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Norma Rangeri
Radical politik
Per tagliare la testa al toro della polemica sul «caso Bonino», potremmo dire che quanto più farà una campagna elettorale alla radicale, più avrà possibilità di vincere la sfida contro Renata Polverini. Anche usando l'arma gandhiana dello sciopero della fame e della sete. La prova regina del resto è sotto gli occhi di tutti: la sua candidatura, come anche quella di Nichi Vendola, non sono incidenti di percorso ma due possibilità di ridare credibilità alla politica e speranza alla sinistra di battere i concorrenti berlusconiani, nel Lazio e in Puglia. Obiettivi per niente scontati, con i sondaggi che annunciano duelli all'ultimo voto.
Viceversa molti esponenti del Pd richiamano all'ordine la leader radicale perché la smetta con le solite pannellate e cominci a curare gli equilibri interni al suo schieramento. Un invito, espresso anche ruvidamente, a occuparsi di cose concrete, rispettando, per favore, tutte le anime, dalla cattolica alla comunista, dei partiti che la sostengono.
Invece Bonino scarta, spiazza, usa il corpo, agita un modo concreto, fisico, di assumere su di sé il conflitto e la battaglia politica, in nome della legalità e del rispetto delle regole democratiche. Provocando malumori che esprimono estraneità, come se il fatto che nessun partito osservi la legge sulla raccolta delle firme per la presentazione delle liste, fosse una fissazione maniacale dei radicali (che lo denunciano da sempre, ora in forma estrema) e non un principio che tutti dovremmo difendere.
Tra l'altro, non è del tutto secondario rilevare come, dal punto di vista mediatico (l'informazione e la par condicio sono al primo posto nell'agenda del partito di Bonino), si registri già un evidente, positivo, risultato: essere sulle pagine di tutti i giornali.
Sarebbe davvero esiziale (per fortuna Bersani sembra averlo capito) che alla forsennata battaglia della destra contro la donna (abortista e laicista), si sommasse ora quella della sinistra contro la liberista che pensa solo ai diritti civili trascurando quelli materiali del mondo del lavoro.
La visibilità, i successi, la retorica dei radicali italiani sono stati specchio della cattiva coscienza nazionale. Di conseguenza la politica di questo gruppo di irriducibili ha brillato più per insipienza della sinistra, più per l'arretratezza culturale del blocco sociale conservatore italiano (il declino della borghesia nazionale) che per merito dell'ideologia liberal-azionista di Pannella e Bonino. Il divorzio, l'aborto, il rispetto delle regole in altri paesi europei non hanno avuto bisogno di storici referendum per affermarsi, né di clamorose azioni di disubbidienza civile.
Naturalmente la disinvoltura con cui i radicali si sono schierati, prima con Berlusconi poi con Prodi, non alimenta le simpatie di un elettorato di sinistra. E neppure lo scivolone di votare, con il centrodestra, un pessimo regolamento della par-condicio. Più in generale e in profondità, sono palesi le differenze tra il pensiero di una sinistra anticapitalista (una volta più chiaro di quanto non lo sia di questi tempi) e le bussole del partito radicale (il potere salvifico del mercato, la guerra umanitaria).
Per queste ragioni consigliamo di non sottovalutare il rischio di sventolare l'identità radicale guardando alla coalizione come a una zavorra, alle altre culture come a un intralcio. Non c'è bisogno di sollecitare un crescente senso di estraneità, verso gli appuntamenti elettorali, da parte di molti elettori della sinistra dispersa e senza rappresentanza.
- 28/02/2010 [6 commenti]
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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scusi,ma le risulta che Bonino si rifiuti di stringere la mano agli operai e ai contadini?
Io sono figlio di un operaio ora in pensione e nipote di contadini e tra un'esponente della borghesia liberal-progressista e una sindacalista di destra vorrei essere governato dalla prima e sicuramente troverei più facile anche dialogare con lei sui punti in cui siamo in disaccordo.
E poi Karl Marx non ha mai demonizzato la borghesia illuminata (da cui proveniva, tra l'altro), la ammirava per come aveva abbattuto il sistema feudale, diceva solo che i proletari dovevano impadronirsi della modernità borghese. 28-02-2010 17:30 - paolo1984
personaggio di destra ( 27-02-2010 11:28 - Luigi
Resta il fatto che :
a) Emma Bonino è convintamente laica (e di questi tempi non
è poco)
b) Emma Bonino è convintamente
antirazzista (e di questi tempi
non è poco)
c) Emma Bonino è contro il nucleare e per la difesa
dell'ambiente (e di questi tempi non è poco)
d) Emma Bonino non avrà
questo gran feeling con i
sindacati ma intanto sostiene
l'idea del reddito minimo di
cittadinanza, che potrebbe
essere terreno per un interessante confronto con le
forze alla sinistra del PD.
e) Via il prosciutto dagli
occhi! Le posizioni liberiste
della Bonino NON sono così diverse da quelle di Bersani
e di gran parte degli esponenti
del PD. La differenza è che il PD, in materia, si esprime in politichese per non rompere
dei legami - quelli con il sindacato - che fanno comodo;
la Bonino invece le cose le
dice schiette e chiare come
le pensa. E io preferisco
questa seconda opzione, almeno anche quando non sono d'accordo.. so di esserlo, e non
vengo "raggirato".
f) è vero, i radicali non sono
pacifisti e non negano la guerra
a tutti i costi. Ma sicuramente
anche su questo argomento sono
a sinistra del PD, tant'è che sono stati gli unici, qualche
giorno fa,a votare contro il
rifinanziamento delle missioni
militari.
Dichiarazione PD in materia
al senato:
Nulla da obiettare, il Pd è per primo al fianco delle nostre Forze armate in tutta la loro preziosissima e generosissima opera.
Dichiarazione dei Radicali:
I Radicali non sono pacifisti, sono nonviolenti e anti-militaristi perche' ritengono che debba l'azione politica a prevenire, governare e risolvere I cnflitti.-Nel disegno di legge l'attenzione e' stata strutturalmente spostata dagli interventi di cooperazione allo sviluppo e al sostegno dei processi di pace e stabilizzazione e alle missioni internazionale sull'altare di presunte 'urgenti' per l'attivazione del servizio europeo per l'azione esterna e, soprattutto, per l'amministrazione della difesa.
[...]
Tra l'altro l'Italia torna anche in Iraq senza che nessuno dica niente, questo modo di-procedere e' in piena linea cogli atteggiamenti di subalternita' al complesso militare industriale, oggi settore di traino dell'economia italiana e al centro di-ingenti sostegni pubblici.
Per tutti questi motivi, da
sinistra, sto con la Bonino.
Pur di battere Berlusconi
negli anni scorsi abbiamo votato i peggiori residuati
democristiani, la zuppa che ci viene offerta stavolta non mi sembra certo peggiore.
Poi fate come volete,rispetto
le opinioni di tutti, ma regalare una regione importante
come il Lazio a questa destra infame per inseguire velleità
rivoluzionarie al momento
assolutamente infondate mi
pare una tafazzata. 26-02-2010 16:28 - Imparziale
Sciopero della fame.
In un paese dove i politici hanno sempre più fame,la radicale è a digiuno.
Questo mi farebbe aprire il cuore e mi spingerebbe a votarla,ma poi mi ritorna il pensiero degli operai sui tetti e delle scelte economiche che i padroni della radicale,hanno scelto per il proletariato mondiale e scende la tenerezza che posso provare per quella testolina bionda.
I radicali sono il partito della borghesia illuminata.
Quella borghesia che sta più avanti di tutte e che da le indicazioni a tutta l'altra per uscire dalle loro crisi.
I radicali,non sono proletari e di lavoro,se ne arcifrecano.
La Polverini,invece è molto più vicina al nostro modo di pensare e sono sicuro che lei è molto più interessata ai nostri problemi.
La Polverini,va nei posti di lavoro,parla con più gente possibile e non si lava le mani dopo averle strette a operai e contadini.
Testolina bionda invece,con i suoi appunti e le cifre che sembre l'accompagnano,mi sa tanto di persona fuori da noi.
In un mondo rovesciato come questo,la Polverini della Maiana a destra e la Bonino,super menager del mondo a sinistra.
Cosa dire.
Cosa pensare.
Una cosa dovremmo fare per non perdere la rotta come loro.
Guardare chi siamo e cosa vogliamo.
Il popolo è fatto di tanta gente che fa tanti mestieri.
Ma una cosa è certa,il popolo è lavoratore.
Una massa di persone che parlano più o meno la stessa lingua e camminano dalle 7 alle 8 di sera per fare grande questo paese.
Il mio popolo è di sinistra anche se vota a destra.
I borghesi capitalisti,sono quelle persone che escono dal popolo e si associano in organizzazioni,che opprimono il popolo.
Massoni,baroni delle arti e dei mestieri,privileggiati,e capitalisti che si aiutano l'un l'altro per opprimere il popolo.
Si favoriscono negli appalti.
Si assumono per lavori ricchi.
Si fanno i piaceri e anche se sono di sinistra,sono sempre di destra e nemici del popolo.
Io amo troppo il popolo per votare un nemico del popolo! 26-02-2010 16:03 - mariani maurizio
Chiamala retorica, chiamala come ti pare, ma non e' in questo modo
che unisci i dispersi della sinistra.
Coerenza...Norma...Coerenza,
quella che e' sempre mancata
ad una parte della sinistra e totalmente nei radicali,
una per tutte, ti ricordi Pannella in tuta mimetica in bosnia ????
Noi siamo Comunisti Norma,
no buffoni, e non vogliamo il
meno peggio.....vogliamo una svolta di questa società che con individui come te, invitano sempre al meno peggio, perchè
imborghesiti. Sarà un sogno ?
bene, io ci voglio credere e non mollo. Mi auguro che il tuo non
sia il pensiero di tutta la redazione.....povero Luigi, si rivolterebbe nella tomba. 26-02-2010 13:18 - Caneliberonline.blogspot.com
Ma poi, quali sarebbero queste sacre regole violate? Regole che peraltro - chissà come mai - i radicali (ri)scoprono sempre a due giorni dall'ennesimo voto... ^·^
In questa circostanza, non mi pare che la comunicazione fra il candidato ed i potenziali suoi elettori si stia dimostrando particolarmente limpida, circa il motivo per cui si è deciso di fare certe scelte "estreme". E infatti, come giustamente rileva qui sopra Norma Rangeri, l'intera faccenda finisce inevitabilmente coll'assumere la solita aria da "ennesima pannellata".
Peccato: perché, così come si è messa, viene fortemente da temere che la cosa finirà in un nulla di fatto, e un'occasione che - pur fra mille difficoltà e con tutti i limiti e i difetti del caso - avrebbe potuto essere storica finirà giù per lo scarico dello sciacquone...
P.S.: commento a posteriori. Sì, giusto... una sinistra che voglia vederci chiaro non voterà né l'uno (il catto-ex-comunista di Puglia) né l'altra (la radicale mangia-preti... e come, se mangia! <http://www.youtube.com/watch?v=lS28nAtoarM>).
Peccato che così, stante la situazione contingente e data la completa assenza di alternative *praticabili*, si finisce per (ri)consegnare il Lazio alla reazione catto-storacian-corporativa, e la Puglia al comitato d'affari della destra fittian-berlusconiana.
E così, per una "pruderie" da ottocento vittoriano, in capo a due anni nel Lazio ci si ritrova la sanità completamente e definitivamente privatizzata, stile Lombardia di Formigoni; e in Puglia, il più grande acquedotto d'Italia - se non d'Europa - consegnato agli appetiti delle multinazionali dell'acqua, che non stanno aspettando altro. Auguri!
A volte pare che i termini del problema non siano davvero chiari... ¬¿¬ 26-02-2010 12:30 - Alan Ross