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Ida Dominijanni
Pillole e imperatori
Da ieri la pillola abortiva RU486, in commercio da più di vent'anni in trenta paesi del mondo, può essere distribuita in Italia su richiesta delle farmacie degli ospedali, e somministrata negli ospedali stessi o con un ricovero di tre giorni della paziente che ne richiede l'uso o in day hospital: spetta alle Regioni decidere fra queste due opzioni, e solo fra queste. Fra i neogovernatori eletti lunedì scorso ce ne sono però due, gli ineffabili Cota e Zaia, che come dice Pierluigi Bersani pensano di essere Carlo V, di avere poteri di vita e di morte sui sudditi e di poter decidere la qualsiasi, compresa la revoca degli ordini o il blocco delle scorte di RU486 "nei magazzini", con la complicità dei direttori delle Asl. Non stupisce, è l'idea delle regole e delle competenze della destra di governo: se Berlusconi usa come usa l'Agcom, figurarsi quanto rispetto possono avere Cota e Zaia dell'Aifa o del Consiglio superiore della sanità.
Dal 1978 la 194 è una legge dello Stato, confermata per referendum nel 1981: legalizza l'aborto a certe condizioni, e vale fino a decisione contraria del parlamento italiano. In Vaticano però c'è un Papa che credendosi anche lui un imperatore in diretta competizione con la sovranità repubblicana invita i cattolici a fare i buoni cittadini non rispettando le leggi, ma violandole laddove «le ingiustizie sono elevate a diritto», e indicando fra tali ingiustizie «l'uccisione di bambini innocenti non ancora nati». Questo già stupisce di più, perché il Papa parla durante una cerimonia della Settimana santa dedicata dedicata al sacerdozio, dunque potrebbe cogliere l'occasione per dire qualcosa di sensato sulla patata bollente della pedofilia che sta togliendo l'aura al suo pontificato, ma su questo invece glissa allegramente.
Da lunedì ci sono tredici novelli consigli regionali, eletti dopo un anno di scandali e polemiche sullo scambio fra sesso e potere, sulla cooptazione di veline e show girl in parlamento e nei ministeri, sulla misoginia di governo e d'opposizione: la percentuale media di donne elette è del 13%, ma gli uomini arrivano al 100% in Calabria, al 97% in Basilicata, al 95% in Puglia, sì che Il Sole 24 ore può dedurne facilmente e giustamente che «il potere regionale è maschio e cinquantenne come prima», a destra e a sinistra, per via che la misoginia impera a destra e a sinistra (e a destra e a sinistra impera il discredito della politica presso le donne, che infatti non fanno a pugni per candidarsi e magari neanche per votare). Però a destra c'è Libero che titola a tutta pagina "Al Pd non piace la gnocca": tanto per non perdere il primato della violenza verbale, nonché per ricordare a tutti e a tutte che alla destra la gnocca, che a rigor di termini non è una consigliera regionale, invece piace, alla faccia dei "moralisti" che hanno bombardato per un anno l'inquilino di palazzo Grazioli.
Naturalmente le donne continueranno ad abortire, chirurgicamente e farmacologicamente, malgrado i papi e gli imperatori, salvo che col federalismo è facile che il turismo abortivo interregionale si aggiunga al turismo procreativo internazionale innescato dalla legge 40. E naturalmente la misoginia dei partiti non sarà scossa dal grigiore e dalla noia delle assemblee regionali in giacca e cravatta. Dunque non c'è notizia, se non questa: le elezioni passano, l'uso e l'abuso del corpo femminile a fini di scontro politico e di gazzarra ideologica resta. Per una politica laica a corto di argomenti e di programmi, come per una morale cattolica assediata dagli altarini che si scoprono, c'è sempre verso di guadagnarsi un titolo in prima pagina parlando di gnocche in un modo o nell'altro. Se è questo il day after elettorale, prepariamoci al seguito.
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Apprezzo molto il tuo intervento, ma secondo me con Luttazzi hai sbagliato bersaglio, lui ha usato il linguaggio esplicito della satira, lo stesso che usa la Littizzetto (ma lei stando in televisione non può essere così estrema). la volgarità non è Luttazzi che parla di sesso anale riferito all'Italia berlusconiana, la volgarità vera che Luttazzi denuncia è quella del potere berlusconiano. 03-04-2010 13:44 - paolo1984
C’è che noi donne siamo ancora rinchiuse nel nostro privatissimo privato nostro, e mute sia nella difesa della 194 come in quella deriva insopportabile che io trovo essere “il maternage” verso gli uomini: “loro parlano così, pazienza”. Deriva che, tra l’altro nasconde l’insidia del disprezzo nei loro confronti.
C’è il perpetuarsi di un potere a senso unico, anche attraverso il genere lessicale “ neutro”, c’è la sinistra che non fa della differenza di genere il tema centrale della costruzione dei suoi linguaggi e delle sua campagne elettorali, e la satira nemmeno.
C’è che come dici Ida, politici, comici e Papa, stanno tutti insieme, convinti di aver fatto centro.
Ma a che prezzo? domando alle forze di opposizione.
Se potessi crearmi un nuovo cervello lo farei oggi, subito. Non perchè il primo non mi basti, ma perché qui ci vogliono i numeri.
Risollevare le intelligenze di questo paese, onorando le differenze, tutte le differenze, anche quella di genere. Questo sì quello che mi sento di fare qui e altrove, non prestare il mio culo alla metafora dello sfondamento perché questo Paese possa tirarsi su. Katia Cazzolaro, Varese 03-04-2010 11:38 - katia cazzolaro
Lega=Massa di trogloditi 03-04-2010 11:03 - minima immoralia
Il punto centrale è uno, la ru486 arriva e si innesta nel dettato legislativo della 194, il diritto all'aborto non è messo in discussione (almeno apparentemente, ma tant'è).
Le dichiarazioni espresse sono solo fumo negli occhi anche molto denso, vedi le dichiarazioni del papa..«le ingiustizie sono elevate a diritto» che neanche la corte costituzionale si esprime così.
E' ovvio che si stia strumentalizzando un farmaco per ridiscutere la legge! e non dobbiamo prestare il fianco!
secondo me scendere in piazza, questa volta, non serve a nulla alimenterebbe solo un derby legittimando a parlare quei pochi che ancora sono contrari all'aborto. 03-04-2010 10:41 - salvatore
La bibbia e' una delle dannazioni dell'umanita'. Questo papa e' il frutto della politica reazionaria, incluse le riforme dell'elezione del papa e la nomina di uno stuolo di beceri reazionari a cardinali, del suo predecessore, un fervente anticomunista e per questo e solo per questo eletto papa.
PS. avete letto sul NYTimes che anche Pio VI era stato messo a conoscenza della diffusa pedofilia dei suoi accoliti? E comunque chi tra gli italiani non conosce i famosi scherzi da prete di cui sono piene tutte le parrocchie e i collegi? 02-04-2010 20:17 - Murmillus
Enzo Angelini 02-04-2010 15:33 - enzo angelini