giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
04/04/2010
  •   |   Paolo Bonazzi, Ida Dominijanni
    Se la comicità inciampa nel sessismo

    Care compagne/i, rivolgo questa lettera in particolare alle donne del manifesto per avere un conforto.Durante la diretta di Raiperunanotte io e la mia compagna ci siamo sbellicati dalle risate per il monologo di Daniele Luttazzi, che personalmente ritengo il più grande comico satirico in Italia. Scopro poi che tale monologo ha sollevato parecchie ire e critiche da parte di molte donne per il noto riferimento alla pratica di sesso anale quale analogia con l'Italia di ieri e di oggi: 1. Berlusconi forza l'opinione pubblica usando tutta la sua potenza mediatica; 2. Berlusconi penetra il consenso trovando una mediocre e condiscendente opposizione; 3. il popolo penetrato gode. La pratica di sesso anale, insomma, è puro sessismo e parlarne, anche come metafora comica, è da machisti. Non mi sto a concentrare sul fatto che sia anche un atto omosessuale maschile, e che d'altronde gli esempi riportati da Luttazzi all'acme del monologo riguardavano solo uomini (Saccà), i più servili e sottomessi in questa metafora.
    Io l'ho trovata esilarante, ben conoscendo il linguaggio forte ed i ritmi incalzanti dell'attore che ha cercato sempre di farci ridere sui nostri disagi e tabù sessuali. Ritengo che la sottomissione della donna nella società moderna ed in questo nostro paese non vada cercata nelle camere da letto, dove agiscono altre dinamiche e desideri. Credo sia sessista la comicità di certi innocui monologhi di Zelig, in cui la donna è dipinta come una scassapalle che pensa solo a far shopping e a torturare il marito rientrato da una faticosa - solo per lui - giornata lavorativa. E che dire dei balletti chemettono in scena un lesbismo che è ovviamente quello che abita i nostri desideri onanistici maschili? E le pubblicità e i video musicali? Gli esempi sono infiniti. Fate caso a quante volte non viene rappresentato il sesso, ma una pura violenza. Uno stupro che la donna agogna dal suo padrone. Luttazzi non ha parlato di questo.
    Personalmente porto avanti, insieme alla mia compagna, un rapporto basato sulla totale uguaglianza, frutto non già di concessioni, ma di reciproche responsabilità, riconosciute e condivise, rivendicate, quando serve. Mi piace che questo aspetto della mia vita sia coerente con lemie idee politiche di uguaglianza e libertà, e mi piace che questa dinamica mi dia piacere. Non sono un forzato dell'uguaglianza. Ora, ho profondo rispetto per chiunque si sia sentita offesa e mi sto ponendo delle domande. Vorrei però chiedere a chi c'era, Norma Rangeri, o anche a chi ha sempre parlato di questi argomenti, Ida Dominijanni, o a voi del manifesto se di tali risate mi devo vergognare. Tengo in enorme conto le vostre opinioni e saprò farne tesoro. Ma mi chiedo: davvero la sottomissione, l'ineguaglianza di genere ed il sessismo derivano dalle pratiche sessuali - anche estreme - e queste pratiche ne sono una perversa estensione in camera da letto? Non sono invece indice di un potere e di uno sfruttamento che ha mercificato l'oggetto del desiderio come conseguenza del suo essere socialmente inferiore?
    Davvero è colpa del sesso e del piacere che può derivare da pratiche di sottomissione che sono tante, intersessiste e di infinita fantasia?

    Paolo Bonazzi, Bologna

    Risponde Ida Dominijanni
    Caro Paolo,
    il confine fra pratiche sessuali, immaginario sessuale e ruoli sessuali è molto poroso: è vero che bisogna sforzarsi di tenerli distinti, ma è falso che possiamo separarli con un taglio netto. Sono del tutto d'accordo con te che le pratiche sessuali vanno tenute distinte dal sessismo sociale, e che se il secondo va combattuto alle prime va lasciata la massima libertà; ma è pur vero, d'altra parte, che da un anno combattiamo contro un certo uso sessista, o certe ricadute sociali sessiste, di un certo immaginario sessuale, berlusconiano ed evidentemente non solo berlusconiano. A questo si aggiunge, nel caso che tu poni, il modo in cui tutto questo viene messo in scena, e la necessità di garantire da una parte la libertà d'espressione di un artista, dall'altra la libertà di critica del pubblico (due libertà ugualmente sacrosante).
    Personalmente non ho niente contro l'idea di mettere in scena il rapporto sociale sadomasochista con un monologo sul sesso anale; mi domando però come mai in quel monologo il sesso anale venisse rappresentato naturalmente come atto sessuale di un uomo violento sul corpo di una donna sottomessa.
    Come tu stesso dici, c'erano altre rappresentazioni possibili, e non credo che questa sia stata scelta a caso. Ma se la rappresentazione del rapporto sociale sadomasochista prende naturalmente la forma di un rapporto violento di un uomo su una donna, io non mi diverto affatto e ci trovo, sì, la doppia traccia della normatività eterosessuale e del sessismo.
    Ma si tratta, ovviamente, di valutazioni personali.


I COMMENTI:
  pagina:  1/5  | successiva  | ultima
  • Massimo Fini sara' certamente di destra, pero' una destra antisistema, antimoderma anticapitalista molto di più che certi personaggi di sinistra.
    Chi a sinistra ha il coraggio di dire che LA DEMOCRAZIA MODERNA E' UN GUSCIO VUOTO o che gli Stati UNiti vogliono distruggere l'iran per motivi che nulla hanno a che fare con la costruzione dell'atomica iraniana (costruzione mai provata tra l'altro..)
    sara' che ho sempre amato certi personaggi considerati di destra: Mishima, Nietzsche,Heidegger... 12-04-2010 22:08 - pietro
  • Curiosità femminile. Paolo Bonazzi autore della lettera è il giornalista che lavora a Bologna a radio Tau? 05-04-2010 21:06 - Lidia

    la redazione: No, non è lui
  • L'intervento di Marina Pierani è illuminante e, a mio avviso, fa piazza pulita di tutte le critiche che sono state rivolte a Daniele Luttazzi. 05-04-2010 19:16 - paolo1984
  • io ho per Daniele Luttazzi una grande stima, lo considero il vero satirico dei nostri anni, il nostro Marziale, il nostro Giovenale. Né la mia stima si è spostata di un'acca dopo il suo monologo. Anche se mi ha procurato disagio. Mi sono chiesta perché. Sono abituata a riconoscere la violenza verbale con cui Luttazzi ci parla del sesso sbattendoci in faccia i nostri tabù e non mi ha mai turbata. Trovo perfetta la metafora dell'Italia di oggi sodomizzata da un Presidente del Consiglio in un rapporto sado-maso. Eppure il mio disagio era autentico. Solo che non risiedeva né in una suscettibilità al vocabolario sessuale che non mi è mai appartenuta né ad una lettura critica della scelta simbolica di Luttazzi. Ci ho messo un po' a capire che Luttazzi mi svelava una verità chiamandola con un nome che non le avevo mai dato, che avrei trovato volgare e sbrigativo, quasi da sfogo liberatorio se lo avessi letto in qualche blog, e che invece quella rappresentazione era esattamente quello che una metafora deve essere: un lampo di luce accecante e veritiero. Luttazzi non ha tratteggiato la situazione dell'Italia con squisiti concetti politologici, con analisi magari sarcastiche ma sempre sul piano discorsivo. No, egli l'ha rappresentata plasticamente con una immagine forte, che si è imposta ai miei occhi con tutta la sua violenza. Questo mi ha dato disagio: guardare il mio paese e riconoscerlo in quella scena. Vedere la nostra situazione colta in una essenza radicale, quella del sesso. Quando ho capito questo ho anche capito che il mio disagio è stato, alla fine, il segno più evidente di quanto la comicità di Luttazzi sia dirompente, crudele, feroce sia cioè vera satira che ci mostra senza edulcorazioni la realtà e sceglie per farlo quello che più ci si appiccica sgradevolmente alla pelle, quello che meglio ci schiaffeggia, quello che ci fa ridere con una smorfia agra sulla bocca.
    Quindi posso dire che rispetto le donne che si sono risentite ma sto con il signor Bonazzi e mi pongo rispetto alla scelta di Luttazzi di rappresentare un rapporto tra un uomo e una donna e non tra gay in una posizione assolutamente opposta rispetto a quella di Ida Dominijanni.
    Riflettendoci su ho capito, ho quasi pre-sentito che, se Luttazzi avesse scelto di rappresentare un rapporto tra due uomini il mio disagio sarebbe stato maggiore e di natura diversa e mi avrebbe, sì, rivoltata.
    Perché un rapporto anale sado-maso tra un uomo e una donna appartiene alla varietà dei desideri e delle fantasie e non connota definitivamente nessuno se non per la durata dell'atto; non caratterizza una categoria umana, non addita nessuno come esemplare; è solo una scelta tra pratiche sessuali -tutte ammesse per me quando liberamente scelte dai partecipanti secondo le loro fantasie e i loro desideri. 05-04-2010 16:30 - marina pierani
  • Gentile sig.ra Dominijanni, le sue parola, quando paragona Luttazzi a Berlusconi, sono raggelanti. Sono la dimostrazione che a parole abbiamo tutti liberi da certi vincoli mentali ma, alla prova dei fatti, c'è chi ancora è profondamente bigotto senza neanche rendersene conto. Mi spiace per lei. 05-04-2010 13:53 - Gianfranco
  • "Quindi la critica che rivolgo è allo sguardo esclusivamente maschile della metafora dello sfondamento e alla sua dovizia di particolari, non alla potenza del contenuto che evoca un' Italia che ha ormai rinunciato alla sua intelligenza."
    Katia Cazzolaro

    inanzitutto la tua lettera mi pare interessante, bella e pacata. Lo sguardo di Luttazzi è maschile solo perchè lui è maschio, al suo posto la Littizzetto avrebbe avuto uno sguardo diverso e ugualmente valido. Comunque su l'Unità l'autrice satirica Francesca Fornario ha difeso Luttazzi, segno chi capisce di satira, uomo o donna che sia, non ha storto il naso davanti alla metafora del sesso anale.
    Condivido molto anche gli interventi di Carla e Ilaria. 05-04-2010 13:19 - paolo1984
  • Ma il caso peggiore non è rappresentato da Luttazzi. Il quale, certo, oscilla, nel senso che talvolta usa immagini sessuali forti e gioca con un immaginario pornofilo, in una chiave che può essere ambigua (cioè, non si sa quanto questo immaginario gli serva a fini comici e quanto, invece, egli ne sia portatore). L'ultima trasmissione televisiva di Luttazzi - quella poi censurata da la7 per filo-clericalismo - più fiacca di altre sue precedenti, a volte era sin troppo presa da questa oscillazione.
    Il caso peggiore, però, è un altro e riguarda direttamente "Il Manifesto" ed uno dei suoi collaboratori, Marco Giusti. Che non oscilla: è totalmente interno, anzi è totalmente prigioniero dell'immaginario maschilista dei film trash che promuove (i suoi articoli sono considerati provocazioni da Ciotta e Silvestri: mi pare che questi due abbiano una idea della eversione e della provocazione piuttosto semplicistica e un po' a buon mercato).
    Perciò, si critichi pure Luttazzi o se ne discuta, come è giusto che sia perché qualcosa di problematico c'è. Ma si ricordi che su questo terreno c'è molto di peggio...
    stefano 05-04-2010 12:42 - stefano
  • Io le mani nelle mutande(che spesso non porto)non me le faccio mettere nè da Ratzinger,nè dalle femministe castratrici.Il sesso non sopporta nessun tipo di prescrizione,neanche quella riproduttiva,figurarsi queste sciocchezze sul sessismo che era ora fossero finite da un pezzo. 05-04-2010 11:08 - Stefano
  • Vorrei anche dire che, comunque, che non tutte le donne si sono sentite offese da Luttazzi, ma, anche se difendo Luttazzi, rispetto profondamente quelle che ritengono sessisti i contenuti di quel monologo.
    se alcune donne (non tutte) sembrano troppo suscettibili, questo è tipico non solo delle donne, ma di tutte le categorie di persone che storicamente sono state tenute in stato di sudditanza e discriminate. 05-04-2010 10:11 - paolo1984
  • "E´ l´ adesione "linguistica" a questo mondo squallido, in fondo berlusconiano (vedi le battute presidenziali sulle donne)" paul trevor

    La differenza è che Luttazzi è un comico satirico, Berlusconi è un presidente del Consiglio. Non è una differenza da poco. 05-04-2010 10:04 - paolo1984
I COMMENTI:
  pagina:  1/5  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI