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COMMENTO
06/02/2010
  •   |   Francesco Paternò
    Montezemolo ha ragione?

    L'io, ci ha detto Freud, gestisce i meccanismi di difesa. L'io di Montezemolo è una verità: «Da quando io sono alla Fiat non abbiamo ricevuto un euro dallo stato». Sullo stare in azienda si può discutere (1977, relazioni esterne), ma l'affermazione non è una barzelletta come dice il leghista Calderoli. Montezemolo è diventato presidente del gruppo industriale nel 2004 e da allora si ricordano soltanto incentivi governativi alla rottamazione. Che premiano Fiat per la sua quota di mercato del 30 per cento, i costruttori stranieri per il restante 70.
    Montezemolo ha poi ancora ragione se si considera la cassa integrazione non come aiuto di stato. Lo strumento è un sostegno alle imprese in difficoltà, ma viene dato appunto non alla sola Fiat, e ci mancherebbe in questi tempi bui per l'intero mondo del lavoro.
    Ma tra i meccanismi di difesa gestito dall'io freudiano c'è anche la rimozione. E nella rimozione di Montezemolo c'è un pezzo di storia d'Italia.
    Marchionne ha spiegato l'altro giorno in una intervista alla Stampa come è andata per esempio nel 1969 per Termini Imerese, la fabbrica siciliana che adesso vuole chiudere perché improduttiva. 
    Termini è nata, oltre che per investimenti Fiat, con «contributi a fondo perduto per 93 milioni e finanziamenti per 164 milioni, totalmente ripagati». E nei secoli, l'io montezemoliano si perde tra le commesse belliche di stato a Torino per la guerra di Libia del 1911 e l'affarone Alfa Romeo del più vicino 1986, strappato alla Ford con il benestare di Craxi al governo e Prodi all'Iri. 
    Negli anni, poi, non sono mancate nemmeno le accuse alla Fiat di aiuti, diciamo, allo stato. Aiuti non dichiarati, s'intende. Nel 1992, Romiti e Mattioli, suo direttore finanziario recentemente scomparso, furono rinviati a giudizio anche per finanziamento illecito ai partiti. Erano sempre gli anni da bere di Craxi, quando il Psi improvvisamente cambiava opinione, da negativa a favorevole sulla costruzione della fabbrica Fiat a Melfi o sulla decisione di vendere l'Alfa non più agli americani di Dearborn.
    Maroni, compagno di partito di Calderoli, da ministro del welfare nel 2005 aveva fatto i suoi conti, addebitandoli in un'intervista ad Agnelli: «Da quando l'Avvocato ha assunto direttamente la guida dell'azienda fino ad oggi, lo stato italiano ha trasferito alla Fiat, sotto varie voci, quasi un milione di miliardi di lire». E chiudeva: «Con questa cifra la Fiat poteva comprarsela la General Motors!». La Fiat non l'ha fatto e, visto come è finita a Detroit con la bancarotta dell'ex primo costruttore di automobili al mondo, si può dire che a Torino siano stati lungimiranti. Infatti adesso il Lingotto si è comprato la Chrysler, ma con gli aiuti di stato del governo americano.
    Tornando a casa, Montezemolo non se la può cavare così, dicendo zero euri. Anche se un pezzo di verità la sostiene il suo amministratore delegato: in Italia ci vuole una politica industriale, che questo governo in effetti non ha. Né la fanno gli incentivi, cui la Fiat si è detta pronta a rinunciare dopo aver minacciato disastri se non li avessi avuti. Ora sa che, seppur mai ci saranno, serviranno a poco e nulla: per un mercato drogato, l'ipotesi temporale allo studio di soli sei mesi e per importi di rottamazione dimezzati, sono droga tagliata male.
    Per questo e per altri motivi lo scontro tra Fiat e governo è destinato ad andare avanti. Il problema è che magari alla fine loro pareggiano, ma i lavoratori stanno ora perdendo.


I COMMENTI:
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  • Il mio commento del 21/o2/2010
    appare come "sarà poi" dov'é il resto? non SARÀ POI
    che fosse scomodo? Se così é
    avete avuto il mio ULTIMO commento. 23-02-2010 12:11 - Rocco Crocitti

    la redazione: Nessun commento viene tolto o censurato "perché scomodo". Il commento in questione è arrivato esattamente come il lettore l'ha visto pubblicato. Se una parte del testo è andata perduta e il lettore vorrà rimandarcela, saremo felici di pubblicarla.
  • Sarà poi 21-02-2010 16:56 - Rocco Crocitti
  • Ma senti, senti.
    Hanno detto che non hanno mai preso una lira.
    Ma lo sapete come chiamano l'Italia in certi paesi del sud e centro America?
    Fiatnam!
    Il paese della fiat.
    Un paese che si è sviluppato tutto sulle quattro ruote.Un paese che fa camminare su gomme il 70%delle merci.
    Un paese dove c'è più asfalto che binari e dove i trasporti sono da terzo mondo.Due linee di metrò a Roma,per costringere alla gente di andare a lavorare con la macchina.
    Un paese dove l' azienda fiat è concatenata con tutte le attività economiche di questo paese,attanaglia anche la produzione e lo sviluppo delle metropoli.
    Una Fiat che controlla il paese, con persone in parlamento,che entrano con cravatte e scudetti della fiat,come i leghisti indossano il verde.
    Una fiat che controlla giornali,e corrompe con la sua pubblicità,i vari intellettuali.
    Una fiat,che pretende spazzi per le sue imprese,come il vaticano, vuole chiese.
    Una fiat che fa circolare questo consumismo e ci ha riempito le strade di ferro dice ora che non ha nulla a che fare con il governo.
    Ma questa gente,è scema?
    Oppure crede che noi lo siamo.
    Luca,ma vai a fare in culo! 07-02-2010 14:19 - maurizio mariani
  • Dunque, mentre l'intramontabile Montezemolo spara cazzate grosse come una casa, l'ineffabile ministro del Welfare ( una volta si diceva ministro del Lavoro )Maurizio Sacconi non trova di meglio che dare la colpa di tutto quanto al CCNL ( Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro ) che a suo dire rovina l'economia del Paese e crea un esercito di previlegiati. Se si lasciasse campo libero alla contrattazione decentrata delle aziende, magari con un sacco di lavoro precario e la distruzione finale delle organizzazioni sindali, tutto andrebbe a posto, aumenterebbe livello dei salari e quello delle pensioni, niente più cassa integrazione e licenziamenti, e i lavoratori vivrebbero in serena armonia con i padroni delle fabbriche che gli vogliono tanto bene.
    Ma non avete capito che ci stanno prendendo per il culo ? 07-02-2010 08:45 - gianni
  • La Fiat ha campato sulle spalle degli italiani da sempre.
    Casse integrazioni e intanto faceva utili, Alfa Romeo regalata, etc etc
    E costata migliaia di miliardi allo stato per mantenere un carrozzone privato 06-02-2010 22:41 - Matteo
  • ...Non sara' forse che il concetto di automobile comincia ad essere vecchio ?
    Inoltre anche per le produzioni delle automobili si e' assistito al fenomeno della delocalizzazione . Non sarebbe meglio riconvertire le produzioni ? Prendendo ad esempio i tedeschi della Wolkswagen che hanno riconvertito una parte delle loro fabbriche per la MICRO-GENERAZIONE . Tral'altro uno dei primi esempi di diffusione della cogenerazione su piccola scala in Italia è stato il TOTEM (acronimo di Total Energy Module) realizzato nel 1973 proprio dal centro ricerche della FIAT che ha pero' abbandonato a differenza dei tedeschi .
    Micro-cogenerazione: “Volkswagen e l’elettricità fatta in casa”
    http://www.listacivica-guastallaliberata.org/2009/09/micro-cogenerazione-volkswagen-e-lelettricita-fatta-in-casa/ 06-02-2010 20:58 - Viridans
  • Marchinne, Montezomolo, Lapp. Ma che banda di buffoni incompetenti.
    E poi, mi pare che il grande Gianni avesse il setto nasale bucato. Chi se lo ricorda? 06-02-2010 20:32 - murmillus
  • ma vista la memoria corta del boss Fiat lo sa che il nonno dell'avvocato fece mettere l'alzo a zero ai cannoni posti difronte ai cancelli Fiat e ordinò di sparare agli operai ?non fu solo per il buon senso del comandante militare , ricordatevi che anche oggi pur di difendere i loro sporchi interessi sia la Fiat sia il Governo che supporta il padronato di destra sono pronti nella stessa misura , non lasciatevi ingannare a Roma comanda come è sempre stato la Fiat, ribellatevi finche siete in tempo . ulisse 06-02-2010 19:40 - ulisse rossi
  • C'erano e ci sono le repubbliche delle banane, quelle dove una monocultura riempie e devasta l'economia di un paese, e c'era la repubblica delle auto, ossia noi. Per almeno vent'anni l'industria italiana è stata l'indotto della fiat. Ora che la situazione è un po' più varia, non ho nostalgie. Comunque a Termini di soldi ne hanno presi a palate, un po' di pudore non guasterebbe. 06-02-2010 19:12 - andrea61
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