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COMMENTO
10/02/2010
  •   |   Mariuccia Ciotta
    Io ti salverò

    Eluana un anno dopo. Sarebbe bello che fosse viva la ragazza dagli occhi profondi e i capelli scuri, icona di un affetto collettivo, come succede con le star, tante volte vista sorridere sulle pagine dei giornali. In occasione del primo anniversario del suo corpo dissolto, già abbandonato dal pensiero, è questo che ci piacerebbe sentire, il dolore del padre e di tutti nel ricordo di una crudele agonia politico-mediatica. Invece, il soggetto si capovolge, «Io non ho evitato la morte di Eluana». Io, il presidente del consiglio, che in una lettera indirizzata alle suore della clinica Beato Luigi Talamoni, dove la ragazza restò in stato vegetativo per 14 anni, parla alla nazione e sottintende che avrebbe potuto salvarla se solo avesse esercitato i suoi superpoteri. La brutalità della dichiarazione dà la misura del cinismo dell'uomo e del suo governo, che sfruttano l'occasione in vista della legge sul biotestamento, pronta a ripartire sul testo Calabrò approvato al senato.
    Eluana fa al caso loro perché l'obiettivo è negare la libertà di scelta e imporre l'obbligo di alimentazione e idratazione, anche in caso di volontà esplicita del paziente contro l'accanimento terapeutico, che a questo punto sarà sancito per legge. Il principio di autodeterminazione verrà così cancellato, essendo «una pia illusione» come dice monsignor Fisichella che fa appello «all'inviolabilità e l'indisponibilità della vita». C'è chi preferisce la morte, s'intende. Lo scontro, mistificato, tra laici e credenti è il terreno su cui il governo spinge la discussione, mentre in gioco è la dignità umana, l'esistenza come espressione di sé in relazione agli altri, non semplice battito del cuore, ridotto a organo e non più a sede simbolica dell'essere. Così sono proprio i paladini della misericordia a negare la pienezza della vita, a eclissarne il senso, e fa rabbrividire il giornale dei vescovi, l'Avvenire, che ieri pubblicava l'editoriale del direttore Marco Tarquinio intitolato «È semplice stare dalla parte giusta», dove si legge che è «naturale e umano proteggere chi è piccolo e fragile», mentre è «innaturale e terribile» lasciar andare «alla deriva una persona totalmente disabile». Eluana è morta di sete, vittima di chi le ha negato, digrignando sofismi crudeli, un bicchiere d'acqua. L'offesa grandissima ai familiari, si fa più feroce nell'evocazione della «mamma», parola che la ragazza in coma avrebbe pronunciato dopo due anni dall'incidente. Il link con la lettera di Berlusconi è sensazionale, «Io l'avrei potuta salvare». Dopo un anno, niente è cambiato. La malinconia di Peppino Englaro, il suo paziente insistere «l'avesse vista non parlerebbe così», cadono nel vuoto. Il corpo di Eluana è impugnato ancora a sostegno dell'onnipotenza dei legislatori, proprietari di lacrime e sorrisi.


I COMMENTI:
  • Ma come sono bravi questi signori.
    Si preoccupano che tu viva.
    Si preoccupano tanto che stanno facendo una legge perche non ti fai ammazzare.
    Ma questa legge,vale per i disoccupati e i loro famigliari che si stanno ammazzando perche non possono pagare la loro misera vita.
    Non riescono a pagare neanche le bollette della luce e si danno fuoco.
    Ma dove sono tutti questi paladini della vita,in queste circostranze?
    Un disoccupato che non ha lavoro, si deve presentare a questa associazione e chiedere di essere tutelato.
    Ci devono aiutare come,volevano aiutare Eluana,altrimenti sono degli ipocriti che non danno una consequenzialità alle loro idee.
    Una donna deve vivere anche se malata,ridotta a un vegetale e con un padre che non ce la fa più da solo a assisterla.
    Invece una famiglia di disoccupati,che non hanno più casa,che dormono in una macchina,che non hanno neanche da mangiare,cosa dovrebbero fare?
    Secondo tutti questi moralisti,che hanno l'etica della vita,ci dicano cosa devono fare i "negri" che sono stati cacciati da Rosarno,che non possono tornare nelle loro patrie,perche verrebero uccisi e vagano in Italia o nel deserto libico?
    Cosa dicono i buoni cristiani, quando un altro Cristo muore in carceri sopraaffollati e senza neanche un secondino?
    Eluana,doveva morire!
    Doveva morire perche questo stato,oltre che dire stronzate,non ha fatto nulla.
    Doveva morire come devono morire tutti gli operai che verranno cacciati dalla produzione.
    Si devono morire,perche oltre alle belle parole che dicono tutti,come potrebbero vivere senza una casa e senza un salario?
    Ma quando vi ammazzate,non fatelo sapere allo stato e a tutti questi benpensanti,che altrimenti vi vriticheranno anche da morti.
    Affanculo,tutta questa ipocrisia.
    Questa Italia è diventata la nazione delle belle parole... 11-02-2010 12:36 - maurizio mariani
  • Ho letto con interesse l'articolo ed il commento, anch'esso interessante, del lettore Gianni. Le polemiche scatenate dalla morte di Eluana sono tornate, com'era prevedibile, ad animare un dibattito che, per la sua natura e per la profondità dei temi toccati, rappresenta un'autentica linea di faglia dell'elettorato. Io sono di centro-destra ma, personalmente, a favore della libertà di autodeterminazione ritenendo che le motivazioni addotte dalla chiesa romana non possano trovare applicazione su coloro che non sono cattolici. Reputo però non del tutto corretta la posizione di chi, come Gianni, ritiene che il governo abbia colto l'occasione, sfuttando la giornata del ricordo e l'anniversario di quella morte per fare campagna elettorale. Noto che, in tal senso, il Manifesto, che pure è una testata sicuramente interessante, evita totalmente il tema delle foibe, che pure dovrebbe, in ragione della sua rilevanza sotto il profilo storico ed umano, essere un tema di grande interesse, come quello dell'Olocausto e,sia pure in un ottica "di scala", quello della sfortunata Eluana. Berlusconi ha scritto alle suore, ignorando la famiglia, e credo che il gesto abbia una valenza politica, dato l'appossimarsi delle regionali (anche se non darei per scontato l'aumento di preferenze, dato che anche nel centro-destra mi pare che ci sia un ampio ventaglio di posizioni e non siano tutti irregimentati). Ma penso che anche il silenzio del Manifesto sulle foibe un significato ce l'abbia. A volte un silenzio, diceva qualcuno, fa più danni di tante parole. Se si vuole essere credibili bisogna avere il coraggio di guardare a 360 gradi, e non accusare Berlusconi di ipocrisia dimenticando che anche il silenzio su drammi come quello istriano-dalmata è, di fatto, una dimostrazione di "mirata" cecità. Il rischio è di fare, quanto meno, la stessa figura di ipocrita attenzione ad una parte dimenticando, "ad usum delphini", chi ormai non ha più voce.Quanto a quello che si dice nel suo "bar dello sport" Gianni, mi permetto di consigliarle di cambiare locale. In quello dove vado io ci sono persone di ogni orientamento (non solo del partito dell'amore) con le quali discuto, senza ritenere, anche se di opinione contraria alla mia, che siano beceri ed interessati unicamente a cogliere gli aspetti più bassi di questa vicenda. Quanto all'atteggiamento delle suore non mi sarei aspettato altro, così come non mi aspetto certo che il Papa sia a favore della libertà di scelta in tal senso, ma noto anche come molte riviste mediche si siano espresse in modo dubitativo su casi di questo genere, visto che non mancano, nel passato casi di gente che si "sveglia" dopo stati di coma che durano anni. quindi il panorama delle posizioni è molto variegato e complesso e dipingere i buoni da una parte ed i cattivi dall'altra (inutile dire quale) non solo rappresenta un'approssimazione grossolana, ma superficializza un discorso che investe la sfera etica, quella medica, quella sociale e quella religiosa appiattendo valori e credenze molto diversi. Ho rispettato e capito la difficilissima situazione del signor Englaro, del quale in molti abbiamo apprezzato il coraggio pubblico e la dignità privata, ma non voglio chiudere le porte in faccia a chi la vede diversamente da me o da lei. Forse è veramente il caso che si discuta, senza anatemi da una parte e dall'altra.
    saluti 11-02-2010 10:47 - antonio
  • L'anniversario della morte di Eluana Englaro coincide quasi esattamente con il cosiddetto Giorno del Ricordo. Due ottime occasioni per il governo di centro destra di strumentalizzare la situazione e fare propaganda pro domo sua. La scelta di Silvio Berlusconi di mandare il messaggio di solidarietà tramite ministro e vice non al padre di Eluana, ma alle suore della clinica in provincia di Lecco che l' avevano tenuta in vita per 14 anni contro la volontà dei parenti più stretti, è stato un vero colpo di genio. Immagino l'impennata di sondaggi a favore del premier nelle prossime elezioni regionali. Intanto papa Ratzinger come contropartita ha messo una pietra tombale definitiva sulla vita e sulla carriera dell' ex direttore dell' " Avvenire " Dino Boffo ( innocente con la vita rovinata solo per aver fatto qualche timida osservazione sulla dubbia moralità del signor Silvio Berlusconi - colpirne uno per educarne cento, e così Dino Boffo impara a farsi gli affari suoi ) , assolvendo implicitamente il direttore di " Libero " Vittorio Feltri ( sicario prezzolato che ha agito su commissione per ordini superiori ) da ogni accusa di calunnia e di plagio.
    Un modo per rispondere queste disgraziate novità senza essere colpiti da una colica di fegato, è farci sopra una bella sghignazzata amara aiutati dalla bellissima vignetta di Vauro apparsa oggi sul " Manifesto " con Silvio Berlusconi e Papa Ratzinger che ballano il walzer sulla tomba di Eluana Englaro, il che sintetizza in maniera mirabile l ' intera grottesca situazione odierna. Siccome qualcuno potrebbe obiettare che le povere suorine della clinica Beato Luigi Talamoni hanno tenuto in vita per 14 anni quel pezzo di carne insensibile che era divenuta la povera ragazza perchè così comanda la legge italiana e non potevano fare altro, mi permetto un ulteriore commento sul caso in questione..
    Esiste in Italia una legge pessima per quanto riguarda i malati in stadio terminale, tanto che aiutare una persona a togliersi la vita anche se consenziente è considerato omicidio ( ed ora ne promulgheranno un'altra ancora peggiore ). Però le " brave " suore della clinica Beato Luigi Talamoni che per 14 anni hanno accudito Eluana Englaro non lo hanno fatto certo in nome della legge italiana, ma per fanatismo religioso integralista cattolico, altrimenti non si sarebbero opposte fino all' ultimo al trasferimento di Eluana Englaro e non avrebbero strepitato come tante oche impazzite quando è stata resa nota la famosa sentenza. Non potevano contravvenire la legge italiana ? Ma fatemi il piacere ! Cerchiamo di non essere ipocriti, per favore. Quello che certi giornali e certe televisioni rimproverano a Beppino Englaro è avere sollevato il caso nazionale e avere dato fastidio all'amato Premier. Volete sapere i commenti della clientela del Bar Sport sotto casa mia ? Quando ho
    timidamente accennato al caso i presenti hanno ripetuto come pappagalli le argomentazioni dei quotidiani " Libero " e " Il Giornale ", e cioè che Peppino Englaro è un ipocrita che si sta facendo i soldi alle spalle di sua figlia .Con tutto il denaro che aveva, poteva tranquillamente portarla in Belgio ad esempio, e farla morire senza tanto chiasso come fanno tutti, no ? Se ha sollevato tutto questo casino senza bisogno, vuol dire che aveva qualche secondo fine, no ? Intanto ha già scritto un libro, e poi magari ne faranno un film e lui incasserà le percentuali. L'amor paterno non c'entra nulla : è solo questione di vile pecunia ! Questo hanno detto i clienti del Bar Sport sotto casa mia, e perciò per favore non venite a raccontarmi delle povere monache costrette dalla legge italiana a tenere in vita Eluana Englaro. Quando sento queste stupidaggini mi viene in mente il caso di un amico di mio padre, tale Silvano P., il quale colpito da tubercolosi ossea passò gli ultimi sei mesi di vita in reparto oncologia ad urlare dal dolore e ad implorare la morte mentre i medici non osavano aumentargli la dose di morfina per paura di provocargli un arresto cardiaco e le premurose monache erano spesso accanto al suo letto per ricordargli le sofferenze del buon Gesù, e lui le scacciava con orrende bestemmie. Ma queste cose ai clienti del Bar Sport non interessano. Loro sono tutti sostenitori entusiasti del Partito dell'Amore, cheghevegnessuncàncher. 10-02-2010 19:01 - gianni
  • Il testamento biologico e' da sempre accettato nelle super religiose civilta' anglosassoni.
    Solo questa chiesa non vuole adeguarsi ma continua a spremere le anime e le menti, alla fine sempre e solo per potere e vile denaro. 10-02-2010 18:31 - murmillus
  • Io sottoscritto, come comune cittadino, non lo posso più accettare tutto questo. Se dovesse passare una legge sul biotestamento che regala allo stato il diritto di scegliere sulla mia possibilità di vita o di morte contro la mia volontà sarò pronto a mettermi in gioco in qualsiasi modo. Fin'ora sono passate troppe porcherie, ma la libertà di scegliere sulla propria vita no, questo non lo posso più accettare. 10-02-2010 18:13 - Giuseppe Gallo
  • Da illuminista radicale io sono totalmente a favore del testamento biologico e condivido l'articolo di Mariuccia Ciotta.
    La socvranità sul nostro corpo e sulla nostra vita appartiene solo a noi e a nessun'altro.
    Ora e sempre contro il potere religioso per il progresso dell'umanità. 10-02-2010 17:41 - paolo1984
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