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COMMENTO
25/02/2010
  •   |   Norma Rangeri
    Radical politik

    Emma Bonino

    Per tagliare la testa al toro della polemica sul «caso Bonino», potremmo dire che quanto più farà una campagna elettorale alla radicale, più avrà possibilità di vincere la sfida contro Renata Polverini. Anche usando l'arma gandhiana dello sciopero della fame e della sete. La prova regina del resto è sotto gli occhi di tutti: la sua candidatura, come anche quella di Nichi Vendola, non sono incidenti di percorso ma due possibilità di ridare credibilità alla politica e speranza alla sinistra di battere i concorrenti berlusconiani, nel Lazio e in Puglia. Obiettivi per niente scontati, con i sondaggi che annunciano duelli all'ultimo voto.
    Viceversa molti esponenti del Pd richiamano all'ordine la leader radicale perché la smetta con le solite pannellate e cominci a curare gli equilibri interni al suo schieramento. Un invito, espresso anche ruvidamente, a occuparsi di cose concrete, rispettando, per favore, tutte le anime, dalla cattolica alla comunista, dei partiti che la sostengono.
    Invece Bonino scarta, spiazza, usa il corpo, agita un modo concreto, fisico, di assumere su di sé il conflitto e la battaglia politica, in nome della legalità e del rispetto delle regole democratiche. Provocando malumori che esprimono estraneità, come se il fatto che nessun partito osservi la legge sulla raccolta delle firme per la presentazione delle liste, fosse una fissazione maniacale dei radicali (che lo denunciano da sempre, ora in forma estrema) e non un principio che tutti dovremmo difendere.
    Tra l'altro, non è del tutto secondario rilevare come, dal punto di vista mediatico (l'informazione e la par condicio sono al primo posto nell'agenda del partito di Bonino), si registri già un evidente, positivo, risultato: essere sulle pagine di tutti i giornali.
    Sarebbe davvero esiziale (per fortuna Bersani sembra averlo capito) che alla forsennata battaglia della destra contro la donna (abortista e laicista), si sommasse ora quella della sinistra contro la liberista che pensa solo ai diritti civili trascurando quelli materiali del mondo del lavoro.
    La visibilità, i successi, la retorica dei radicali italiani sono stati specchio della cattiva coscienza nazionale. Di conseguenza la politica di questo gruppo di irriducibili ha brillato più per insipienza della sinistra, più per l'arretratezza culturale del blocco sociale conservatore italiano (il declino della borghesia nazionale) che per merito dell'ideologia liberal-azionista di Pannella e Bonino. Il divorzio, l'aborto, il rispetto delle regole in altri paesi europei non hanno avuto bisogno di storici referendum per affermarsi, né di clamorose azioni di disubbidienza civile.
    Naturalmente la disinvoltura con cui i radicali si sono schierati, prima con Berlusconi poi con Prodi, non alimenta le simpatie di un elettorato di sinistra. E neppure lo scivolone di votare, con il centrodestra, un pessimo regolamento della par-condicio. Più in generale e in profondità, sono palesi le differenze tra il pensiero di una sinistra anticapitalista (una volta più chiaro di quanto non lo sia di questi tempi) e le bussole del partito radicale (il potere salvifico del mercato, la guerra umanitaria).
    Per queste ragioni consigliamo di non sottovalutare il rischio di sventolare l'identità radicale guardando alla coalizione come a una zavorra, alle altre culture come a un intralcio. Non c'è bisogno di sollecitare un crescente senso di estraneità, verso gli appuntamenti elettorali, da parte di molti elettori della sinistra dispersa e senza rappresentanza.


I COMMENTI:
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  • "La Polverini,va nei posti di lavoro,parla con più gente possibile e non si lava le mani dopo averle strette a operai e contadini."maurizio mariani

    scusi,ma le risulta che Bonino si rifiuti di stringere la mano agli operai e ai contadini?
    Io sono figlio di un operaio ora in pensione e nipote di contadini e tra un'esponente della borghesia liberal-progressista e una sindacalista di destra vorrei essere governato dalla prima e sicuramente troverei più facile anche dialogare con lei sui punti in cui siamo in disaccordo.
    E poi Karl Marx non ha mai demonizzato la borghesia illuminata (da cui proveniva, tra l'altro), la ammirava per come aveva abbattuto il sistema feudale, diceva solo che i proletari dovevano impadronirsi della modernità borghese. 28-02-2010 17:30 - paolo1984
  • Dunque: queste sono elezioni regionali. Conteranno per gli elettori le proposte concrete, la conoscenza del territorio e dei problemi. Questo si aspetta la gente da prossimo governatore del Lazio. E cosa fa la sinistra? Candida la Bonino. Mettiamo sul piatto i pro e i contro. Pro: è onesta, ha personalità, è contro l'energia nucleare, e quarant'anni fa assieme ai radicali ha combattuto per divorzio e aborto. Contro: è liberista in economia, è antisindacale (ricordate con chi votarono i radicali al tempo del referendum sul taglio dei punti di contingenza operato da Craxi?), ha una conoscenza nulla del territorio che deve governare (non è neanche della regione...), né della grande periferia romana né del resto del Lazio... La sua esperienza politica è in Europa, in Parlamento (in cui, comunque ha spesso preso posizioni da vero falco atlantista in politica estera). Insomma, si è occupata di massimi sistemi (diriti civili...) e di politica internazionale, ma cosa ne sa dell'amministrazione locale? Confrontatela con la Polverini (romana, dirigente sindacale -per quanto di un sindacato di destra...-, con una storia personale dal basso e pochi voli pindarici) e capirete l'errore della sinistra nel candidare l'esponente radicale, La voterò comunque turandomi il naso, per il solo motivo che dall'altra parte c'è la peggior destra immaginabile, ma è mai possibile che nel Lazio, quasi sei milioni di abitanti, non c'era proprio nessuno di meglio da proporre agli elettori?

    personaggio di destra ( 27-02-2010 11:28 - Luigi
  • Concordo pienamente con chi ha elencato le posizioni concrete della Bonino (Ms. o Mr. Imparziale). Qui il punto non è dire chi siamo (comunisti, di sinistra, ecc. ecc.), ma cosa vogliamo (sanità pubblica efficiente, energia pulita, ecc. ecc.). Altrimenti si vota a caso, si cade nel tranello di chi si mostra più popolare, di chi appare più vicino alla nostra sensibilità, salvo poi allearsi con Alemanno-Caltagirone-Casini per privatizzare l'ACEA, per privatizzare la sanità, e altro ancora. Insomma non vorrei che si finisca per ragionare come quelli che su manifesti inquietanti scrivono "+Identità + Popolo": lasciamo che votino la Polverini, loro. 26-02-2010 18:16 - Alberto B.
  • Una domanda all'IMPARZIALE: <la firma e' tutto un programma>. Secondo l'equanime i radicali non sono liberisti.Le ricordo, un fatto recente, quando si spesero per la sanita' privata, udite; udite come quella statunitense , lo dissero la Bonino e il sig Pannella. Bisognerebbe avessero lo stipendio medio del lavoratore italico poi nel bisogno di sanita' spedirli , nelle cliniche U.S.A. meglio di no ,meglio la S.S.N ITALIANA. Non fecero" lor signori" nessuna proposta per migliorare , le condizioni dei lavoratori, nelle fabbriche, negli uffici. Nessuna proposta per migliorare le condizioni dei pensionati al minimo.Secondo la< firma dello spassionato> La Bonino sarebbe liberista come Bersani nel pd: non credo e si potrebbe anche informare la <Firma equa> perche nel pd ci sono i liberisti ma non certo come nei radicali solamente per la loro storia di liberali, che non possono certo aderire onestamente alle idee della sinstra quella vera. 26-02-2010 17:56 - EUCLIDE
  • Posso anche capire alcune critiche che sono qui state mosse nei confronti della Bonino e dei Radicali.
    Resta il fatto che :
    a) Emma Bonino è convintamente laica (e di questi tempi non
    è poco)
    b) Emma Bonino è convintamente
    antirazzista (e di questi tempi
    non è poco)
    c) Emma Bonino è contro il nucleare e per la difesa
    dell'ambiente (e di questi tempi non è poco)
    d) Emma Bonino non avrà
    questo gran feeling con i
    sindacati ma intanto sostiene
    l'idea del reddito minimo di
    cittadinanza, che potrebbe
    essere terreno per un interessante confronto con le
    forze alla sinistra del PD.
    e) Via il prosciutto dagli
    occhi! Le posizioni liberiste
    della Bonino NON sono così diverse da quelle di Bersani
    e di gran parte degli esponenti
    del PD. La differenza è che il PD, in materia, si esprime in politichese per non rompere
    dei legami - quelli con il sindacato - che fanno comodo;
    la Bonino invece le cose le
    dice schiette e chiare come
    le pensa. E io preferisco
    questa seconda opzione, almeno anche quando non sono d'accordo.. so di esserlo, e non
    vengo "raggirato".
    f) è vero, i radicali non sono
    pacifisti e non negano la guerra
    a tutti i costi. Ma sicuramente
    anche su questo argomento sono
    a sinistra del PD, tant'è che sono stati gli unici, qualche
    giorno fa,a votare contro il
    rifinanziamento delle missioni
    militari.
    Dichiarazione PD in materia
    al senato:
    Nulla da obiettare, il Pd è per primo al fianco delle nostre Forze armate in tutta la loro preziosissima e generosissima opera.

    Dichiarazione dei Radicali:
    I Radicali non sono pacifisti, sono nonviolenti e anti-militaristi perche' ritengono che debba l'azione politica a prevenire, governare e risolvere I cnflitti.-Nel disegno di legge l'attenzione e' stata strutturalmente spostata dagli interventi di cooperazione allo sviluppo e al sostegno dei processi di pace e stabilizzazione e alle missioni internazionale sull'altare di presunte 'urgenti' per l'attivazione del servizio europeo per l'azione esterna e, soprattutto, per l'amministrazione della difesa.
    [...]
    Tra l'altro l'Italia torna anche in Iraq senza che nessuno dica niente, questo modo di-procedere e' in piena linea cogli atteggiamenti di subalternita' al complesso militare industriale, oggi settore di traino dell'economia italiana e al centro di-ingenti sostegni pubblici.





    Per tutti questi motivi, da
    sinistra, sto con la Bonino.
    Pur di battere Berlusconi
    negli anni scorsi abbiamo votato i peggiori residuati
    democristiani, la zuppa che ci viene offerta stavolta non mi sembra certo peggiore.

    Poi fate come volete,rispetto
    le opinioni di tutti, ma regalare una regione importante
    come il Lazio a questa destra infame per inseguire velleità
    rivoluzionarie al momento
    assolutamente infondate mi
    pare una tafazzata. 26-02-2010 16:28 - Imparziale
  • Emma Bonino,ha intrapreso una lotta radicale.
    Sciopero della fame.
    In un paese dove i politici hanno sempre più fame,la radicale è a digiuno.
    Questo mi farebbe aprire il cuore e mi spingerebbe a votarla,ma poi mi ritorna il pensiero degli operai sui tetti e delle scelte economiche che i padroni della radicale,hanno scelto per il proletariato mondiale e scende la tenerezza che posso provare per quella testolina bionda.
    I radicali sono il partito della borghesia illuminata.
    Quella borghesia che sta più avanti di tutte e che da le indicazioni a tutta l'altra per uscire dalle loro crisi.
    I radicali,non sono proletari e di lavoro,se ne arcifrecano.
    La Polverini,invece è molto più vicina al nostro modo di pensare e sono sicuro che lei è molto più interessata ai nostri problemi.
    La Polverini,va nei posti di lavoro,parla con più gente possibile e non si lava le mani dopo averle strette a operai e contadini.
    Testolina bionda invece,con i suoi appunti e le cifre che sembre l'accompagnano,mi sa tanto di persona fuori da noi.
    In un mondo rovesciato come questo,la Polverini della Maiana a destra e la Bonino,super menager del mondo a sinistra.
    Cosa dire.
    Cosa pensare.
    Una cosa dovremmo fare per non perdere la rotta come loro.
    Guardare chi siamo e cosa vogliamo.
    Il popolo è fatto di tanta gente che fa tanti mestieri.
    Ma una cosa è certa,il popolo è lavoratore.
    Una massa di persone che parlano più o meno la stessa lingua e camminano dalle 7 alle 8 di sera per fare grande questo paese.
    Il mio popolo è di sinistra anche se vota a destra.
    I borghesi capitalisti,sono quelle persone che escono dal popolo e si associano in organizzazioni,che opprimono il popolo.
    Massoni,baroni delle arti e dei mestieri,privileggiati,e capitalisti che si aiutano l'un l'altro per opprimere il popolo.
    Si favoriscono negli appalti.
    Si assumono per lavori ricchi.
    Si fanno i piaceri e anche se sono di sinistra,sono sempre di destra e nemici del popolo.
    Io amo troppo il popolo per votare un nemico del popolo! 26-02-2010 16:03 - mariani maurizio
  • La Bonino plagia il suo mentore un certo PAN. MA CHE VORDI' fare lo sciopero liquido alla sua eta' puo' essere dannoso per i reni. Ogni volta che la strada non porta alla casa radicale interviene una dirigente e cosa fa'? ma certo non mangia e non beve per un certo numero di giorni e poi? POI LE COSE RIMANGONO COME SONO. Si risolvono con i progetti politici , con delle proposte credibili ma divulgate con passione e ragione politica :OGGI ASSENTE. POVERA SINISTRA -CENTRO ASSIEME ALLA SINISTRA NON FANNO NEPPURE UN PARTITO CREDIBILE CON DELLE IDEE PER CAMBIARE CODESTA SOCIETA' DOVE L'UNICO DIO E VALORE SUPREMO E' IL <VIL>DENARO.IL QUALE NON IMPORTA COME SE NE VIENE IN POSSESSO, CONTA AVERLO E ...MOLTO....MOLTISSIMO. 26-02-2010 14:53 - EUCLIDE
  • Norma Rangeri....se proprio ci tieni, votala tu.
    Chiamala retorica, chiamala come ti pare, ma non e' in questo modo
    che unisci i dispersi della sinistra.
    Coerenza...Norma...Coerenza,
    quella che e' sempre mancata
    ad una parte della sinistra e totalmente nei radicali,
    una per tutte, ti ricordi Pannella in tuta mimetica in bosnia ????
    Noi siamo Comunisti Norma,
    no buffoni, e non vogliamo il
    meno peggio.....vogliamo una svolta di questa società che con individui come te, invitano sempre al meno peggio, perchè
    imborghesiti. Sarà un sogno ?
    bene, io ci voglio credere e non mollo. Mi auguro che il tuo non
    sia il pensiero di tutta la redazione.....povero Luigi, si rivolterebbe nella tomba. 26-02-2010 13:18 - Caneliberonline.blogspot.com
  • Emma non è in grado di dialogare con l'elettorato, appartiene ad un'elite borghese che non sa parlare alla gente comune, è stata una scelta perdente appoggiarla, per la sinistra, per il PD invece è un tiro di dadi, se vince ha vinto la coalizione altrimenti si è evitato di bruciare un esponente del PD 26-02-2010 12:44 - claudiotesta
  • Ho la vaga impressione, tuttavia, che i motivi per cui Bonino digiuna c'entrino poco con il rispetto delle regole violate della democrazia, e abbiano invece a che fare con qualcos'altro. Di cosa si tratti, francamente non riesco a capire.

    Ma poi, quali sarebbero queste sacre regole violate? Regole che peraltro - chissà come mai - i radicali (ri)scoprono sempre a due giorni dall'ennesimo voto... ^·^

    In questa circostanza, non mi pare che la comunicazione fra il candidato ed i potenziali suoi elettori si stia dimostrando particolarmente limpida, circa il motivo per cui si è deciso di fare certe scelte "estreme". E infatti, come giustamente rileva qui sopra Norma Rangeri, l'intera faccenda finisce inevitabilmente coll'assumere la solita aria da "ennesima pannellata".

    Peccato: perché, così come si è messa, viene fortemente da temere che la cosa finirà in un nulla di fatto, e un'occasione che - pur fra mille difficoltà e con tutti i limiti e i difetti del caso - avrebbe potuto essere storica finirà giù per lo scarico dello sciacquone...

    P.S.: commento a posteriori. Sì, giusto... una sinistra che voglia vederci chiaro non voterà né l'uno (il catto-ex-comunista di Puglia) né l'altra (la radicale mangia-preti... e come, se mangia! <http://www.youtube.com/watch?v=lS28nAtoarM>).

    Peccato che così, stante la situazione contingente e data la completa assenza di alternative *praticabili*, si finisce per (ri)consegnare il Lazio alla reazione catto-storacian-corporativa, e la Puglia al comitato d'affari della destra fittian-berlusconiana.

    E così, per una "pruderie" da ottocento vittoriano, in capo a due anni nel Lazio ci si ritrova la sanità completamente e definitivamente privatizzata, stile Lombardia di Formigoni; e in Puglia, il più grande acquedotto d'Italia - se non d'Europa - consegnato agli appetiti delle multinazionali dell'acqua, che non stanno aspettando altro. Auguri!

    A volte pare che i termini del problema non siano davvero chiari... ¬¿¬ 26-02-2010 12:30 - Alan Ross
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