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COMMENTO
21/03/2010
  •   |   Enzo Mazzi
    Dal Papa uno scarico di responsabilità

    Finora puntava rigidamente verso il buio, ora sembra orientarsi al contrario verso la luce. Questa svolta radicale, di centottanta gradi, della barca di Pietro annunciata dall’attesissima lettera pastorale ai fedeli d’Irlanda, non può che essere salutata con soddisfazione. Ma la genericità dei discorsi non basta. Non sono soddisfatte soprattutto le migliaia di vittime devastate nel profondo da fatti di violenza gravissimi. Chiedevano una assunzione di responsabilità personale da parte del sommo pontefice, un mea culpa chiaro e tondo, e si ritrovano con un vero e proprio scarico di responsabilità sui suoi sottoposti: “Non si può negare che alcuni di voi e dei vostri predecessori - dice il Papa ai vescovi irlandesi - avete mancato, a volte gravemente, nell'applicare le norme del diritto canonico codificate da lungo tempo circa i crimini di abusi di ragazzi". Chiedevano modificazioni strutturali del sistema chiesa come ad esempio almeno una apertura verso il superamento dell’obbligo del celibato ecclesiastico. Nemmeno un accenno. Chiedevano meno indottrinamento catechistico dei bambini e più Vangelo. Non un parola. Chiedevano attuazione pratica reale del Concilio e si ritrovano con l’accusa del papa al "frainteso" approccio al Concilio Vaticano II. Chiedevano meno potere della casta sacerdotale, meno assolutismo monarchico della gerarchia e più democrazia o almeno più circolarità comunitaria nella pastorale, nei riti, nella nomina dei vescovi e dei parroci, unica soluzione alla mancanza di trasparenza. E si trovano solo una frase un po’ sibillina del papa in cui tra le cause enumera anche "una tendenza nella società a favorire il clero e altre figure in autorità".
    Hanno ragione le vittime ad essere insoddisfatte. Ed è al pari comprensibile l’insoddisfazione di tanti e tante cattolici a cui non basta questa virata della rotta quando è la barca stessa che sta facendo acqua da tutte le parti e che va a fuoco. Non basta l’annuncio di una “Visita Apostolica in alcune diocesi dell'Irlanda, come pure in seminari e congregazioni religiose".
    E qui mi sento di esprimere un bisogno che sta emergendo dalla base della chiesa seppure ancora troppo timidamente: riprendere con fede e amore la scelta di considerare l’obbedienza non più una virtù, vincere la paura di drizzarsi in piedi di fronte al potere con tutta la forza della coscienza alimentata dalla rete di relazioni comunitarie e dal Vangelo, uscire dal silenzio, dai mugugni sussurrati, dalle frammentazioni delle conventicole, dal condizionamento di diadi muffite: dentro/fuori, credenti/non credenti, sacro/profano, obbedienza/disobbedienza e collegare con umiltà ma anche con determinazione le tante e tante esperienze ecclesiali che maturano nell’ombra, chi più dentro e chi più fuori e chi alla frontiera. Senza esclusioni né emarginazioni.
    Tutto questo sarebbe l’attualizzazione della più genuina tradizione cristiana.
    Il cristianesimo è nato così, dal coordinamento di piccole comunità ed esperienze eretiche, è geneticamente ribelle verso tutte le forme di alienazione e in particolare nei confronti del dominio del sacro. Dall’età di Costantino c’è stata una modificazione genetica nell’assetto istituzionale ecclesiastico. Ma una linea di fedeltà al carattere ribelle del primo cristianesimo è stata mantenuta, pur con fatica e contraddizioni, nella storia di questi due millenni fino ad oggi da movimenti, correnti di pensiero critico e comunità di base. La liberazione dal dominio del sacro non si è mai interrotta. Ed oggi occorre forse ridarle forza e visibilità.


I COMMENTI:
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  • Questi interventi denotano un "anticristianesimo" da bar; come se l'avventura spirituale ed umana di esso potesse risolversi solo nella gerarchia. Mi spiace questa acrimonia senza giudizio. Saluti 22-03-2010 17:09 - Domenico Cambareri
  • Solo la paura di perdere ancora consensi e credibilità (soldini benedetti) ha costretto il Papa e la Chiesa ad abbozzare una timida autocritica. Ma del dramma nel dramma ancora nessuno ne parla: i tanti che non ce l'hanno fatta e si sono suicidati. 22-03-2010 14:53 - Aldo
  • Un passo avanti c'è comunque stato. Ma poteva non esserci -mi chiedo - al punto in cui eravamo arrivati? Nascondere la polvere sotto il tappeto (o gli arredi sacri)non era più possibile. Dunque la lettera ai vescovi irlandasi, già annunciata, è stata scritta e inviata. A quando una lettera ai vescovi americani, tedeschi, austriaci, portoghesi, spagnoli e........italiani? Basteranno le lettere del Pontefice a riformare la Santa Romana Ecclesia? Le lettere possono anche essere lette male e male interpretate o addirittura non lette. E potrebbero anche sorgere problemi di traduzione......Non sarebbe meglio tornare al latino? Sia come sia, la lettera è stata inviata, il silenzio è stato rotto, la coscienza è salva. E l'anima? Per quella bisogna ancora e sempre raccomandarsi alla misericordia del Padre celeste (e al "termine fisso d'etterno consiglio" affinché la sua guardia vinca i movimenti umani). Almeno per chi ha ancora la grazia della fede. 22-03-2010 14:52 - Fulvio Sguerso
  • Please Ask the Pope to allow the priest to get married,that way they won't pick on children for their needs. 22-03-2010 14:04 - Ms Blacktern
  • A me fa ridere tutto sto cinema altorno alla pedofilia del clero cattolico. Di alcuni casi si fanno il fenomeno "prete pedofilo". Ogni persona informata sa perfettamente che la pedofilia è legata alla sfera famiglia di uomini sposati ma fa come commodo di farne un fatto unicamente del prete cattolico. STRANO NO ! Tutto questo dice bene che DEI BAMBINI ABUSATI a la stampa e i benpensanti non interessa. Interessa loro altra cosa. Cercate un puo cosa interessa loro strumentalizzando la pedofilia solo come il fenomeno del "prete cattolico". Menomale che non siamo tutti idioti. Grazie Signore di averci dato un Pontefice come Benedetto XVI. Il fedele 22-03-2010 12:44 - il fedele
  • La Chiesa e' alla frutta. Al contrario di tutta questa stupida propaganda "radical-democratica-laicista" boniniana-bersanesca, la realta' e' che una percentuale sempre piu' piccola di popolazione europea partecipa alla Chiesa in una sua qualsivoglia forma. Non avendo piu' vocazioni ne' fedeli, e' un gigante dai piedi d'argilla, una banca d'affari, un'agenzia immobiliare. Puo' fallire e scomparire da un momento all'altro. Non sarebbe una cosa buona. Il Cattolicesimo (che vuol dire universalismo) e' importante, andrebbe protetto e rilanciato. Per poterlo fare, la Chiesa va rinnovata nelle sue fondamenta, a cominciare dalle riflessioni "eretiche" come ben dice Mazzi e dal primo cristianesimo e dai padri del deserto, che gia' si opposero all'assurda e imperialista scelta d'autorita' di eleggere il libro degli ebrei come testo sacro ai cristiani, una contraddizione in termini. Bisogna obbligare il clero a rispondere seriamente alle domande di Simone Weil e riprendere il cammino del Concilio Vaticano II (ispirato appunto al pensiero della Weil) e rilanciarlo in forme assai piu' radicali e decisive, producendo una circolazione reale di idee e pensieri nella societa'.
    Giuliano 22-03-2010 12:27 - giuliano campo
  • Con tutto il rispetto, credo che anche Gramsci si é sbagliato sulla necessaria alleanza tra cattolici e comunisti; così come si sbagliò Togliatti sul concordato. Personalmente penso che sbaglia anche IL MANIFESTO a dare tanta importanza alla lettera del capo di una banda di ipocriti bugiardi e pedofili impuniti dove il migliore aveva la la ROGNA e oggi ancora peggio. 22-03-2010 12:04 - Rocco Crocitti
  • Enzo Mazzi parla per essere applaudito o cosa? Le sue richieste continuano ad aumentare in me il sospetto che l'esplosione quasi contemporanea delle situazioni di pedofilia sia anche orchestrata da quella parte del clero contro Ratzinger. A me non interessa di stare né da una né dall'altra parte ma perché tutte queste schifezze non sono saltate fuori se non con la fine del pontificato di Woityla e soprattutto con questo e non prima? Soprattutto perché in modo così concentrato? Sembra che sotto ci sia un complotto e una parte di cattolicesimo (progressista) voglia ricattare un'altra (conservatrice) per essere stata emarginata. La società lontana dalla CHiesa ha schifo e di una e dell'altra ed Enzo Mazzi nella sua semplicioneria non se ne avvede e parla come un ateo per avere l'applauso che gli atei non gli daranno mai. 22-03-2010 02:36 - Pietro
  • Pappucce rosse, frezza d'argento, cappeluccio rosso, sorrisetto sardonico- autocompiaciuto-da-falso-buono.
    Mi pare che la dica tutta sul ratz.
    Indice una investigazione: ma di che, i fatti suno ovvi, le solite pastoie ipocrite di chi ha come scoo l'imbonimento dei poveri di spirito e di mente.
    Chi vuol pregare lo faccia, in silenzio, come si addice alle cose serie. 21-03-2010 22:46 - Murmillus
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