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Tommaso Di Francesco
Così Dell'Utri «riscrive» Pasolini
«L'ho letto - ha dichiarato - ma non posso dire nulla. Credo sia stato rubato dallo studio di Pasolini. È inquietante per l'Eni, parla di Cefis, di Mattei e si lega alla storia del nostro Paese».
35 anni fa, il 2 novembre del 1975, Pier Paolo Pasolini veniva assassinato a Ostia. Prima della morte lavorava proprio a «Petrolio», un romanzo-inchiesta e insieme profezia concreta di nuove stragi. Di questo scartafaccio conosceva l'esistenza Paolo Volponi - ha scritto Massimo Raffaeli. Lì era raccontata la stagione primigenia dalla quale era nato in Italia quel misto di partecipazione al potere, trasformismo, cinismo e trame criminali di stato.
«È incredibile. Quel capitolo "Lampi sull'Eni" del romanzo 'Petrolio', ritenuto dal giudice Calia, un documento storico sulle stragi d'Italia è stato rubato da casa di Pasolini. In termini giuridici è un 'corpo di reatò'. Pasolini potrebbe averci lasciato la vita per questo. Dell'Utri deve dire come lo ha avuto, chi glielo ha dato, per quali fini», accusa il poeta Gianni D'Elia, collaboratore del «manifesto» per molti anni, che per primo ha insistito sull'esistenza del capitolo scomparso nel saggio «Il Petrolio delle stragi» (Effigie 2006).
Appare chiaro che quel furto non è un fatto letterario ma riguarda le responsabilità del potere e che il capitolo diventa ora un'arma di ricatto. E Dell'Utri ci mette la firma. Ricordate quel che Pasolini scriveva solo un anno prima d'essere ucciso: «Io so, io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere)...».
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E non dimentichiamo la sua condanna per mafia e le accuse di Massimo Ciancimino.
Gianfranco Criscenti (giornalista, Trapani) 04-03-2010 23:36 - Gianfranco Criscenti
P.S.: Per la precisione, sig.Maurizio, si scrive "superiorità" e non "supeiorità" ma sono sicuro che lo sapesse già e che è stato solo un errore di battitura. Però la prossima volta le consiglio di controllare ciò che scrive se non vuole dare adito a quei quattro estinguendi sinistroidi di essere effettivamente "superiori". E scusi la spocchia. 04-03-2010 17:28 - jack
Dal titolo all'articolo ai commenti (esemplare quello di Jack, disinformato ma spocchiosissimo) piccole perline della asserita "supeiorità antropologica" che ha portato alla quasi estinzione della sinistra. 04-03-2010 14:32 - maurizio
Qualcuno si ricorda che oltre Di Pietro e colleghi a portare avanti Mani Pulite, fu L'Eni con il processo Enimont, e tutte le informazioni provenienti da responsabili Eni , in collaborazione di giustizia...e non parliamo dei giornalisti eletti a deninciare i fatti... se qualcuno ha oggi tempo consiglio questa pagina:
/umsoi.org/2009/08/10/eni-codice-etico-e-servizi-segreti./
e di domandarsi : dove è finito Arnaldo Forlani. 04-03-2010 10:19 - pepperepe'
La magistratura intervenga. 03-03-2010 22:00 - murmillus
Lui ha il solito pezzo di "m...." da propinare a gente credulona.
Se avesse una cosa del genere se la venderebbe a caro prezzo e non per sponsorizzare un libro o qualche altra cialtroneria da vendere come fazzoletti o dadi da brodo.
Se sapesse qualche cosa di più su Mattei e sulla distruzione dell'ENI,andrebbe in America e si farebbe nominare governatore da Obama.
Invece come il suo discepolo,padrone,se ne sta a dare "sole" a tutti i boccaccioni che popolano il nostro paese.
La storia dell'ENI è troppo grande per dei picciotti nazionali.
Loro al massimo potevano collborare con gli americani a trovare cacciaviti e altro per Mattei.
L'Eni in quegli anni era un punto centrale per tutto il Medio Oriente e per le politiche internazionali nel mondo.
Loro al massimo potevano accompagnare,con la lupara sulle spalle, i boss per le vie di questo paese. 03-03-2010 21:16 - maurizio mariani