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COMMENTO
31/03/2010
  •   |   Valentino Parlato
    Almeno un sussulto

    Tutto il nord dell'Italia e buona parte del sud è in mano alla destra e consolarsi con possibili eventuali conflitti tra la Lega e il Pdl è del tutto illusorio: il territorio e la televisione marciano insieme.
    Queste elezioni provano che non si batte Berlusconi con gli scandali e i processi. Il paese è cambiato, viviamo in una società largamente berlusconizzata, privatizzata, e senza più fiducia nella politica, come prova la forte crescita dell'astensionismo: a destra e anche a sinistra.
    Ai tempi della mia giovinezza, quando c'era il Pci si facevano convegni e aspre discussioni sullo stato del capitalismo nel paese, sui suoi mutamenti. Oggi il Pd è un partito separato dal territorio (con i lavoratori ha più contatti la Lega di Bossi), con poche e incerte idee sulla società italiana e sulla crisi che la investe, molto dura, anche per chi ha la casa di proprietà o la pensione. La popolazione giovanile è diminuita in seguito alla denatalità, e la denatalità ha a che fare con questioni molto concrete, materialissime come l'impossibilità di progettare un futuro e dunque dei figli.
    Il guaio è che il Pd oggi fa politica (o crede di far politica) senza sapere dove sta. Una volta la stampa del Pci faceva inchiesta sui territori di nuova industrializzazione (ricordo di averci lavorato con Luca Pavolini), oggi si fa più attenzione alle intercettazioni telefoniche. Qualcuno, giustamente, finisce in galera, ma nulla si mette in movimento nella società. E ancora, il Pd non è neppure un partito, ma una sommatoria eteroclita di pubblici incarichi. La Lega - va detto - è oggi l'unico vero partito che ci sia in Italia.
    Ma allora che fare per non lasciare che il Belpaese si avviti in questa melma, mettendo in gioco anche l'unità nazionale, proprio alla vigilia dei festeggiamenti per il suo centocinquantenario?
    Dal Partito democratico ci si aspetta una mossa, un sussulto di presa di coscienza della gravità della situazione e dei pericoli che sono davanti a noi. O si pensa di cavarsela prendendosela con Grillo o accusando i NoTav della Val di Susa che l'hanno votato di aver consegnato il Piemonte alla Lega? Ma non si tratta solo del Pd (dal quale, devo dirlo, c'è poco da aspettarsi) ma anche di tutti i soggetti democratici che ancora ci sono e, aggiungerei, anche di questo nostro manifesto, che è nato da un preveggente scontro con il Partito comunista e che da quasi quarant'anni sostiene che questa società si deve e si può cambiare.
    E poi, non per consolarci, in questi mesi abbiamo visto piazza piene e animate, di lavoratori in sciopero, o per denunciare il cappio sul collo dell'informazione, o per difendere l'acqua pubblica e i beni comuni. Anche la sfida di Michele Santoro ha avuto successo. Insomma, questo paese non sta tanto bene, ma è ancora vivo. Forse più di quella politica che dovrebbe rappresentarlo.


I COMMENTI:
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  • X Franco Cilenti

    Ho letto l'intervista di Vendola: non la trovo affatto inquietante, anzi.
    Poi: questo continuo richiamo ai comunisti è d'impaccio per una eleaborazione teorica NUOVA DI FABBRICA...

    Nichi Vendola ha perfettamente ragione nel voler fare a meno dei partiti (a cominciare dal PD, che ha tentato di affossarlo...).

    Saluti 01-04-2010 21:37 - Antonio
  • Due brevissime considerazioni. Sono politicamente inquietanti le parole di Vendola: “Non c’è futuro per i partiti io punto sulle virtù civiche…..”. Credo si sia montato la testa per la riconferma a "governatore". Un concetto della politica e della partecipazione molto datata anche se spacciata per nuovismo, una preoccupante richiesta di sudditanza al leader che nulla ha a che fare con la sua e la nostra storia di comunisti, anzi ne è la negazione. Inoltre, sottovaluta il crescente astensionismo e gli stessi dati elettorali che parlano chiaro, lui ha vinto solo perchè la destra pugliese era divisa in due. Difficile fare percorsi comuni con un Vendola in questo stato confusionale.
    Mentre Il PD…..
    Dopo dieci anni di lavori per distruggere la sinistra (con leggi elettorali maggioritarie, sinistre liste civetta, truffa del "voto utile", scissioni contro Rifondazione, cacciate dalle Giunte locali di assessori comunisti, ecc. ecc.) il PD con il suo maldestro rincorrere "il centro" riesce a regalare altro potere istituzionale alla destra. Dopo aver sorvolato sul conflitto d'interessi, aver agevolato l'impero mediatico di mediaset, aver taciuto di fatto sulle leggi economiche antipopolari e di massacro dei diritti sul lavoro. Che dire ancora, ah, aver contribuito attivamente a rendere nauseabonda la politica! 01-04-2010 16:31 - franco cilenti
  • Il finale è questo:
    Coltivare il proprio orticello facendo finta di preparare una società migliore.
    L'idea della lega è razionale,
    per via delle basse misure territoriali;
    come l'individualismo liberale,con le sue semplici regole.
    Il collettivismo,ideale che dovrebbe appartenere alla sinistra sociale,alla destra sociale,ed alla cultura sociale cattolica
    comporta un ordine ed un contegno individuale che la stessa scuola o la famiglia non sono in grado di fornire per via istruttiva.
    Il saper costruire un tessuto sociale per un nuovo soggetto politico è una competenza di mercato,è merce tra le merci.
    Non mi ricordo chi abbia detto che
    "ognuno saprà cosa fare se( e solo se )il progetto sarà chiaro e comprensibile a tutti".
    Chi può ci fornisca una dottrina sociale.
    saluti. 01-04-2010 16:17 - t.o.
  • Si ma...Il PD è un partito di destra (diciamo della destra europea, senza corruzione, confliti d'interessi e, sopratutto, senza la Lega Nord).

    D'altra parte, quanto a politiche economiche, tra Tremonti e Padoa Schioppa, l'unica differenza sta nell'inquietante amore del primo per gli scudi fiscali. Per il resto...NESSUNA DIFFERENZA SOSTANZIALE..

    E questo gli elettori lo hanno capito benissimo e per questo votano gli "originali".

    Quello che è accaduto in Puglia è emblematico: qualcuno ora dovrebbe fare MEA CUPA ed ammettere che se le primarie le avesse vinte Boccia allora avremmo perso le elezioni, viste le 6 puntate dei TG di regime sull'arresto di Frisullo (PD) ad una settimana dal voto.

    E questo per non parlare di un accordo con l'UDC che si voleva fare ai danni di un leader carismatico come Vendola e pur SAPENDO che l'UDC di Casini (genero di Caltagirone) era farevole alla Privatizzazione dell'Acquedotto Pugliese.

    Un particolare, quest'ultimo, che deve far riflettere molto TUTTI GLI ELETTORI DEL PD, anche in considerazione che gli acquedotti non sono privatizzati...nemmeno a New York!!!

    Altro che "sinistra" o "centro sinistra". Qui siamo alla più pura delle destre iperliberiste!

    Ecco: credo che se i quadri e i dirigenti del PD non prenderanno coscienza di questo, e cioè che a furia di "inseguire l'avversario" lo si è scavalcato a destra, allora nessuna elaborazione teorica sarà possibile, non per un partito che ancora aspira (evidentemente prendendo in giro se stesso oltre che i suoi elettori) a volersi definire "di sinistra"

    Saluti da un Vendoliano

    PS: Grande Nichi!!! 01-04-2010 15:45 - Antonio
  • Una brevissima nota: immediatamete prima delle elezioni della polverina bianca arriva a berlusconi, una minaccia a Bagnasco. insomma il terrorismo colpisce scempre al momento giusto. Una volta sidiceva cui prodest?
    I legami dela P2 e quindi di B. sono noti e ovvi. 01-04-2010 14:49 - Murmillus
  • "...Una volta la stampa del Pci faceva inchiesta sui territori di nuova industrializzazione (ricordo di averci lavorato con Luca Pavolini)..."

    e oggi dove sta la nuova industrializzazione? perchè la obsolescenza della sinistra parte tutta da qui. la ricchezza si crea con il lavoro di massa, non lavoro qualsiasi, ma masse di lavoro immediatamente produttivo di valore. oggi questo non esiste più. infatti l'high tech espelle il lavoro, quindi il plusvalore, quindi ogni attività, pure quelle terziarie, alla lunga non possono sostenersi. il capitale non riesce più ad accumularsi. il capitalismo sta alla canna del gas e la destra vince perchè gli individui difendono, finchè possono, il proprio particolare. la sinistra non ha basi sostenibili per una politica di redistribuzione. punto. o si parte da questo o ci si continua a parlare addosso fino all'estinzione. 01-04-2010 13:52 - Lpz
  • "E' inopportuno però anche non vedere le cose come stanno dopo il 13 maggio e non valutare ipotesi che la realtà suggerisce.Se il partito non ha trovato un'identità convencente da quando è nato dieci anni fà è molto dubbio che possa trvarla ora che la sua avventura governativa è naufragata ...una vera e propria via di fuga alla ricerca di una legittimazione artificiosa. Una via di fuga protesa nel vuoto e disseminata di mine che lo hanno fatto a pezzi... Oggi il partito Ds è minoritario in tre quarti del territorio nazionale dopo sette anni di esercizio del potere a cospetto del consolidamento di uno schieramento di destra senza precedenti nella storia repubblicana. E' una sconfitta sul campo che non può essere sanata in un laboratorio...Ladirigenza diessina ha di fatto reciso e smarrito ogni rapporto stabile col suo retroterra popolare...Se Rifondazione non è solo un esito statico di due scissioni intercomuniste dovrebbe assumere una funzione maiuetica e favorire l'aggragazione di una sinistra radicale che occupi quello spazio. Un'aggragazione minoritaria ma non piccola nè povera, un punto focale dell'opposizione alla destra e di una ripresa e prospettiva democratica più generale." Paesaggi 9 giugno 2001 SEMPLICE oggi la situazione si è ulteriomente incancrenita e con una crisi sistemica del capitalismo globalizzato e noi sembra che non abbiamo nulla da dire. Una cosa però possiamo tentare di fare "entrare nella modernità a ritroso" 01-04-2010 13:18 - alfonso
  • C'è ancora qualcuno che propone come soluzione il comunismo. Delirare è concesso ma perseverare è diabolico. Imparate un pò di storia, per favore. 01-04-2010 12:59 - ANDREA
  • Sono d'accordo con il commento dell'(ottimo) Valentino Parlato.
    Ma si possono aggiungere due cose, secondo me, e le metto, qui, di seguito:
    - La prima è che i giornalisti sono stati messi... "a tacere": il che, come ha osservato Bersani, "non succede, nemmeno, in Iraq" (è vero); non è stata fatta rispettare la legge della "Par Condicio" per Berlusconi, che è andato in onda, prima, su "Rai Uno" e - poi - su "Canale 5"; ci sono stati sette, dico: sette!, ricorsi ai Tribunali, nel Lazio, e - poi - come ha denunciato il Pd, "politici del PPdl come Presidenti di seggio" e ripreso, anche, dal Manifesto.
    Se vi sembra poco...
    Detto questo, l'analisi di Valentino Parlato è... perfetta. 01-04-2010 12:38 - Luca
  • mi dispiace che non si sia colto nella trasmissione di Raiperuna notte un punto parso a me significativo. Quando Santoro commentando con Floris l'intervento di Monicelli ha detto che si sarebbe fermato un attimo prima della rivoluzione. Va bene così per loro che sono martiri miliardari ma non credo che pensino la stessa cosa gli operai sui tetii delle fabbriche,almeno non quelli che sono scesi per precipitarsi a votare lega nord. Di piazze piene e di urne vuote c'è chi ne
    ha piene le tasche perché convinto che con questi politici non si va da nessuna parte ma senza sarebbe peggio. Mandare a casa i furbi non significa però sostituirli con altri. Ha ragione Monicelli dove dice che siamo un popolo senza speranza che dovrà soffrire molto.
    Beniamino 01-04-2010 12:12 - Rossi Beniamino
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