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Livio Pepino
Perché sto con i No Tav
Ancora una volta i media sembrano stupirsi perché gli «indiani della Val Susa» (uomini, donne, bambini, vecchi, famiglie intere) sono tornati a decine di migliaia nelle loro strade, nei loro prati, nelle loro piazze per dire no alla Tav. Come venti anni fa; come ogni volta in cui è stato necessario. Come allora e più di allora. Nonostante il passare degli anni e nonostante la discesa in campo in favore dell'Alta velocità del Governo centrale, della Regione, della Provincia, del Comune di Torino, della maggioranza e della opposizione (con poche eccezioni), dei maggiori centri di potere economico, di tutta la grande stampa e via elencando (senza dimenticare gli interventi di polizia a tutela dell'«ordine pubblico»). Eppure, sinora, Davide ha fermato Golia. È un fatto importante intorno a cui occorre creare consenso, aggregazione, mobilitazione ulteriore. Ci provo con una piccola riflessione (da piemontese di altre valli, valsusino di adozione).
La Val Susa è una valle bellissima che l'uomo ha gravemente ferito: nei luoghi dove dovrebbe iniziare il traforo ferroviario (di oltre 50 chilometri!) già corrono due strade nazionali, un'autostrada e una ferrovia, tutte destinate a restare anche in caso di realizzazione della Tav: pensate cosa vuol dire una valle (abbastanza stretta, com'è, in genere, delle valli) attraversata da cinque arterie di grande percorrenza. Aggiungo: questa valle è - secondo la denuncia del coordinamento dei medici di base che vi operano - tra le zone d'Italia con maggior concentrazione di tumori e di patologie connesse con l'amianto e l'uranio (presenti in misura significativa nelle montagne che si vorrebbero scavare).
No! i valsusini (e chi, per fortuna, sta con loro) non sono né luddisti contrari al progresso né marginali disinteressati allo sviluppo e al benessere del Paese. Sono gente di campagna (nella bassa valle) e di montagna (un po' più in alto) che conosce la propria terra e sa che la natura, violentata, reagisce (Beppe Fenoglio, grande scrittore di Langa, commentando un'alluvione del Tanaro, dovuta agli interventi dell'uomo, scrisse come solo un poeta può dire: «e il fiume si arrabbiò e fu peggio dei tedeschi e dei fascisti!»).
Attenti, quel che la gente della valle oggi sente, sta scritto nella nostra Costituzione, che pone, nell'interesse generale, limiti alla proprietà privata e all'attività economica anche pubblica, ma non al diritto alla salute, che è diritto assoluto. Il benessere di molti - se anche di questo si trattasse... - non può fondarsi sulla violazione del diritto alla salute di alcuni. Non è una aspirazione politica, ma un principio di diritto, uno di quei principi che sta scritto in Costituzione ed è sottratto alla disponibilità delle maggioranze contingenti (sia detto a beneficio chi si sciacqua la bocca con il termine «legalità»...). Certo, occorre accertare se davvero è in pericolo la salute (la vita) dei valsusini e dei loro figli. Ma, appunto, occorre accertarlo; e non dire, come hanno fatto sinora il governo e la regione: lo accerteremo, ma intanto cominciamo i lavori. Strana pretesa di dialogo quella di chi ha già deciso che l'opera si deve comunque fare e semplicemente vuole addolcire la pillola avvelenata! Il dialogo, se vuole essere tale, deve verificare anche la possibilità di uno scenario diverso, che tenga conto delle richieste di tutti gli interessai. E invece prevalgono l'arroganza e la predicazione ossessiva di una realtà virtuale che assai poco ha a che vedere con quella vera («l'opera serve, non è sostituibile, sarà fonte di sviluppo...»).
Realtà virtuale, ho detto, e non a caso. La corrispondenza del progetto della Tav a un interesse generale (contrapposto a un preteso «egoismo particolare» dei valsusini) è, infatti, indimostrata: nella mancanza di alternative meno devastanti, nella effettiva utilità dell'opera una volta conclusa (fra qualche decennio e, dunque, in una situazione economica e in un sistema di trasporti assolutamente imprevedibile), nel rapporto costi/benefici, nella stessa disponibilità dei fondi necessari (nonostante l'allegra spensieratezza del ministro «competente» secondo il quale i soldi si trovano strada facendo...). Su tutto questo i sostenitori del progetto di Alta velocità continuano a eludere un discorso serio. Anche per questo io sto con Davide.
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Scommetto che i NO TAV, l'opera verrà realizzata, saranno i primi ad unitilizzarne i ........ "malefici", per ....... coerenza
Padania libera 26-01-2010 10:20 - Paolo
Questo vuol dire che un po ti interessa quello che dico.
Anche tu sei un mio "spettatore".Sai assomigli molto a Sgarbi.Niente,niente sei un critico teatrale?
La differenza tra me e Grillo è che io non ho un copione e neanche aspetto l'applauso.
Se mi dovessi giudicare mi assomiglierei più a un grillo parlante che parla al suo Pinocchio (la sinistra).
Parlo specialmente,se ci fai caso ai pinocchi come D'Alema che ho amato tanto e con lui ho fatto il mio intero percorso politico.
Eravamo ragazzi,io Cavallo Pazzo e D'Alema.
Ne abbiamo fatte tante e abbiamo fatto della FGCI un'avanguardia più a sinistra di tanti altri.
Ora il pinocchio D'Alema si è perduto seguendo Gatti e volpi.
Ma io non mollo è gli ricordo chi è.
Si può essere burattini e avere un ideale.
Si può essere di carne e rimanere con un cuore di legno.
Enzo,non fare anche tu come D'Alema.
Smettila di essere solo critico.
Ti lascio la mia posta eletronica pastomare@gmail.com se vuoi approfondire la nostra discussione,ma non fare come i sacerdoti farisei che cercano sempre di trovare difetti al Cristo! Ciao! 26-01-2010 09:16 - maurizio mariani
Come i giganti di Avatar,combattete fino alla morte.
Io faccio parte della razza dei malati che hanno distrutto le loro terre e oggi vogliono accaparrarsi le vostre per logiche di guadagni.
Difendetevi e combattete.
Ieri vi hanno bombardato il vostro "albero",domani profaneranno i vostri sentieri incantati.
Combattete,se mi accettate,domani lascio Roma e vengo a vivere da voi.
Anch'io amo la natura e le vostre montagne.
Partirei subito.Abbandonerei subito queste terre di morti e senza più nulla.
Hanno creato il vuoto intorno a loro e oggi lo vogliono creare anche intorno a voi.
Combattete.Chiamate tutti i paesani a raccolta.
Riunite tutte le comunità montane e attaccate le loro scavatrici.
Se mi accettate,domani sarò su con voi.
Veniamo subito.
Io conosco questa gente.
Sono nato a Roma e in tempi passati ho indossato le loro divise.
Vi potrei aiutare a fermarli.
Sto con voi e se potessi diventare come voi,lo farei subito.
Amo la montagna.
Difendiamo le montagne! 25-01-2010 21:14 - maurizio mariani