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COMMENTO
08/05/2010
  •   |   Norma Rangeri
    La nostra scommessa

    Questo giornale nasce perché un gruppo di intellettuali e parlamentari comunisti, nell’ormai lontano 1971, dopo essere stato radiato dal Pci, decide di tentare un’impresa politica attraverso la rivista, e la forma originale di un quotidiano. Più che un gruppo politico dunque, nella convinzione di «offrire uno strumento di conoscenza, di intervento, di mobilitazione, per segnare una presenza e stabilire un punto fermo già in questa fase cruciale dello scontro
    di classe» come scriveva Pintor nel primo editoriale.
    Tutto quello che so della politica e del giornalismo l’ho imparato da loro, da
    Pintor, Rossana Rossanda, Valentino Parlato e Luciana Castellina. La passione
    per la scrittura, la forte idealità, il desiderio di cambiare la società, il coraggio di
    andare controcorrente, il piacere della sfida teorica, la voglia di condividere
    un’esperienza di lavoro e di vita senza soluzione di continuità tra l’uno e l’altra, e tra loro e la giovane redazione che cresceva entusiasta, sotto una guida sicura e di grande valore.
    In questi lunghi quarant’anni tutto è cambiato. Molte generazioni si sono incontrate nelle stanze di via Tomacelli, alimentando una diaspora "manifestina" di compagne e compagni, di amiche e di amici che hanno preso strade diverse. Nel mondo del giornalismo e della politica. Oggi molti di loro, nonostante il tempo passato e le esperienze intraprese, fanno gli auguri sinceri di riuscire nella difficile avventura che la maggioranza della famiglia di via Bargoni (dove ora siamo "annidati") ha affidato a me e a Angelo Mastrandrea,
    eleggendo la nuova direzione. Sono auguri particolarmente graditi. Perché
    vengono da un affetto sempre vivo e perché ne abbiamo davvero bisogno.
    Adesso non c’è più una sinistra forte con cui polemizzare e confrontarsi. Viviamo
    una fase di polverizzazione di culture e movimenti, con una frantumazione sociale, un ceto politico inadeguato, conformista, partitocratico. Il mondo non
    ha superpotenze ordinatrici, ma guerre di inciviltà che malamente dissimulano
    le convulsioni di un capitalismo che divora se stesso mettendo il pianeta a rischio di sopravvivenza.
    Noi del manifesto navighiamo con un vascello d’antan in mare aperto, avendo
    una bussola arrugginita e un motore diesel spesso sul punto di mollarti in mezzo alla tempesta. Però vogliamo spendere le nostre energie per capire come si fa a essere, ancora per i prossimi anni, una "tentazione" quotidiana per un pubblico pensante, colto e politicamente forte, lettori convinti che «oggi non si possa agitare una rivoluzione sociale, ma qualcosa di più dell’antiberlusconismo sì», come dice Rossana, lontana, a Parigi, però vicina
    a tutti noi con le sue riflessioni, le critiche e i contributi offerti al nostro dibattito interno. Va rifatto un discorso sul capitalismo, e dobbiamo riflettere a un keynesismo del 2010, lei suggerisce. Per noi, più che consigli, sono indicazioni di lavoro.
    Un giornale è un giornale. Carta che dura qualche ora. Una creatura fragile che se non ha idee, se non attrae, se non ha il graffio della polemica, se non produce informazione, è atteso da un triste destino. Per questo il manifesto dovrà ascoltare di più, raccontare meglio, criticare senza pretendere di avere tutte le risposte. Siamo un bel gruppo di mischia, ancora capace di respingere gli attacchi forsennati alla libertà di stampa, in piedi nonostante tutto.
    Perciò, mentre ringrazio tutto il collettivo e in particolare Valentino che ci ha seguito nelle ultime vicende interne, chiedo agli amici e alle amiche del giornale di sostenerci. Il nostro quarantesimo compleanno - 28 aprile 2011 - costituirà il primo significativo giro di boa: nei prossimi mesi capiremo se saremo stati in grado di mettere in edicola (e sul web) un prodotto politico e editoriale utile e importante per la sinistra italiana e per il paese.


I COMMENTI:
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  • La mezza eta' dei 40 anni che si compira' nel 2011 sara' per tutti noi lettori del Manifesto una grande , grandissima soddisfazione di essere stato informato e plasmato politicamente da dei grandi uomini e donne che hanno scritto, sul Manifesto. Questa informazione che dal lontanissimo 1971 si rivolge ai lavoratori e lavoratrici dando la notizia inserendosi nei problemi sociali spiegandone le ragioni politiche delle scelte dei padroni nei vari conflitti e criticando senza indugio le politiche sociali dei sindacati. Le informazioni delle lotte sindacali le leggiamo sul Manifesto. Quindi avete sempre scelto la via della informazione analizzando da sinistra le questioni sociali e politiche e da parte di noi lavoratori e' nata una affiliazione al quotidiano comunista con un amore e passione che dura da quarantanni. CARISSIMI COMPAGNI DEL "MANIFESTO" BISOGNA AFFRONTARE IL NUOVO CHE STA DINANZI A NOI CON FERMEZZA IDEALE E POLITICA DA COMUNISTI CHE CRITICANO IL PASSATO MA NON SI ISCRIVONO TRA I TANTI RINNEGATI E CON LA INTELLIGENZA CHE VIENE DAL MARXISMO SANNO AFFRONTARE ANCORA UNA VOLTA I MARI APERTI MA SANNO APPRODARE IN PORTI SICURI. A TUTTI I MANIFESTINI "BONNE CHANCE" 09-05-2010 20:00 - ernesto
  • Ho l'eta' del manifesto e lo leggo da 22 anni a questa parte. Vendetelo a 2 €, ma continuate a scriverlo. Siete l'unica voce "leggibile" ora in Italia. Hasta siempre... 09-05-2010 19:15 - giuliano
  • A Norma Rangeri e Angelo Mastrandrea faccio gli auguri che mi sento di fare, veri e sentiti, ma senza nascondere un disagio. Sono stato tentato d'andar via. Un giornale che si fa anche leggere - mi andavo dicendo - un giornale che sta dietro alle lotte quando sollevano la polvere, quelle che in fondo vedono tutti, allo stesso tempo, però, un giornale che non "legge" - non ha spazio? non trova che siano produttive? - le lotte di cui nessuno si dà per inteso e, tuttavia, non sono meno significative e talvolta cruciali. Ecco. Vi segnalo questa tentazione, come tempo fa segnalavo invano una lotta di cui valeva la pena di occuparsi. E' una tentazione figlia di un vostro possibile limite. Vi fate "leggere". Sapete farlo e anche molto bene. Leggere no. Leggere attentamente i lettori, scusate il bisticcio di parole, quello non sempre provate a farlo bene. Mi fido, però. Sono certo di poterlo fare, di non firmare una cambiale in bianco se cancello quest'idea idiota di mollarvi. Voi mi convincerete che non sto sbagliando. 09-05-2010 18:18 - Giuseppe Aragno
  • Cari compagni del manifesto ricordo quel 71 e non ero del tutto d'accordo con coloro che uscirono dal pci senza dare battaglie per difendere le loro idee, le loro posizioni le quali potevano diventare tema di dibattito interno. negli anni 2000 per un periodo di tempo avevo fatto del Manifesto il mio quotidiano fino ad un paio di articoli, se ricordo bene priprio della Rangeri, pieni di menzogne sulla vita dei cittadini cubani. scrissi alla redazione confutando le inesattezze, per me volute, non ebbi risposta. Conosco molto bene Cuba la sua realtà i suoi problemi ma è pur sempre un Paese che grazie alla vittoriosa rivoluzione di popolo del 1959 ha abbattuto il capitalismo feudale della cricca Batista e statunitense dando vita a quella società per cui noi i nostri padri e nonni ci stamo battendo e si sono battuti, la società nuova, la società socialista. Certo a Cuba ci sono dei dissidenti, molti al soldo dello straniero USA uno sparuto gruppetto in confronto alla dissidenza che esiste nel nostro Paese. Qu' ci sono addirittura le onde di dissenzo ultima delle quali quella viola il popolo della sinistra, cosa chiede questa nostra dissidenza? Non pagata da stranieri di nessun tipo? Pace,libertà, lavoro, democrazia ecc.ecc. Bene cari compagni del Manifesto chiedono Socialismo, abbattere questa marcia società borghrse capitalista. Fate più articoli sulla dissidenza italiana e cercate di capire- se volete- gli ostacoli, gli embarghi gli attacchi terroristici compiuti contro l'Isola di Cuba socialista partite da queste grandi cose che vedono un intero popolo battersi per rimanere liberi. 09-05-2010 17:43 - Luciano Coletti
  • Ci sarebbero molte cose da dire ma un commento fa veramente vomitare e passa avanti ad altre reazioni. La "professoressa nubile" del signor Geri è puro sessismo machista. Vada a prendersi i complimenti da Berlusconi. Quanto ha ragione Dominijanni! 09-05-2010 15:24 - Livia
  • be sono contento che ci siete e che resistete, vorrei solo che nell'esposizione del fallimento del capitalismo (che condivido) faceste una analisi progettuale di comme attivereste un sistema di produzione alternativo , che sia collettivo, che visualizzi nei fatti la bonta del comunismo
    inteso come ridistrubuzione del reddito,progettualità sostenibile per il rinnovo del futuro modo di dare occupazione, attrazione del capitale umano in capacità, sensibilità,possibbilità di convivenza etnica richiedendo il rispetto della costituzione e delle leggi nazionali e internazionali, diversificazione di accesso di diritti sociali rispetto a numero componenti familiari ricchezza effettiva familiare,tenendo in considerazione la parità di entrata di reddito per famiglia, modalità di controllo e diversificazione di accesso per dare diritti anche famiglie che non hanno 1 figlio che rappresentano ora una parte delle famiglie italiane, leggi di controllo del territorio con strutture che regolano e accertino lo stato e l'utilizzo di tutto ciò che incide su di esso e la salute dei cittadini,ecccccccccccccc. potrei continuare fino alla fine della mia vita.
    MA AVETE VERAMENTE VOGLIA DI DARE SPUNTO PER REALIZZARE UN PAESE COMUNISTA? INTESO UGUGLIANTE, SOLIDALE,COLLETTIVO NEL SENSO PIU' NOBILE E UTILE DEL SIGNIFICATO?
    AUN SALUTO COMUNISTA? 09-05-2010 12:03 - cirogaudiero
  • La fregnaccia del superamento del capitalismo! Ma ci sarà un motivo se un giornale che si dice "comunista" viene letto da gente che reputa il superamento del capitalismo una "fregnaccia"? o meglio che si augura che sia una fregnaccia, perché questa gente ha di sicuro qualche cosa da guadagnare dal capitalismo. Altro che "compagni"! 08-05-2010 23:48 - roberto
  • certo che quel commento della rangeri su d'alema è proprio penoso... il manifesto come riflesso speculare del giornale? 08-05-2010 23:41 - anzio
  • Norma sono con te. Ho 27 anni...da 10 leggo il manifesto...questo giornale aspetta una svolta! E' dall'addio di Barenghi che non nutrivo molte speranze. Forza!! 08-05-2010 22:51 - Gabriele
  • Ma non abbiamo gia' avuto gente del tipo Pietro Longo, Tanassi, Craxi, Brunetta, Boniver, Mussolini, de Michelis tanto per citarne alcuni. Ma che ne vogliamo altri? 08-05-2010 22:42 - murmillus
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