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COMMENTO
07/05/2010
  •   |   Valerio Evangelisti
    Compagni che sbagliano

    «Il diritto di manifestare liberamente e pacificamente è una pietra angolare della democrazia: deve essere difeso e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o sui promotori delle singole manifestazioni». Bella frase, in apparenza, quella che apre l'appello di un po' di radicali e di gente di sinistra a favore di un corteo ora vietato. Peccato che si riferisca a una manifestazione del Blocco studentesco, emanazione di Casa Pound. E che il divieto sia intervenuto dopo che sindacati, associazioni antifasciste, partiti e singoli cittadini lo avevano invocato in rappresentanza di una Roma democratica. Dopo la mobilitazione degli studenti di sinistra dell'Università di Roma, dopo l'uscita di un video che denuncia che cos'è realmente la "Giovinezza al potere" (la parola d'ordine dell'iniziativa dei giovani neonazi italiani). E dopo un appello sottoscritto da Alberto Asor Rosa, Erri De Luca, Marco Tullio Giordana, Margherita Hack e altri 250 tra docenti, ricercatori, registi, giornalisti e scrittori.
    Dove vivono, gli appartenenti alla sparuta pattuglia dei sostenitori del diritto a manifestare del Blocco studentesco? Non sanno che l'Italia è ormai ai primi posti, in Europa, per la frequenza e la gravità degli agguati xenofobi? Non leggono le cronache? Non hanno visto il filmato in cui i giovani neonazi del Blocco aggrediscono a cinghiate (la loro arte marziale si chiama "cinghiamattanza") un corteo di studenti medi, salvo prenderle all'"arrivano i nostri" dei centri sociali, per poi trovare riparo dietro i cordoni della polizia?
    Esiste in questo paese un'emergenza neofascista, cresciuta sotto la protezione del "partito dell'amore". Si è affermata la libertà totale di insultare l'extracomunitario, il gay, l'ebreo, il "diverso". Ogni settimana vanno a fuoco negozi di bengalesi, sudamericani, stranieri in genere (spesso con il permesso di residenza, o con la cittadinanza italiana). I giornali filogovernativi riciclano firme di fascisti e nazisti notori, tranquillamente ammessi in un contesto che si pretenderebbe "liberale". Da Ciarrapico in giù, la melma nera dilaga. Se dal piano delle idee si passa all'attività pratica, troviamo in primo piano proprio i promotori della manifestazione che era prevista per oggi. Innocenti "teorici"? Basta ascoltare le canzoni di cui si dilettano: puri incitamenti al razzismo e alla violenza cieca contro il più debole - contro chi, per povertà e condizione di sfruttato, non può e non sa difendersi. La fedina penale di alcuni di questi "teorici" è lunga quanto un verbale condominiale, e comprende solo crimini abietti.
    Non è un problema solo italiano. Su Internet sono reperibili filmati girati nei paesi in cui il dilagare della melma nera non è stata bloccata per tempo, come in Russia o in altri paesi dell'Est. A parte bastonature e accoltellamenti di immigrati e di ebrei, esecuzioni di giudici e giornalisti, ecco l'impiccagione tra le betulle di due poveracci dalla pelle scura, l'assassinio a freddo di un gay a coltellate. Ciò non ha nulla a che vedere con il Blocco studentesco o con Casa Pound? D'accordo. Però la cultura è la stessa. Ciascuno a casa propria, preserviamo l'identità nazionale, non lasciamoci "invadere", difendiamo le nostre città dalla sporcizia umana. Più qualche invettiva di rito contro il Fondo monetario internazionale e il "signoraggio bancario". Se questa visione del mondo dovesse prosperare, anche qui conosceremmo tragedie e delitti.
    Le anime belle che difendono il diritto dei neonazi a manifestare, quasi si trattasse di una placida congrega di semplici ideologi, paiono ignorare questa realtà. Ignorando che la libertà di manifestare non può essere anteposta e contrapposta ad un principio fondante della nostra democrazia come l'antifascismo.


I COMMENTI:
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  • meglio stalin che ste merde di fascisti. 07-05-2010 15:15 - flaner
  • E' quando si cancella la storia, che tutto diventa confuso.

    L'attuale Coastituzione vieta ogni forma di riorganizzazione e simboli,contenuti di nuovi movimenti fasciti, scelta fatto dopo aver conosciuto quell'orrore, e nell'intento che mai più si presentasse.

    La libertà è di diritto a chi chiede uguaglianza di diritti, indipendentemente dal sesso, razza, religione, idea politica nel rispetto dell'altro. 07-05-2010 15:13 - miria
  • Il diritto di manifestare non può essere concesso a chi non rispetta i più elementari diritti umani. 07-05-2010 14:59 - Pietro B.
  • l'appoggio che una parte della "sinistra" ha dato alla manifestazione di una organizzazione xenofoba e fascista è solo un caso dello smarrimento della sinistra di questi che ha abbandonato le lotte sociali e si limita a lotte solo sul "piano astratto" del diritto del laovro e della costituzione. 07-05-2010 14:43 - Marc
  • Se è per questo, allora anche le brigate rosse potrebbero chiedere di manifestare pacificamente, poi tanto le porcate le farebbero di nascosto 8come i neonazisti nostrani). 07-05-2010 14:42 - Giorgio
  • già. magari Velerio Evangelisti rimpiange i tempi in cui si spaccava la testa a Sergio ramelli con la chiave inglese e i commenti in certa sinistra erano del tipo "in fonoi era un fascista...". 07-05-2010 14:40 - woland
  • Condivido in pieno il pensiero di Valerio Evangelisti.
    Vedere le foto della manifestazione di piazza della Repubblica mi ha nauseato. 07-05-2010 13:53 - valentina
  • La solita vecchia storia. Finché sono quelli "dell'altra parte" a esporre (pacificamente) le loro idee allora è giusto impedirlo anche negando un diritto fondamentale in nome dell'antifascismo; quando sono i gentiluomini con le molotov a fare le spaccate alle vetrine, devastare i bancomat e lanciare estintori sulle camionette delle forze dell'ordine allora è giusto lasciare esprimere tutti, altrimenti c'è il rischio di reato di opinione! Patetico. 07-05-2010 13:50 - macho
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