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COMMENTO
02/02/2010
  •   |   Zvi Schuldiner
    Il Kissinger di Arcore

    Arriva un vero amico del governo di Israele, come ribadisce in una lunga intervista pubblicata da Haaretz. Uno screditatissimo premier italiano che sarà ricevuto da uno screditatissimo ministro degli esteri israeliano, Avigdor Lieberman, e poi incontrerà a Gerusalemme uno screditato premier israeliano, Benjamin Netanyahu.
    Andiamo con ordine. Sono screditati - forse - sulla scena internazionale e in larghi settori dell'opinione pubblica liberale. Ma in realtà arriva qui un popolarissimo premier italiano, di un'Italia in cui si manifestano sintomi espliciti di razzismo e fascismo che hanno portato di recente a diversi incidenti a sfondo xenofobo.
    Lo riceverà un ministro degli esteri molto popolare e molto razzista che lo condurrà a un molto popolare primo ministro che abbonda in dichiarazioni demagogiche mentre si fa sempre più grave l'occupazione israeliana, continua la costruzione di insediamenti coloniali e il processo di pace, al di là delle dichiarazioni di facciata, è paralizzato. Arriverà in una Gerusalemme dove il governo israeliano va avanti con la sua politica di spoliazione dei palestinesi che perdono le loro case per far posto ai coloni ultrà.
    Nella situazione internazionale assai nebulosa in cui ci troviamo, può essere che Berlusconi appaia come uno statista equilibrato che arriva dopo aver fatto alcune dichiarazioni che di certo non sono piaciute ai suoi amici nel governo israeliano. Berlusconi ha risposto per iscritto alle domande di Haaretz, il più serio e prestigioso quotidiano di Israele. Dopo che sono state pubblicate sul numero di domenica, lunedì il giornale ammoniva il governo israeliano «ad ascoltare i consigli di un amico». Berlusconi arriva preceduto da alcune affermazioni che fanno ricordare i suoi predecessori democristiani e Bettino Craxi.
    Mentre la sinistra italiana non è entrata nella storia per la sua politica estera e ha cercato di tergiversare sui problemi reali, la Dc, Craxi e ora Berlusconi si dimostrano più coscienti degli ampi interessi reali dell'Italia in Medio Oriente e per questo, in generale, hanno adottato una politica più equilibrata.
    Negli ultimi anni il commercio italiano con l'Iran ha superato gli otto miliardi di euro. Più di mille compagnie italiane fanno affari con la Repubblica islamica, ciò che converte l'Italia nel primo partner commerciale europeo dell'Iran. La Fiat (attraverso la Iveco), l'Eni, l'Ansaldo e molte altre sono una realtà che di certo non può essere trascurata dal capo del governo italiano, che per di più vanta una rapporto molto amichevole con il russo Vladimir Putin, altro esponente di una linea che non è necessariamente quella di Barack Obama nella regione.
    Le dichiarazioni di Berlusconi hanno avuto qui una grande ripercussione perché non si è limitato a riferirsi ai palestinese ma ha anche toccato alcune vacche sacre di Israele.
    Con grande erudizione Berlusconi cita Kissinger, che disse che la guerra in Medio Oriente non è possibile senza l'Egitto e la pace senza la Siria. Per cui il premier italiano si approssima ai francesi e ai turchi e afferma esplicitamente che per arrivare alla pace siro-israeliana bisogna restituire le alture del Golan alla Siria.
    Come se non bastasse, Berlusconi dice agli israeliani, «con una mano sul cuore, come un amico sincero», che la politica di Israele rispetto agli insediamenti è sbagliata e costituisce un serio ostacolo al processo di pace. Che dirà l «amico di Israele» sull Iran di Ahmadinejad? In questi giorni tristi per le prospettive di una soluzione pacifica del conflitto, le parole di Berlusconi suonano un poco meglio di quelle, ad esempio, di un Tony Blair. Tuttavia è necessario leggerle in un contesto più generale, pieno di florilegi retorici. Berlusconi, come Blair, vuole mostrare di essere cosciente e impegnato nella grande lotta contro il terrorismo internazionale, di capire il passato e Auschwitz (deve esseresi dimenticato dei suoi positivi commenti sul passato italiano: «con Mussolini non ci furono esecuzioni di ebrei»..., vero, perché il buon Duce li spedì ad Auschwitz).
    Berlusconi sembra avere altrettanto bisogno di questa visita in Israele quanto ne aveva a suo tempo Gianfranco Fini. Fini si appoggiò alla visita in Israele per liberarsi del suo passato fascista e recuperare una collocazione internazionale più accettabile.
    Berlusconi, lo stesso che ha parlato di un Obama «abbronzato», che ha perso ogni credito per via della corruzione e dei presunti vincoli con la mafia, delle note storie sulle sue feste, le prostitute e gli scandali, di un dominio senza precedenti in Occidente sui mezzi di comunicazione, ha forse la necessità di ripulire la sua immagine e crede di poter ottenere in Israele - dove inizierà la sua visita con una puntata a Yad Vashem, il museo dell'olocausto - un visto di buona condotta per poi potersi muovere più a suo agio negli Stati uniti e in una Europa che lo vede più come un pagliaccio molesto che come uno statista rispettabile.
    In questi tre giorni di visita, sarà interessante vedere dove si collocherà il punto di equilibrio fra le sue parole di questi ultimi giorni e la discussione che avrà con un governo israeliano sempre più impegnato ad appesantire le pressioni su un importantissimo partner commerciale dell'Italia qual è l'Iran di Ahmadinejad.


I COMMENTI:
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  • x gianchi

    La risposta di Ahmadinejad mi è proprio sfuggita; Le dispiace indicarmela?
    Per ora si è vista una critica a Berlusconi da parte della tv iraniana, seguita oggi da una manifestazione di miliziani vestiti da civili.
    Siccome le risposte devono essere proporzionate, a mio avviso è sbagliato che risponda Frattini. Nel primo caso mi sembra più adeguata una risposa da parte di "Striscia la notizia", con un editoriale del Gabibbo. Nel secondo, manderei gli ultras del Catania davanti all'ambasciata iraniana.
    E vediamo se a questo punto i macellai che comandano a Teheran hanno il coraggio di mostrarsi o se continueranno a tirare la pietra e a nascondere la mano. 09-02-2010 16:59 - danilo recchioni+baiocchi
  • Ma perché l'analisi concreta e differenziata della situazione concreta è così difficile da trovare ormai su questo blog? I dirigenti iraniani non sarebbero contenti di sentirsi paragonati a un paese appena uscito dal terzo mondo (e l'Iran non è tale). Le prime vittime dei regimi integralisti islamisti sono sempre stati i militanti della sinistra laica e comunista (ne ho conosciuti personalmente, a Parigi, a Londra, a Firenze). Berlusconi dice qualsiasi cosa a qualsiasi leader, del resto quando parla di Putin sembra non sapere dove e come questi ha formato la sua abilità e sapiente intreccio di violenza e consenso: certo è stato più comunista di d'Alema e Bersani messi insieme. quindi Berlusconi non è filo né antiisraeliano.Per lui l'estero è Disneyland per la sua vanità e una fonte d'affari per i suoi supporters. Quindi non mollerà mai l'Iran. Le politiche dei dirigenti d'Israele e della Palestina dovrebbero essere sottoposte a critiche sulla base degli stessi criteri: i dirigenti di Hamas non sono dei minus habentes cui si perdona tutto perché sono inferiori e dannati della terra.
    Un pò di leninismo, vi prego (Lenin ha accettato le diminuzioni territoriali alla pace di Brest Litovsk ed è stata una delle sue decisioni più sagge. I sionisti del '48 molti dei quali venivano dalla sinistra russa e polacca ben lo sapevano. I dirigenti palestinesi, allora discendenti da proprietari terrieri consolidatisi sotto il dominio turco purtroppo no. )Per finire A. Liebermann è un fascista, credo che anche Fiamma Nirenstein lo ammetta. Ciò non rende tali tutti gli israeliani, nemmeno quelli che lo hanno votato: noi italiani sappiamo qualcosa delle derive a destra di una società sconquassata.
    Mi piacerebbe suscitare un dibattito ,,, 05-02-2010 11:22 - irisblu
  • X gianchi

    Non capisco cosa c'entra la notizia che hai postato con quello che dicevo io. Ho forse difeso gli USA e il traffico di bambini?
    Le persone che trafficano in bambini sono delle merde e vanno puniti, ma cosa cazzo c'entra questo con il prendere a frustate qualcuno solo perchè fa sesso?? Il fatto è che, come diceva irisblu, esiste l'antimperialismo degli imbecilli, gli imbecilli sono quelli pronti a difendere le peggiori nefandezze reazionarie quando a commetterle sono Paesi nemici di USA e Israele.
    L'antimperialismo degli imbecilli si basa sul noto principio secondo cui il nemico del mio nemico è mio amico, lo stesso principio in base al quale gli USA sostennero il fondamentalismo islamico in Afghanistan contro i sovietici.
    io respingo questo modo di ragionare: il governo israeliano ha compiuto e compie gravi crimini contro la popolazione palestinese, ma il governo israeliano non è tutti i cittadini d'Israele e non rappresenta il mondo e la cultura ebraica. E Hamas, Ahmadinejad e tutti i fondamentalisti religiosi di qualunque religione siano non sono miei amici, non sono "compagni" nè mai lo saranno.
    Mi sono spiegato? 04-02-2010 22:55 - paolo1984
  • Pecunia non olet. Mi pare che chiarisca tutti gli psudomisteri di questi incontri. E poi la massoneria in Israele e' fortissima. Mi sembra che anche questo possa chiarire molti punti.
    E per finire, ma cosa volete che gliene freghi a Berlusconi e a Netanyahu o peggio al fascista Lieberman delle stragi naziste. 04-02-2010 21:04 - murmillus
  • Scrive paolo1984:
    "L'Iran è un Paese dove chi viene sorpreso a fare sesso fuori dal matrimonio rischia le frustate se è fortunato: vi rendete conto di cosa signifca? 04-02-2010 17:38 - paolo1984"
    ----------------
    Altra notizia :
    Arrestati 9 americani per traffico di minori ad Haiti, volevano espatriare con 33 bimbi……

    Che dire, e cosa si dovrebbe fare a questi civilissimi ed emancipati nord americani ?
    Molto probabilmente questi loschi figuri la faranno franca, questi fanno parte di una civiltà superiore da proteggere, e non verrà imposta loro nessuna punizione, perché loro vivono in un sistema democratico la cui economia è basata sul profitto ricavato oltre che dalla vendita delle merci, anche dalla vendita delle persone, a scopo caritatevole in questo caso. 04-02-2010 20:11 - gianchi
  • "la “rivoluzione colorata” comandata dagli USA e che lo stesso Massuvi ammette già essere fallita."gianchi

    Quando dei giovani scendono in piazza rischiando botte e torture e anche di finire impiccati, non lo fanno solo perchè gli USA cattivoni glielo ordinano. Certamente rischiano di essere strumentalizzati, ma non è un motivo per appoggiare un fondamentalista religioso come Ahmadinejad.
    Io me ne sbatto di Moussavi, me ne sbatto dei conflitti interni al regime iraniano, me ne sbatto della CIA e di Berlusconi che se andasse in Iran sarebbe pronto a dire l'esatto contrario di ciò che ha detto in Israele solo per fare bella figura. Io sono solidale con chi scende in piazza contro il fondamentalismo religioso sessuofobico e oscurantista e ogni progressista dovrebbe esserlo. L'Iran è un Paese dove chi viene sorpreso a fare sesso fuori dal matrimonio rischia le frustate se è fortunato: vi rendete conto di cosa signifca? 04-02-2010 17:38 - paolo1984
  • danilo recchioni + scrive:

    "Osservo che Ahmadinejad non ha protestato per essere stato paragonato a Hitler da Berlusconi. Evidentemente trova il paragone lusinghiero... 03-02-2010 15:19 - danilo recchioni+baiocchi"
    ------------------

    A me sembra che la protesta di Ahmadinejad, sia arrivata puntualmente.

    E sulle affermazioni del premier sull’Iran sarebbe meglio stendere un “lenzuolo” pietoso. Innanzitutto per le ingerenze negli affari di un Paese fiero e indipendente che viene quotidianamente provocato e insidiato con le sanzioni economiche e con tentativi di far esplodere al suo interno una guerra civile “colorata”.

    La posizione assunta da Berlusconi contro l’Iran ? Si tratta non solo di bieco servilismo, ma di stupidità “indotta” dagli americani circa ogni personaggio loro sgradito ai loro profetti imperiali - Milosevic, Saddam ecc.. oggi Ahmadinejad indicato come il novello Hitler.

    Affermazioni del genere fanno strame della storia, e fingere di non vedere la differenza tra una delle prime potenze mondiali come sono gli USA - una nazione che ha messo a ferro e fuoco mezzo mondo - e modesti paesi appena usciti, si e no dal terzo mondo, sono dimostrazioni di idiozia politica.

    E il Berlusca dichiara anche che deve essere appoggiata l’opposizione iraniana, cioè la “rivoluzione colorata” comandata dagli USA e che lo stesso Massuvi ammette già essere fallita.

    Ma a sinistra si continuerà sempre ad appoggiare l’opposizione iraniana sedicente democratica, quella delle rivoluzioni colorate, e a condannare Ahmadinejad ?

    Si continuerà sempre a criticare Putin, i cinesi (mostrando simpatia per il Dalai Lama) ecc… ? Esattamente come fa la destra ?

    O siamo di fronte a schieramenti politici che si azzannano per dimostrare di essere i più fidati scherani di Usa e Israele ? 04-02-2010 16:51 - gianchi
  • "pubblica articoli ultra-sionisti come quelli di Umberto De Giovannangeli sull'Unita' online" giuliano campo

    Leggo l'Unità tutti i giorni e posso garantire che De Giovannangeli non è un ultra-sionista (ma non è neanche antisionista), De Giovannangeli per l'Unità ha scritto molti articoli che descrivono le sofferenze indicibili dei palestinesi a causa del blocco di Gaza e del Muro in Cisgiordania. Durante Piombo Fuso l'Unità ha parlato diffusamente delle moltissime vittime civili dei bombardamenti israeliani. De Giovannangeli ha intervistato molti israeliani duramente critici con il loro governo come Shulamit Aloni e il Nobel per la chimica Ada Yonath che chiedeva al suo governo di liberare non uno, ma TUTTI i detenuti palestinesi. Certo De Giovannangeli non vuole la distruzione dello Stato d'Israele, non è un fan di Hamas e dei fondamentalisti islamici e non crede che tutti gli israeliani siano mostri assetati di sangue (cosa di cui purtoppo l'estrema sinistra sembra in buona parte convinta), ma questo non autorizza a dipingerlo come un supporter del Likud.
    Nell'articolo di oggi De Giovannangeli si limita a far notare la falsità di Berlusconi che da una parte si dichiara amico di Israele e poi va a braccetto con Gheddafi, quindi è un articolo di politica estera a uso di polemica interna anti-berlusconiana che si può criticare, ma non basta a fare di De Giovannangeli un ultra-sionista. 03-02-2010 17:02 - paolo1984
  • Le contraddittorie affermazioni del premier,sono frutto di una assenza di autonomia di pensiero e di linea per quanto riguarda la politica estera del nostro governo. Queste affermazioni dimostrano la bassa statura politica del nostro premier e dei nostri governanti italiani.
    La linea politica estera non sarà mai lineare, con questi minuti personaggi politici, ma si adatterà in conformità all'interlocutore che ci si troverà di fronte di volta in volta.
    Oggi il premier si è dovuto inchinare supinamente senza fiatare come lo fece peraltro qualche anno fa Prodi, alle raccomandazioni del governo criminale di Israele, come peraltro lo ha fatto poco tempo fa senza fiatare con gli Usa col caso Bertolaso.
    Servilismo e sottomissione politica ai dominanti, questo è il motto imperante nella politica estera italiana.

    E la sinistra non dice una parola su questo bieco servilismo ai dominanti di turno, un'alternativa di politica estera meno servile e più autonoma, che non sia di pura sottomissione come fino ad ora è stata, non l' ha ancora presentata ai suoi elettori. 03-02-2010 16:07 - gianchi
  • Osservo che Ahmadinejad non ha protestato per essere stato paragonato a Hitler da Berlusconi. Evidentemente trova il paragone lusinghiero... 03-02-2010 15:19 - danilo recchioni+baiocchi
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