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COMMENTO
19/02/2010
  •   |   Marcello Cini
    Impossibile in Italia

    Affidereste la gestione degli appalti a Bertolaso? Vi fidereste della competenza dell'Impregilo che per anni ha riempito la Campania di ecoballe di spazzatura indifferenziata destinate a un termovalorizzatore incapace di bruciarle? E sareste soddisfatti se dello smaltimento delle scorie si occupassero gli amici dei casalesi?
    Non sono domande provocatorie. Rispecchiano soltanto la dura realtà di fatti accertati e di atti ufficiali. E, dunque, perché Floris non incarica Pagnoncelli di condurre un sondaggio sull'opinione degli italiani con queste domande?

    Una clava contro di noi?
    È stata questa la mia prima reazione alla notizia che Obama ha preannunciato la costruzione di due centrali nucleari da realizzare nei prossimi sette-otto anni interrompendo una moratoria di trent'anni nella politica energetica degli Stati Uniti. «Per molto tempo - ha detto - si è creduto che chi si batte per l'ambiente debba essere contrario al nucleare ma è un controsenso: il nucleare è la nostra unica fonte di energia pulita». Non c'è dubbio che questa decisione verrà usata come una clava sulla testa di noi oppositori al programma nucleare approvato recentemente dal governo italiano. La prima ovvia reazione è dunque quella che ho descritto all'inizio. Occorre tuttavia aggiungere qualche altra considerazione meno amara sulle ragioni perché il contesto italiano differisce sostanzialmente da quelle degli Stati Uniti. È alla luce di questa differenza che va vista la scelta di Obama.

    Una pubblicità ingannevole

    Va preliminarmente osservato, comunque, che Obama non ha sostenuto, come fa invece il coro dei nostri nucleofili, che il costo del chilowattore nucleare sarà inferiore a quello delle altre fonti, Non è infatti un argomento serio. Senza entrare in dettagli, basta osservare che su queste ultime, rinnovabili e non rinnovabili, pesa comunque il costo del barile di petrolio, che è passato in un anno da centocinquanta dollari a cinquanta, ma potrà anche risalire se i padroni del petrolio decideranno di farlo. Se è vero che è sempre più difficile e costoso trovare nuovi giacimenti, è assai probabile che questo accada.
    Il prezzo del petrolio condiziona tutti gli altri sia direttamente sia indirettamente, perché così come il suo basso prezzo ha ridotto drammaticamente gli investimenti nelle rinnovabili, ostacolandone la precedente tendenza alla diminuzione dei costi, una sua risalita farebbe rilanciare la convenienza delle altre fonti. L'esperienza insegna invece che in ogni caso i costi dedi reattori nucleari aumentano radicalmente in corso d'opera.
    Qualunque raffronto oggi a favore del nucleare è dunque pubblicità ingannevole. Del resto, l'impegno di Obama a intervenire per la realizzazione delle due nuove centrali nucleari con un finanziamento pubblico significa che il mercato da solo non ritiene economicamente conveniente investire in questo settore.
    La scelta di Obama è dunque una scelta strategica che ha l'obiettivo prioritario di mantenere la leadership tecnologica e la posizione egemonica degli Stati Uniti nei confronti dei paesi emergenti del mondo globalizzato.

    Più rischi e meno occupazione
    La seconda considerazione da fare riguarda la differenza fra la natura stessa della fonte nucleare rispetto a quella delle fonti solari, eoliche e delle varie forme di risparmio energetico. La fonte nucleare (che, ricordiamolo, è non rinnovabile perché l'uranio è una risorsa limitata e insufficiente a soddisfare una domanda globale massiccia) è localizzata in impianti grandi, molto costosi e tecnologicamente complessi, mentre quelle rinnovabili sono impianti diffusi sul territorio, piccoli e tecnologicamente semplici, per non parlare delle forme di risparmio energetico, localizzate ovunque per definizione. Inoltre, questi impianti non presentano particolari rischi, mentre i reattori nucleari, anche ammesso che siano protetti da sofisticati ed efficientissimi sistemi di sicurezza in condizioni di funzionamento normali, sono potenzialmente vulnerabili da imprevedibili atti terroristici o eventi sismici.
    Questa differente natura produce effetti sostanzialmente diversi. Innanzitutto sull'occupazione. Per il nucleare si tratta, in fase di costruzione, di qualche migliaio di operai (i due reattori americani ne impiegheranno tremila) e in fase di funzionamento qualche centinaio (850 previsti). Numeri irrisori anche soltanto rispetto alle molte migliaia di lavoratori messi da noi sul lastrico dagli avvoltoi invisibili che hanno acquistato le imprese informatiche (ex Olivetti). La costruzione, la gestione e la manutenzione degli impianti energetici «dolci» può invece richiedere, al crescere della loro diffusione sul territorio e alla conseguente diminuzione dei costi, fino a centinaia di migliaia di lavoratori qualificati. È ovvio, per di più, che a questa crescita si accompagnerebbe uno sviluppo diretto e indiretto dell'economia italiana, che, come è noto, si regge prevalentemente sulla piccola e media industria.

    L'abissale differenza
    Ultima considerazione: l'abissale differenza fra il nostro paese e quelli che hanno sviluppato per primi le armi nucleari. Non si tratta, va da sé, di un peccato originale. Si tratta invece di riconoscere che lo sviluppo dell'industria dei reattori nucleari è frutto di una pluridecennale sinergia fra il settore militare e quello civile. Questo significa che uno sviluppo di questa industria non si può inventare dal nulla. L'Italia è dunque condannata, se e quando sarà eventualmente necessario farlo, a comprare reattori da chi li ha sempre costruiti.
    Questo non è vero per l'industria degli impianti per la produzione delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, che siamo ancora in tempo a sviluppare in competizione seria con i paesi che hanno già imboccata questa via, purché questa scelta di politica energetica sia fatta subito e con gli ingenti investimenti in uomini e mezzi necessari.
    Concluderei con un richiamo alla dura realtà del nostro Paese, ricordando che l'articolo 640 del Codice penale definisce il reato di truffa con queste parole: «Chiunque con artifizi o raggiri inducendo taluno in errore, procura a sé e ad altri un ingiusto profitto con altrui danno è punito...». Non vi fa venire in mente qualcuno?


I COMMENTI:
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  • COLGO ANCH'IO AL VOLO IL SUGGERIMENTO DI EUCLIDE SUL RITORNO AL NUCLEARE (...E SU TANTISSIME ALTRE COSE): NO IN MY NAME 20-02-2010 12:16 - Aldo Federico+Petrella
  • Dove ci sono degli affari per i suoi birbantelli ci si tuffa. Anche se noi elettori serviamo solo quando ci sono le elezioni politiche per la sua legittimazione, 20-02-2010 10:14 - Francesco
  • Beh: ognuno si diverte come meglio crede ;) 20-02-2010 00:37 - harken
  • Diciamo subito un cosa: il Nucleare, in quanto fonte di energia alter-nativa al petrolio, c'ha "il suo perchè"...
    Anzi: ad una disamina "a bocce ferme" (ovvero con il costo del barile dato in ascesa a 100$ al barile, il nucleare sembra difficile da non valutare come alternativa seria). Ora due considerazioni: la prima, è che la presunta "economicità" è garantita se, e solo se, si ha la tecnologia per costruirsele da soli, le centrali (così come ad esempio faranno in USA...). Noi invece dovremo (a quato pare) comprare la teconologia francese (reattori EPR di 3° generazione). Questo sterilizza il vantaggio economico in senso stretto.
    MA ALLORA, SE DOBBIAMO RIDURRE LA CO2 QUAL E' L'ALTERNATIVA?
    La difficoltà al rispondere alla domanda sopra, sta nel fatto che non può essere una risposta semplice. Infatti l'aternativa è data da un mix di produzione e rispoarmio (con l'edilizia biosostenibile si pò risparmiare fino al 40%: non è certo poco e non è certo fantascienza). Poi: solare ed eolico (il fatto che siano finziati dallo stato è un argomentazione risibile, visto che poi i soldi tornano indietro sotto forma di tasse sulle bollette, oltre al fatto anche il nucleare sarebbe finanziato dallo Stato e come...). A questo si aggiungano anche impianti a biogas (in un Paese come il nostro, dove i depuratori scarseggiano, si tratterebbe di Investimenti a duplice utilità), biomasse e, dulcis in fundo, anche l'energia geotermica e quella delle mareee, di cui si parla poco ma che è in greado di generare migliaia di MW annui (specie in cosniderazione del fatto che l'Italia ha migliaia di km di costa). Insomma il nucleare, pur a non voler pensare che aziende di criminali mettano sabbia anziché cemento, resta per l'Italia una scelta molto, molto opinabile...Mettere in pratica il mix di bioedilizia e diversificazione delle fonti di cui sopra, forse costerebbe persino uguale, ma darebbe anche il suo vantaggio tecnologico al nostro Paese, che potrebbe divenire leader nella produzione di questi impianti. Pensateci.... 19-02-2010 23:54 - Antonio Aghilar
  • NON GLI AFFIDEREI NEMMENO LA COSTRUZIONE DELLA LETTIERA DEL MIO GATTO 19-02-2010 22:10 - CLAUDIO
  • I verdi e gli ANTI-TUTTO dal compagno OBAMA hanno avuto un "regalo" che si meritavano:Due belle nuove centrali nucleari in Georgia,tutti in piazza ,un anno fà lo festeggiavano come uno di loro,ora saranno costretti a manifestare e protestare. 19-02-2010 21:10 - enzo
  • L' altro giorno ho letto l' articolo di Marco D' Eramo sul Manifesto e mi scappava da ridere: come, persino l' amato President Obama cedeva al nucleare? Al buon giornalista è venuto un coccolone! Al di là di questo aspetto semi-comico, bisegnerebbe cercare sempre di essere seri nel trattare questo argemento ed affrontarlo sulla base dei fatti, senza cedere alle opposte propagande. Alcuni fatti sono incontestabili: questa fonte d' energia non emette CO2, mentre lascia scorie radioattive che sono percolose per millenni oltre che complicatissime da trattare. Ha vantaggi e svantaggi ed è comunque un' alternativa ad altri tipi di centrale che invece inquinano molto come emissioni di anidride carbonica. Sul capitolo costi non si capisce bene quale sia la realtà: sicuramene costruire nuove centrali richiede investimenti colossali che si ripagano, forse, in non meno di vent' anni. D' Eramo notava che questa fonte d' energia copre solo l' 8% del fabbisogno USA. Ovviamente l' alternativa sarebbero le fonti rinnovabili, almeno secondo lui. Questa tesi, a breve termine, è semplicemente assurda: le rinnovabili (solare + eolico) coprono una frazione risibile dell' energia necessaria; oltre tutto queste tipologie di fonti energetiche sono sussidiate dallo stato, quindi anche il discorso di eventuali vantaggi economici cade subito. In pratica, questo significa che per almeno altri dieci anni, ad essere molto ottimisti, questa tipologia di generazione energetica non sarebbe un' alternativa reale, se non per una decisione politica di spesa pubblica. Il grosso della produzione è quindi da dividere tra gas, carbone e prodotti petroliferi, tutte modalità altrettanto se non più inquinanti. Ultimo problema: in Francia ci sono molte centrali atomiche, sicuramente anche di generazioni "old" e se ci fosse un incidente in stile Chernobyl i danni anche da noi sarebbero rilevantissimi. Il quadro è più o meno questo. Significa che bisogna tornare indietro al nucleare? Non neceassariamente. Semplicemente quando si scrivono articoli e commenti bisognerebbe evitare di sposare in toto una causa. Di sicuro le tesi di tanti fanatici "pseudo-verdi" sono palesemente ottuse e parziali (spesso sono poi gli stessi che protestano contro le pale a vento perchè troppo visivamente invasive), così come i pasdaran pro-nuke tendono a cercare di nascondere molti problemi, anche gravissimi, che il nucleare comporta, compreso il famoso e molto comprensibile effetto NIMBY. 19-02-2010 20:49 - Fabio Vivian
  • grazie Marcello per l'idea del
    sondaggio con quelle domande il tuo contributo al giornale continua ad essere prezioso! 19-02-2010 20:38 - memmo campailla
  • La Mafia si sfrega già le mani! Con lo smaltimento delle scorie nucleari si possono fare un sacco di soldi; e sappiamo tutti dove finiranno. In fondo al mare... 19-02-2010 19:54 - Alessio
  • non vorrei essere pessimista ma credo che il caro governo con cui il sig .b stanno camuffando grandi problemi del paese con queste cazzate ,ponte sullo stretto ?!! nucleare ,dove andiamo a comprare l'uranio ? ( scusate ,non mica hanno trovato l'uranio in Afganistan ,perche qui del'uranio non c'è nessuna traccia ,)e poi tra vent'anni chi sara viva a vedere questi centrali ,siamo sicuri nel fratempo non avrammo scoperto qualke altra fonte d'energia ??oppure non so forse si dovrebbe mantenere le promesse fatte agli amici durante campagna elettorale ??se no ti faranno cadere ,che con questo per lui sara guaio??!! 19-02-2010 18:14 - vaibarma
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