giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
07/02/2010
  •   |   Joseph Halevi
    La deflazione, spettro d'Europa

    La situazione in Europa è gravissima. La zona dell'euro sta andando verso una deflazione di lunghissima durata e quindi verso una disoccupazione palese e - ancor più - nascosta di enormi proporzioni. Lo stato di cose è reso più grave dallo scellerato patto Maastricht-Dublino che sancisce il dominio neomercantilistico della Germania e la pretesa egemonia politica della Francia in Europa. Infatti per capire la situazione dei paesi in più vulnerabili, Grecia, Spagna e Portogallo, bisogna partire da quelli in surplus nei conti esteri. 
    Sono questi i paesi su cui deve ricadere l'aggiustamento aumentando la loro spesa e abbassando le esportazioni nette. Così facendo non metterebbero in pericolo i loro livelli occupazionali mentre sosterrebbero quelli dei paesi in deficit. Quest'ultimi infatti non possono che effettuare un aggiustamento in negativo, riducendo spese, domanda ed occupazione. Il processo si ripercuoterebbe anche sui paesi in surplus, i quali possono pure rimanere in eccedenza, come succede in Germania, ma venderanno all'estero meno Bmw, macchinari e via dicendo. Essi stessi saranno costretti a licenziare lavoratori. Ma che bel meccanismo di trasmissione! 
    Della Grecia abbiamo già scritto; concentriamoci ora sulla Spagna. Contrariamente ad Atene, il cui deficit pubblico in rapporto al pil è elevato da decenni (-16% nel 1990, l'Italia era a -12%), Madrid non ha avuto un alto disavanzo pubblico rispetto al pil: era meno del -4% nel 1990 e, con alterne vicende, era appena del -1% nel 2000, toccando poi un'eccedenza del +2% del pil nel 2006. L'impennata del debito pubblico è avvenuta con lo scoppio della crisi dal 2007 in poi. Grecia, Spagna e Portogallo si caratterizzano ormai da tanto tempo per un forte deficit estero prevalentemente a livello intra-europeo e con l'Asia orientale. È evidente che in mancanza di una politica europea di sostegno alle finanze pubbliche i titoli pubblici catalizzano sia i desideri speculativi che la paura speculativa dei «mercati finanziari» tanto nei confronti della spesa pubblica quanto verso la posizione estera del pease. In parole povere nei confronti di questi tre paesi manca fiducia nella solvibilità riguardo ambo gli indebitamenti. La richiesta di un alto tasso di interesse come prezzo di strozzinaggio sul rischio del titolo pubblico diventa sempre più un indicatore di fuga dei capitali (verso gli Usa). Ora i tre paesi sono costretti a promettere a Francoforte, sede della Bundesbank e del suo braccio europeo Bce, di volere e potere ridurre il deficit al 3% nel giro di pochissimi anni. 
    Si deve notare che la vera vulnerabilità europea risiede negli squilibri dei conti esteri intraeuropei e in particolare nella loro struttura gerarchica che pone la Germania al vertice seguita a breve distanza dall'Olanda. Invece di essere attenuata attraverso istituzioni di coordinamento fiscale e delle bilance dei pagamenti, questa vulnerabilità viene ampliata mettendola completamente in mano ai mercati finanziari che, a loro volta, la scaricano, speculativamente, sui titoli del debito pubblico. Con quasi il 20% di disoccupazione ufficiale la Spagna ha più che mai bisogno di spesa pubblica, ciò è tanto più vero se si addizionano i tre succitati paesi. Nel Trattato di Lisbona, che con poche modifiche ad hoc, ha rimpiazzato la carta costituzionale europea bocciata dall'elettorato francese e olandese, non vi è alcun strumento per il coordinamento delle politiche fiscali. A Madrid, Lisbona e Atene non resta che promettere di ridurre i loro deficit ad un assurdo 3% in un brevissimo spazio di tempo. Speriamo che intendano imbrogliare e che se invece fanno sul serio si trovino con milioni di persone in piazza e sui tetti, altrimenti un bel pezzo d'Europa occidentale rischia di implodere come è gia successo all'est dopo il 1990-91 e sta oggi accadendo nei paesi baltici. 


I COMMENTI:
  • ma perché si deve prendere in considerazione solo lo scontro tra ultimi e penultimi? Questo scontro non è un dato naturale, ma esiste solo compatibilmente alla salvaguardia della quota di reddito complessivo che va al profitto. Neanche oggi che è tenuto in vita artificialmente riusciamo a mettere in discussione il modello di accumulazione del profitto che crea deflazione salariale e "scontro generazionale"?

    un meccanismo deflattivo assicurato dalla riduzione della spesa pubblica è l'altra faccia di una riduzione del volume delle attività, e non una placida quiete

    Piani di riduzione dell'indebitamento come quelli consigliati dall'Ue sono scellerati perché innescano una spirale di contrazione degli investimenti. I paesi mediterranei, Italia compresa, hanno una quota di spesa pubblica sul PIL che è enorme (50% da noi). In una fase recessiva ridurre anche questa voce equivale a una vera e propria sottrazione immediata di punti di PIL, e quindi nuova necessità di ridurre l'indebitamento.....depressione.

    di fronte a questo scenario è molto meglio imbrogliare: L'Europa, i propri cittadini, i propri parenti, le "generazioni future" e forse anche la propria coscienza.

    Gli articoli di halevi fanno del manifesto una delle poche voci sensate nel dibattito economico. Ormai tutti gli altri fanno il tifo 08-02-2010 14:07 - urs
  • Che vuol dire "speriamo che imbroglino?" Che imbroglino CHI? l'europa o i loro elettori? Un alto deficit statale crea una corporazione piuttosto ampia di mantenuti dei bot, grosse finanziarie in primo luogo. E chi le mantiene? quelli che pagano le tasse. Siccome negli altri paesi le tasse le pagano TUTTI, quando un governo propone di aumentare il deficit c'è poco entusiasmo in giro. Noi invece imbroglieremo, come al solito. E che cosa ci faremo coi soldi del deficit extra? centrali nucleari, ponte sullo stretto, edilizia selvaggia protetta e sovvenzionata dallo stato, fiumi di soldi ad amministratori di regioni, province, comuni, circoscrizioni, incentivi ad aziende che intascano ed espatriano. Come un perfetto paese del terzo mondo: debiti colossali, gente povera, ex dirigenti a godersi la vita. 08-02-2010 10:52 - andrea61
  • Un meccanismo deflattivo temperato non dispiace ai percettori di reddito fisso, come i pensionati. Il problema è per quanto tempo ancora il sistema consentirà la pace sociale tra sessantenni che nel loro buon diritto si godono una pensione mensile e precari quarantenni che talvolta arrivano a prender si e no la metà. Lo scontro tra generazioni di garantiti e non garantiti\privi di reddito è una postqa in gioco che non è stata presa in considerazione adeguata, sinora. Che fare? 08-02-2010 09:32 - pardo fornaciari
  • Sarà la storia a giudicare l'incompetenza dei politici e degli imprenditori che tanto hanno condizionato la politica, nel fallimento che verrà. 07-02-2010 19:07 - Miria
  • Non capisco perché non essere tanto indebitati sia cosa 'scellerata' 07-02-2010 17:38 - Andrea Proserpio
  • Non c'è più la crisi,ora stiamo perfettamente immersi nella merda!
    Non ci sono più le paure di una recessione,ora siamo certi di starci dentro.
    Aspettiamo la grande onda.
    Ci siamo messi di traverso,tanto, anche se ci mettiamo dritti è troppo alta e troppo forte per questa barca di pirati.
    Il nano nero,capo di questo vascello fantasma,si sta divertendo sotto coperta con delle ragazzine.Si guarda a uno specchio di quelli che ti fanno più lungo e sorride.
    I vecchi pirati,che sul mare ci hanno passato la vita,sentono odore di acqua piovana e osservano l'orizzonte.
    Il nostromo Tremonti,ha appena avvertito di una grossa falla nella stiva,ma il nano nero non lo degna di uno sguardo e si gratta la patta dei pantaloni per scaramanzia.
    Abbiamo una nave gonfia di titoli e di azioni,cosa ci può mai capitare?
    Andiamo dritti verso nuovi affari.
    Tanto i marinai,stanno guardando la ciotola del pranzo che è sempre più brodosa.
    -Cuoco,dove sono i tocchetti di carne nella minestra?-
    -Non ci sono perche Tremonti ha chiuso la cambusa e ora mi da lui gli alimenti da cucinare.-
    -Lavorare,pulire la nave,servire i capi e poi niente tocchetti di carne?-
    -Zitti che il nano sta costruendo nuove celle...-
    -Non fate rumore che se vi sentono,vi mettono ai ferri.-
    -Ma cosa fate?-
    -Avete fatto cadere la pentola e ora?-
    -Se vi ammutinate,finirete sulla forca.-
    Ma tanto,
    L'onda sta arrivando! 07-02-2010 17:00 - maurizio mariani
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI