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redazione
L'incubo italiano
Alla fine, con quel meno 8 per cento, l’astensionismo ha colpito il voto delle Regionali come un’onda anomala e trasversale, colpendo a destra e a sinistra. Una percentuale sulla quale ha influito la fuga dai seggi nel Lazio, superiore di quattro punti alla media nazionale, con l’11 per cento in meno di votanti. La febbre francese ha contagiato l’Italia purtroppo solo nella fuga dal voto, non nel risultato. Ma la seconda onda anomala è l’escalation della Lega che sbanca nel Veneto, va a un testa a testa con il Pdl in Lombardia e sfida il centrosinistra in Piemonte dove, al momento in cui scriviamo, la candidata Mercedes Bresso combatte voto su voto contro il leghista Roberto Cota e contro l’ultima proiezione che ne segna la sconfitta. L’onda verde prende decisamente la direzione delle regioni centrali avanzando in Emilia Romagna, nelle Marche, in Toscana e in Umbria. Un successo che arriva dopo una campagna affrontata con l’acceleratore spinto sulla propaganda xenofoba.
Alla doppia, tumultuosa crescita di astensionismo e Lega, Berlusconi risponde strappando quattro regioni al centrosinistra. Per due, Campania e Calabria, il compito per la verità non era difficile dopo i disastri e le difficoltà delle precedenti amministrazioni. Per altre due, Piemonte e Lazio, l'esito invece non era davvero scontato. Ma questi successi, e la conquista di tutto il sud (fatta eccezione per la Basilicata e la Puglia di Nichi Vendola) non lo compensa dalla perdita di peso politico in tutto il nord del paese. Ora il suo progetto presidenzialista è legato al carroccio del federalismo: il sovrano e i feudatari.
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Chi ci vuole entrare cerca espedienti o modalità.
Chi ne è fuori può organizzarsi.
Ma nessun politico ha mai detto "Ecco i modi per sostenersi in modo sistematico...vedete quale vi garba" Saluti. 30-03-2010 20:40 - t.o.
Sembra una banalita', ma non lo e'. Essere nel 2010 significa essere a 16 anni dalla discesa in campo di Berlusconi e a 20 anni dalla nascita della Lega Nord. Io capisco che il punto di vista dell'"intellettuale comunista" possa non convincere piu' ma cosa hanno fatto Pdl e Bossi per la gente?
Mi spiego meglio. Per il "comunista colto" capire cosa ci sta accadendo e' facile: il padrone e i suoi cani da guardia sono riusciti in quella che e' sempre stata la loro strategia, mettere i poveri l'uno contro l'altro. Se guadagni poco non e' colpa del padrone che fa profitti sulla tua schiena, ma dell'immigrato che ti frega il posto e il portafogli. Tanto semplice e antiquata la strategia, quanto chiara all'"intellettuale" che di testi marxisti e affini ormai ne ha letti a iosa.
Si dice che l'“intellettualoide politica comunista“ sia lontana dalla gente e che nessuno voglia piu' ascoltare le loro teorie. Va bene, lo posso anche capire. Quello che non capisco e' questo: nel Veneto dominato dalla Lega in un'Italia dominata da Berlusconi, la situazione per l'“italiano“ quanto e dove e' migliorata? Ci sono meno immigrati nelle strade e piu' soldi nelle tasche della gente? Se la risposta e' si', allora va bene, hanno ragione loro.
Ma la risposta e' no. Il „professorone comunista“ ben lo sa che i governi di centrodestra da sempre significano aumento dei profitti per i pochi ricchi (anche sfruttando una maggiore immigrazione), non hanno bisogno della controprova dei fatti.
Qui, pero', c'e' anche la controprova dei fatti perche' ne' Berlusconi ne' la Lega sono piu' il nuovo, ormai sono da anni il vero e proprio padrone del paese e se qualcosa va bene o male, il merito o la colpa e' loro e solo loro. Questo lo dovrebbero capire tutti, anche la „gente comune“.
E se non lo capiscono e' solo perche' si sono fatti irretire dalla strategia del padrone, non c'e' altra ragione adducibile. 30-03-2010 19:05 - milan-dos.
le ragioni dell'ennesima sconfitta sono:
1)Occorre il ricambio generazionale all'interno del pd,via tutti ,gente nuova e credibile.
2) Un programma serio di sinistra portato avanti con coerenza:energia pulita,scuola,ricerca,meno tasse ai lavoratori,lavoro per i giovani,aiuto agli artigiani e che rischia in proprio ,riforma fiscale e lotta all'evasione,sanità efficiente e senza sprechi.
3)Ritornare a contatto tra la gente 30-03-2010 18:52 - roberto
E non hanno torto.
Per chi è di sinistra soluzioni semplici non ce ne sono: attaccarsi a qualche leader carismatico cosa risolve?
A cosa porta?
Ha ragione Monicelli: ci vorrebbe una rivoluzione.
Il problema è che questa sinistra (e adesso, ovviamente, non parlo del PD, che di sinistra non ha ormai più nulla) perderebbe pure quella. 30-03-2010 18:40 - Fausto