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COMMENTO
28/01/2010
  •   |   Alessandro Portelli
    Graffiti romani

    Sui muri del Museo della Liberazione di via Tasso a Roma, in occasione del 27 gennaio, insieme alla scritta «Olocausto propaganda sionista» più croce celtica è apparsa un’altra scritta anch’essa di ovvia matrice fascista, che dice: «Ho perso la memoria». Allo stesso modo della vicenda recente del furto della scritta «Arbeit macht frei» ad Auschwitz, questa scritta mi pare un esempio da manuale di come cancellazione della memoria ed eccesso di memoria siano la stessa cosa: uno che si ricorda di avere perso la memoria o che si affanna a farne sparire i segni è uno che la memoria se la porta cucita addosso, non riesce a liberarsene, e nel suo darsi da fare per rimuoverla non fa che richiamarla ossessivamente.
    Basterebbe questo per poter dire che la giornata della memoria, con tutto il sovrappeso di liturgie e di cerimonialità che gli si è incrostato addosso, è comunque ancora portatrice di senso. Se non altro, serve a dire a fascisti, nazisti e razzisti che non ci dimentichiamo di loro, di quello che hanno fatto, di quello che stanno facendo e di quello che sono capaci di fare. Se noi pensiamo alla memoria solo come a un deposito di fatti appartenenti al passato, allora la giornata della memoria è davvero un cerimoniale ripetitivo e stanco. Ma se riconosciamo la memoria come la rielaborazione incessante del nostro rapporto attuale con il passato e con la storia, come a una faticosa ricerca di senso, allora questa giornata non può essere la stessa da un anno all’altro, ma deve
    entrare in relazione con quello che stiamo vivendo, servire da strumento interpretativo per il presente. E allora, - in una città che ha accolto il sindaco con camicie nere e grida di «Duce, Duce», che ha accompagnato con saluti romani l’inizio della campagna elettorale per le regionali della candidata Pdl Polverini, in un anno culminato con la caccia al nero di Rosarno - serve a ricordarci che alla Shoah non si è arrivati tutto d’un colpo. In Italia come in Germania il genocidio è stato l’orizzonte a cui tendevano un’infinità di passi e tappe intermedie - leggi, schedature, esclusioni, manipolazioni e corruzioni del senso comune, silenzi, indifferenze, opportunismi, guerre. La storia non si ripete mai identica e non immagino un ripetersi della catastrofe nelle stesse forme e luoghi di allora; ma i segni quotidiani intorno a noi vanno in direzione di un altro abisso la cui forma non riusciamo a immaginare. Ma che non per questo siamo meno responsabili di fermare finché siamo in tempo.
    Perciò dobbiamo ringraziare gli autori di queste scritte perché, in tempi di razzismo anti-immigrati, anti-rom, anti-rumeni e anti-gay, ci ricordano che non si dà razzismo senza antisemitismo e che le forme più arcaiche di questo grado zero, modello e matrice di tutti i razzismi sono vive, vegete e postmoderne. Perché la memoria non serve a pacificare e farci sentire tutti buoni, ma a disturbare le coscienze: le coscienze degli eredi e dei complici dei massacri, che negano memorie che non possono sopportare, ma anche le coscienze di quelli che credono che tutto questo appartenga a un passato che non ci riguarda più, a una «barbarie» che non ha niente a che fare con le moderne radici  dell’Europa – un passato sia pure da deprecare ma da chiudere col rituale «mai più» per poi ricominciare a occuparci di altro.
    E soprattutto, questa giornata serve a respingere gli inviti interessati di chi, dalla stessa parte di questi graffitari orrendi, ci invita a minimizzare e a tacere. Direi che dobbiamo fare proprio il contrario: bisogna parlare, e parlare chiaro –
    tanto alla sinistra esitante, quanto a quella destra che ha cercato una rispettabilità corteggiando la comunità ebraica. Deve farci capire se queste schifezze stanno ancora nel suo ambito e nel suo bacino elettorale, se le tollera o addirittura le va a cercare, o se ha il coraggio di rompere e di rifiutarle non a parole ma con fatti concreti. Come finora non ha fatto.


I COMMENTI:
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  • beh paolo, non per ripetere i già meritati elogi che hai ricevuto, hai espresso con perfetta precisione un concetto che pochi hanno compreso o fanno fatica ad ammettere. Complimenti ancora. 01-02-2010 13:37 - Simone
  • X irisblu

    Sì, sono nato nel 1984 e ringrazio irisblu per la stima. 30-01-2010 23:10 - paolo1984
  • se paolo1984 vuol dire che paolo è nato nel 1984 mi compiaccio per la lucidità e la cultura politica. ma credo che ci si debba rivolgere ad anx86 con tutta la durezza del caso. Non credo che sia un proletario di banlieu e non credo che abbia fatto il liceo in un paese del maghreb, dove molti manuali scolastici danno una lettura della II guerra mondiale che piacerebbe a faurisson,quindi se incarna perfettamente l'antimperialismo degli imbecilli è tutta colpa sua. Non offende la sensibilità di qualcuno ma solo la conoscenza della storia e la sua stessa intelligenza (sono marxista ed egualitaria, credo che tutti ne possano trovare in se stessi, basta che si fermino a ragionare senza cercare capri espiatori). 30-01-2010 14:52 - irisblu
  • X anx86

    Perdona la franchezza, ma ho l'impressione che tu sia caduto nella trappola di confondere israeliani ed ebrei della diaspora (una diaspora che riguarda tutto il mondo, ci sono anche ebrei originari dei Paesi arabi, ebrei iraniani e originari dell'Africa nera), confondi memoria della Shoah e conflitto medio-orientale, popolo israeliano e suo governo.
    Vorrei che fosse chiaro che la Giornata Della Memoria non è il giorno di Israele (che non esisteva durante la Shoah e se fosse esistito non so se i nazisti sarebbero riusciti a fare quello che hanno fatto così in grande) e non è neanche il giorno dell'identità ebraica, è il giorno in cui ricordiamo la più grande deportazione, riduzione in schiavitù e sterminio avvenuta sul suolo europeo, un crimine di cui furono vittime in massima parte ebrei, ma anche rom, omosessuali, oppositori politici, disabili e testimoni di Geova. Questa è la Giornata Della Memoria e non altro.
    Ti ricordo che il sionismo è una forma di nazionalismo nata nell'Europa dell'800 e non è nè meglio nè peggio degli altri nazionalismi dell'800. Oltretutto il sionismo è stato oggettivamente favorito da tutto l'antisemitismo europeo culminato nella Shoah, che ha contribuito a far sempre sentire gli ebrei "diversi" (molto spesso "peggiori") degli altri: proprio non mi meraviglia se alcuni ebrei abbiano sentito il bisogno di una nazione e abbiano fatto di tutto per ottenerla, tieni conto che tutte le nazioni nascono nella guerra e nel sangue e sovente sul furto di terre su cui vivevano altri (prendi gli Stati Uniti e l'Australia).
    Poi dici "si rendono colpevoli degli stessi crimini se non peggio che subirono 60 anni fa" ma parli degli ebrei o degli israeliani? Gli ebrei che vivono in Italia sono cittadini come me e te e non sono più responsabili di noi per quel che accade là, poi gli ebrei, come tutti, hanno opinioni diverse e non tutti appoggiano in maniera acritica il governo israeliano: conosci Moni Ovadia? E anche tanti israeliani criticano il loro paese: conosci Shulamit Aloni?
    Ma poi perchè mai aver subito la Shoah dovrebbe rendere gli ebrei migliori degli altri? Se i miei antenati avessero subito la metà di quello che è capitato agli ebrei, io sarei piuttosto incazzato e sarei pronto a commettere anche le cose peggiori se penso che mi garantiranno la sicurezza. Hai mai letto il monologo di Shylock nel terzo atto del mercante di Venezia? io l'ho trovato illuminante. Conosci la storia della nave St. Louis nel 1939 carica di circa 930 ebrei tedeschi in fuga dal nazismo che nessun Paese (nemmeno gli USA) volevano accogliere e che alla fine fece ritorno in Europa?
    Le azioni del governo israeliano sono terribili e vanno condannate (e Moni Ovadia e Zvi Schuldiner e Shulamit Aloni lo fanno), ma l'intero popolo israeliano (in cui c'è pure la minoranza araba) non va' colpevolizzato (e tantomeno vanno colpevolizzate le persone di origine ebraica in quanto tali) ma bisogna sforzarsi di capire certi processi storici che portano a certi fatti che poi portano ad altri fatti e le cause storiche sono sempre complesse. Limitarsi a dire "ma come sono cattivi questi ebrei" piuttosto che "come sono cattivi questi arabi" o questi americani, è un pericoloso semplicismo che non aiuta a capire nulla.

    Saluti 29-01-2010 23:03 - paolo1984
  • Ho sempre pensato che la giornata della memoria e tutte le iniziative volte a ricordare l'olocausto fossero iniziative lodevoli, forse perchè sono cresciuto in un ambiente - scolastico,familiare,sociale - che mi indirizzava a pensarla così. Certo non si può esserne contenti o appoggiare quello che è stato fatto, ma oggi tutte queste iniziative mi sembrano...finte...
    In un sito del genere potrebbe essere visto un po' come sparare sulla croce rossa, ma mi trovo d'accordo con la scritta 'olocausto propaganda sionista'.
    Lungi da me una mentalità razzista o anti-qualcosa citata sempre nell'articolo ma se ci facciamo caso ogni volta che ci si permette anche solo ad accennare qualche cosa, qualche minima cosa, contro Israele o qualcosa che lo riguarda si viene puntualmente tacciati di antisemitismo, razzismo e simili; e questo non solo per chi esprime liberamente i propri pensieri ma anche per tutti quelli che hanno una certa carica, che sia politica, istituzionale o altro. A riprova di questo ci sono numerosi esempi di cronaca di personaggi che con le loro affermazioni hanno attirato su di loro le ire della comunità ebraica e le relative accuse di antisemitismo e varie. Perchè non ci si può mettere contro gli ebrei...per nessun motivo sembra.
    Ma dobbiamo sempre ricordare con chi è che abbiamo a che fare...mi riferisco allo stato di Israele che forse qualcuno dimentica di quali crimini atroci si è reso colpevole proprio dalla fine di quel periodo nero per loro che si ricorda tanto, e si dimentica che tutte queste atrocità continuano ancora oggi, in un modo indicibile, e sono così tante che neanche penso di cominciare a scriverne qualcuna; ma una cosa la dirò: si rendono colpevoli degli stessi crimini se non peggio che subirono 60 anni fa, e il guaio è che a quanto pare nessuno importi quando si parla di memoria...
    'Olocausto propaganda sionista' è vero...perchè promuovendo queste iniziative si cerca di nascondere quello che si sta facendo oggi e accusare chi non vuole farlo...
    Pensandoci - come ci hanno sempre insegnato a scuola - la storia serve ad evitare che si ripetono gli errori del passato...ma a quanto pare non lo insegnano nelle scuole israeliane oppure questo principio non vale niente quando si parla di ebrei perchè oggi e da 60 anni a questa parte gli israeliani stanno ripetendo gli stessi errori di cui loro stessi sono stati vittime, se non peggiori, e questo è storia, non un parere personale. E a differenza di quello che successe 60 anni fa oggi si potrebbe fare qualcosa per evitare che continui.

    Mi scuso se offendo la sensibilità di qualcuno ma non ricordo il passato per cercare di nascondere il presente ed è questo che si sta facendo. 29-01-2010 18:00 - anx86
  • c'è un presidio antifascista domenica alle 10,30 a via tasso indetto dall'ANPI 29-01-2010 16:35 - jangaderop
  • ma quale memoria se i lager esistono ancora. KIUDERE I CPT ORA, emiliano spagagna 29-01-2010 13:42 - emiliano spagagna
  • Le ragioni dell' oblio di certa gente e' da ricercare nella sistematica indifferenza verso le vittime del fascismo e del nazismo.Indifferenza dettata da certi revisionismi che sono cosapevoli di essere nella menzogna , ma sono a libro paga di certi poteri forti che non le basta la totalita' delle loro basi economiche che creano disuguaglianze nella societa'del xxi secolo ma sono nate nei secoli passati, nei paesi dove nacque il liberismo. <<il capitale finanziario non cerca la liberta',ma il predominio>> Rudolf Hilferding (scrittore e marxista) 29-01-2010 11:16 - spartaco
  • Quando in una società prevalgono individualismo ed indifferenza per il prossimo, uniti ad una profonda paura del diverso e ad una codardia di sottofondo-ben criptata dietro un'indubbia boria-non c'è da stupirsi come il nazifascismo riemerga, coadiuvato da un analfabetismo di ritorno fortemente caldeggiato da chi sappiamo. 29-01-2010 10:32 - ste
  • A proposito del decennale della " Giornata della Memoria " vorrei segnalare un increscioso incidente accaduto sul " Treno della Memoria " Cinque carrozze su undici sono rimaste senza riscaldamento durante il viaggio di ritorno, con una temperatura esterna di 20 gradi sotto lo zero. Un altro chiodo sulla bara delle ferrovie italiane.

    Trenitalia aveva messo a disposizione per l'iniziativa organizzata da Cgil e Cisl Lombardia un convoglio di 11 carrozze. Un viaggio di cinque giorni - dal 23 al 27 Gennaio - organizzato da un comitato di cui fanno parte Cgil e Cisl lombarde (che hanno coperto le spese per gli studenti) per 650 persone, in maggioranza studenti, ma anche lavoratori e pensionati. Un’occasione formativa per le giovani generazioni con le visite ai lager di Auschwitz e di Birkenau. E ancora l’incontro a Cracovia con gli altri ragazzi venuti dal resto d’Europa e i colloqui con i reduci. Opportunità unica per ampliare l’orizzonte della conoscenza storica, un momento per trovare una risposta al bisogno di verità che c’è in ognuno di noi. Il primo Treno della memoria partì nel gennaio 2005 da Torino alla volta di Cracovia, con 650 ragazzi. Da allora i ragazzi sono aumentati fino ad oltre 9000 e il progetto coinvolge 10 regioni. Il soggiorno in Polonia è andato bene, ma al ritorno è successa la catastrofe. Partito alle ore 18.00 Del 26 gennaio da Cracovia per ritornare in Italia con a bordo 650 tra studenti, lavoratori e pensionati, il treno è rientrato in Italia tra mille difficoltà.
    Nonostante i disagi dell'andata, quando c'erano già stati problemi su una carrozza, il treno è stato agganciato al locomotore soltanto mezz'ora prima della partenza. All'inizio il guasto ha interessato solo due carrozze, ma dopo un'ora le vetture fredde erano già tre, quindi gli occupanti sono stati trasferiti in quella ristorante che però si è guastata dopo pochi minuti. Sorpassato dopo le 21 il confine tra Polonia e Repubblica Ceca, le carrozze guaste sono diventate cinque e i passeggeri, tra i quali ci sono anche 50 giovani francesi, sono stati costretti a proseguire il viaggio ammassati negli scompartimenti rimasti caldi. Da notare che la temperatura esterna era di circa 20 gradi sotto lo zero. Contattati via telefonica dai giornalisti del quotidiano “ La Repubblica “, alcuni anziani che si trovavano a bordo hanno raccontato che a un certo punto il treno si è fermato e l'unica indicazione arrivata dal personale è stata di prendere quanti più indumenti era possibile dalle valigie per coprirsi perché c'era il rischio che andasse via la luce e il riscaldamento non funzionasse più in nessuna carrozza. Malgrado si trattasse di un treno a cuccette, le coperte sono state distribuite soltanto intorno alle 23.30. Tutto questo mentre altri treni continuavano a circolare. Essendo già il treno pieno zeppo, gli studenti si sono dovuti pressare nei corridoi e negli scompartimenti delle 6 carrozze ancora funzionanti, occupando tutti gli angoli disponibili
    I segretari regionali di Cisl e Cgil Lombardia, Gigi Petteni e Nino Baseotto, hanno protestato formalmente con Trenitalia. Baseotto parla di "comportamento irresponsabile" e di una "gravissima responsabilità di Trenitalia che ha assemblato un convoglio con materiale scadente, evidentemente non adeguatamente testato, e comunque non adatto alle temperature polari di questi giorni". Ed è per questo che "sin da domani - conclude - daremo mandato ai nostri legali di intraprendere ogni azione utile a tutelare coloro che partecipano a questo viaggio".
    Da Trenitalia hanno comunicato che il treno è arrivato quasi regolarmente la mattina del 27 a Tarvisio Boscoverde dove nonostante le assicurazioni di Trenitalia, il reperimento di altre carrozze funzionanti è stato molto difficoltoso, tanto che il viaggio è ripreso appena nel pomeriggio ed i ragazzi sono rientrati a Milano a notte fonda. Di certo alla maggioranza di quegli studenti è passata per sempre la voglia di ricordare la “ Giornata della Memoria “ . Mi immagino le sghignazzate di certi rappresentanti della Lega Nord, e quelle dei tanti militanti di AN ancora nostalgici del fascismo. Questo è un altro chiodo sulla bara delle ferrovie italiane. Chiaramente i super manager di Trenitalia che tra l'altro si beccano un sacco di soldi, pensano solo alla TAV e del resto se ne fregano. 29-01-2010 07:11 - gianni
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