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COMMENTO
05/05/2010
  •   |   Franco Berardi "Bifo"
    Grecia, inizia la tragedia europea

    La tragedia europea è iniziata. Tre morti in una banca di Atene sono il primo orribile bilancio di una guerra che il capitalismo finanziario ha scatenato contro la società, e da cui la società non sa come liberarsi. La società greca non può sopportare il diktat delle agenzie finanziarie che l'hanno spinta nel baratro della crisi, e ora pretendono che a pagare il prezzo siano i lavoratori. Spinta contro il muro della miseria, dell'umiliazione e della catastrofe, la società greca potrebbe reagire in maniera folle. Può essere l'inizio di una tragedia che non sarà limitata alla Grecia.


    Quello che sta succedendo in Europa è straordinario e terrificante. Straordinario perché per la prima vol ta la costruzione europea entra in una crisi che minaccia di farsi definitiva, e perché questa potrebbe essere un'opportunità per iniziare una trasformazione in senso democratico e sociale di un'entità che finora non ha avuto i tratti della democrazia, ma piuttosto quelli di una dittatura tecno-finanziaria.

    Terrificante perché mai come oggi ci rendiamo conto del fatto che l'intelligenza collettiva è dissolta, la voce della critica sociale è muta, la democrazia morta. Di conseguenza, se non accade qualcosa al momento attuale molto difficile da prevedere (il risveglio di una intelligenza collettiva capace di ridiscutere alla radice la ragion d'essere dell'entità europea), l'esito di questa crisi rischia di essere una tragedia destinata a distruggere quel che resta della civiltà sociale moderna nel continente europeo.


    Un numero della rivista Loop del maggio 2009 si intitolava Finis Europae, e si chiedeva se l'Europa poteva sopravvivere al collasso finanziario. La risposta era che no, l'Europa non può sopravvivere al collasso se non si libera dalla dittatura della classe finanziaria che tiene in mano la corda con cui la società europea viene lentamente strangolata.

    Ma di questo tema ben poco si è occupata finora l'intellettualità europea (ma esiste ancora qualcosa che meriti questo nome?) La discussione che si è svolta fin a questo momento sui giornali e nelle assisi politiche ufficiali è ridicola, vuota, inconsistente. Sembra che nessuno riesca a vedere che la costruzione europea è stata fino a questo momento la causa (una delle cause) del peggioramento sistematico delle condizioni di vita dei lavoratori. Nonostante le bugie e le cazzate raccontate dalla sinistra, la politica fanaticamente monetarista dell'Unione ha prodotto una stretta della spesa pubblica che ha peggiorato la qualità della vita delle popolazioni, e contemporaneamente ha imposto un vero e proprio blocco salariale che si è accompagnato con un aumento sistematico del costo della vita.


    Il fanatismo monetarista della Bce (vero organo di comando sulla vita politica europea) ha scelto alcuni bersagli preferiti. Quello delle pensioni è forse il più evidente. Allungare il tempo di lavoro-vita è una delle ossessioni del Neoliberismo, e si fonda su un accumulo di menzogne pure e semplici. Si dice che l'aumento del tempo di vita media mette in pericolo la possibilità di mantenere un equilibrio economico, dimenticando che la produttività media sociale è aumentata di cinque volte negli ultimi quaranta anni, per cui non cambia niente il fatto che il numero dei produttori possa diminuire leggermente. Si dice che i vecchi debbono lavorare più a lungo per solidarietà nei confronti dei giovani, e non c'è menzogna più ripugnante di questa: il prolungamento del tempo di lavoro degli anziani ha infatti come conseguenza un aumento della disoccupazione giovanile, e una condizione di ricatto sul mercato del lavoro che ha reso possibile un aumento smisurato della precarietà lavorativa.


    La politica della Bce è all'origine della miseria europea. Se L'Unione è questo, che muoia.

    Ma la morte dell'Unione, che ogni giorno si fa più probabile, sarebbe l'inizio di un inferno inimmaginabile. Lo scatenamento di tutti i demoni che negli ultimi decenni si sono tenuti sotto controllo sarebbe dietro l'angolo. Non solo segnerebbe il riemergere dei nazionalismi, ma anche il precipitare della guerra civile interetnica, nei paesi mediterranei spinti nel baratro di un immiserimento pericoloso.


    Solo un movimento del lavoro precario e del lavoro cognitivo, un movimento che ponga al centro della discussione politica il salario unico di cittadinanza può salvare l'Unione europea, modificandone radicalmente la forma e la sostanza. Ma un simile movimento sembra oggi quanto di più improbabile, quanto di più lontano dai comportamenti psicopatici e conformisti di una generazione di disperati il cui futuro sembra segnato senza vie d'uscita. Un futuro di precarietà, di schiavismo, di immiserimento materiale e psichico. Una generazione cui rimarrà solo Facebook - sfiatatoio dell'impotenza e del narcisismo - per avere la sensazione di poter parlare liberamente.


I COMMENTI:
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  • Già,

    poi non dimentichiamoci chi ha fatto la BOLLA DEI SUBPRIME. SOno stati i Greci? OPPURE GLI AMERICANI?

    Sono stati gli operai che si sono inventati i TANGO-BOND? PARMALAT? CIRIO?

    Ohh, certo, adesso guai a chi critica, la colpa è solo dei greci. Perché l'Italietta non li ha falsificati i conti per entrare nell'Euro no?

    In Grecia, a suo tempo, si criticavano le spese pazze per le Olimpiadi del 2004, si diceva che avrebbero aumentato il debito pubblico.

    BEH, NOI CON LE TAV abbiamo in spesa circa 100 MILIARDI DI EURO. Loro gli stadi, noi le ferrovie, ma finiamo allo stesso modo.

    E le banche che hanno prestato anche a gente che non era solvibile sono le più colpevoli di tutti, così come lo sono ora che dopo tutti i soldi che si sono prese, negano i crediti anche a gente capace di restituirli, se soltanto gli venissero concessi (piccole e medie aziende).

    Con questi parassiti non ne usciremo mai fuori. I morti ci sono in banca? Beh, ce ne sono migliaia al lavoro ogni giorno. Mi dispiace per chi ci resta, ma da noi 3 morti al giorno sui luoghi di lavoro, ammazzati da norme di sicurezza e leggi inesistenti sono la norma, non l'eccezione. FOrse fa notizia che siano morti in banca, ma se fossero morti in fabbrica nessuno se li sarebbe filati. E' triste, è duro, mi dispiace per gli impiegati che sono l'ultima ruota del carro: MA E' IL CAPITALISMO CHE E' OMICIDA IN SE'. Guardate solo i processi per l'amianto, distribuito e diffuso da industrie attente solo al profitto e che hanno fatto migliaia e migliaia di morti. E ora privatizzano l'acqua e introducono il nucleare, che è tanto sicuro, che in FRANCIA, nell'arco di un anno, ha fatto 100 incidenti! Ma che ci vengono a prendere per il culo? 06-05-2010 15:22 - S.M.
  • Gente, la crisi c'é e le sue ragioni sono complesse. Pur non condividendo necessariamente quello che ha scritto Bifo al 100%, è un fatto che:

    1- l'Europa si è costruita essenzialmente sull'Euro e la burocrazia. Di politica comune, di legislazioni efficaci, di governo vero e proprio si sono viste solo caricature. E un sistema nato solo per ragioni monetarie alla lunga non può reggere. L'Europa, fin dal 1991 ha fatto la figura del nano politico, solo quando ha fatto l'ascaro agli USA è stata considerata qualcosa. Evidentemente questa non è una cosa accettabile.

    I greci hanno truccato i conti, ma chi li ha truccati sono i tecnocrati modello tremonti, perché mai i cittadini devono pagarne il conto? La speculazione c'é, è in atto e sta proponendosi di distruggere la grecia, 'ventre molle' dell'europa. Questo ha più cause, da un lato il debito, le malversazioni, la corruzione, l'incapacità politica, ma anche l'ingordigia degli edge founds e in generale della grande finanza, che oramai controlla il mondo. Questo è un problema enorme, oramai gli Stati non hanno più autorità, sono tutti ammanettati alla 'politica economica', che guarda caso è sempre interessata a privatizzare e precarizzare.

    Poi prendetevela con Bifo: lui magari è rimato al '77, voi libdem dei miei stivali siete al '28. 06-05-2010 15:14 - S.M.
  • caspita, avete menato duro al buon Bifo! Rileggerò l'articolo un paio di volte e ci penserò sù, ma trovo che alcuni commenti non colgano le dinamiche e i significati delle crisi più recenti. Dice Riccardo: "non esiste nessun nessun Mr. Capitalismo finanziario nessun diktat delle agenzie cattive che vogliono la testa dei governi. Più semplicemente è un discorso di debiti".
    Bene, guardiamo un attimo alla crisi globale: come si è determinata? ovvio, con una crescita della spesa e dei mutui sulla casa insostenibile, fin quì ci siamo. Ma perchè si sono concessi prestiti a persone sostanzialmente insoventi se non per due precisi motivi: 1. perchè i sistemi economici "reggano" c'è bisogno di un livello di consumo che non ci possiamo permettere. 2. perchè il sistema finanziario intendeva scaricare le insovenze eventuali sui risparmiatori ignari e sprovveduti. tutto ciò con l'avvallo delle agenzie di rating.
    Non è poco e soprattutto da l'idea di quale sia la reale possibilità dei cittadini di contrastare queste dinamiche 06-05-2010 14:43 - paolo
  • Volevo scrivere delle cose ma Riccardo all'inizio le ha scritte benissimo anche per me. Questo articolo di Bifo è una sciocchezza abnorme. Davvero intriso di una ideologia vetero anarco - marxixta che non ha alcun senso nè storico nè economico. Sciocchezze allo stato puro. Pazienza. Questo Bifo è rimasto al 77, poveretto.
    La verità è che questa è una delle tante crisi di assestamento che il mondo occidentante vecchio e ricco avrà perchè altri mondi, due miliardi di persone, in Oriente si stanno, con condraddizioni e fatica, avvicinando al benessere. Punto. Possiamo cercare untori dove vogliamo ed in parte, giustamente: nella BCE come negli Speculatori ect.. Ma la verità è che Noi abbiamo smesso di crescere e, smettendo di crescere, abbiamo meno da distribuire, meno welfare, meno soldi, in sostanza, meno pensioni, meno redditi garantiti etc. E',putroppo un processo inevitabile, dobbiamo solo sperare che ci siano governi in grado di saperlo gestire guardando al bene collettivo e non alle tasche di pochi... E qui, stiamo messi male... 06-05-2010 14:11 - antonio
  • Sono anticapitalista, ma qui non è che qui l'anticapitalismo "ci azzecchi" molto...la Grecia NON ha e non sta in un sistema diverso da quello di altri paesi europei, pur scontando un'arretratezza storica. Altri "prosperano" in questo sistema ( nel nord europa si sta meglio che da noi, è indiscutibile ). I politici greci mica sono stati costretti ad indebitarsi, e mica lo hanno fatto per farci qualcosa di utile, con quei soldi. Hanno fatto schifo e basta, hanno persino TAROCCATO I CONTI...e i greci pagano. L' Europa, con i suoi difetti e le storture che pur provoca, ha finora prevenuto situazioni del genere, e ora la sta (malamente) tamponando. Che poi "l'intelligenza collettiva è dissolta" è vero, ma è stato "il fanatismo monetarista della Bce" a distruggere la Grecia? No. Demenza politica e cleptocrazia sono peggio del capitalismo finanziario 06-05-2010 14:05 - marco
  • La realtà italiana è molto vicina a quella greca, ma il governo finge, a denti stretti, che tutto vada bene. La politica intanto svende aree dello Stato ai privati così come fanno le aziende quando tagliano i rami secchi, generando disoccupazione e lavoro precario. E ogno giorno assistiamo a scandali per corruzione che interessano personaggi legati a questo governo. La crisi greca è il risultato di una situazione simile alla nostra, ma riusciremo a prenderne coscienza e a riprenderci le nostre dignità? Il conflitto è necessario, inevitabile, costruttivo! 06-05-2010 14:00 - ernesta
  • si ripete lo schema "argentino", un paese corrotto, che ha vissduto per anni al di sopra delle proprie possibilità, intrisa di una grandeur levantina, viern priam abbandonata e poi strangolata dal FMI perr imporre drastiche soluzioni in cuii a pagar sono le classi lavoratrici; anche la protesta drammarica sembra sterile perchè ormai la sinistra europea non ha soluzioni d proporre alle crisi del sistema weconomico. Due considerazioni: la sinistra o sarà europea e socialista o sparirà, è impellente lo sviluppo anchje teorico di un diverso ed altrnativo sistema economico che dia speranza di cambiamenti profondi su cui basare battaglie politiche e sindacali 06-05-2010 13:33 - nello
  • anarchia, solo anarchia, preparatevi è solo l'antipasto, petrolieri, bankieri, costruttori,avete i mesi contati ..... 06-05-2010 13:23 - emiliano spagagna
  • Ma quale lavoro precario?Ma che lavoro cognitivo?Al diavolo il lavoro tutto che nelle forme passate e attuali è sempre stato sfruttamento e rincretinimento.Stateci voi in quegli uffici del cazzo,o in quelle fabbriche di merda.
    Già mi pesa dover usare questo computer merdoso che qualche idiota,da qualche parte ha costruito.AHAH... 06-05-2010 12:19 - Stefano
  • Sono di sinistra, ma non compro il manifesto, e questo articolo conferma la mia scelta perché è intriso di vetera propaganda anticapitalista (stile lotta-continua per intenderci).
    Innanzitutto la storia ha bocciato il comunismo e l’anarchia come modelli di amministrazione di Stati. Non esiste nessun Mr. Capitalismo finanziario nessun diktat delle agenzie cattive che vogliono la testa dei governi. Più semplicemente è un discorso di debiti. Se il governo precedente di destra ha accumulato debiti per ottenere consenso (leggi: aumento dei salari ai dipendenti pubblici) qualcuno deve pagare. Se il sistema Stato con gli introiti e le tasse non riesce a finanziare i suoi debiti, esso va in crisi, e bisogna fare i sacrifici, esattamente come ogni padre di famiglia con un po’ di buon senso farebbe.
    Piuttosto sarebbe più giusto distribuire meglio i sacrifici, far pagare di più i ricchi, ed è questo che il popolo greco chiede ad un governo di sinistra.
    Cosa significa poi la frase: “Terrificante perché mai come oggi ci rendiamo conto del fatto che l'intelligenza collettiva è dissolta, la voce della critica sociale è muta, la democrazia morta”. Richiamare i fantasmi del passato enunciati più volte nell’articolo è inutile.
    L’Euro è una gran cosa, ci ha messo al riparo (grecia inclusa) da svalutazioni e speculazioni monetarie. Dare colpa all’Euro o alle fantomatiche “dittature tecno-finanziarie” (dove sono, chi sono, fuori nomi e cognomi) è assurdo.
    Per quel che riguarda il discorso sulle pensioni invece sono d’accordo con l’articolista, ma questo avrebbe potuto essere un altro pezzo: in previsione di un tasso di disoccupazione in aumento è folle aumentare l’età pensionabile. Ma la BCE non c’entra nulla, sono le solite scorciatoie scelte dai governi per rispettare i patti. Il finale di quest’articolo è orribile, senza senso, da dimenticare. 06-05-2010 12:09 - Riccardo
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