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COMMENTO
13/05/2010
  •   |   Giuliano Pisapia
    Non è questione di mele marce

    Stefano Gugliotta è libero. Un sospiro di sollievo per lui, i suoi familiari e tutti coloro che ancora si indignano di fronte all'ingiustizia e alle ingiustizie. Ma, anche, un senso di angoscia e di rabbia se solo si pensa che Stefano, colpito da una violenza gratuita, mai avrebbe dovuto essere privato della libertà. Si affollano mille domande, una tra tutte: cosa sarebbe accaduto se, di fronte all'ennesimo episodio di «macelleria cilena», non vi fosse stato quel filmato che ha potuto ripristinare una verità che si voleva dolosamente nascondere. È tragico doverlo dire, ma è ancora più angosciante non poterlo negare.
    Di fronte alle parole di più poliziotti, e a un probabile verbale falso, per l'ennesima volta l'impunità della violenza avrebbe sopraffatto la verità della ragione. L'esperienza ci è maestra: di fronte alla prepotenza del potere, chi ne è testimone - impaurito o intimidito - si volta, troppo spesso, dall'altra parte o, guarda e poi sparisce.
    Di fronte a un filmato oggettivamente incontestabile, il Ministro dell'Interno intende costituirsi parte civile contro il poliziotto fellone. Una scelta di per sé apprezzabile, se non rasentasse la sfrontatezza, dal momento che quanto accaduto è l'effetto proprio delle leggi volute da questo governo; è il risultato di una cultura di cui è intrisa questa maggioranza, che ha creato consenso proprio sull'ostilità verso gli emarginati, i deboli, i diversi, gli extracomunitari, i soggetti deboli, chi non può difendersi, perché la sua colpa è di essere su un motorino, senza casco e «con la maglietta rossa». Stefano è vivo e libero; così non è per Federico Aldovrandi, Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Giuseppe Uva e tanti altri. Storie diverse, ma simili per la violenza subìta da chi, per conto dello stato, aveva il dovere di garantire la loro libertà, la loro vita e, invece, ha usato la divisa per violentare il diritto e calpestare i diritti.
    Certo, non bisogna generalizzare, ma non sono tollerabili il silenzio e l'omertà che dilagano anche tra le forze dell'ordine, con la progressiva emarginazione di chi ancora si batte per la democratizzazione delle forze dell'ordine. E la responsabilità è, innanzitutto, di chi ha approvato misure quali il prolungamento del periodo di permanenza nei C.I.E. (dove l'abuso, la violenza e la sopraffazione sono quotidiani), le ronde, il far-west penale ed ha ripristinato reati, quali l' oltraggio a pubblico ufficiale che la Corte Costituzionale, decenni fa, aveva definito «il prodotto della concezione dei rapporti tra pubblici ufficiali e cittadini tipici dell'ideologia fascista e quindi estranei alla coscienza democratica instaurata dalla costituzione democratica».
    Ecco perché non si può più parlare solo di «mele marce» ma, piuttosto, di una involuzione culturale che muove dall'alto, da chi ci governa. Ecco perchè la nostra denuncia deve essere continua, ecco perché dobbiamo usare tutti gli strumenti della democrazia per opporci a un abisso che ci sta avvicinando a un passato che speravamo tramontato. La storia ce lo ha insegnato: non si è mai troppo attenti alla difesa della garanzie democratiche; ogni cedimento di fronte alla difesa di un diritto determina un abuso maggiore che alla fine incide irreversibilmente sulle regole della democrazia. E di ciò, non dobbiamo dimenticarlo, è responsabile anche chi si è opposto in Parlamento a leggi - quale quelle sull'identificazione delle forze dell'ordine o del Garante delle persone private della libertà - che sarebbero determinanti per porre un freno a condotte vili, quale quelle di chi usa la forza per calpestare i diritti e massacrare i corpi di chi non è in grado di difendersi.


I COMMENTI:
  • smettiamola di dire che gli sbirri poverini sono sottopagati, che rischiano la vita ,e che sono il selbatoio per dare lavoro al sud. ma perchè se li paghiamo meglio cosa fanno picchiano più piano ,oppure visto la congrua paga massacreranno meglio, i lavoratori normali non rischiano la vita tutti i giorni? vi sono vittime sul lavoro ma non sento nessuno che si sia preso il disturbo di fare qualcosa per evitarle , visto che quasi tutte le forze d'ordine sono del sud e apprendono cosi bene il mestiere del bastonatore a caso si può dedurre che sia genetica la predisposizione ad essere dei violenti gratuiti ? e facile esercitare la violenza dietro il paravento della divisa qualsiasi sia , il cittadino contesta a mani nude , loro con le armi , equazione assolutamente sbagliata , e smettiamola con il dire che sono a difesa del cittadino , sono solo servi del potere , ma può cambiare il vento, presi personalmente non valgono un cazzo tutte braccia rubate alla terra . ulisse 14-05-2010 11:50 - ulisse rossi
  • Nella mia città del nord è stato appena stato approvato dal consiglio comunale un regolamento che inasprisce le pene per mendicanti ed i venditori ambulanti abusivi. Sempre in questi giorni è stata passata ai giornali la notizia che il questore locale ha dato disposizione agli agenti di polizia di controllare sempre le persone di colore, con vestiti sporchi, magliette e tatuaggi e soprattutto osservare se hanno i denti rotti. Adesso i questurini devono traformarsi pure in dentisti. Io da parte mia non sono di colore, ho una certa età, non ho nessun tatuaggio e non mi metto mai addosso anelli, catenelle, orecchini o roba del genere. Penso di vestire in maniera dignitosa, ma purtroppo vista l'età mi mancano alcuni denti davanti. Allora sono corso subito dal dentista per farmi fare una dentiera nuova. Manderò il conto al questore. Non si sa mai. 14-05-2010 05:39 - gianni
  • Non illudiamoci. La polizia continuera' a picchiare duro come ha sempre fatto, finche' la politica, inclusi quei buffoni del PD, li faranno sentire impuniti e impunibili. 14-05-2010 01:49 - Roberto
  • Quante volte la divisa ha abusato del suo potere rimanendo impunita? Troppe...
    uno stato nello stato dove la democrazia è inesistente. Si nutrono dell'indifferenza di una buona parte del popolo e dell'appoggio (ignoranza)dell'altra parte. Vitale è il benestare della politica. Distruggono vite. Pagano i deboli, sempre loro.
    RIBELLARSI 13-05-2010 21:44 - Simone
  • Questa volta non posso che assentire con Maurizio Mariani. Bravo!! Ci ha messo passione, rabbia e lucidità. Mi piacerebbe che cominciassimo a rendere la pariglia a questi delinquenti in divisa o abiti firmati, in canottiera o camicie verdi. Ma per pariglia intendo non solo quella per così dire "fisica", essa deve essere preceduta da una nuova organizzazione politica, da una nuova e rigorosa analisi, scusate il richiamo a Karl, marxista: il resto seguirà. Si mi sento anche io Serbo prima della guerra civlie: ma confesso che, nei confronti di questi traditori, mi piacerebbe tanti essere Serbo durante la guerra civile per fare loro assaggiare ciò che meritano.
    Bravo Maurizio!! 13-05-2010 20:01 - Andrea Zucca
  • Come si fa a stare con le mani in mano,quando in questo paese ognuno fa quello che più gli va.
    Carabinieri che fanno ricatti e forse anche omicidi per un pugno di euro.
    Poliziotti che bastonano a sangue passanti e giovani che protestano.
    Rastellamenti di extracomunitari come ai tempi di Sacco e Vanzetti nell'america dei Palmer.
    Razzismo in giacca e cravatta da ministro dello stato.
    Farabbutti che sputano sulla tomba dei nostri eroi risorgimentali.
    Mascalzoni che parlano male dei meridionali.Fascisti con tanto di fez ad adunate Mussoliniane nelle più grandi piazze della nazione.
    Partigiani derisi e beffeggiati.
    Ma allora è finita la nazione?
    Non siamo più un popolo?
    Siamo divisi in regioni e paesi come nella vecchia Jugoslavia.
    Chiamarsi italiani oggi è come chiamarsi serbi prima della guerra civile.
    Bene io sono Italiano.
    Sono per l'unità del mio paese e per il rispetto della bandiera e della carta costituzionale.Chiunque, se agisce,si comporta,progetta contro l'interesse della nazione è un traditore.Sono traditori quelle guardie che hanno abusato della loro divisa.Sono traditori quei ministri che portano fazzoletti e bandiere che non sono dell'Italia.
    Sono dei traditori infami, chi usando il potere, non rispetta la legge e non va dal giudice a farsi processare!
    In questo clima nascono i squadroni della morte!In questo clima tutti si sentono al di sopra dello stato e violando le leggi, tradiscono la repubblica!
    Stare da questa parte vuole dire continuare a seguire i sentieri dei nostri padri partigiani che sono morti per questa repubblica e per la libertà.
    I partigiani, hanno fatto uno stato dove nessun poliziotto deve mai abusare del suo potere!
    Viva L'Italia! 13-05-2010 17:50 - mariani maurizio
  • E mentre infuria la macelleria messicana, lorsignori si fanno la bisteccheria.. ma quanto gli durerà? 13-05-2010 16:19 - rasta
  • la democrazia è attentata giornalmente dai sopprusi del potere e dall'annientamento dello stato sociale.Ci vogliono cosi,in balia dei loro cani da guardia,che difendono l'enorme giardino dei potenti.In questo caso non hanno potuto nascondere la verita,i video non erano contestabili,ma il ragazzo dei giorni di galera se li è fatti,si rivivono situazioni già vissute in sud america.Quanti morti ancora nelle nostre galere prima che scoppi un bel 68? Poi si parla di pattuglie e carri armati in strada per argina re la criminalità. Questo è solo controllo sociale, in tutti i periodi di grossa crisi questo controllo aumenta per far si che qualsiasi cosa venga sedata sul nascere,apriamo gli occhi che a chiuderli ci vuole un attimo 13-05-2010 15:41 - lorenzo Lupii
  • Contro i difensori dello stato buono;contro i difensori del lavoro dignitoso non precario e pure cognitivo;contro la famiglia,piccolo stato ma altrettanto infame;contro ogni chiesa e le sue diramazioni;contro ogni specie di partito,specie di sinistra...VIVA L'ANARCHIA!
    Fankulo finitela. 13-05-2010 14:56 - Stefano
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