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Franco Berardi "Bifo"
Grecia, inizia la tragedia europea
La tragedia europea è iniziata. Tre morti in una banca di Atene sono il primo orribile bilancio di una guerra che il capitalismo finanziario ha scatenato contro la società, e da cui la società non sa come liberarsi. La società greca non può sopportare il diktat delle agenzie finanziarie che l'hanno spinta nel baratro della crisi, e ora pretendono che a pagare il prezzo siano i lavoratori. Spinta contro il muro della miseria, dell'umiliazione e della catastrofe, la società greca potrebbe reagire in maniera folle. Può essere l'inizio di una tragedia che non sarà limitata alla Grecia.
Quello che sta succedendo in Europa è straordinario e terrificante. Straordinario perché per la prima vol ta la costruzione europea entra in una crisi che minaccia di farsi definitiva, e perché questa potrebbe essere un'opportunità per iniziare una trasformazione in senso democratico e sociale di un'entità che finora non ha avuto i tratti della democrazia, ma piuttosto quelli di una dittatura tecno-finanziaria.
Terrificante perché mai come oggi ci rendiamo conto del fatto che l'intelligenza collettiva è dissolta, la voce della critica sociale è muta, la democrazia morta. Di conseguenza, se non accade qualcosa al momento attuale molto difficile da prevedere (il risveglio di una intelligenza collettiva capace di ridiscutere alla radice la ragion d'essere dell'entità europea), l'esito di questa crisi rischia di essere una tragedia destinata a distruggere quel che resta della civiltà sociale moderna nel continente europeo.
Un numero della rivista Loop del maggio 2009 si intitolava Finis Europae, e si chiedeva se l'Europa poteva sopravvivere al collasso finanziario. La risposta era che no, l'Europa non può sopravvivere al collasso se non si libera dalla dittatura della classe finanziaria che tiene in mano la corda con cui la società europea viene lentamente strangolata.
Ma di questo tema ben poco si è occupata finora l'intellettualità europea (ma esiste ancora qualcosa che meriti questo nome?) La discussione che si è svolta fin a questo momento sui giornali e nelle assisi politiche ufficiali è ridicola, vuota, inconsistente. Sembra che nessuno riesca a vedere che la costruzione europea è stata fino a questo momento la causa (una delle cause) del peggioramento sistematico delle condizioni di vita dei lavoratori. Nonostante le bugie e le cazzate raccontate dalla sinistra, la politica fanaticamente monetarista dell'Unione ha prodotto una stretta della spesa pubblica che ha peggiorato la qualità della vita delle popolazioni, e contemporaneamente ha imposto un vero e proprio blocco salariale che si è accompagnato con un aumento sistematico del costo della vita.
Il fanatismo monetarista della Bce (vero organo di comando sulla vita politica europea) ha scelto alcuni bersagli preferiti. Quello delle pensioni è forse il più evidente. Allungare il tempo di lavoro-vita è una delle ossessioni del Neoliberismo, e si fonda su un accumulo di menzogne pure e semplici. Si dice che l'aumento del tempo di vita media mette in pericolo la possibilità di mantenere un equilibrio economico, dimenticando che la produttività media sociale è aumentata di cinque volte negli ultimi quaranta anni, per cui non cambia niente il fatto che il numero dei produttori possa diminuire leggermente. Si dice che i vecchi debbono lavorare più a lungo per solidarietà nei confronti dei giovani, e non c'è menzogna più ripugnante di questa: il prolungamento del tempo di lavoro degli anziani ha infatti come conseguenza un aumento della disoccupazione giovanile, e una condizione di ricatto sul mercato del lavoro che ha reso possibile un aumento smisurato della precarietà lavorativa.
La politica della Bce è all'origine della miseria europea. Se L'Unione è questo, che muoia.
Ma la morte dell'Unione, che ogni giorno si fa più probabile, sarebbe l'inizio di un inferno inimmaginabile. Lo scatenamento di tutti i demoni che negli ultimi decenni si sono tenuti sotto controllo sarebbe dietro l'angolo. Non solo segnerebbe il riemergere dei nazionalismi, ma anche il precipitare della guerra civile interetnica, nei paesi mediterranei spinti nel baratro di un immiserimento pericoloso.
Solo un movimento del lavoro precario e del lavoro cognitivo, un movimento che ponga al centro della discussione politica il salario unico di cittadinanza può salvare l'Unione europea, modificandone radicalmente la forma e la sostanza. Ma un simile movimento sembra oggi quanto di più improbabile, quanto di più lontano dai comportamenti psicopatici e conformisti di una generazione di disperati il cui futuro sembra segnato senza vie d'uscita. Un futuro di precarietà, di schiavismo, di immiserimento materiale e psichico. Una generazione cui rimarrà solo Facebook - sfiatatoio dell'impotenza e del narcisismo - per avere la sensazione di poter parlare liberamente.
- 30/05/2010 [123 commenti]
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Non capisco tirare in mezzo la finanza, quando un governo ha fregato il proprio popolo.
Non capisco perché prendersela con il capitale europeo, che sta prestando la bellezza di 1100 miliardi di € e che, ovviamente, pretende garanzie.
Era meglio non dargli nulla e lasciare che si arrangiassero?
Forse si. 06-05-2010 00:40 - enrico
Io credo, a differenza dell'autore, che un forte conflitto sociale, portato avanti come stanno facendo i compagni greci, con in testa il Pame ed il KKE, pur se con qualche effetto collaterale deprecabile, ma comuque congenito ad una trasformazione radicale, per non dire rivoluzionaria, dato che sembrate snobbare i termini precisi della qeustione, sia l'unico modo possibile per uscire da questo tunnel ormai ventennale di sfruttamento dogmatico, bugie, colpi bassi, soloni cattedrati dai capelli bianchi ricchi di sentenze di morte per le masse popolari.
Come si fa ad avere paura del popolo e del suo agire collettivo. Addirittura a temere che un movimento del genre ed una pratica come quella dei compagni greci possa arrivare in Italia. E voi sareste un giornale comunista?
Non eravamo noi quelli che un tempo gioivano della presa di coscienza del popolo, i primi ad accorrere in loro soccorso indicando la via? 06-05-2010 00:14 - Niccolò Zanotelli
Vergogna. Era mia madre quella uccisa nella banca.
Vergogna!!! 05-05-2010 23:18 - LucaS
D'altronde nella crisi delle generazioni precarie si puo' nascondere la scintilla capace di immaginare necessariamente un assetto sociale migliore che beni comuni , partecipazione civile ed impegno pubblico possono essere forieri di un nuovo inziio della storia .
Una storia che vede implodere il neoliberismo e la sua incapacità di integrazione e coesione sociale ; un immaginario che si sfalda nella miseria sociale ed umana del precariato .
Proviamo ad essere piu' ottimisti , la nostra sconfitta è già alle spalle .
hasta la victoria 05-05-2010 22:25 - gigi epifani
Cosa pensavano,i tedeschi e i banchieri,quando hanno preteso dal popolo greco tutti quei sacrifici?
Pensavano che un popolo,come quello greco,che ha fatto la storia,si mettano a pecorone e si fanno penetrare dai capitalisti internazionali?
Il popolo greco è un piccolo popolo,che non ha mai leccato il culo a nessuno.
Ne alle potenze persiane,ne ai nazisti e neanche ai suoi colonnelli.
Il popolo greco è rivoluzioario,più di ogni altro.
Orgoglioso,più di ogni altro.
Anche ortodosso come nessuno.
I capitalisti,ad Atene ci lasceranno le corna.
Questo è più che garantito.
Vi ricordate quel film sui trecento?
Quando il messaggero dell'imperatore,chiese al re spartano,un pò di terra greca e rispetto.
Il re lo buttò nel burrone.
Questo è quello che avranno i messaggeri dell'impero dell'Euro dal popolo greco.
Garantito!
Dispiace per i morti.
Ma la storia si scrive con il sangue! 05-05-2010 22:18 - maurizio mariani