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COMMENTO
15/03/2010
  •   |   Alessandro Robecchi
    Quelli che in fondo in fondo...

    È bene immaginare l’ansia odierna dei cosiddetti terzisti. Galleggiatori professionisti, gente abile nel giustificare l’ingiustificabile a colpi di «ma» e «però» e «d’altrocanto», conformisti supremi che accusano di conformismo gli altri. Gente che davanti alle leggi razziali avrebbe scritto «tutto sommato…»,
    che davanti al rogo dei libri avrebbe detto «in ultima analisi…». Gente che del regime accetta tutto, con l’accortezza di inserire una riga di dubbio da giocarsi poi in un’eventuale Norimberga. Ce li troveremo – finito il regime berlusconiano – a cantare nel nuovo coro, con le stimmate dell’intellettuale coraggioso.
    Vulgata odierna di questo manipolo di arditi col ditino alzato («anche la sinistra, però…»): è grave che il capo del governo dia ordini a un’autorità di garanzia,
    ma non dovevamo saperlo dalla magistratura! Traduco in italiano: lo scandalo non è il dittatore che dà ordini, ma la magistratura che se ne occupa. Oggi
    questi campioni del collaborazionismo sentono un brividino nella schiena. Perché dove un tempo bastava spalleggiare ora serve militare, dove bastava
    strizzare l’occhio ora bisogna applaudire. Eri sodale, poi ti hanno chiesto di diventare complice. Poi complice non bastava più, dovevi diventare cameriere.
    Poi cameriere sembrava troppo dignitoso, ti si chiedeva di diventare servo. Da servo parevi troppo libero e ti si chiedeva di essere schiavo. Sistemati i nemici, si passerà ai non troppo amici, poi agli amici che non sono amicissimi, poi
    agli amicissimi poco convinti nell’inchino.
    Essi giustificano le censure di oggi con i loro «ma», i «però», i «d’altrocanto», ma già tremano per se stessi. Fingono di non sapere della inguaribile bulimia
    del Conducator, che più mangia e più ha fame, che più schiaccia e più schiaccerà, servono il potere senza conoscerne la voracità. Verranno mangiati
    anche loro, e qualcuno scriverà sulla lapide: «Però, in fondo in fondo…».


I COMMENTI:
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  • Con buona pace del censore [ ;) ] torno a chiedere all'esimio e illuminato maestro di pensiero dell'ultimo intervento: "ciao alla prossima", cosa? La prossima baggianata?

    Siamo ansiosi di leggerla, o esimio: perché non ci si divertiva tanto dai tempi del milione di posti di lavoro ;) 17-03-2010 22:23 - Harken
  • per Valerio
    mi piace curiosare. Ma il motivo principale che mi spinge a dirvene quattro è fare emergere il fallimento di fondo della vs ideologia, che non riesce (e non è mai riuscita) a dare risposte ai problemi dell'uomo. Anzi, dove siete riusciti ad imporvi avete fatto danno!. L'epitaffio del comunismo, col quale sarà ricordato in avvenire, l'ha scritto il Papa Giovanni Paolo II: "E'peggiore dei mali che voleva curare".
    Ciao, alla prossima! 16-03-2010 21:27 - giovanni L.
  • Uno che usa 119 parole per dire "sono senza parole", oltre ad essere una contraddizione in termini vivente, potrebbe tranquillamente fare il primo ministro di questo paese ¬¿¬ 16-03-2010 17:48 - Harken
  • Caspita! Leggendo articolo e commenti sottostanti non posso non rimanere ammaliato dal linguaggio usato, dalle profonde riflessioni filosofico-politiche e... soprattutto dell'incocludenza di Tutti voi. Ma dove volete andare se l'unico chiodo fisso che avete è quello di criticare Berlusconi? Riuscireste a criticarlo pure dopo aver letto la ricetta della torta alle mele. Non vi rendete conto che la gente non vi vota proprio per questo? Non proponete un'alternativa credibile, non formulate un'idea di paese che abbia uno straccio di credibilità! Perchè? Perchè passate tutto il vostro tempo a criticare, insultare, denigrare Berlusconi... che intanto vince!!! Volete passare come l'elite culturale ma non vi accorgete nemmeno che vi state strozzando da soli. Senza parole!!!!! 16-03-2010 16:06 - Giordano
  • il terzismo è una forma ricercata di filisteismo. l'articolo mi ha fatto pensare a Giuseppe Cruciani (la "zanzara" di radio24ore). chi lo abbia mai ascoltato sa. ovviamente il terzismo non è prerogativa solo di chi sostiene la destra. 16-03-2010 16:05 - lpz
  • Cari Ivana, Giovanni e compagnia bella (si fa per dire), ma se siete davvero convinti che questo sia un giornale di nostalgici perdenti, perché venite sul sito a leggerlo? E come mai sentite il bisogno di commentare? Con quali argomenti, poi: l'anticomunismo senza comunisti. Possibile che non vi venga in mente niente di meglio? Ah già, dimenticavo. Dalle vostre parti è probito essere più originali del padrone, pena il licenziamento. 16-03-2010 15:47 - Valerio
  • Sssssttt. Zitti. Non strillate troppo.

    Altrimenti il terzista si sveglia... ;} 16-03-2010 14:45 - Harken
  • Come chiamare Robecchi, quello che tu ci racconta se non il tempo del leggittimare le politiche del clientelismo.
    Siamo diventati clienti dei nostri amministratori, che vengono eletti come sponsor delle loro poloitiche e non garanti di un ordine democratico. Non vedo come te pero' dei padroni e dei servi, ma solo servi di serie A , quelli che si adattano e ci galleggiano, e servi di serie B, quelli che queste logiche non le hanno mai accettate, ma le subiscono solo; Che alternativa proponiamo a questa logica di intendere gli esercizi di potere sia nel pubblico che nel privato ? E qui non basta sostenere la magistratura. E' arrivato il momento di proposte da chi protesta, per non asservirci tutti fedeli nei secoli dei secoli. 16-03-2010 14:38 - giuseppegiordano
  • L'articolo colpisce nel segno, tratteggia uno dei sintomi più mefitici dell'italica tendenza al servaggio, ossia la nauseabonda viltà di chi non ha la forza di denunciare l'enormità e l'abnormità dello stravolgimento delle linee e dei confini di tenuta democratica. Saltato il ruolo di controllo e pungolo al potere da parte dell'informazione, salta tutto; è il colossale peccato originale della scesa in campo politico del piduista. Forse Robecchi esagera accennando al collaborazionismo, ma la responsabilità MORALE di questa armata di giornalisti ignavi (Battista, Panebianco, vabbè... purtroppo anche tanti altri tra cui Sorgi e Folli, su De Bortoli, che stimo, non mi pronuncio non avendolo letto) è impressionante e avvilente. Resta incahgliata nella loro penna la forza di denunciare apertamente una situazione ormai intollerabile, una sorta di acquiescente maggioranza semi-silenziosa. Poi è ovvio che le mancanze e i ritardi della sinistra che ci rappresenta sono gravi e abbondanti, e che più di un conflitto tra il Male e il Bene c'è uno scontrarsi del Male col CosìCosì...Ora la posta in gioco è altissima, cerchiamo di rimuovere la cancrena, poi potremo occuparci della bronchite. Certo che con simili giornalisti Nixon si sarebbe fatto due risate dello scandalo Watergate! Che rapporto c'è tra il fare il giornalista e il CORAGGIO? 16-03-2010 13:57 - silvio
  • mi ha ricordato l'ultio articolessa sul sito di Velardi e Rondolino, che come galleggianti non scherzano per niente 16-03-2010 12:42 - passante
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