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Valentino Parlato
Ventotto aprile
Ventotto aprile 1971. Il manifesto era presente in tutte le edicole. Radiato dal Pci, portava, in bella mostra, la scritta quotidiano comunista, come ancora oggi, nonostante tutti i disastri di questi 39 anni passati. Era l’altro secolo. Direttore era Luigi Pintor, agli esteri lavoravano Rossana Rossanda e Aldo Natoli, al sindacale Ninetta Zandegiacomi, al politico e culturale Castellina e Magri. Al politico c’era anche Massimo Caprara che, poi, cambiò idea.
Da allora molte cose sono cambiate. Abbiamo avuto vittorie, anche molte dure sconfitte, ma siamo ancora in campo e sempre sullo stesso fronte. Abbiamo avuto punte di vendite come ai tempi della guerra all’Iraq e dello straordinario 25 aprile del 1994: enorme manifestazione, Bossi alla stazione di Milano che mi dice che Berlusconi va mollato. E poi, come adesso, anche cali nelle vendite. Abbiamo resistito, per la nostra cocciutaggine, ma soprattutto per il fantastico sostegno di tantissimi compagni e cittadini democratici. Oggi – come un ringraziamento – il manifesto si vende a 40 centesimi, con l’aggiunta di uno straordinario e istruttivo supplemento sulla libertà di stampa. Si titola Ultim’ora, ma per durare ancora milioni di ore. Vecchi e giovani non vogliamo mollare davanti all’ondata berlusconiana e alla frana, soprattutto culturale, della sinistra politica.
Le ultime elezioni amministrative e, a suo modo, il caso Fini sono sintomo della crisi italiana ma anche del fatto che Berlusconi, nonostante la sua straordinaria abilità e ricchezza, non potrà prevalere. Le astensioni dal voto ci dicono che questa stagione politica non piace, non potrà durare a lungo, esporrà la democrazia italiana a gravi rischi e pericoli.
Di fronte alla sconfitta politica e al calo delle copie vendute in edicola dobbiamo fare un serio riesame del nostro agire e un’analisi dei cambiamenti intervenuti nella società italiane ed europea. L’attuale crisi è, credo io, tra le più gravi e pericolose che il capitalismo (e quello italiano in particolare) abbia mai conosciuto. Stavolta «attraversare» è molto più difficile. La storia ci insegna che ci sono i passaggi d’epoca e ci minaccia un imbarbarito medioevo del nostro capitalismo.
Noi del manifesto fino a quando avremo forza e vita resteremo in campo, in trincea se volete. Aiutateci, aiutiamoci a non mollare a conservare la speranza e l’obiettivo di un mondo migliore. Più di due secoli fa la grande rivoluzione francese pose gli obiettivi dell’eguaglianza, della libertà e della fraternità. Obiettivi tra loro indissolubili. Lavoriamo per realizzarli. E’ un debito che abbiamo verso le prossime generazioni.
Ps. In questi giorni in edicola potrete acquistare anche uno «scottante» libretto del vostro Vauro, mentre qualcuno rischia di non trovare il supplemento Ultim’ora: negli ultimi giorni le richieste del giornale a 40 centesimi sono cresciute molto e, con loro, è aumentata la tiratura di oggi, ma il supplemento era già stato stampato. Chi non lo trova in edicola può scaricarlo – da stasera – dal nostro sito internet.
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di gianni - 06.08.2013 06:08












Purtroppo l'iniziativa non ha raggiunto il potenziale che avrebbe potuto raggiungere. Poche copie sono arrivate all'edicola. Io ne avevo ordinate 10, per farle avere ad alcuni colleghi di lavoro. Ma ne ho trovate soltanto 4. Il compagno dell'edicola mi ha detto che ha ricevuto soltanto 4 copie in più degli altri giorni. Un po' poche mi sembra. Insomma, dovevate pensarci. Un abbraccio. 28-04-2010 16:46 - Ruslan
Riccardo Biafora 28-04-2010 15:08 - RICCARDO
carlo di figlia pignatello viareggio-mistretta 28-04-2010 14:54 - carlo di+figlia+pignatello
E però non decide le sue rotte, non si avventura tra gli scogli, non punta verso nuovi mondi.
Perché non usate la vostra libertà? Siate generosi con voi stessi, il vostro vecchio legno può portarci lontano, ma da troppo tempo si è incagliato.
Il calo dell’interesse verso il manifesto sta li a dimostrarlo. Eppure le mappe ci sono. Le trovate nelle analisi che avete presentato e nelle lettere dei lettori. E allora che aspettate a salpare. Non si può più star fermi, si rischia di affondare..
Sappiate che tanti in Italia che si aspettano da voi un giornale curioso, critico e con un orizzonte più ampio di quello quotidiano.
Di nuovo auguri. 28-04-2010 14:37 - mario