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COMMENTO
18/03/2010
  •   |   Giuseppe Di Lello
    La trappola di Trani

    L’inchiesta di Trani sull’abnorme controllo della Rai da parte del presidente del consiglio per il tramite di organi che dovrebbero essere di direzione o di garanzia a tutela di tutti, sta provocando l’ennesimo sconquasso istituzionale in uno Stato sempre meno di diritto. Poiché lo scontro, anche elettorale, si incentra sul rispetto delle regole e in questo campo le due parti avverse reclamano di essere entrambe interamente nel giusto, a sinistra è opportuno interrogarsi se il «nostro» assunto regga o se non sia il caso di operare qualche distinguo per essere con più forza dalla parte della ragione.
    Dunque sembra che Berlusconi sia indagato per concussione (art. 317 c.p.) e violenza o minaccia per «influire sulle deliberazioni collegiali di imprese che esercitano servizi pubblici o di pubblica necessità, qualora tali deliberazioni abbiano per oggetto l’organizzazione o l’esecuzione dei servizi» (338.2 c.p.), una presunta attività illecita commessa interamente a Roma, ma nella quale i pm di Trani si sono imbattuti nel corso di indagini e intercettazioni disposte per altri reati e per altri soggetti. Obbligate sia l’acquisizione di una tale notizia di reato che la immediata «messa in sicurezza» delle prove acquisibili, ma oltre, anche temporalmente, non si può andare e non si vede perché gli atti continuano a rimanere a Trani invece che essere trasmessi a Roma. A meno che non ci siano ipotesi di connessione con reati più gravi commessi a Trani, ma non sembra, la competenza territoriale è una regola che va rispettata come quella, per intenderci, sulla presentazione delle liste. Speriamo che i pm di Trani abbiano buone ragioni per questa dilazione e, comunque, proprio per tutelare il segreto istruttorio, non è agli ispettori del guardasigilli che le debbono esporre, ma ai loro colleghi di Roma, al giudice naturale dell’indagine. Il Presidente Napolitano ha ribadito concetti in linea con la Costituzione e con i codici, ricordando la facoltà del ministro della giustizia di disporre ispezioni e l’obbligo degli ispettori di non interferire nelle indagini. Una ispezione che attenesse alla sola fuga di notizie sarebbe più che legittima in questa fase, mentre estesa alle indagini complessive assume un palese carattere di difesa preventiva degli indagati e, cioè, integra proprio quella interferenza paventata da Napolitano. Di contro il Csm sembra essere andato in soccorso dello svarione del ministro aprendo una pratica sull’invio degli ispettori prima ancora di sapere cosa questi hanno fatto o chiesto o acquisito in concreto, provocando così la nota di Napolitano sulle prerogative del guardasigilli: Csm e ministro plaudono alle parole di Napolitano pur essendo stati bacchettati entrambi.
    C’è poi l’affaire delle intercettazioni i cui testi sono arrivati ai giornalisti che pubblicandoli hanno fatto il loro sacrosanto dovere. Sono, forse, le ultime intercettazioni «clamorose» di cui leggeremo, innanzitutto perché, secondo la riforma in gestazione, i pm non le avrebbero potute utilizzare in quanto, disposte per una specifica indagine, non potevano essere «trasferite» in una nuova ed indipendente indagine a carico di Berlusconi, e poi perché ci sarebbe il divieto di pubblicazione fino alla chiusura delle indagini preliminari.
    Le intercettazioni rivelano, se mai ce ne fosse stato bisogno, come questo presidente del consiglio e questa maggioranza abbiano bisogno del silenzio stampa per continuare a governare manipolando regole e controlli. Per contrastarli più efficacemente sul piano della legalità è necessario che la sinistra non cada nella trappola di invocare solo il rispetto delle regole che sembrano farle comodo: l’inchiesta di Trani è una buona cartina di tornasole per evidenziare chi è garantista sempre e chi lo è a fasi alterne.


I COMMENTI:
  • Italianistan . Così cambia il nome questo paese 19-03-2010 14:54 - xcre
  • Giustissimo. E non solo: pensate l'effetto che avrebbero queste sagge parole, se le dicesse in tv Vendola, oppure Bersani... Come sarebbero disarmanti, per Berlusconi ovviamente... 19-03-2010 13:53 - Alessandro Golinelli
  • "I pm non avrebbero dovuto utilizzare le intercettazioni"?
    Ma stiamo ancora a farci domande sulla forma di legalità o illegalità, di privacy o pubblicità, senza guardare alla sostanza di quello che accade?
    E lo fa un giornale di sinistra come il Manifesto?
    Ma per favore!
    Smettetela di trovare la pagliuzza nel vostro stesso occhio!
    Invece dovremmo pensare a cacciare Berlusconi, Bossi e questo governo fascista in tutti i modi possibili 19-03-2010 08:53 - Minima immoralia
  • io trovo veramente sgradevole che anche il manifesto, e nello specifico vauro, diano risalto al ruolo di gianni letta, oggettivamente inesistente al di là di un mugugno d'assenso carpito al telefono, sull'ostracismo berlsuconiano verso santoro evidenziato dall'indagine di trani.
    al di là del merito, ripeto giornalisticamente una non notizia, è una questione etica: gianni letta è colui che più di tutti in italia, e ne furono testimoni per primi i compagni del manifesto, si è adoperato per liberare la sgrena. sappiamo anche come sia poi finito, quel salvataggio.
    la diatriba politica, la campagna elettorale, non devono e non possono far dimenticare alla redazione del manifesto questo fatto. ed è per questo che sono stupito e amareggiato per questa insensibilità che non ho remore a definire squallida.gianni letta è un uomo di destra ma è un uomo per bene. e al manifesto dovrebbero saperlo,scusate se mi ripeto ma questa operazione fatta su questo giornale, il mio giornale se mi permettete, non mi va proprio giù.in effetti valentino parlato e gli altri vecchi già avevan dimostrato poco tatto a suo tempo su craxi, ma oggi si sfiora l'infamia. la dignità umana,che voglio ricordare,non può avere a che fare con il dibattito politico, dovrebbe essere sempre alla base dei comportamenti.qui oltre a un grosso abbaglio giornalistico c'è quello umano, ed etico. sono profondamente delusa.se il manifesto è ormai alla frutta forse è anche per questa metodologia sfacciata di proporsi...che ne dite,cari compagni della redazione? 18-03-2010 20:38 - clara

    la redazione: «Al di là del merito» che non si riduce a «un mugugno d'assenso», al di là della satira che è per natura provocatoria, non abbiamo affatto dimenticato il ruolo avuto da Gianni Letta nella trattativa per la liberazione di Giuliana Sgrena, durante il quale – come detto e scritto più volte – il sottosegretario alla presidenza del consiglio si comportò non solo da persona per bene ma – soprattutto - da uomo delle istituzioni, impegnandosi in quello che era il suo dovere: riportare a casa una cittadina del paese di cui aveva una responsabilità di governo. Allo stesso modo non dimentichiamo il ruolo di Gianni Letta come grande moderatore degli eccessi berlusconiani, come quello di fondamentale supporto a Silvio Berlusconi, con tutte le ricadute negative del caso. Giudichiamo nel merito, sapendo, ricordando e dicendo tutto questo, nella chiarezza di ruoli e posizioni tra loro distanti quanto rispettose. Cosa che lo stesso Gianni Letta ben sa. Ga.P.
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