giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
20/04/2010
  •   |   Ida Dominijanni
    Cinque anni vissuti pericolosamente

    Un'immagine siglò la fine di papa Giovanni Paolo II, quella del suo corpo martoriato dal Parkinson e ormai agonizzante, e un'immagine sigla il primo quinquennio del pontificato di Benedetto XVI, quella del corpo violato dei bambini abusati dai preti pedofili. Ma la prima immagine era in diretta, la seconda è differita; la prima era offerta come in sacrificio, o in com-passione, ai fedeli, la seconda si tenta di scacciarla dalla loro consapevolezza; nella prima era il papa a subire in prima persona la passione del corpo, nella seconda il papa arbitra la passione altrui, per quanto compassionevolmente abbia pianto a Malta con alcune vittime.

    Lo scarto fra queste due immagini rende la differenza fra le due figure di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI più di qualsivoglia analisi sui contenuti dei loro rispettivi pontificati: è una diversa temperatura di calore, una diversa cifra di umanità, che travalica il calcolo delle continuità e delle discontinuità dottrinarie e pastorali. Non una questione di grandezza - quella di cui era consapevole lo stesso cardinale Ratzinger, quando salutò la sua elezione definendosi, a confronto col suo predecessore, «un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore» - ma uno scarto di sensibilità. O una quota apparente di freddezza in un papa-intellettuale? Alcuni tutt'ora insistono su questa caratterizzazione di Ratzinger, come se l'intelligenza, o l'erudizione, facessero velo alla passione, la testa prevalesse sul corpo, il logos sul sentimento. Un classico, che però in questo caso non convince. Forse perché in questo caso non trasmette nessuna tensione: la gelida quadratura fra fede e ragione, base dell'edificio filosofico e teologico del cardinale, non contraddice ma accompagna la freddezza dei modi del papa. Senza che peraltro la dottrina abbia finora aiutato l'orientamento pratico o politico: ripercorrendo il quinquennio, e fatte salve le tre encicliche, pare che l'abbia piuttosto sgambettato. Così nel primo discorso di Benedetto XVI alla curia, dicembre 2005, quando spiegò che la Chiesa non può allinearsi al mondo e che il Concilio Vaticano II non va visto come una rottura bensì in continuità con la tradizione precedente: una doccia scozzese su quanti di quel Consicilio si sentono figli. Così a Ratisbona, 2006, quando l'erudita - e controversa - citazione dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, scelta per illustrare una fede-ragione in grado di scongiurare il fanatismo, suona invece come una provocazione al mondo musulmano, scatena un pandemonio e obbliga l'autore a un «sono stato frainteso» che suona a sua volta come la rettifica più di un politico che di un papa. Così in Camerun, 2009, quando l'intenzione di dire che i preservativi non bastano per combattere l'Aids se non sono accompagnati da una educazione della sessualità slitta nell'insostenibile sentenza che «anzi, aumentano i problemi»: nuovo pandemonio, con la Francia e la Germania che reagiscono duramente. Così nella lunga serie di incidenti inanellati con il mondo ebraico: rispristino della messa in latino preconciliare con annessa preghiera del venerdì per la "conversione" (poi corretta con "illuminazione dei cuori") degli ebrei, 2007; avvio del processo di beatificazione di Pio XII, il papa del silenzio di fronte alla Shoah, 2009; la revoca della scomunica a quattro vescovi lefevriani, sempre 2009, tra i quali il negazionista Richard Williamson. Così, ancora, nello scivolone in Brasile, 2007, quando Benedetto XVI esclude, per poi ammetterle rettificando, ombre e violenze nel processo di evangelizzazione degli indigeni. In nessuno di questi casi la cultura del teologo sembra essere stata granché di supporto all'azione del papa; o invece sì, ma allora si tratta di una coerenza deleteria. Per non dire delle esternazioni in tema di bioetica e di sessualità, dove l'ossessione antirelativista e la guerra culturale perenne a una galassia approssimativamente definita «postmodernista» acceca lo sguardo sui cambiamenti sociali cui pure autorità altissime come quella del cardinal Martini hanno ripetutamente invitato il papa e la curia a guardare, pacificandosi con le trasformazioni del mondo invece di combatterle vanamente. L'ultima battaglia, quella sulla pedofilia, è ancora in corso e rischiano di perderla sia il teologo sia il papa. La commozione di Malta è un primo, tardivo segnale di apertura, purché non si risolva in un abbraccio fra vittime e assolutore dei carnefici, e apra a una verità minuscola che proviene dal basso delle voci tacitate e non dall'alto di una tradizione giocata contro la storia.


I COMMENTI:
  • Razzinger sembra un personaggio di Villaggio: propongo di chiamarlo Papa Fracchia I 24-04-2010 20:10 - Rasta
  • La Chiesa ha resistito a sadducei, imperatori romani, barbari, ariani, califfi, luterani, Napoleone, positivisti, Hitler, Stalin,...Tutti scomparsi, svaniti. Resisterà anche a "Il Manifesto". Rassegnatevi. 21-04-2010 12:46 - danilo recchioni+baiocchi
  • Il maggior handicap di Ratzinger è che, a differenza del predecessore polacco, è poco socievole, e non ha nessuna capacità per catturare l'audience. Wojtyla fu un discreto attore a livello amatoriale in gioventu', e aveva sicuramente imparato a captare il pubblico.

    Per il resto sono complici, nell'aver ribadito il ruolo della chiesa cattolica come centro di potere assoluto. Non c'è niente di cristiano nel vaticano. 21-04-2010 10:03 - Donatella
  • L'unico papa che mi sia andato a genio, anche se in senso assolutamente laico, è stato Giovanni XXIII, ma di questo, del suo gelo teutonico, della sua presunta, infinita sapienza teologica cosa si può dire? In cosa mi possono aiutare nella vita le sue elucubrazioni pseudosapienti? Infila una gaffe dopol'altra, fa incavolare mussulmani e ebrei. A me sembra una conferma dell'inutilità e magari della nocività del suo ruolo. Se venisse a mancare se ne potrebbe dolere solo Prada, il fornitore delle sue scarpette rosse. 20-04-2010 21:17 - Luigi martinetti
  • Sono d'accordo. L'articolista sottolinea quello che credo sia evidente per tutti, cioè la diversa temperatura della radiazione umana dei due papi. Che tuttavia anche il predecessore abbia fatto compiere alla Chiesa dei passi indietro ingiustificabili, penso sia indiscutibile. Io ricordo Wojtyla come un fiero retrogrado con una facciata simpatica. Lo ricordo come il papa sotto il quale Marcinkus faceva i suoi sporchi affari col mondo sotterraneo. Lo ricordo, infine, come il papa che ha sostituito Albino Lucciani, che forse era considerato "improprio". 20-04-2010 21:16 - Salvatore Uras
  • A me sembra che il muro di Berlino non era l'unico, a dividere il mondo. Adesso quel "muro invisibile", si stà evidenziando nella sua spregevole arroganza. 20-04-2010 20:43 - Angelo
  • Quell'individuo è senza pietà: ha scomunicato le migliori menti innovatrici del pensiero cattolico, esponenti del concilio Vaticano II: Drewermann, Hans Küng, Tissa Balasuriya, Matthew Fox, Philippe Denis, Vitaliano Della Sala, Suor Jeanine Gramick, Lavinia Byrne, Jacques Dupuis, Leonardo Boff, Schillebeeckx, Bulányi, Curran, e centinaia di altri che avrebbero potuto metterlo in ombra. Uno che ha fatto parte della Hitlerjugend e della Wehrmacht fino al 1945, uno che scrive nel suo libro autobiografico "La mia vita" del 1997:
    “Per noi la presa del potere da parte delle camicie brune in Austria aveva anche un lato positivo: le frontiere di quel paese, a noi vicino, erano state chiuse da Hitler” . Chiuse a chi? Alle rivendicazioni dei poveri cristi affamati che lui ha sempre combattuto? L’adesione completa dell’Ekklesia al regime di Adolf Hitler è ormai storia acquisita con innumerevoli documenti probanti È inutile negarlo ripetutamente con libri e programmi TV di regime. Dopo il concordato fra la Germania Nazista ed il Vaticano (1933), la Croce cattolica e la Croce uncinata dovevano sventolare l’una a fianco all’altra e così è stato. Bisognava sconfiggere il Bolscevismo, i cristiani ortodossi ed il comunismo con ogni mezzo possibile e a tutti i costi! Ed i costi sono stati 60 milioni di morti, di cui 27 milioni di russi, senza i quali adesso saremmo ancora arruolati nella Hitler-Jugend insieme con papa Benedetto XVI, parleremmo tedesco, nelle scuole la mattina reciteremmo il Mein Kampf del Führer e in tutte le aule vi sarebbe la croce uncinata.
    E potrei andare avanti per ore... Ma potete continuare in:
    http://alessiodibenedetto.blogspot.com/2010/04/abbiamo-avuto-i-peggiori-maestri-da.html 20-04-2010 20:09 - alessio di+benedetto
  • Il celibato non e'il precetto della religione cristiana. .In nessun libro che tratta di religione cristiana fu scritto che colui che abbia la vocazione di diventare servo di DIO nella veste sacerdotale deve rinunciare al matrimonio e votarsi al celibato. Venne deciso nel 1139 durante il Concilio Lateranense. Iprimi discepoli del Gesu' furono sposati , altresi il fondatore della chiesa Simone detto PIETRO fu sposato; quindi che cosa impedisce la chiesa cattolica romana di revocare il celibato per tutti i preti cattolici?Quello che succede nella chiesa cattolica a proposito dell'esecrabile pedofilia e omosessualita.' , Non certo da oggi che questi abominevoli pratiche si fecero con la copertura di sacerdoti ,Prelati e Papi.La chiesa cattolica non vuole che la si critichi per una semplice ragione di suprema superbia umana. Ma a loro volta quando si tratta di criticare la laicita' dello stato , la chiesa interviene facendo leva sulle coscienze religiose dei popoli, molte volte riuscendo a modificare leggi progressiste ma che scontrano con il feudalesimo cattolico dei prelati e Papi. La chiesa nella sua organizzazione e amministrazione politica e' l'unico stato al mondo dove vige ancora oggi la "Monarchia assoluta". L'unico possibile cambiamento che trasporti la chiesa cattolica nella modernita' e' la feroce critica che proveniendo dai fedeli la convinca senza compromessi al totale superamento del medio evo cattolico.<< CHE I FANCIULLI VENGHINO A ME>> LO DISSE GESU' ma certo se non si condannano i colpevoli di pedofilia e si fa un profondo repulisti nella chiesa non si puo' pretendere un perdono come Papa Benedetto va dicendo . Non basta chiedere il perdono alle vittime le quali hanno subito violenza ,fisica e psicologica,da preti cattolici. La chiesa cattolica, faccia il suo dovere cacciando via i colpevoli di questi orribili delitti di pedofilia. Quei preti vanno espulsi dalla chiesa, processati dalla magistratura italiana e condannati a risarcire i danni psicologici subiti dalle vittime , violentate da preti pedofili..... 20-04-2010 18:55 - diogene
  • La sinistra non vincerà mai finché continuerà a fare il gioco della MAFIA VATICANA per racimolare qualche voto dai BIGOTTI. Avete sentito Vendola si dichiara cattolico. (?) 20-04-2010 18:44 - Rocco Crocitti
  • Questo e' il papa con le pappuce e i cappelluccio rossi. Un vanesio vanaglorioso dal passato dubbio.
    Il precedente, che ha voluto il Rat a capo dell'inquisizione per tutto il suo mandato non era da meno. Devoto della madonna e convinto anticomunista ha aiutato la Yugoslavia a esplodere e i cattofascisti della Croazia a riprendere il potere. Ha tramato con la CIA e gli altri servizi segreti per mettere al potere la peggiore feccia scelta tra chi era gia' al potere nell'URSS per non parlare della Polonia. Ha nominato un mare di cardinali ultraconservatori e riformato l'elezione del papa per cui l'eleione di un papa come il Rat e' inevitabile per i prossimi duecento anni. Ma perche' difendere l'indifendibile? forse perche' ogni tanto diceva qualche ipocrita frase suglieccessi del capitalismo? 20-04-2010 14:43 - Murmillus
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI