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Anna Maria Merlo
Francia: la sinistra pensa al futuro
Nella Francia metropolitana, 21 regioni su 22 sono a sinistra, con l’acquisizione della Corsica, mentre solo l’Alsazia resta chiaramente a destra. Consolazione per l’Ump: nell’oltremare, La Réunion sfugge al comunista Paul Verges, fratello gemello del celebre avvocato e passa a destra, come la Guyane (ma Martinique e Guadalupe restano a sinistra). Eppure, malgrado la gioia per il successo, la vittoria è stata celebrata con modestia e moderazione nelle fila della gauche. La forte astensione, benché un po’ ridotta rispetto al primo turno (48,9% contro 53,6%), interpella tutti. Il 69% degli operai e il 64% degli impiegati si è astenuto. Il secondo turno conferma che la disillusione e il distacco dalla politica riguarda principalmente le classi popolari. Oggi lo scontento dei lavoratori, in particolare dei pubblici dipendenti ma non solo, sarà in piazza. Più di 80 cortei dovrebbero attraversare le città francesi, mentre molte attività si fermeranno, in testa scuola e trasporti.
“La sinistra solidale, che rinnova il contatto con i francesi in questo primo giorno di primavera – ha commentato la segretaria del Ps, Martine Aubry – deve ancora consolidarsi ed estendersi”. Martine Aubry, che era stata mal eletta alla testa del Ps, ha conquistato tutta la legittimità della sua carica. Ma le contestazioni interne non sono per questo finite. Ségolène Royal è stata rieletta con più del 60% dei voti alla testa del Poitou-Charentes. Dalla sua regione, ha subito fatto sapere che la vittoria è quella dei presidenti dell’ente locale più che quella degli apparati parigini. Europa Ecologia pensa già al futuro, con la proposta di una “cooperativa politica” di Daniel Cohn-Bendit, che ha invitato ieri la costellazione ecologista a strutturarsi per essere una forza politica stabile adatta al XXI secolo. Anche il Front de gauche pensa già alle presidenziali, ma deve fare i conti con la rivalità tra il Pcf e la scheggia venuta dal Ps, con Jean-Luc Mélenchon in testa.
Questa volta, la destra non ha più potuto negare la sconfitta. Tanto più che l’ulteriore risalita del Fronte nazionale nelle dodici regioni dove era presente con delle triangolari – dove complessivamente ha preso il 17% con punte oltre il 22% per i Le Pen, padre e figlia, rispettivamente in Provenza e nel Nord - è una spina nel fianco di Sarkozy, che aveva creduto di aver distrutto l’estrema destra sposandone parte delle idee.
Il primo ministro, François Fillon, non ha presentato le dimissioni del governo, come vuole la prassi dopo una sconfitta elettorale. Ma ieri, per tutta la giornata, personalità politiche si sono susseguite all’Eliseo, in vista del rimpasto governativo, che potrebbe già essere annunciato stasera. Sarkozy è costretto ad aprire alla fronda della destra, che chiede un ritorno “ai valori di base” facendola finita con le “aperture” verso personalità di sinistra. Sarkozy deve anche fare i conti con Dominique de Villepin, facendo entrare nel governo alcuni suoi seguaci. L’ex primo ministro lancerà giovedì un movimento “al servizio dei francesi”, per rivaleggiare con Sarkozy in vista del 2012.
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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E allora?Si ricomincia?
Questi aspettano il momento buono per finire quello che Berlusconi ha cominciato-sono il rovescio della stessa lurida medaglia-alla faccia della popolazione ammaestrata dal un peraltro inevitabile antiberlusconismo.
Se togliamo qualche impiccio giudiziario,e un progetto di revisione costituzionale, che può anche non sembrare poco,sono la stessa maledetta cricca fottuta. 23-03-2010 11:45 - Stefano
ritengo che la società moderna sia sia composta da individui,
da convincere a votare a sinistra uno per uno, specialmente i
nati durante e dopo gli anni '80, questi ragazzi a mio avviso,
ragionano con una mente modulare non rigida come le generazioni
precedenti, cioè la loro mente non è oscurata da motivazioni di fondo, ma pensano con moduli strutturati volta per volta secondo
le convenienze momentanee, quindi i ragionamenti della
sinistra e del mio partito il P.D. devono essere strutturati in
merito. 23-03-2010 03:42 - Giuseppe Premoli
Ricordiamoci da dove veniamo ed andiamo dove siamo diretti. 22-03-2010 21:06 - Morlock