giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
18/04/2010
  •   |   Ugo Mattei
    Battaglie comuni(ste)

    Il manifesto partecipa da sempre alla battaglia politica e culturale contro la privatizzazione ed il saccheggio dei beni comuni. Dopo il 1989, mentre gran parte della sinistra ideologica si accalcava sul carro autocelebrativo della "fine della storia", privatizzando anche la propria identità, noi abbiamo resistito perfino alla pressione di togliere la scritta quotidiano comunista dalla prima pagina. Siamo stati vicini a tutte le battaglie culturali per il bene comune e per la difesa di un diverso modello di sviluppo basato sulla solidarietà, sulla cooperazione sociale e sul rispetto della diversità. Abbiamo cercato di seguire queste battaglie ovunque nel mondo esse si svolgessero, dalla foresta amazzonica alla valle di Susa. Questa declinazione del comune costituisce secondo molti di noi la prossima frontiera dell' elaborazione di un pensiero di sinistra al passo coi tempi, proprio perché la proprietà comune supera tanto l'idea di proprietà privata quanto quella di proprietà pubblica, permettendoci di uscire dalla gabbia della contrapposizione mercato\stato. 
    La cultura critica internazionale si sforza di declinare sul piano teorico, politico e della prassi l'idea di bene comune al fine di costruire istituzioni capaci di promuoverlo e difenderlo. Proprio in questi giorni a Cochabamba si celebra il decennale della vittoriosa battaglia dell'acqua, rigenerando qualche speranza, ormai difficile da coltivare nei paesi sovra-sviluppati dell' occidente, per un'alternativa globale fondata sul dialogo piuttosto che sullo sfruttamento e sul saccheggio. 
    In Italia i lavori per l'elaborazione di una teoria e di una prassi del bene comune sono in corso. Nella loro più autorevole definizione giuridica (in attesa di discussione in Senato), i beni comuni sono quelli che «esprimono utilità funzionali all'esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona. I beni comuni devono essere tutelati e salvaguardati dall'ordinamento giuridico, anche a beneficio delle generazioni future e ne deve essere garantita in ogni caso la fruizione collettiva, nei limiti e secondo le modalità fissati dalla legge....essi sono collocati fuori commercio. Alla tutela giurisdizionale dei diritti connessi alla salvaguardia e alla fruizione dei beni comuni ha accesso chiunque» (Art. 3 D. Min. Giust. 21.06.07 progetto Legge Delega della c.d. Commissione Rodotà). Questa definizione colloca la riflessione giuridica italiana sui beni comuni all'avanguardia internazionale, anche se le probabilità che la Legge Delega sia discussa in Senato dipendono dalla capacità delle opposizioni di far valere i regolamenti, cosa purtroppo non banale nel Parlamento meno libero della nostra storia repubblicana. 
    Ma sul piano delle prassi dall'Italia non provengono certo buone notizie per i beni comuni. Infatti oggi taluni fra i più importanti beni comuni, l'acqua, la fauna selvatica, la conoscenza, l'informazione, indispensabili per la vita materiale e per quella spirituale di ogni comunità, sono oggetto di un attacco violentissimo e continuativo. La privatizzazione obbligatoria del servizio idrico (Decreto Ronchi), la "federalizzazione" della caccia e dei beni demaniali, l'attacco alla scuola e all' università pubblica a fini razzisti e classisti, e naturalmente quello all'informazione sotto forma di abolizione del diritto soggettivo al contributo pubblico per la stampa no-profit, sono tutti informati alla stessa logica egemonica: quella del saccheggio e della distruzione dei beni comuni al fine di profitto ed accumulazione privata. 
    Alla costruzione di prassi contro-egemoniche e resistenti
    il manifesto cerca di partecipare senza risparmio di energie. Vogliamo difendere la gestione pubblica dell'acqua aiutando il movimento referendario; vogliamo difendere la fauna selvatica lottando contro la sua ri-privatizzazione sostanziale; vogliamo difendere l'Università e la scuola pubblica, accompagnando i precari nelle loro battaglie; vogliamo difendere il patrimonio pubblico evitandone la vendita dissennata camuffata da "federalismo demaniale", e vogliamo naturalmente difendere il nostro diritto di esistere liberi e critici come siamo sempre stati, contribuendo con questo sol fatto a declinare nuove prassi del bene comune. Infatti i beni comuni non sono una mera entità fisica: sono spazi materiali e spirituali di democrazia ed uguaglianza, proprio come proviamo ad essere in questo giornale, e come speriamo molti nostri lettori amici e compagni facciano nei circoli autogestiti del manifesto che si stanno costituendo un po' ovunque. Questo è il nostro contributo alla rinascita della sinistra che se non sarà forse più in maggioranza comunista speriamo possa diventare almeno comune.
    Il 28 aprile
    il manifesto cercherà di diventare anche fisicamente un bene comune. Saremo in edicola a 40 centesimi perché vogliamo che i nostri lettori ci presentino ai loro amici che non ci conoscono. Al solito prezzo si potranno comprare tre copie. Quelle in più si possono dare ad un amico con cui abbiamo parlato di acqua pubblica, e l'altra la possiamo sciare in comune al bar sotto casa... Se poi ne potete comprare di più, che so 10 a testa per regalarle ai banchetti del si acquapubblica, ditelo in anticipo all'edicolante in modo che almeno per il nostro compleanno la distribuzione sia eccellente. Il 28 aprile vogliamo triplicare i nostri lettori sperando di mantenerne il doppio dei soliti dal 29 in poi: tutti impegnati per i beni comuni. 
    L'acqua si difende andando a firmare i referendum a partire dal 24 aprile e la libera informazione in edicola quattro giorni dopo. È la stessa prassi di battaglia per il bene comune: lo vedrete sulle nostre pagine per tutta la durata della campagna siacquapubblica.


I COMMENTI:
  • Ottima l'iniziativa! A titolo di cronaca: il 28 Aprile coincide con una importante celebrazione "Sa die de sa Sardigna". 20-04-2010 12:22 - ausilia deidda
  • Mi pare che l'iniziativa del 28 aprile cerchi di rispondere proprio alle perplessità poste da Gianni. Vendere a prezzo stracciato il giornale (anche se solo per un giorno) mi pare una buona iniziativa.
    Per questo ho prenotato dieci copie all'edicola e le distribuirò sperando che i miei amici capiscano il linguaggio astruso del manifesto. E' una lotta impari nei confronti degli argomenti populisti, razzisti e fascisti che si sentono sempre più spesso in giro. Ma va fatto. 20-04-2010 12:05 - lorenzo
  • Di fronte al vuoto culturale ed ideale della cosiddetta " sinistra ", grande è il fascino delle idee populiste della destra. Quando mancano i soldi per i bisogni " primari "( vestirsi, mangiare, avere un tetto sopra la testa )vale poco l'ideologia comunista. Si cerca aiuto dappertutto, anche tra i fssscisti ed i mafiosi. Se non si riesce a capire questo, è meglio chiudere bottega. 19-04-2010 23:06 - gianni
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI