, quando il leader leghista tuonava contro la donna radicale che voleva «una società senza famiglia, di vecchi dove al ricambio generazionale subentra l’immigrazione». I linguaggi sanguinolenti, gli insulti e le diavolerie hanno diffuso il panico nelle stesse file del centrodestra, allarmate dalla possibilità che per fermare la bomba laica Bonino si scateni davvero un referendum, pro o contro il Vaticano e la Chiesa. Con il rischio di perderlo.
Uscire sconfitti dalle elezioni del Lazio è un rischio che non si può correre perché in gioco, più che il sacro c’è il profano, più che il diavolo c’è l’immensa torta della sanità, un fiume di denaro pubblico che gonfia i patrimoni delle cliniche di imprenditori buoni amici della destra e della sinistra editoriale. Stupiscono alcuni improvvisi ripensamenti di commentatori, prima entusiasti della combattente Bonino, poi severamente dubbiosi su «un’abortista», una «ultra-laicista», scomoda presenza in questa competizione politica.
Schierate le truppe di carta (quelle televisive scaldano i motori), le gerarchie
cattoliche seguiranno, come già fecero quando, nelle elezioni del 2000, il cardinale Ruini si voltò verso Storace mollando il pio Badaloni.
L’attacco alla donna, alle sue battaglie sull’aborto, sulla pillola, sulle coppie di fatto, sul testamento biologico, in sostanza sulla libertà delle persone, porta il segno del maschio celodurista avvolto dai sacri paramenti con cui si veste il disprezzo maschile contro una donna che non ne ha timore.
Mentre sembra di esser tornati ai tempi dei feti esibiti quarant’anni fa dal Movimento per la vita, sorprende l’afasia del partito democratico. Di fronte alla violenza dell’attacco, a parte qualche voce isolata, le donne del centrosinistra tacciono e l’affanno del Pd (di cui la candidatura di Bonino è lo specchio) finora ha prodotto solo un imbarazzante silenzio.
- 31/01/2010 [5 commenti]
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certo per me l'aborto e' una dura necessita' da evitare con i contraccetivi e i profilattici non certo un diritto.. 23-01-2010 15:29 - pietro
Il bello è che questi attacchi alle battaglie laiche di Emma Bonino per la sovranità sul proprio corpo provengono da chi, a parole, inorridisce per la sottomissione delle donne nei Paesi islamici. Ora abbiamo un'ulteriore prova della loro ipocrisia: costoro se ne fregano delle donne mentre se c'è una persona che davvero si è battuta contro la pratica tribale dell'infibulazione, e addirittura ha studiato l'arabo proprio per comunicare meglio con quel mondo così lontano e così vicino a noi è proprio Emma Bonino. 23-01-2010 14:48 - paolo1984