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Loris Campetti
Green Power
Si chiama «Enel green power» la centrale di Civitavecchia. Si vede che l'ammoniaca che ha ammazzato Sergio e ferito tre suoi compagni era pulita, ecologicamente perfetta. Una bella consolazione, per i parenti, gli amici e i compagni di lavoro di chi non c'è più.
Il sindaco della città, che pure molti suoi cittadini e operai della centrale accusano di non aver fatto nulla finora per garantire la sicurezza del territorio e nell'impianto, nonostante i ripetuti incidenti, altri due morti e altri feriti negli ultimi tre anni, ha fatto l'unica scelta ragionevole: ha ordinato la chiusura dell'impianto per due settimane per consentirne la verifica, l'affidabilità per
chi ci lavora e per la città. Gli operai che occupavano il municipio hanno applaudito questa decisione, a dimostrazione del fatto che la contraddizione lavoro-ambiente è spesso – non sempre, certo – inventata da chi per far soldi e accumulare potere è disposto a uccidere sia chi lavora che l'ambiente circostante. Forse è proprio dal lavoro, dalla sua qualità e dal suo valore sociale
che bisognerebbe ripartire per costruire un modello alternativo a quello dominante e opprimente. Il lavoro umiliato, precarizzato, cancellato, privato dei
diritti di chi lo fa, a partire dalla sicurezza e dal suo riconoscimento sociale, è una mina piazzata sotto quel che resta della nostra democrazia, della nostra
sicurezza, del nostro futuro anche ambientale. C'è qualcuno, nell'opposizione politica o come vogliamo chiamarla, disposto a rimettere al centro questo tema?
Il sindaco di Civitavecchia che ha raccolto la maggioranza dei consensi dai suoi cittadini è di destra, si definisce «craxiano non pentito e berlusconiano convinto». Immaginiamo che ora telefonerà al suo capo, quello vivo e vegeto, per chiedergli come mai il governo abbia giocato al tiro a bersaglio contro le leggi sulla sicurezza sul lavoro, tra le poche iniziative interessanti del precedente governo prodiano che abbiano lasciato traccia. Magari il sindaco, subito supportato dalla solidarietà della neoeletta presidente della Regione
Lazio nonché sua compagna di partito, Renata Polverini, ricorderà a Berlusconi, nel corso della telefonata, che un lavoro cattivo perché precario o perché fatto
senza la necessaria sicurezza mette a rischio, oltre a chi lo esegue, anche il territorio. Si potrebbe aggiungere che mette a rischio anche i consumatori, l'unica categoria che gode di buona stampa e dell'interesse dell'intero sistema politico parlamentare. I consumatori, a Montecitorio e a Palazzo Madama, vengono prima della classi. Anzi le classi, in epoca postindustriale e di globalizzazione, neanche esistono più.
A meno che, a ricordarsi delle classi non sia proprio la destra: con i leghisti riconoscenti dei voti operai che vanno a fare le veglie sui tetti delle fabbriche e la presidente Polverini che da segretaria uscente dell'Ugl, l'ex sindacato corporativo-fascista, è pronta a incassare mal riposti consensi.
Non abbiamo parlato molto della sinistra. Forse per distrazione, o perché non c'è niente da dire.
- 30/04/2010 [11 commenti]
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di gianni - 06.08.2013 06:08












Il lavoratore poi non deve protestare perchè se lo fà può essere maltrattato con adeguate randellate in quanto (si suppone) animale maltrattabile!
Andando poi al "Green Power" quante aziende sono incentivate nonostante inquinino ed adottino la scappatoia del rispetto per l'ambiente sulla carta?
Per cui si hanno centrali eoliche magari ferme perchè sono servite per attingere al contributo e far abbassare la soglia impatto inquinante!
Per cui il lavoratore incentiva industrie che lo avvelenano con il contributo forzoso stabilito in bolletta energetica!
E i politici e i sindacati?
Bè ogni tanto si vedono ma quando hanno bisogno di un pò di visibilità o qualche problema personale che implichi legge ad castam? 08-04-2010 08:08 - Gromyko
Dopo che ti hanno ammazzato per guadagnare qualche euro in più togliendo la sicurezza e aumentando i ritmi di lavoro,ti dicono che sono dispiaciuti e che stanno versando lacrime a non finire.
Poverini gli operai che muoiono...
Il prete si infuria dal pulpito della chiesa.
L'amministratore chiede spiegazioni e fa una inchiesta.
I politici stanno con il cuore in mano e cominciano a prendere iniziative adeguate alla bisogna...
La Polverini è addolorata,non solo come governatore della regione ma anche come sindacalista della Maiana,dove di operai morti ne ha avuti...
Io invece rido,perche se piango faccio piangere anche Berlusconi, che non se lo merita.
Rido anche se sono un operaio che una volta ho rischiato di morire.
Ridiamo,anche perche siamo come dei funamboli.
Il pericolo è il nostro mestiere.
Mia madre me lo diceva,vai ha fare il poliziotto o il mercenario in guerra.Non andare a fare l'operaio che li ci lasci la pelle.
Ma io non ho dato retta alla mia mamma.
Anche perche,a noi operai piace il rischio e un po di andrenalina nel sangue è meglio di una pippata di coca, che tra l'altro costa pure.
Ci arampichiamo sulle impalcature dei cantieri.Entriamo in miniere profonde mille e più metri.Stiamo a contatto con gas e calori, che potrebbero farci sparire,ma per noi è acqua fresca.
Ci fanno una sega quelli della Folgore.
Noi su quelle gru ci passiamo giornate intere e se non ci danno il lavoro le occupiamo e ci portiamo anche i figli e le mogli.
Siamo i senza paura.
Come i sanculotti di Francia, camminiamo in massa e si arampichiamo sui cancelli delle ville dei padroni, se questi non ci fanno lavorare e morire sui cantieri.
Con le nostre cicatrici e i nostri diti mozzi,invecchiati a 40 anni e con la rabbia degli ignoranti,mettiamo paura anche ai bambini.
Se un giorno decideremo di marciare verso Montecitorio,sentirete i nostri passi molto più minacciosi e rumorosi delle vostre guardie.
Se vi aspettate una lacrima,non l'avrete,da noi.
Noi non piangiamo,lasciamo il pianto ai piagnoni di destra e di sinistra! 07-04-2010 18:20 - mariani maurizio