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COMMENTO
30/03/2010
  •   |   Annamaria Rivera
    Le corna di Renata e le mutazioni della società

    A chi avesse un minimo di capacità di analizzare i simboli basterebbe l’immagine di Renata Polverini che in piazza, a un passetto dalla vittoria, esibisce corna e cornetto rossi. Vi è rappresentato perfettamente il volto plebeo e provinciale della schiacciante vittoria della destra, non solo nel Lazio. Dunque, sarebbe sufficiente soffermarsi su quella foto per cogliere la mutazione antropologica subita dalla società italiana. Una mutazione che ingloba anche il rigurgito del passato: il ritorno di tratti tipici della biografia del paese – il qualunquismo, il plebeismo, l’individualismo, la noncuranza della democrazia, la debolezza del senso civico, il disprezzo della cultura e degli intellettuali - nella cornice delle trasformazioni strutturali della surmodernité neoliberista e globalizzata, e delle reazioni ad essa. Il leghismo è, infatti, anzitutto reazione alla globalizzazione: esaltazione del localismo e del protezionismo, sollecitazione dello spirito plebeo, rifiuto della pluralità culturale, socializzazione del rancore popolare, capacità d’indirizzarlo verso capri espiatori.
    Le ragioni della disfatta del centrosinistra e ancor di più della sinistra che si vuole alternativa, con l’eccezione del risultato pugliese, stanno anzitutto nell’incapacità di comprendere e analizzare questa mutazione. Non aver capito o voluto capire a suo tempo che la Lega Nord andava esercitando una pedagogia di massa e per le masse è il peccato più grave della sinistra. Gli operai votano per la Lega Nord non malgrado sia, ma esattamente perché è l’imprenditore della xenofobia, che promette di difendere i loro interessi contro quelli dei meteci. Ma questa tesi, che a noi sembra elementare, evidentemente non lo è per le forze di sinistra, con piccole eccezioni. Altrimenti, e se non altro per questo, avrebbero assunto la battaglia antirazzista come strategica, come uno dei due perni –l’altro è la difesa dei diritti di tutti i lavoratori, cittadini e meteci- per tentare forme di ricomposizione di classe, come si sarebbe detto un tempo. Non aver contrastato la Lega Nord col cercare di costruire un’altra narrazione e un’altra pedagogia, averla sottovalutata o perfino compiaciuta e imitata ha significato il risultato odierno, vale a dire la realizzazione della convergenza fra la società dello spettacolo e la società dei “padroni a casa nostra”, fra la potenza mediatica del partito berlusconiano e il radicamento di massa dell’imprenditore politico del razzismo. Si tratta di una convergenza oggettiva fragile, paradossalmente foriera di lacerazioni. La secessione del Nord (non più solo del Nord Est) non ha più bisogno d’essere proclamata o minacciata: sta nei fatti. Il Piemonte, la regione-simbolo della storia operaia, oggi governata da un avvocato leghista, racconta non solo delle trasformazioni subite dalla classe operaia, ma anche della forza egemonica della cultura leghista, al di là della stessa Lega Nord.
    "Sì, il nostro mondo si è rianimato, sento che i nostri argomenti hanno di nuovo presa. Il Paese è stanco dell'eterna vicenda berlusconiana”. Così dichiarò Bersani alla vigilia dei risultati elettorali. Una lungimiranza impressionante, non c’è che dire. E allora un compito basilare che spetterebbe alla sinistra è anzitutto curare la propria sindrome delirante: il delirio è, propriamente, la perdita del senso della realtà. Poi tornare ad osservarla, la realtà, prenderne atto, provare ad analizzarla. Per cambiarla, almeno un poco.


I COMMENTI:
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  • L'espansione di massa della Lega dalle mie parti, in provincia di Vicenza, è cominciata almeno quindici anni fa, accompagnata da analisi spocchiose, piene di sufficienza e di luoghi comuni sul Veneto bigotto e ignorante, anche da parte dei vertici dell'attuale PD e non solo. Ora molti si stupiscono degli ultimi risultati della Lega: se avessero fatto qualche giro in più da queste parti o avessero dato retta alle grida di allarme rispetto la pericolosità di questo fenomeno (un esempio, tra i tanti, Massimo Cacciari), forse non avrebbero smantellato quel poco della organizzazione territoriale dei partiti di Sinistra che esisteva anche qui. La Lega, dopo aver cominciato conquistando l'amministrazione dei piccoli Comuni e, poi, della Provincia, si prende la Regione. Il vuoto di iniziativa politica lasciato dai Partiti della Sinistra ora si è riempito. Non so quando e a che prezzo politico, sociale ed umano ci sarà un ritorno... 01-04-2010 12:19 - Gianbattista
  • Svolta radicale: visto che ci accusano di essere radical-chic, diventiamolo sul serio. Togliamo il voto ai plebei, a quelli che non conoscono la storia, la costituzione e... l'ortografia. 01-04-2010 10:53 - Flaminio
  • per piero. ma secondo te dare a qualcuno del popolo bue, del plebeo, del fascista (non nell'articolo ma nei commenti successivi) è espressione di democrazia? è in questo modo che vogliamo trasmettere al "popolo" il valore della cultura e della democrazia stessa? 01-04-2010 10:40 - renato
  • AM Rivera proprio perche' universitaria fa parte del ceto medio riflessivo ma impoverito, altro che bei soldini!
    ma non scrive per la stampa o il foglio e preferisce farsi insultare sul sito del manifesto!
    nonostante tutto gli intellettuali di sinistra conservano una certa dignità 31-03-2010 20:47 - rosa666
  • Io mi riconosco nel commento del ragazzo che si firma Tradito: anch'io ho votato Lega, dopo 15 anni di voti a sinistra, e decine di rospi ingoiati "per battere le destre", come si diceva; e ho dato il voto alla Lega con una specie di gioia rabbiosa: questi dirigenti della sinistra non se ne andranno mai a casa sponte loro, e allora ce li mandiamo noi a calci nel sedere! Poi, bisogna dire che la spocchia di certa sinistra verso gli elettori di destra, tutti beceri e ignoranti, è diventata veramente insopportabile. Quanto agli scrutatori "ragazzini" che avrebbero preferito "Amici" alle paternali della mastrina cattocomunista, hanno tutta la mia comprensione (e non ho neppure il televisore). Buona serata. 31-03-2010 20:43 - Daniele
  • per Maria Francesca 31/03/2010 10:25 che nel giorno del trionfo leghista in tutto il nord ricorda con sensibilità e profonda sofferenza la strage di Erba e non sembri azzardato l'accostamento tra l'ideologia leghista e il femminicidio con infanticidio perchè anche a me quel dolorosissimo episodio è sembrato già da subito SUBLIMINALMENTE LEGHISTA anche se immagino che la maggior parte dei leghisti siano alla fine brave persone, ma sicuramente non lo sono i leader che in questi anni hanno sistematicamente coltivato a fini politici l'odio, la paura e l'intolleranza,e quando i più intellettualmente deboli tra i sottoposti alla loro propaganda si abbandonano ad atti criminali di matrice razzista ipocritamente si ritraggono scandalizzati per poi riprendere la predicazione dell'odio alla successiva tornata elettorale; e allora lo ribadisco la strage di Erba è di ispirazione leghista, l'oggetto dell'odio non era l'uomo, che gli assassini da quei vigliacchi che erano non avrebbero mai osato sfidare, l'oggetto dell'odio era proprio la giovane donna di cui gli assassini hanno fatto scempio, tentando di bruciarne il corpo, di dare fuoco ai suoi libri, alla sua camera da letto, la sua felicità, piena o incerta che fosse, il bambino nato da un amore che per la donna era anche ribellione verso un contesto sociale e familiare retrogrado, edulcorato da tanta falsa e pelosa carità cattolica, quella che induce un padre a perdonare gli assassini della figlia, della moglie e del nipotino appena 24 ore dopo la strage e mi chiedo invece se quel padre sia mai riuscito a perdonare alla figlia le sue scelte d'amore e di libertà ed è bene che anche a distanza di anni io e te, cara Maria Francesca, ricordiamo la memoria di Raffaella Castagna, una donna qualsiasi, come me, come te,come tantissime altre che voleva solo vivere e difendere il sogno d'amore della sua famiglia, non sembrino le mie affermazioni eccessivamente intimistiche,perchè è proprio la dimensione intima che illumina lo spazio pubblico devastato che stiamo attraversando 31-03-2010 19:54 - circe
  • Sa qual'è il problema signora giornalista? E' che non ci volete stare!!! levatevi quella puzza da sotto il naso perche' adesso state davvero diventando ridicoli!! 31-03-2010 18:09 - Luciano
  • Finalmente !
    Un articolo con un'analisi condivisibile, senza paraocchi e mascherature varie.
    Grazie ! 31-03-2010 18:04 - gianchi
  • grazie rita ...caro gaetano sono fiero di essere ignorante come diceva socrate in quanto al fascista x me il fascismo è una ideologia che non mi appartiente in quanto è un totalitarismo antidemocratico cosi come il nazismo e il comunismo ho scritto solo dei motivi per cui voto lega ti potrei fare altri esempi l'amiche che non riescono a iscrivere il bambino all'asilo proprio xkè vengono prima i figli degli extracomunitari..il calabrese del condominio popolare dove abito,perchè gli hanno trovato una casa di proprietà in calabria gli hanno dato lo sfratto,e ora al posto suo ci sono dei marocchini fin xcarità avranno diritto anche loro ..ma dopo se mi permetti se la sinistra deve fare il robin hood con me non mi sta bene tolgo ai poveri perchè devo avere altri poveri ..se il vostro egualitarismo e di spingere tutto in basso no grazie ..e poi la morale la fanno i parlamentari come la livia turco persone che guadagnano 14000 euro al mese questo voto lega saluti 31-03-2010 17:29 - steo_67
  • Annamaria rivera, non é giornalista. È antropologa, quindi un'intellettuale, professoressa di università a Bari che magari guadagna anche dei bei soldini... chi si stupisce se ritiene che il popolo sia "plebeo" e ignorante perché un'intellettuale come lei i cornini e la superstizione non li usa ??!!! e pensare che una volta si parlava di intellettuale organico.. lei mi pare solo un'intellettuale egemone e per giunta snob e paternalista... 31-03-2010 17:28 - Robmusil
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