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COMMENTO
23/04/2010
  •   |   Gianpasquale Santomassimo
    A carte scoperte

    La direzione del Pdl è stata organizzata come una cerimonia di umiliazione pubblica per il Presidente della Camera, affiancato a Rotondi e Giovanardi (e altri sette politici di cui molti ignoravano l'esistenza) come cofondatore del partito, in una assise volta ufficialmente a celebrare la vittoria elettorale e i successi del governo.
    Nel suo intervento Fini ha rivolto critiche esplicite a Berlusconi, di fronte a una platea di dipendenti non abituati ad ascoltare critiche pubbliche al padrone da cui - qualunque sia loro provenienza - dipendono interamente carriere presenti e prospettive future.
    Sono confluite nel discorso di Fini idee antiche e tradizionali, unità nazionale, coesione del paese, senso dello stato e della legalità, e quest'ultimo è fra tutti il vero nervo scoperto del berlusconismo, come si è visto dalle reazioni del personaggio, mai così teso e insofferente in pubblico. Ma si sono innestate, nel discorso di Fini, anche le questioni nuove che da qualche anno sostanziano le sue prese di posizione pubbliche: diritti individuali e civili, laicità delle istituzioni, costruzione di un percorso inclusivo di cittadinanza per gli immigrati.
    Tutto quello che, attraverso l'ultimo Fini e il lavoro della sua Fondazione Farefuturo, dovrebbe costruire il volto di una destra italiana moderna e di tipo europeo, che entra in rotta di collisione inevitabile con ideologia e pulsioni della Lega, ma anche con sostanza e identità profonda della destra reale in Italia.
    Perché Fini sia uscito allo scoperto proprio ora e nelle condizioni per lui peggiori è facilmente intuibile: di fronte a progetti di riforma istituzionale decisi nelle cene di Arcore con Calderoli, Bossi, e il figlio di Bossi, non reagire avrebbe significato condannarsi a una irrilevanza politica sempre più evidente, mentre la campagna acquisti dei suoi ex colonnelli da parte di Berlusconi è virtualmente conclusa, e resa esplicita dalla conta impietosa di questi giorni.
    Il destino di Fini, ormai sessantenne, non è più certamente quello di un delfino che può attendere l'uscita di scena del leader indiscusso: se ci sarà un successore di Berlusconi non sarà lui. A Fini resta un notevole capitale di stima e di consenso, rilevato dai sondaggi, ma che difficilmente può tradursi in voti fuori della gabbia di questa destra.
    Certamente non accetterà senza reagire lo sfratto dalla Presidenza della Camera intimatogli da Berlusconi, ma la prospettiva di una corrente organizzata in un partito di questo tipo ("carismatico" è la definizione ufficiale) è affidata a un esile filo di probabilità, e non è neppure detto che questa libertà di manovra gli venga concessa.
    Si apre un periodo di inevitabile assestamento e riposizionamento, e la prospettiva, del tutto inedita, di una rottura dell'unanimismo forzato all'interno della destra italiana. Nell'incontro con Berlusconi all'origine dello strappo, veniva attribuita a Fini la dichiarazione per cui la propaganda da sola non può bastare, e la politica non può venire sostituita dalla propaganda stessa. Pensiero giudizioso, che in ogni paese occidentale apparirebbe scontato. Ma molto meno scontato nell'Italia modellata da Berlusconi a sua immagine e somiglianza, con questa legge elettorale. Questo sistema può durare ancora a lungo, in una decadenza avvilente e rovinosa.


I COMMENTI:
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  • Fini ando' a Genova a organizzare i pestaggi e le violenze del G8. Nessuna simpatia per un maiale fasista.
    Adesso l'ex-camerata Fini fa l'Alice nel paese delle meraviglie ma dov'era mentre Berluscone da 15 anni diceva e faceva le stesse cose per le quali ora Fini lo rimprovera? Era al suo fianco a votare le sue leggi... Camerata Fini, eja eja ma va la'!!! 24-04-2010 12:02 - Roberto
  • Fini non avrebbe mai dovuto entrare in Pdl spersonalizzandosi, è stato sciocco ma è stato, quindi ora deve mangiare nel piatto e stare zitto, riuscire a tirarsene fuori a fronte alta non sarà mai possibile nella cosca di caimani dove si è messo, per me è u7n uomo finito come Follini, Casini... 24-04-2010 08:27 - costanzadamanti
  • fini è "quello che è" e su questo dubbi non ce ne sono ma che abbia almeno avuto gli attributi x manifestare il dissenso bisogna dare atto , chi sarebbe preposto a fare opposizione invece più in la del commento non riesce ad andare viceversa porge il fianco e ....i pizzini.il peggio è che sono tutti ancora lì! quando riusciremo a setirgli dire veramente qualcosa che possa farci credere sia una forza di opposizione? 24-04-2010 06:55 - carloarkimede
  • ormai la politica italiana è talmente manipolata, degradata, che non ci sono più parole per descriverne gli avvenimenti, parole credibili, intendo, in grado di contrastare il discorso forte imposto dall'alto da chi detiene e manipola i media.
    il fatto è che mentre i nostri signorotti litigano brigano e si corrompono a vicenda, vengono messe in atto politiche reazionarie, sicuramente contro l'interesse della gente. ma qual'è l'interesse della gente, ormai? stare nell'enorme reality messo in scena da berlusconi e la sua enorme macchina di potere o guardarsi intorno e rendersi conto del degrado sociale e ambientale in cui stiamo scadendo senza alternative reali, un ritorno ad un fascismo mscherato che tutela gli interessi di un'oligrachia che non ha nemmmeno più il pudore di nascondersi. la perdita delle conquiste fatte negli ultimi cento anni. i ceti più bassi e anche i medi svuotati di fatto di ogni diritto, senza altra alternativa che non sia quella di un consumo compulsivo e autolesionista, il suolo pubblico privatizzato, la scomparsa di spazi pubblici, i giovani costretti a guardarsi l'ombelico e privati di ogni visione che non sia quella claustrofobica imposta dal mercato.l'alienazione dei diritti a favore di una casta paramafiosa, spietata e cinica, la P2, la fine della democrazia italiana come si era configurata dopo la caduta
    del nazifascismo, la Costituzione colpita al cuore, la morte della sinistra storica... allora ben venga fini, il guscio vuoto...se mina alla base questo stato di cose, se porta un cambiamento.la resa dei conti può avvenire solo tra loro, perchè sono riusciti a fare fuori la sinistra, o, come sempre, la sinistra italiana è riusciata a suicidarsi sul più bello, proprio quando era venuto il momento di agire. 24-04-2010 06:37 - li.deste
  • E se invece con questa mossa Fini avesse molto più consenso tra gli elettori che nel parlamento? Secondo me andasse alle elezioni prenderebbe molto più del 3%. Mi sembra un sogno poter tornare alle elezioni col centrodestra diviso, ma noi dovremmo dare la spallata. Invece da quello che ho capito manco il pd vuole le elezioni!!!!E come se sotto di 2 a 0 fai melina per non rischiare di prendere il terzo. Quando invece non hai nulla da perdere.E' vero le ultime tornate non sono andate bene, ma per noi le eventuali elezioni devono essere un buona notizia.Magari con Vendola candidato!!! 24-04-2010 02:50 - beppe
  • sono rimasto impressionato dalla pseudo pagina di politica vissuta ieri. Dapprima: mi sembrava di assistere al Congresso di Verona dei repubblichini di Salò...come a dire che tutti i presenti in quello stanzone dovevano esternare il loro appoggio incondizionato al caimano, pena la non immissione nelle prossime liste elettorali. Poi: sbaglio o Fini ha sommessamente parlato di conflitto di interessi? Sbaglio, ho più dichiaratamente ha detto che Lodo Alfano etc.. sono leggi ad personam? Fini dove pensa politicamente di andare ora? Il caimano ha creato una gabbia resistente: legge elettorale che gli permette di bloccare il partito, giornali e direttori tg consensienti, ex di An comprati senza ritegno e la Lega quale alleato xenofobo e secessionista..mi sbaglierò, ma da ieri forse il caimano ha ancora più potere 23-04-2010 22:44 - alessandro
  • ma a fini non l'ha ordinato il dottore di sciogliere A.N. e di annullarsi in F.I: : tanto più che i suoi ex più stretti collaboratori ( i cosaidetti colonnelli che non sono quelli greci del colpo di stato..almeno si spera) si sono già venduti l'anima a Berlusconi.. 23-04-2010 22:00 - pietro
  • Il problema di Fini non sono le sue idee che potrebbero anche essere interessanti; il problema è che lo segue una parte molto ridotta dell' attuale ceto politico del PDL e dentorni e soprattutto dell' elettorato. A livello di ex-AN, ci fosse stato uno solo dei suoi ex-colonnelli, di un certo peso intendo, che si sia schierato dalla sua parte! Inoltre le sue posizioni, pur rispettabili, gli potrebbero realisticamte valere si e no un tre percento di consenso, o giù di lì; magari alleandosi con Casini, Rutelli, eventualmente "Monteprezzemolo" può forse arrivare al cinque / sei percento. In pratica, Fini ha da tempo perso il contatto con la realtà: prima, già da tempo, inventandosi delle uscite che la sua ex-base di AN ha sempre considerato assurde ed inaccettabili, totalmente avulse dalle tradizioni e dalle posizioni missine; ora, rivoltandosi contro il dominus di Arcore. Compagni: il problema non è se Fini ha ragione o torto; infatti, su molte cose Fini ha probabilmente ragione. Il problema è e rimane sempre lo stesso, ovvero il consenso popolare. Se volete una spiegazione consolatoria, si potrebbe dire che questo paese e questo popolo non sono pronti per una destra moderna, europea e realmente liberale; in definitiva, però, abbiamo assistito sic et simpliciter ad un vero suicidio politico (vi ricorda qualcuno in passato?)... 23-04-2010 21:59 - Fabio Vivian
  • certo,Fini è un fascista,non è da dimenticare quello che ha fatto e qual è la sua politica...ma mi chiedo io:ha davvero senso continuare a dare fiducia a...a chi???se l'alternativa è lasciare in campo berlusconi,meglio fini.
    Sarebbe ora di finirla sia con il berlusconismo che con l'antiberlusconismo,che non ha prodotto nulla di buono e ha ridotto la politica ad una sorta di litigi degni di una prima classe dell'asilo nido.
    Con un poliico in campo,seppur di destra,c'è da sperare che la sinistra si ponga come obiettivo una rinascita seria che non sia basata sull'elminazione dalla scena politica di un personaggio,ma su un programma che porti avanti delle battaglie degne di un parito di sinistra.
    Ha davvero senso,mi chiedo e vi chiedo,perchè mi piacerebbe poterne discutere,rischiare che il nano continui con la sua ascesa? 23-04-2010 21:25 - elena2
  • E' chiaro che quel battibecco che abbiamo visto e' una lotta per il potere senza reali contenuti. La reazione scomposta di B. mi ricorda quello che succede in ogni consiglio di facolta' universitaria in cui qualcuno cerca di cambiare le cose. La casta baronale mafiosa si chiude a riccio e al poveretto viene fatto il vuoto attorno.
    Ma avete letto i commenti di Bersani e co.? roba da mentecatti. 23-04-2010 20:58 - Murmillus
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