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Enzo Mazzi
Il segreto di Ratzinger
Questo stillicidio di scandali riguardanti la pedofilia del clero, che dilaga senza sosta e coinvolge con un crescendo impressionante gli stessi massimi vertici vaticani, è esiziale per la Chiesa tutta. È di ieri la notizia rivelata dal New York Times che lo stesso Benedetto XVI, quando era Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e il cardinal Bertone, occultarono gli abusi di un prete americano, il reverendo Lawrence C. Murphy, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi di una scuola del Wisconsin dove aveva lavorato dal 1950 al 1974. Il prestigioso giornale statunitense lo scrive sulla base di alcuni documenti ecclesiastici di cui sarebbe venuto in possesso.
La richiesta che sale dal basso ma è condivisa da settori non marginali della stessa gerarchia è che finalmente si faccia piena luce, a qualsiasi costo.
Molti ormai fanno riferimento alla «Epistola de delictis gravioribus» (Lettera sui delitti più gravi) inviata il 18 maggio 2001 a tutti i vescovi della terra con cui il cardinale Ratzinger blindava gli abusi sessuali del clero imponendo il «secretum pontificium» (segreto papale) e vincolando così al centro vaticano la competenza di tutti i reati sessuali ad opera dei religiosi di ogni parte del il mondo.
La definizione di «segreto pontificio» è stata firmata nel 1974 dall'allora Segretario di Stato, cardinale Jean Villot, dopo un'opportuna direttiva ricevuta dalla viva voce di papa Paolo VI. Il testo sottolinea che è assolutamente escluso che un argomento sottoposto a segreto pontificio possa essere portato a conoscenza di «estranei» cioè, per esempio, di polizia, carabinieri e magistrati o degli stessi genitori delle vittime dei casi di pedofilia del clero. L'articolo 3 della direttiva dice che: chi è tenuto al segreto pontificio ha sempre l'obbligo grave di rispettarlo e chi non lo fa rischia delle sanzioni vere e proprie. È proprio l'imposizione del «segreto pontificio» che il teologo tedesco Hans Kung, ha rinfacciato al papa.
La lettera di Benedetto XVI alla Chiesa irlandese invita a denunciare i casi di pedofilia ma non dice una parola su questa secretazione. Non ne parla perché dovrebbe ammettere di essere lui stesso corresponsabile della copertura degli abusi. Ma così facendo impedisce che si faccia piena luce e mette la Chiesa in una situazione di estrema debolezza di fronte alla spregiudicatezza dei media. È inutile che l'Osservatore Romano accusi i giornali di pescare nel torbido, dichiarando ad esempio che la ricostruzione della vicenda fatta dal quotidiano americano è «funzionale all'evidente e ignobile intento di arrivare a colpire, a ogni costo, Benedetto XVI e i suoi più stretti collaboratori». È inutile che padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana si affanni a dichiarare che «le norme della Chiesa non hanno mai proibito la denuncia degli abusi sui minori alle autorità giudiziarie». I fatti stanno lì a dimostrare il contrario. E allora che si dica tutto. Le vittime lo stanno chiedendo con forza. Non si può aspettare.
E la luce piena senza se e senza ma è solo il primo passo. Perché la trasparenza metterà in evidenza le gravi distorsioni del sistema-chiesa, le quali sono all'origine degli stessi scandali della pedofilia e non solo di quelli.
E diciamo la parola indicibile: c'è bisogno finalmente di democrazia nella Chiesa cattolica. Chiamiamola pure con altri nomi di sapore ecclesiastico come «sinodalità» o «conciliarità». In sostanza c'è bisogno di attuare nella pratica la «rivoluzione copernicana» che il Concilio indicò come principio: non più al centro la gerarchia ma il «Popolo di Dio».
- 31/03/2010 [46 commenti]
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LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
http://shop.nexusedizioni.it/index.php/controller/product/product_id/424 07-04-2010 02:49 - alessio di benedetto
"Per la Chiesa Cattolica per molto tempo la pedofilia è stata vissuta come un semplice peccato contro il sesto comandamento: insieme con la masturbazione, l’omosessualità, i rapporti eterosessuali fuori del matrimonio. Forse sarà il caso di capire, finalmente, che si tratta di tutt’altra cosa." 28-03-2010 20:33 - paolo1984
Denuncerei tutti i preti per abuso di credulità popolare
Farei del Vaticano uno splendido museo 26-03-2010 22:42 - andy baumwolle
Totalmente d'accordo 27-03-2010 16:27 - paolo1984
Ma Ratzinger a quale "potentato economico" starebbe pestando i piedi? Semmai il suo predecessore con la sua tenace e giusta opposizione alla guerra in Iraq aveva in effetti rotto i coglioni a Bush..ma Ratzinger? secondo me sono solo dietrologie. Poi è del tutto possibile che questo scandalo possa essere strumentalizzato, ma lo scandalo c'è, le coperture e le omertà nella Chiesa ci sono state e forse come dice lo storico cattolico Franco Cardini, intervistato oggi su l'Unità, derivano anche da un non risolto rapporto della Chiesa Cattolica con la modernità. del resto ogni ortodossia religiosa ha un problema con la modernità, sopratutto le ortodossie monoteiste. 27-03-2010 16:25 - paolo1984
1- non è vero che la pedofilia è legata al fatto di essere preti; anzitutto non è vero che i preti cattolici non facciano sesso, visto che al contrario molti di loro sono accaniti donnaioli;
poi la pedofilia spunta anche in altre realtà, anche nel protestantesimo.
In verità, la pedofilia era ben presente anche nell'antichità (Grecia e non solo), così come nelle culture orientali.
La difesa dei fanciulli dalle angherie sessuali degli adulti è un'invenzione in realtà recente: come definire i matrimoni a 12 anni?
E come definire i bordelli dell'estremo Oriente, come in Cambogia e Thailandia, dove i pedofili di tutto il mondo si radunano (o sennò in Africa, o sennò in America Latina..). E questi non sono preti, non sono nemmeno religiosi!
Quindi, evidentemente, è un tratto innato nella perversa psiche umana e non nel semplice abito talare.
Quest'ultimo però dà giustamente una maggiore responsabilità e forse anche maggiori difficoltà di tipo personale a chi lo veste, per questo non è accettabile che certe cose succedano; ma perché succedano è vero anche un altro discorso, ovvero che esse avvengano nel silenzio e omertà. E' allora, come le faine nel pollaio con il buio, che agiscono. Se vi fosse trasparenza, non s'azzarderebbero e piuttosto che con un bambino farebbero sesso con la sua devota madre o sorella maggiore, o con qualche prostituta. C'é solo l'imbarazzo della scelta.
Infine, Razti è criticabile quanto si vuole, ma come aveva detto M.Mariani forse tutto questo è 'orchestrato'. Chissà, magari per mandare in malora il Vaticano a vantaggio di altri speculatori internazionali, in fondo di soldi (tanti) stiamo parlando!
E la cosa ancora più incredibile, è che proprio Ratzi è quello che ha preso le posizioni più dure sul problema pedofilia, magari ha coperto, ma si è accorto della gravità del fenomeno e onestamente, molto ha lavorato per ridurlo e aumentare le colpe, che prima non è che fossero meno, NON C'ERANO PROPRIO.
Per questo mi sembra oltremodo assurda quest'esplosione: sarà per le nuove tecnologie, per la gente che trova il coraggio e parla, per la Rete che aiuta a mettersi in contatto, ma se dietro a tutto vi fosse solo un certo tipo di 'speculazione' contro il Vaticano?
Pensiamoci, non è un'ipotesi peregrina. Giusto come Marrazzo, incastrato dal video con la trans, guarda caso proprio quando stava togliendo l'osso dalla bocca degli onnipotenti gestori della sanità laziale (Angel...i, così non rischiamo querele, vedi Wikipedia), quelli arricchitisi grazie al fiero fascistone Storace, il cui grugno porta ancora fieramente in giro. 27-03-2010 13:35 - Rasta
dei BUGIARDI, degli APPROFITTATORI, degli ASSASSINI, dei LADRI. Che cosa ci si aspetta da gente così?
E perché il sign. Mazzi si preoccupa delle possibbili conseguenze sulla chiesa?
Forse che dovremmo preoccuparci
della augurabile sparizione della peggiore MAFIA italiana??
Io personalmente spero che continuino a farne di queste
porcate affinché si svegli il popolo bigotto e si renda conto
a chi va a riverire sotto le finstre vaticane. 27-03-2010 12:13 - Rocco Crocitti