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COMMENTO
11/03/2010
  •   |   Enzo Mazzi
    Lo scandalo del sacro

    Questo montante dilagare dello scandalo della pedofilia nel cuore della istituzione ecclesiastica cattolica a tutte le latitudini pone gravissimi problemi al senso di appartenenza ecclesiale in settori sempre più ampi del cattolicesimo mondiale. Il potere ecclesiastico, che per lunghi anni ha cercato colpevolmente di nascondere il fenomeno dietro una cortina di silenzio, sembra aver capito che il tempo dell'onnipotenza del mondo del sacro è ormai finito. L'abito talare, lo zuccotto rosso o la tiara papale non garantiscono più la immunità di fronte alla giustizia terrena. E il potere della informazione ha stracciato definitivamente il «velo del tempio» penetrando impudicamente nelle oscurità delle sacrestie, dei collegi cattolici, dei conventi, e perfino dei palazzi apostolici.
    Di fronte a un quadro così complesso, che richiederebbe tanta saggezza, capacità di rinnovamento e lungimiranza, è sconcertante che i massimi vertici della gerarchia cattolica si attardino ancora nel riproporre i vecchi schemi della unicità-perennità della Chiesa e del centralismo-assolutismo del papato. E che continuino a guardare con sospetto a ciò che si muove alla base della Chiesa e a tentare ancora la via ormai anacronistica della repressione verso lo sviluppo del conciliarismo. «Ogni volta che nella Chiesa si affronta un periodo di declino - ha detto il papa ieri - si affaccia anche un utopismo spiritualistico», che porta alcuni a sognare la nascita di una «altra Chiesa». Una sorta di «utopismo anarchico», come quello ispirato nel Medioevo da Gioacchino da Fiore, si insinuò nel Concilio Vaticano II, ma «grazie a Dio i timonieri saggi della barca di Pietro hanno saputo difendere, con le novità del concilio, anche l'unicità della Chiesa».
    Quello che il papa vede come un pericolo è da molti ormai considerato come l'unica possibilità di futuro per una fede cristiana liberata da dominio medioevale del sacro.
    Gioacchino da Fiore, vissuto nella seconda metà del XII secolo, monaco del monastero cistercense di S.Giovanni in Fiore, nella Sila, si rese interprete delle attese delle classi umili del tempo. A cominciare dagli inizi del secondo millennio era avvenuta una grande trasformazione della società feudale: il declino del sistema di dipendenza della servitù della gleba e la nascita di comunità di villaggio dotate di autonomia e formate da contadini non più servi della gleba. Questo porta una nuova cultura, la cultura della cooperazione e della solidarietà. È in questo clima che il monaco cistercense Gioacchino da Fiore lancia l'annuncio della liberazione da tutti i poteri che in diversi modi dominano dall'alto e l'avvento di una società dello Spirito e dell'amore universale. Un annuncio che in diverso modo nutrirà tutte le rivoluzioni moderne, come ci dicono molti storici autorevoli. Tracce della profezia di Gioacchino da Fiore si ritrovano nel modernismo a cui guardava con simpatia papa Giovanni e nei movimenti della liberazione post-moderna come ad esempio nella riflessione di un Teillard De Chardin, nelle comunità di base e nella Teologia della liberazione.
    Altro che utopismo anarchico. È il futuro che si delinea. Utopismo lontano dalla realtà appare piuttosto questa insistenza nel blindare la Chiesa nel bunker del sacro illudendosi che in tal modo essa possa sfuggire alle sfide della secolarizzazione. Gli orrori della pedofilia così come tutto il marcio che emerge dal buio degli spazi sacri non si può più affrontare con quell'assolutismo gerarchico che è la radice stessa dei mali della Chiesa. Occorre aprire porte e finestre allo Spirito che alimenta i «segni dei tempi».


I COMMENTI:
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  • Un popolo di teologi solo perchè in tanti ci esprimiamo sulla evidente crisi di credibilità non della Chiesa di Dio ma del Dio della Chiesa ii quanto struttura di potere temporale? Non credo proprio, io, per esempio, pur avido lettore di testi teologici (ultima lettura "Ciò che credo" di Hans Kung) non mi sento teologo. E tuttavia non posso fare a meno di pormi alcune domande fondamentali sulla fede, sulla vita eterna, su Dio e sui suoi rapporti con il mondo e con gli uomini da Lui creati. E, naturalmente, se è proprio vero che siamo sue creature o addirittura, tramite Suo Figlio, suoi figli. Chi ha scritto quel bel dramma intitolato "Erano tutti suoi figli"? Già l'espressione "figlio di Dio" è un bel mistero! Se c'è un figlio c'è un padre, e se c'è un padre dovrà pur esserci una madre. Ora, per il cristianesimo, come è noto, la Madre è una santa donna, vergine e madre a un tempo, sensa peccato originale. Dunque persino Dio, per avere un figlio, ha dovuto inviare il Suo Spirito fecondatore a fecondare il ventre di una vergine, santa e immacolata. Come dire che, dopo aver creato Eva da una costolo di Adamo, non poteva ripersi, creando un figlio da una costola di Maria. O non dobbiamo prendere sul serio la narrazione biblica della Genesi? E se non dobbiamo prendere sul serio la Genesi, perché dobbiamo invece prendere sul serio il Nuovo Testamento? Perchè è il compimento dell'Antico? E sia: Dio ha inviato suo Figlio nel mondo per salvare l'umanità dal peccato originale di Adamo. Grazie, Dio. Ma, scusa se mi permetto (d'altronde tu comprendi le mie umane debolezze e i miei limiti intellettuali), perché non hai inviato uno dei tuoi angeli a mettere in guardia Adamo nei confronti del serpente tentatore? "Se non l'ho fatto - risponderai - ho avuto le mie buone ragioni". Giusto, e le tue ragioni sono imperscrutabili. Altra domanda: perchè hai lasciato tuo Figlio solo sulla croce? Perché si adempisse la profezia di Isaia sull'"uomo dei dolori"? Altro mistero. Non per niente Tu ci chiedi di credere e di amare, non di ragionare. E la tua Chiesa, perché non la guidi con mano ferma e braccio teso attraverso il deserto della storia e permetti che si comprometta con i potenti di questo mondo il cui principe, tu sai, vuole che ci perdiamo tutti dietro a lui e ai suoi angeli dannati? Perché la Chiesa, come i singoli cristiani, deve essere lasciata libera anche di sbagliarte e di peccare. Dunque la libertà, ai Tuoi occhi, vale di più della salvezza? O forse vuoi dirci che non c'è salvezza senza libertà? Ma con la nostra libertà possiamo finire all'inferno! E sarà solo colpa nostra. Altro mistero. Qui mi fermo per non annoiarTi con queste obiezioni che Ti senti avanzare da millenni. Prima o poi arriverà la Tua risposta, e allora sarà pianto e stridor di denti per chi non Ti avrà creduto e non Ti avrà amato. La Tua misericordia sarà dunque selettiva? Altro mistero. Non mi rimane che la scommessa di Pascal. E se non volesse scommettere? Un saluto da Fulvio Sguerso 27-06-2010 18:49 - Fulvio Sguerso
  • Certo è che la Chiesa cattolica, o meglio, le sue gerarchie, appaiono sempre più anacronistiche anche nel modo di paludarsi e di parlare. E sembra sempre più anacronistica la distinzione tra chierici e laici. E' vero che non tutti hanno la vocazione al sacerdozio, ma ormai è evidente (ma non lo era anche ai tempi di Dante e di Lutero?)che non tutti i sacerdoti hanno la vocazione alla castità e alla povertà. Io credo che se Chiesa cattolica ha ancora una missione è grazie a preti come Enzo Mazzi, o Don Giorgio De Capitani, o Don Andrea Gallo; sono loro che portano sulle spalle (e nel cuore) la Chiesa di Dio. Le gerarchie paludate e rivestite di porpora e bisso rappresentano sempre più smaccatamente il Dio della Chiesa e il suo potere politico-mondano. Chissà se sperano veramente o temono la seconda e ultima venuta di Cristo su questa terra così vilipesa e negletta! Ma è persino troppo facile accusare i porporati: in fondo, anzi, in principio la Chiesa è l'insieme dei credenti in Cristo e il suo capo non è il Papa ma Cristo stesso, che, se non sbaglio, ha preso a scudisciate i mercanti che mercanteggevano nel tempio. Altri tempi. Oggi si accolgono con onore i ricchi e i potenti di questo mondo. Bisogna pur sopravvivere, nevvero?

    Fulvio Sguerso (fulviosguerso@tin.it) 06-04-2010 22:13 - Fulvio Sguerso
  • ...non sarà il caso di dare moglie, per evitare tali gravi devianze, ai sacerdoti com'era nei programmi ,mi sembra, di Giovanni XXIII? 12-03-2010 11:16 - almagemme
  • Se solo la gente di chiesa si ricordasse che la religione e' una fede (cioe' una credenza) e non una scienza sarebbero certamente meno presuntuosi e non si sentirebbero in diritto di salire in cattedra! Ma approfittare della credulita' della gente a fini economici e' molto comodo! Sapete perche' la chiesa dice che gli animali non hanno anima? Semplicemente perche' non possono essere titolari di un conto in banca! 12-03-2010 10:44 - filippo maggio
  • Ricordatevi che Gesù è amore. Se gli uomini sono depravati, le colpe saranno solo loro e del demonio che li possiede in misura più o meno sfrenata. Poi c'è il discorso della chiesa secolarizzata... 12-03-2010 09:28 - VITTORIO
  • Nella mia grande ignoranza,penso che tutto questo parlar male della chiesa cattolica scaturisce da una rottura tra chiesa e potere.
    Sono un paio di anni a questa parte che i preti vengono attaccati da una certa stampa.
    Questa rottura è dovuta da un potere politico immorale e fuori ormai da quei canoni che la chiesa di stato ha sempre contenuto.
    Berlusconi che va con le minorenni,Fini che lascia la famiglia e sta con un altra donna.Casini,la Santanchè,che frequenta bordelli e sale da ballo,persino la Pivetti che era una semisanta,diventata donna di spettacolo e bomba sessuale.
    Senza parlare di Marazzo e del transessuale che ha vinto l'isola dei famosi.
    Tra chiesa e potere,si è creato uno scontro storico.
    Preti pedofili,Giornalisti dell'Avvenire guardoni e oggi anche la storia di Emanuela Orlandi.
    Ma non sentite un po di puzza di merda?
    I preti sono quello che sono,ma tutto ora?
    Per me si vuole impedire ai preti di fare una politica fuori da questa politica. 12-03-2010 08:40 - maurizio mariani
  • Vedo che l'Italia oltre ad un popolo di CT della nazionale e di è anche un popolo di teologi.
    Caspiterina! 12-03-2010 05:12 - Marco Daz
  • Se assumiamo come certo che la religione e' un mezzo per vivere e non un fine e se assumiamo che non e' dio che ha creato l' uomo a sua immagine e somiglianza ma l' uomo che ha creato dio a sua immagine e somiglianza il sistema chiesa gerarchica e' votata al declino totale. Questione di tempo. Consiglio questo sito www.emisoraslatinas.net .... leggete il libro "Otro Dios es posible" .... e' chiarissimo !!! condivido totalmente la riflessione di Enzo mazzi. Grazie 11-03-2010 22:22 - PierAngelo Rocco
  • Tra le aghiaccianti notizie rigaurdanti il clero e le comprensibilmente pungenti reazioni delle persone che vi si oppongono mi sembra opportuno inserire delle distinzioni che paiono scontate ma non lo sono affatto.
    Sono uno studioso e quindi mi permetto di farlo.

    Quello che tutto il mondo finisce per odiare nel Cattolicesimo chiamandolo con il termine "Chiesa" è in realtà il clericalismo che agisce in essa. Il clericalismo è un fenomeno piuttosto patologico che proviene da una parte (piuttosto piccola) della Chiesa, i chierici appunto. Costoro hanno finito per avere il comando assoluto nella Chiesa stessa. Il clericalismo ha spesso finito per rendere antipatica la religione perché l'ha trasformata in potere. Il Cristianesimo vissuto in modo sereno e non clericalizzato è un'altra cosa.

    Desidererei fare un'ulteriore distinzione. Come non dobbiamo confondere Chiesa con clericalismo, così non si deve confondere Cristianesimo con Cattoicesimo essendo quest'ultimo solo una forma di Cristianesimo.

    Se non si tiene conto di queste distinzioni si scrivono anche molte stupidaggini credendo di avere "capito tutto".

    Grazie per l'attenzione. 11-03-2010 21:32 - Pietro C.
  • Un semplice fatto chiarisce a mio avviso molte cose ma e' spesso tracurato. Il papa e' di fatto l'erede degli imperatori romani di cui ha prese i posto. Il trapasso e' stato progressivo ma di fatto ha incluso anche gli usi e i costumi dei pagani. Molte feste cristiane discendono da feste pagane cosi' come i santi hanno come predecessori i vari dei che si creavano secondo i bisogni individuali. I voti che si possono rirovare nei vari tempietti pagani, quali peni, mani , mammelle etc. depositate per ingraziarsi il proprio deo protettore sono stati sostituiti dai vari cuori e cuoricini che si trovano in molte chiese romane e non solo. Insomma, il papa e la chiesa hanno ereditato dalla societa' romana paticamente tutto salvo la tecnologia e la tolleranza.
    E' naturale che il papa si comporti da imperatore assoluto e assolutista come in nessuna altra organizzazione si puo' riscontrare.
    Gli uomini purtroppo sono cosi' stupidi e instupiditi da abboccare continuamente nel tranello della paura. Sia quella dei diversi, immigrati, terroristi, o quella ancora piu' stupida della pretesa e ipocrita salvezza dell'anima.
    Insomma la religione e' l'oppio dei popoli e il papa e i principale spacciatore. 11-03-2010 21:20 - murmillus
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