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Valerio Evangelisti
Compagni che sbagliano
«Il diritto di manifestare liberamente e pacificamente è una pietra angolare della democrazia: deve essere difeso e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o sui promotori delle singole manifestazioni». Bella frase, in apparenza, quella che apre l'appello di un po' di radicali e di gente di sinistra a favore di un corteo ora vietato. Peccato che si riferisca a una manifestazione del Blocco studentesco, emanazione di Casa Pound. E che il divieto sia intervenuto dopo che sindacati, associazioni antifasciste, partiti e singoli cittadini lo avevano invocato in rappresentanza di una Roma democratica. Dopo la mobilitazione degli studenti di sinistra dell'Università di Roma, dopo l'uscita di un video che denuncia che cos'è realmente la "Giovinezza al potere" (la parola d'ordine dell'iniziativa dei giovani neonazi italiani). E dopo un appello sottoscritto da Alberto Asor Rosa, Erri De Luca, Marco Tullio Giordana, Margherita Hack e altri 250 tra docenti, ricercatori, registi, giornalisti e scrittori.
Dove vivono, gli appartenenti alla sparuta pattuglia dei sostenitori del diritto a manifestare del Blocco studentesco? Non sanno che l'Italia è ormai ai primi posti, in Europa, per la frequenza e la gravità degli agguati xenofobi? Non leggono le cronache? Non hanno visto il filmato in cui i giovani neonazi del Blocco aggrediscono a cinghiate (la loro arte marziale si chiama "cinghiamattanza") un corteo di studenti medi, salvo prenderle all'"arrivano i nostri" dei centri sociali, per poi trovare riparo dietro i cordoni della polizia?
Esiste in questo paese un'emergenza neofascista, cresciuta sotto la protezione del "partito dell'amore". Si è affermata la libertà totale di insultare l'extracomunitario, il gay, l'ebreo, il "diverso". Ogni settimana vanno a fuoco negozi di bengalesi, sudamericani, stranieri in genere (spesso con il permesso di residenza, o con la cittadinanza italiana). I giornali filogovernativi riciclano firme di fascisti e nazisti notori, tranquillamente ammessi in un contesto che si pretenderebbe "liberale". Da Ciarrapico in giù, la melma nera dilaga. Se dal piano delle idee si passa all'attività pratica, troviamo in primo piano proprio i promotori della manifestazione che era prevista per oggi. Innocenti "teorici"? Basta ascoltare le canzoni di cui si dilettano: puri incitamenti al razzismo e alla violenza cieca contro il più debole - contro chi, per povertà e condizione di sfruttato, non può e non sa difendersi. La fedina penale di alcuni di questi "teorici" è lunga quanto un verbale condominiale, e comprende solo crimini abietti.
Non è un problema solo italiano. Su Internet sono reperibili filmati girati nei paesi in cui il dilagare della melma nera non è stata bloccata per tempo, come in Russia o in altri paesi dell'Est. A parte bastonature e accoltellamenti di immigrati e di ebrei, esecuzioni di giudici e giornalisti, ecco l'impiccagione tra le betulle di due poveracci dalla pelle scura, l'assassinio a freddo di un gay a coltellate. Ciò non ha nulla a che vedere con il Blocco studentesco o con Casa Pound? D'accordo. Però la cultura è la stessa. Ciascuno a casa propria, preserviamo l'identità nazionale, non lasciamoci "invadere", difendiamo le nostre città dalla sporcizia umana. Più qualche invettiva di rito contro il Fondo monetario internazionale e il "signoraggio bancario". Se questa visione del mondo dovesse prosperare, anche qui conosceremmo tragedie e delitti.
Le anime belle che difendono il diritto dei neonazi a manifestare, quasi si trattasse di una placida congrega di semplici ideologi, paiono ignorare questa realtà. Ignorando che la libertà di manifestare non può essere anteposta e contrapposta ad un principio fondante della nostra democrazia come l'antifascismo.
- 30/05/2010 [123 commenti]
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di gianni - 06.08.2013 06:08












1. studiando e approfondendo gli argomenti storici. Dagli apparati burocratici-corporativi di bismark in poi. Sistemi creati per annichilire le istanze progressiste evitando che queste potessero dar luogo a reali rivoluzioni e democrazia popolare (mai esistita da noi come dice bene Monicelli, perché è il sistema capitalista che non lo prevede affatto!). Mussolini accelerò e potenziò una linea politica già presente in Giolitti. Il fascismo, pure quello del "terzo millennio", rappresenta la forma estrema dell'idea corporativa che agisce in soccorso del capitale nei momenti di crisi reprimendo la "ribellione" (guardando alla P2 di Gelli e agli sviluppi della triplice sindacale + Ugl si comprende come esista una stessa linea politica di fondo).
2. Chi ha avuto a che fare con i fasci (casa pound e affini) in ambito lavorativo, tranne rare ed inconsapevoli eccezioni, sa bene che il loro agire è teso all'individualismo inserito nell'idea corporativa. In pratica appena svolti l'angolo ti pugnalano alle spalle. Provare per credere! Il padrone non lo mettono mai realmente in discussione ... So bene poi che a tradire nei momenti difficili siano pure alcuni "compagni", ma il fascismo ha nel suo dna l'andar perfettamente d'accordo col capitale, non è un inciampo del momento ...
Se non si comprende questa differenza si mette sullo stesso piano tutto indistintamente, come con la storia che le morti degli oppressori alla fine sono uguali alle morti degli oppressi che si ribellano. La memoria ed una coscienza storica muore e il capitale se la ride ... 08-05-2010 09:46 - riccardo
Ma non importa.
Voglio farci una risata.
Magari sarà quella che li seppellirà.
Di solito, almeno nella mia città, l'insulto "andate a lavorare" viene rivolto solo ai giovani di sinistra colti a manifestare inutili disagi.
Io voglio per una volta usare lo stesso gergo.
La stessa dialettica.
In modo che guardandosi attorno, qualcuno di quei fieri italiani che odiano tutto ciò che non lo è, tra cui molti minorenni che così tanto contribuiscono in termini di fatica all'italia tanto idolatrata, magari si accorgerebbero che i posti di lavoro più umili, così indispensabili per il paese, quella mattina, mentre loro erano in piazza a mostrare le magliettine nuove e fresche fresche di slogan e chiacchiere, erano occupati da una massa silenziosa e priva di diritti, così anonima e nascosta, che nemmeno loro penso non abbiano mai visto fuorchè nei parcheggi delle discoteche o dei bar in cui sfogano il loro disagio, così, tra una birra e l'altra, riprendeno l'unico vero motto della loro ideologia....ARMATEVI E PARTITE! 08-05-2010 07:55 - luigi
Finché il fascismo esisterà sarà un pericolo da combattere, e anche se non ci fosse nessun fascista i valori dell'antifascismo sarebbero validi 08-05-2010 02:05 - Tommaso