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redazione
Saliamo sul tetto
Berlusconi impone il voto di fiducia sul maxiemendamento che sancisce la fine del diritto soggettivo al contributo pubblico del quale finora hanno goduto il manifesto e un centinaio di testate no profit e di partito, tra cui L'Unità, Liberazione, Il Secolo d'Italia, la Padania, Avvenire, Europa e tanti altri. Il manifesto da trentanove anni (aprendo la via ad altri quotidiani) vive e combatte senza padroni e padrini alle spalle, con pochissima pubblicità e con la sola forza dei suoi lettori e abbonati. Questa è una condanna a morte, né più né meno. Non intendiamo mollare, protesteremo, combatteremo, andremo in piazza, saliremo sui tetti se necessario. Chiameremo i nostri compagni di sempre e i cittadini democratici a sostenere la nostra resistenza.
Il pretesto dell'affossamento della libertà di stampa è che bisogna risparmiare, mentre si buttano soldi a man bassa in corruzione pubblica e privata. È un attacco mortale ai quotidiani no profit, alla libertà di stampa e alla democrazia del paese. Il capo di questo governo è padrone di una fetta enorme dell'informazione italiana e comanda su gran parte di quella pubblica e di quella privata di cui non è direttamente proprietario. Comincia dai piccoli e deboli per poi mettere in riga e addomesticare i forti. Per tutte queste ragioni, che riguardano la libertà del paese e non soltanto la vita del manifesto, chiediamo a tutti, a partire dal parlamento, dalle forze politiche e dagli altri quotidiani, anche nostri avversari, solidarietà, sostegno e iniziative comuni. Siamo furiosi, ma fiduciosi nella possibilità di una risposta forte a chi ci vuole giustiziare.
- 28/02/2010 [6 commenti]
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Se vende sta in piedi se non vende chiude. Come tutti.
O no? 13-02-2010 11:09 - Matteo
Grazie per i gentili apprezzamenti alla mia persona ed agli italiani in genere: sempre molto elegante. Sa chi forma i piloti? (costa circa 1 milione di Euro formare un pilota civile). L'areonautica militare italiana (cioè ancora noi). Molto cordialmente 13-02-2010 09:14 - Piero
che ar manifesto, armeno, ce se arivi a capì che la crisi finanziaria corode pure 'o stato. magari po' esse 'n'opportunità pe' destà i manifestini che me parono 'n pò allocchi (vojio crede ancora alla bona fede). vojo dì, nun è che tocca attaccà 'a finanza, ma capì perchè 'a machina s'è ingrippata e s'è appunto finanziarizzata. che pressapoco significa che qui nun gira più un cazzo, per cui se accettamo er governo che dice: noi lo famo...pè l'interesi generali, perchè amo da esse competitivi, perchè 'n c'è trippa pe' gatti...mbè, ma i gattocomunisti nun ze ponno rassegnà. ennò che nun ponno. che poi, divago, ma er punto è 'n pò pure questo, no? o famo un monno a misura de gatto, oppure accettamo quello a misura de cane. 'ndo stanno i gatti se sta bene. è sicuro. 'ndo stanno i cani...mbè i cani ponno vive dapertutto, so' animalacci che s'adatteno a quarsiasi condizzione. pe' mme fanno bene in corea a magnasseli ma vado troppo fori tema ciao cari.
lpz l'inabbonabile 12-02-2010 20:12 - lpz
patetico ed esilarante caso mai è il tuo messaggio trollata. Il discorso Alitalia è stato gettato sulle spalle dei piloti che non è che fossero 'sfruttati', no, semplicemente lavoravano PIU' dei concorrenti delle altre compagnie aeree principali, producevano PIU' soldi, e pigliavano MENO.
Ma naturalmente, secondo la vulgata popolare/populista di cui tu sei l'obnubilato trombone, il problema erano i loro 'stipendi alti'. Certo, i conti dell'Air France andavano e vanno molto meglio, nonostante che la spesa per il personale sia il 26% e non il 18% come in Alitalia. Quindi ragionamenti buttati in pasto ai coglioni italioti che sono sempre pronti all'invidia sociale sono stati una lurida menzogna.
Alitalia è fallita per colpa di tutti i parassiti che ci hanno magnato. Ma al solito, si fa finta di no. Perché nel nostro Paese dei Bertolaso e Co(glioni) è 'immorale' che un pilota faccia un iter di formazione di 20 anni per diventare comandante di un aereo commerciale (che secondo i coglioni sarebbe come mandare un autobus), e poi pigli quanto un 18enne calciatore di serie B che all'epoca in cui il pilota ha iniziato a formarsi come tale, non era nemmeno nato, ma che ora fa altrettanti sghei giocando a pallone.
Ma ovviamente, NESSUNO si pone il fatto che sia scandaloso vedere contratti multimilionari assegnati ai calciatori, anche se poi le società falliscono. Meglio prendersela con i piloti e le hostess, che hanno l'ardire di prendere quanto un fancazzista deputato con il triplo lavoro, tipo Barbareschi per intenderci.
Quanto al giornale, l'informazione NON E' UNA MERCE. Se togliamo i contributi, restano in piedi gli ANGELUCCI, BERLUSCONI e CALTAGIRONE (e De Benedetti).
Questo volete? Ma ecco, si affaccia il seme dell'invidia sociale: 'con tutti i problemi che ci sono, la gggente non arriva alla fine del mese, e questi manigoldi del Manifesto vogliono dei finanziamenti?'
Eh, già. Bravi. Nel frattempo, visto che il 'mercato è libero', alla Protezione Civile le cose vanno come si sa. Il libero mercato! Sempre utile a giustificare nefandezze, mai citato quando si tratta di farla davvero, la concorrenza. Salvo poi lottare per un piatto di lenticchie. Dopo la puntata da Annozero di ieri sera (sanità targata Angelucci), l'ultimo, ma proprio l'ultimo pensiero sarebbe quello di tagliare i contributi all'informazione e alla cultura, che non sono mezzi che si sorreggono automaticamente con il 'libero mercato' ed è giusto così, perché sennò avremmo tanti concorrenti per 'Chi'.
Invece facciamo pure come dice l'inossidabile Vivian, e alla fine avremo i giornali di Angelucci che ci parlano delle cliniche Angelucci. E dunque..
W BELPIETRO. ah. Così siamo tutti contenti.
Se non altro andrà a picco anche la Padania, ma vedrete, per loro si farà una leggina ad hoc, magari la commissaria la Protezione Civile. 12-02-2010 16:17 - s.m.
Di calcio già ne scrive ;) 12-02-2010 15:10 - harken