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COMMENTO
25/03/2010
  •   |   Loris Campetti
    La tuta blu nell'urna

    Il 69% degli operai francesi non è andato a votare, e c'è chi aggiunge: meno male, perché in molti avrebbero messo la croce sul Fronte nazionale di Le Pen. Il voto «proletario» e popolare delle banlieues aveva retto fino a qualche anno fa, quando ancora le cinture delle grandi città eleggevano sindaci comunisti. Il processo di disaffezione popolare verso la sinistra non è certo di oggi. E non è solo francese. In Italia è dagli anni Novanta che il voto operaio ha iniziato la trasmigrazione dalla sinistra alla Lega, elezione dopo elezione il fenomeno si è reso più evidente.
    Sarà interessante il prossimo risultato elettorale in Piemonte: la «cittadella rossa» (ci si passi la semplificazione retrodatata), Torino, si estende fino alla prima cintura ma è sempre più accerchiata dalla Vandea dilagante in tutta la regione. Dilaga la Lega perché i suoi «valori» razzisti, rafforzati dagli egoismi classisti berlusconiani, fanno leva sulla paura e l'insicurezza sociale. Mors tua vita mea. A sinistra gli argini sul Po stanno cedendo, hanno cominciato a indebolirsi quando i lavoratori sono stati degradati a consumatori, al massimo a cittadini detentori di diritti civili ma non di quelli sociali. Le tute blu della Fiat e del suo indotto hanno perso di interesse agli occhi anche di quei partiti che sulla loro centralità avevano costruito le proprie fortune. Liberare Torino dalla Fiat, era il ritornello, riscoprire il terziario, persino il turismo - legato alla Sindone o al tartufo bianco di Alba poco importa.
    Domani persino Bersani si è presenterà ai cancelli di Mirafiori, in quella fabbrica già simbolo del lavoro e dell'industria dove il Pci da solo aveva migliaia di iscritti mentre oggi, tra tutti i partiti di sinistra messi insieme di tessere se ne contano, a essere molto ottimisti, poche decine. Fra quegli eroici sopravvissuti, poi, molti finiranno nelle liste degli operai «esuberanti» di cui liberarsi. 2.500 solo a Mirafiori, secondo le indiscrezioni in parte verosimili di Repubblica, 5.000 in tutto il settore automobilistico. E parliamo soltanto dei dipendenti diretti, nell'indotto è in arrivo uno spaventoso tzunami. Che importa, c'è il Sacro Telo e - non se la prenda il nostro amico Carlin Petrini - ci sono il tartufo d'Alba e il cioccolato torinese. Ma per tre giorni, ne siamo certi, tutti metteranno al centro dei loro comizi l'occupazione che crolla (l'avranno scoperto dall'Istat, visto che non hanno più terminali nei posti di lavoro?). Almeno ci risparmino, da lunedì, la sorpresa e la preoccupazione per la fuga del voto operaio.
    Marchionne non ha di questi problemi e naviga spedito verso il Nuovo mondo. È lì, in America, che sbarca la Fiat. Nella stiva Marchionne porta graziose Cinquecento, lussuose Lancia e sportive Alfa Romeo. Con l'acquisizione della Chrysler il Lingotto doveva portare tecnologia italiana negli Usa, ora si scopre che saremo noi a importarla - l'auto elettrica - dalla Chrysler, cioè dagli Usa. Il governo italiano prende atto, l'opposizione si dispiace. Ma l'oracolo ha detto che il mercato ripartirà alla grande e in Italia si costruirà il 50% di vetture in più, sia pure con 5.000 operai in meno. Se la profezia del futuro boom è miracolosa, non ci va l'indovino per spiegare la moltiplicazione della produttività. Il capitalismo ha scelto la sua strada per uscire dalla crisi: lavorare in pochi, lavorare come bestie.
    Siccome alla politica interessano solo i risultati elettorali, sono inutili raccomandazioni e anatemi. Riparliamone dopo il voto.


I COMMENTI:
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  • In replica all'intervento delle 10.35 del 26/03, se mi è permesso.

    Nella mia città, invece, caro estensore del commento, un paio di "importanti realtà produttive" del passato, ormai chiuse da più di un decennio, senza che ovviamente a nessuno passasse per l'anticamera del cervello di fare nemmeno la pantomima di una bonifica delle aree dismesse, ci hanno lasciato in eredità una situazione d'inquinamento delle falde acquifere tale da costringere l'amministrazione comunale a chiudere 2 pozzi dei 9 disponibili, accendere due mutui per più di 800000 euro per trivellarne altri due, sperando peraltro di non andare ad incappare in quella porzione di falda probabilmente interessata dalle percolazioni di una vicina discarica per RSU, anch'essa ormai dismessa da anni. Il tutto, per tacere del fatto che diversi quartieri della città bevono e cucinano con acqua a base di solventi organici e nitrati già da un paio di lustri, probabilmente.

    Accendere un mutuo, per inciso, com'è noto significa indebitarsi: e questo, per quanto inevitabile, non direi possa definirsi un atto del tutto incontestabile, per un comune di meno di 40000 (quarantamila) abitanti che grazie a dieci anni di amministrazione DI DESTRA ha già accumulato debito per un ammontare di oltre 15 milioni di euro.

    Tutto ciò, caro estensore del commento, lo dobbiamo proprio a chi della "tematica dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile" ha smesso d'interessarsi da un pezzo, perché altrimenti a furia d'insisterci ci si sarebbe imbarcati in "prospettive tutt'altro che sicure" e ci si sarebbe alienati il prezioso voto dei lavoratori.

    Peccato che quando non hai più acqua da bere né per cucinare, con le "importanti realtà produttive" ti ci puoi fare assolutamente la birra: dopo di che, forse puoi provare a berti quella ;) 30-03-2010 15:01 - Alan Ross
  • Che il popolo, i proletari, in molti siano passati alla lega o al berluska o all'astensionismo qualunquista è un fatto. Anche in questo la sinistra, e i media di sinistra, tra cui il manifesto hanno tante colpe. Una su tutte quella di aver sottovalutato o negato il problema dell'immigrazione selvaggia, la quale ha creato problemi soprattutto alle fasce più deboli della società. L'ideologia catto-comunista ha fatto e continua fare danni a non finire. Io continuo a votare a sx, ma il mio voto è più contro quello schifo del cdx berlusconiano-leghista che a favore di una certa sinistra elitaria e ideologica. Ciao 29-03-2010 07:35 - Achille Porzi
  • chapeau! ammininstratore almeno per l'onestà intellettuale. 26-03-2010 14:22 - mimì
  • Gli operai,se fino a oggi sono stati della lega è perche la sinistra italiana ha perduto la sua caratteristica storica di intepretare in parlamento gli interessi della classe operaia.
    Il voto alla lega è stato un voto di protesta.
    Si voleva punire un sindacato e un partito che dopo il muro di Berlino,si è messo in competizione con i peggiori reazionari di questo paese.
    Le privatizzazioni,la svendita delle industrie di stato e la lotta ai lavoratori che non producevano.
    Gli operai,non sono dei cretini e se il paese andava a destra,allora perche stare con una destra che non offre nulla?
    Meglio stare con i padroni direttamente,così risparmiavamo di farci la tessera al sindacato.
    Se dobbiamo andare a destra,allora perche non diventare un padroncino e sfruttare anche noi quelli che stanno peggio di noi.
    Se dobbiamo avere dei valori di destra che siano valori in danaro!
    Ma oggi,che questa crisi economica ha tolto a tutti i sogni di gloria e ci ha riportati nella realtà di classe.
    Oggi tutti si risvegliamo e ricominciamo a capire che non si è, quello che vorremmo essere.
    I poveri sono poveri,i stranieri sono stranieri e i ricchi sono ricchi.
    La realtà è quello che siamo e le donne delle calze, lo hanno capito!
    Lo hanno capito gli operai della Fiat e quelli della Merloni.
    Tutti hanno capito che il sogno americano è finito.
    Tutti al proprio posto.
    Ora nessuno parla come un uomo di destra.
    Ora tutti invocano lo stato e chiedono al governo di intervenire.
    Ma come,non volevate l'estinzione dello stato?
    Lo stato in momenti come questi ritorna a essere importante e i padroni che fino a ieri lo volevano estinto,lo invocano e chiedono aiuti.
    Ma guarda,oggi siamo tutti italiani.
    Oggi siamo tutti fratelli e persino i principi, che parlano una lingua incomprensibile, si sentono profondamente italiani.
    Adesso,siamo tutti di sinistra.
    Anche D'Alema è di sinistra,oggi. 26-03-2010 13:54 - maurizio mariani
  • Chi invoca la tematica dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile, lo vada a raccontare agli operai che perderanno il lavoro, in nome di prospettive tutt'altro che sicure! Questa storia dei posti di lavoro "verdi" è una fanfaluca a cui non crede nessuno. Nella mia città gli ambientalisti vogliono mettere i bastoni tra le ruote a un paio di importanti realtà produttive (che forniscono posti di lavoro fissi e con tutte le garanzie sindacali, il che non è poco di questi tempi) e in occasione delle imminenti regionali la sinistra ha avuto la brillante idea di appoggiarli. Così l'altro giorno quando un candidato della coalizione di CSX si è presentato a parlare con gli operai degli stabilimenti in questione - beh gli operai a momenti se lo mangiano vivo. E giustamente!
    Se si vuol perdere le elezioni per sempre la cosa migliore è andare dietro agli ambientalisti, che guarda caso per la maggior parte sono professori, dipendenti pubblici o liberi professionisti - tutta gente che in una fabbrica non è mai entrata e ha comunque un impiego garantito. Si fa presto a pretendere il mondo pulito quando poi il posto di lavoro lo perdono gli altri. 26-03-2010 10:35 - Jizzy
  • Vorrei sapere quale analisi dimostra che gli operai sono passati alla lega. A me risulta che la lega ha la sua base nelle casalinghe, nei padroncini e nei padroni che nel nord nord-est hanno sempre votato all'unisono DC. In queste regioni la DC aveva il 50-60% dei voti con il PCI a non piu' del 15%. E questo anche nelle valli del bergamasco, industriali tanto per intenderci dove il PC non superava il 10-12%.
    La lega ha assorbito questi votanti che mai sono stati del PC.
    Sarei curioso di vedere una analisi (seria) dei votanti di quelle regioni. A me pare che il 5-10% di astenuti o non votanti gia' del PC sia normale data la monnezza espressa dal PD.
    Dico questo perche' continuo a leggere di trasmigrazioni PC-lega che se non documentate ingenerano solo confusione.
    Non dimentichiamo poi che il PC e' salito da un valore del 18-22%, da considerare alto per un partito alterantivo, ad un 33 percento, gonfiato da voti instabili, cattolici. Il PS ha navigato intorno al 10-12% e la somma dei voti di questi due partittrolle e' a lungo rimasta stabile, a dimostrazione di trasmigrazione interne alla sinistra.
    L'illusione (cretinismo) parlamentare ha portato alla degenerazione del PC che ha visto in Occhetto il culmine della idiozia con la legge maggioritaria. 26-03-2010 02:01 - Murmillus
  • Cari compagni, dobbiamo fare una leggera autocritica: negli ultimi anni ci siamo arroccati in posizioni elitarie e settoriali (vedi Santoro e Travaglio) e non sempre libertarie. Gli elettori non ci hanno seguito ed hanno preferito il vecchio berluska (minuscolo). Se non cambieremo mentalita' saremo sempre massacrati dalla Lega. 25-03-2010 22:40 - ambrogio brambilla
  • " Se la profezia del futuro boom è miracolosa, non ci va l'indovino per spiegare la moltiplicazione della produttività. Il capitalismo ha scelto la sua strada per uscire dalla crisi: lavorare in pochi, lavorare come bestie. "

    però non ci deve andare neanche sherlock holmes per comprendere che se lavorano in pochi e producono il decuplo, le auto non si vendono e che quindi l'unica uscita del capitalismo dalla crisi è al cinema. anche perchè la produzione di automobili è il cuore dell'economia della merce. 25-03-2010 20:16 - Lpz
  • Perché la sinistra è trasmigrata nella Lega? Chi è colui che, pur essendo uomo di sinistra, è leghista?
    Perché molti, assumono i valori della destra e sono razzisti?
    Le risposte forse cofluiscono nel fatto che il terreno su cui giace la politica della base è la cultura di massa e la cultura del consumo?
    Speriamo che in poltica la sinistra vada oltre, con la tematica dell'ambiente e della produttività sostenibile! 25-03-2010 18:36 - silvia bonivento
  • Ma quale voto? Scusate ma qui si rasenta la farsa totale, anzi la si è raggiunta completamente. Se gli italiani non risponderanno a tutto ciò come i cugini d'oltralpe, vorrà dire che come popolo siamo finiti, kaputt, al macero. Altro che Mirafiori, Bersani, Petrini con Slow Food e menate varie. Davvero esilarante poi pensare che questi geni abbiano trovato la "soluzione" nel far lavorare pochi come bestie. Ora, se non è delirio questo allora io non so come chiamarlo. Come se un generale a corto di uomini decidesse di ostacolare un esercito enorme con gli ultimi due soldati rimasti. Tipo Termopili e sappiamo come andò. Qui siamo alla disperazione delirante. 25-03-2010 14:18 - jack
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