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Marco d’Eramo
Il sesso di Ruini
«Lasciate che i bambini vengano a me» (Luca, XVIII, 15): evidentemente troppi
sacerdoti hanno preso troppo alla lettera quest’insegnamento di Gesù Nazareno. Siamo letteralmente sommersi da rivelazioni scabrose che ogni giorno ci giungono da Austria, Cile, Germania, Irlanda, Olanda, Polonia, Svizzera e (in sordina) anche dall’Italia. In un’intervista al Foglio, il vicario emerito del papa per la città di Roma, Camillo Ruini, si lamenta per la «campagna diffamatoria» nei confronti del clero.
Perché, dice, «si concentra sui casi di pedofilia dei sacerdoti cattolici, sicuramente non più frequenti di quelli di tante altre persone». Ma il cardinal Ruini sbaglia. Per due ragioni. Una è che negli ultimi 30 anni la pedofilia è assurta a peccato assoluto, a unico indelebile obbrobrio per la morale sia religiosa sia laica. È la sola devianza sessuale che raccoglie l’assoluta unanimità della condanna: basti pensare allo spazio (marginale) che occupava nella stampa 40 anni fa e al rilievo (persin spropositato) che le viene consacrato oggi.
La seconda ragione è che sono 2.000 anni in senso lato e 400 e passa (dal concilio tridentino in poi) in senso stretto che la Chiesa cattolica ci ossessiona con la sessualità. Se si contassero le condanne papali nei confronti di stragi,
tirannie e torture e le si comparassero con le condanne di aborto, sesso extramatrimoniale e contraccezione, e se dal confronto si ricavasse la gerarchia del male nella storia umana, si otterrebbe una quadro surreale, in cui un’innocua masturbazione è più grave di un genocidio, un rapporto sessuale non procreante è più mortale di un delirio dittatoriale. Anche chi ha detto addio alla fede ricorda le morbose domande sui nostri «cattivi pensieri» rivolte dal
confessore ad adolescenti in piena tempesta ormonale.
Perciò non solo la pedofilia è l’abominio più abominevole della modernità, ma a praticarla è il pastore di una religione che fa della continenza sessuale la sua ragion d’essere, l’indefettibile bandiera ideologica. Un prete pedofilo non è un sacerdote che ruba, o che è corrotto, neanche puttaniere: tutte mancanze gravi, ma umane e alla fin fine perdonabili. Checché ne dica Ruini, il prete pedofilo è un vegano sorpreso a mangiare carne, è un pontefice colto a bestemmiare. Ma non vede il cardinale emerito l’autogol che s’infligge quando dice che la pedofilia ecclesiastica è «non più frequente che presso altre persone»? Quali altre? I tranvieri? Le infermiere?Non solo. Secondo il John Jay Report commissionato nel 2004 dalla Conferenza episcopale Usa, tra il 1950 e il 2002 si erano contate 6.700 «accuse credibili» di molestie sessuali nei confronti di 4.392 preti Usa (il 4% circa dei 110.000 preti che avevano servito in quel periodo). Ora il 4% significa un prete su 25. Se un
passante su 25 è un assassino, non camminerei tranquillo per strada. E se un prete su 25 è pedofilo, non manderei mio figlio in una scuola cattolica.
L’intervista di Camillo Ruini conferma quel che la reazione curiale, a partire dal portavoce della sala stampa, padre Federico Lombardi, lasciava intuire, e cioè che il Vaticano vive fuori dal mondo. Non si rende conto che la pedofilia rischia di essere (e negli Stati uniti è già) l’equivalente moderno di quel che furono le indulgenze per la Chiesa del ‘500, e cioè l’innesco di una crisi devastante che mette in forse la sopravvivenza stessa di quest’augusta istituzione.
P.S. A riprova, la conclusione dell’intervista al Foglio lascia intuire che la pedofilia ecclesiastica sarebbe meno grave di un voto a sinistra nelle prossime regionali italiane.
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Come si permette Ruini (e non solo lui)"che c'é più pedofilia nella società che nella chiesa".
È che Ruini ha visto o udito qualc'uno nella società civile
raccontare stronzate come fa la chiesa su, morale, astinenza,
assistenza ai deboli,carità?
Il tutto naturalmente a nostre spese!! si rendono conto questi ipocriti sepolcri imbiancati
della disproporzione dei numeri? E in più é che questo li giustifica? Ci prendono tutti per degli idioti, proprio come i loro bigotti. 22-03-2010 14:05 - Rocco Crocitti
A proposito, ma Ruini che dice di Noemi? Un 70enne che va con una 17enne è pedofilia oppure si tratta di rapporti con i 'diversamente maggiorenni'? 19-03-2010 20:30 - Rasta
Così come i preti pedofili non cancellano il bene fatto da tanti preti, il bene di questi preti non cancella l'infamia degli altri tanyo più che la Chiesa non ha risolto nessun problema, spostava solamente i preti accusati di pedofilia da una diocesi all'altra, risolvere il problema sarebbe stato affidarsi all'autorità giudiziaria dello Stato LAICO che avrebbe provveduto all'accertamento della verità.
Il Vaticano ha cominciato a muoversi solo quando il bubbone scoppiò definitivmente e non è stato più possibile nasconderlo.
E l'argomentazione: "tutte le organizzazioni fanno lo stesso" è vergognosa se usata da un credente come devi essere tu perchè se hai fede allora per te la Chiesa non dovrebbe essere "un'organizzazione come le altre"..perchè in quel caso dovresti dare ragione a noi anticlericali che appunto la riteniamo un'organizzazione (politica) come le altre. 19-03-2010 17:00 - paolo1984
C'è poco da meditare ;) 19-03-2010 12:29 - Filippo Melantone
http://www.avvenire.it/Cultura/scandali+pedofilia+caso_201003180904251170000.htm
Aggiungo tre considerazioni che - avverto - gli anticlericali e anticristiani troveranno scandalose:
1. la colpa vera della Chiesa è stata quella di cercare di risolvere il problema da sola, senza fare troppo rumore, come fa qualsiasi grande o piccola organizzazione in qualsiasi campo;
2. gli atti di pedofilia sono un reato e vanno perseguiti in quanto tali: su questo non possono che concordare credenti e non credenti. Ma per i credenti essi sono anche un peccato, concetto che mi sembra improprio utilizzare da parte dei non credenti;
3. prima di ogni altra considerazione nel rapporto fra i preti e l'educazione, vorrei ricordare le migliaia di sacerdoti e di suore che si sacrificano a questo fine, che estendono la formazione alla trasmissione di valori autentici e che si battono fino ad essere disposti all'estremo sacrificio. Chi ricorda don Pino Puglisi? 19-03-2010 11:58 - danilo recchioni+baiocchi
Io no. 18-03-2010 16:52 - IVAN
http://www.avvenire.it/Cultura/scandali+pedofilia+caso_201003180904251170000.htm 18-03-2010 15:17 - Martin Lutero
E volevo anche fare i miei complimenti ad Alessandra Simonetti, il suo post è tra le cose più sagge che abbia letto sul tema. 18-03-2010 13:14 - paolo1984
Ovvio che la pedofilia non riguarda solo la chiesa, ma il fatto che in ogni caso la riguardi rappresenta LO scandalo per eccellenza, per cui Ruini & C. dovrebbero essere gli ultimi a permettersi di dire: “Lo fanno anche gli altri!” (neanche fossimo alle elementari).
Comunque, questo loro minimizzare non mi sembra ipocrita, anzi lo ritengo, benché strategico e ai limiti della demenza, tutto sommato sincero: conferma la leggerezza con la quale abusano dei minori e il lassismo con cui la pedofilia viene generalmente giudicata.
Intanto rincarano per noi la dose di rinunce, preghiere e castità trovando il coraggio di rinfacciarci la liberazione sessuale, quando la loro corruzione è la prova evidente di come le due cose siano distinte, per non dire antitetiche. Proprio il porsi al di fuori della civiltà e dei reali tentativi di evoluzione conduce al ristagno del cieco egoismo e dell’inganno. Facile, da parte loro, intendere per liberazione sessuale l'imbarbarimento, la licenziosità e la corsa all'orgia selvaggia, insomma una sorta di appiattimento sulla corporeità. Eppure, se la pedofilia fosse diretta conseguenza della liberazione sessuale, noi scostumati non staremmo qui a scandalizzarci delle loro malefatte.
Ma già, le nostre sono accuse politicizzate, visto che non votiamo dalla parte giusta e abbiamo smarrito la retta via dell'etica cristiana, dove tutti i peccati si compiono "intramoenia" e amen. 18-03-2010 12:15 - Alessandra Simonetti