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COMMENTO
03/03/2010
  •   |   Tommaso Di Francesco
    Così Dell'Utri «riscrive» Pasolini

     «L'ho letto - ha dichiarato - ma non posso dire nulla. Credo sia stato rubato dallo studio di Pasolini. È inquietante per l'Eni, parla di Cefis, di Mattei e si lega alla storia del nostro Paese».
    35 anni fa, il 2 novembre del 1975, Pier Paolo Pasolini veniva assassinato a Ostia. Prima della morte lavorava proprio a «Petrolio», un romanzo-inchiesta e insieme profezia concreta di nuove stragi. Di questo scartafaccio conosceva l'esistenza Paolo Volponi - ha scritto Massimo Raffaeli. Lì era raccontata la stagione primigenia dalla quale era nato in Italia quel misto di partecipazione al potere, trasformismo, cinismo e trame criminali di stato.
    «È incredibile. Quel capitolo "Lampi sull'Eni" del romanzo 'Petrolio', ritenuto dal giudice Calia, un documento storico sulle stragi d'Italia è stato rubato da casa di Pasolini. In termini giuridici è un 'corpo di reatò'. Pasolini potrebbe averci lasciato la vita per questo. Dell'Utri deve dire come lo ha avuto, chi glielo ha dato, per quali fini», accusa il poeta Gianni D'Elia, collaboratore del «manifesto» per molti anni, che per primo ha insistito sull'esistenza del capitolo scomparso nel saggio «Il Petrolio delle stragi» (Effigie 2006).
    Appare chiaro che quel furto non è un fatto letterario ma riguarda le responsabilità del potere e che il capitolo diventa ora un'arma di ricatto. E Dell'Utri ci mette la firma. Ricordate quel che Pasolini scriveva solo un anno prima d'essere ucciso: «Io so, io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere)...».


I COMMENTI:
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  • Chissà se almeno questa volta si fare luce sui misteri che si nascondono dietro le inquietanti rivelazioni - probabilmente ad orologeria - di Dell'Utri.
    E non dimentichiamo la sua condanna per mafia e le accuse di Massimo Ciancimino.
    Gianfranco Criscenti (giornalista, Trapani) 04-03-2010 23:36 - Gianfranco Criscenti
  • povero Pasolini, non sono bastati i fascisti quando lo hanno ucciso oggi pure i mafiosi. al peggio non c'è mai fine. 04-03-2010 18:53 - guglielmo zanetta
  • Il sistema di curruzione che attraversa il nostro sistema di governa arriverà ad un punto che sarà di nuovo letale per la nostra classe politica che non potendosi piu' avvalersi della giustizia costituzionale, perchè pericolosamente non piu' selettiva, si useranno nuovi metodi, come l'impunità parlamentare, e le varie leggi a difesa della casta. L'arma del ricatto sara' una minaccia sempre piu' attuale , da parte dell'attuale governo e i suoi affiliati, per chiunque al suo interno tenti un minimo di ostruzionismo. Non dimentichiamo il coinvolgimento di Umberto Bossi nel processo Enimont e di alcuni candidati attualmente nelle file dell'UDC. Ma in Italia rimane ancora un tabu' comunicativo :la massoneria (compreso P2) . 04-03-2010 17:35 - paolo
  • Tanto per chiarire, visto che mi si chiama in causa. Non credo, sig.Maurizio - spero non Gasparri - che si possa definire spocchia l'intenso fastidio epidermico che si prova anche solo a pensare una persona come Marcello Dell'Utri affiancata in qualche modo ad una come Pasolini. Sono due pianeti diversi, punto. Sono l'alfa e l'omega, distantissimi e imparagonabili. Nel post precedente descrivevo semplicemente questo sentimento da me provato di fronte a tanto abominio. Se questa è spocchia, allora sì, sono spocchioso, forse anche arrogante, ma resto fermo nel ritenere che Pasolini è Pasolini e dell'Utri è dell'Utri e fra i due esiste profondamente una "differenza antropologica"notevole. Se poi questa differenza sia da intendere come superiorità di uno - indovini quale - rispetto all'altro non spetta a noi giudicare, ma un'idea me la sono comunque fatta. Il fatto che oggi la fazione politica a cui appartiene dell'Utri vinca elezioni e sia riuscita a rendere la propria "cultura"egemone, ciò non significa che sia migliore, è semplicemente più forte. Ma forte e migliore non sono sinonimi, non ancora per lo meno.
    P.S.: Per la precisione, sig.Maurizio, si scrive "superiorità" e non "supeiorità" ma sono sicuro che lo sapesse già e che è stato solo un errore di battitura. Però la prossima volta le consiglio di controllare ciò che scrive se non vuole dare adito a quei quattro estinguendi sinistroidi di essere effettivamente "superiori". E scusi la spocchia. 04-03-2010 17:28 - jack
  • Le mani dell'infame ,al solo contatto col documento dovrebbero cadere in cenere.Lurido fottuto paese.! 04-03-2010 15:14 - Stefano
  • Chissa' che cosa difende o cosa vuol dire il sig. Maurizio con il suo insipido e mellifluo commento. 04-03-2010 14:59 - murmillus
  • Dell'Utri non ha "riscritto" Pasolini, e sembra che possa essere bibliofilo solo tra virgolette.
    Dal titolo all'articolo ai commenti (esemplare quello di Jack, disinformato ma spocchiosissimo) piccole perline della asserita "supeiorità antropologica" che ha portato alla quasi estinzione della sinistra. 04-03-2010 14:32 - maurizio
  • Sono piu' giovane dei fatti sopra descritti, ma... Be', sicuramente l'Eni è stata sempre eletta ( in concorso esterno di organizzazione mafiosa) a scrivere la storia dell'elezioni politiche in Italia, a vantaggio di un giro di soldi corrotto e al traffico di armi.
    Qualcuno si ricorda che oltre Di Pietro e colleghi a portare avanti Mani Pulite, fu L'Eni con il processo Enimont, e tutte le informazioni provenienti da responsabili Eni , in collaborazione di giustizia...e non parliamo dei giornalisti eletti a deninciare i fatti... se qualcuno ha oggi tempo consiglio questa pagina:
    /umsoi.org/2009/08/10/eni-codice-etico-e-servizi-segreti./
    e di domandarsi : dove è finito Arnaldo Forlani. 04-03-2010 10:19 - pepperepe'
  • Dell'Utri e' un bibliomane, visto che da come parla si direbbe semianalfabeta, e non un bibliofilo come continuano a chiamarlo. detto questo vorrei anche aggiungere che il suo e' un classico comportamento da ricattatore mafioso/OpusDei.
    La magistratura intervenga. 03-03-2010 22:00 - murmillus
  • Ma quale pezzo di Petrolio,ha per le mani Dell'Utri.
    Lui ha il solito pezzo di "m...." da propinare a gente credulona.
    Se avesse una cosa del genere se la venderebbe a caro prezzo e non per sponsorizzare un libro o qualche altra cialtroneria da vendere come fazzoletti o dadi da brodo.
    Se sapesse qualche cosa di più su Mattei e sulla distruzione dell'ENI,andrebbe in America e si farebbe nominare governatore da Obama.
    Invece come il suo discepolo,padrone,se ne sta a dare "sole" a tutti i boccaccioni che popolano il nostro paese.
    La storia dell'ENI è troppo grande per dei picciotti nazionali.
    Loro al massimo potevano collborare con gli americani a trovare cacciaviti e altro per Mattei.
    L'Eni in quegli anni era un punto centrale per tutto il Medio Oriente e per le politiche internazionali nel mondo.
    Loro al massimo potevano accompagnare,con la lupara sulle spalle, i boss per le vie di questo paese. 03-03-2010 21:16 - maurizio mariani
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