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COMMENTO
18/04/2010
  •   |   Elisabetta Segre
    Dal Prodotto interno lordo al benessere

    Un grande tavolo di esperti per discutere di misure di progresso, benessere e sostenibilità. Più di quattro ore di discussione fitta, per favorire il passaggio da teoria e tecniche ad azioni politiche concrete. È successo la settimana scorsa a Roma, nella sala Di Liegro della provincia, dove la campagna Sbilanciamoci! ha riunito oltre 60 esperti italiani che da anni si occupano di promuovere nuove misure di progresso e benessere. Tra di loro il presidente dell'Istat Enrico Giovannini, rappresentanti di oltre 25 università e istituti di ricerca, esponenti di oltre 30 organizzazioni della società civile, rappresentanti degli enti locali, dell'Ocse e del governo.
    L'idea che ha mosso la campagna è molto semplice. Negli ultimi tempi il dibattito su questi temi si è garantito una fino a poco tempo fa inaspettata forza politica grazie ad iniziative prestigiose come il Global Project «Measuring the Progress of Societies» dell'Ocse, la conferenza Beyond GDP tenutasi nel 2007 al Parlamento europeo, la commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi «Measurement of Economic Performance and Social Progress» in cui oltre ai due premi Nobel hanno lavorato numerosi altri accademici di fama internazionale e la comunicazione dell'agosto 2009 in cui la Commissione europea ha illustrato cinque interventi chiave per integrare gli indicatori di progresso nei sistemi ufficiali di statistiche. 
    Alla luce di questi eventi, Sbilanciamoci! ha ritenuto che questo fosse un momento propizio per fare «massa critica» e cercare di ottenere un maggiore impegno da parte delle istituzioni affinché le politiche, guidate da indicatori diversi, si prefiggano obiettivi diversi. Esiste, infatti, una consapevolezza che accomuna tutti quelli che a vario titolo si occupano di misure di benessere e sostenibilità: anche se gli esperti dovessero mai accordarsi su una misura condivisa all'unanimità questo non sarebbe garanzia di un passaggio a nuove politiche. Non è quindi solo una questione di metodo ma anche e soprattutto una questione culturale e politica. Per favorire il passaggio da una discussione prettamente tecnica a un'azione di natura politico-culturale, la campagna ha preparato una prima bozza di documento di proposte/richieste che è stato usato dal Tavolo come canovaccio per la discussione con l'idea di pervenire (...) a un documento condiviso che potrà essere presentato a breve a politici e istituzioni. 
    (...) L'incontro si è concluso con una definizione di un preciso piano di lavoro, al fine di arrivare prima dell'estate alla realizzazione del già citato documento dove si cercherà di stabilire priorità, obiettivi e proposte per poter dare una spinta al dibattito anche in Italia. Una primissima bozza del documento prevede richieste specifiche rivolte al governo, al parlamento, agli enti locali e all'Istat tra cui: rafforzare il lavoro dell'Istat sugli indicatori di benessere, recepire in Italia le indicazioni della Commissione Stiglitz, far vedere la luce a un bilancio dello stato corredato da un set di indicatori sociali ed ambientali condivisi e oggetto di dibattito pubblico, varare finalmente la legge sulla contabilità ambientale. Il documento verrà poi presentato a diverse istituzioni tra cui parlamento e governo con l'idea di ottenere un preciso impegno nella direzione proposta dal tavolo di lavoro, candidato naturale a diventare un punto di riferimento italiano per il dibattito su indicatori di benessere e sostenibilità. 


    la versione completa dell'articolo e le indicazioni sui materiali del seminario su www.sbilanciamoci.info


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