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COMMENTO
24/05/2010
  •   |   Alberto Burgio
    «Ce n'est que un debut», al contrario

    Ha cominciato il Sole 24 ore con Alberto Orioli: il welfare è un «insostenibile, costoso, inefficiente» retaggio del passato. Come il posto fisso. Ha proseguito Il Corriere della Sera con Piero Ostellino (lo stato sociale «divorerà i cittadini» che sinora ha compassionevolmente assistito) e Angelo Panebianco (che, sotto una veste retorica meno grezza, ha sostenuto la stessa tesi: tutto il potere al Libero Mercato).
    Una volta tanto dicono la verità, rendendo inevitabili imbarazzate smentite. Maurizio Ferrera, sempre sul Corriere, ha dovuto sbracciarsi a dire che «standard sociali e diritti di cittadinanza» non saranno travolti. Ma Tremonti taglierà stipendi e pensioni pubbliche, praticherà nuove riduzioni alla spesa sociale, aumenterà la pressione fiscale sul lavoro dipendente: siccome questo non accade dopo decenni di politiche espansive e redistributive ma dopo trent'anni di macelleria sociale, all'ordine del giorno è proprio l'eutanasia dello stato sociale (a cominciare dal Mezzogiorno). Non è affatto questione di «esagerazioni».
    Viene così in chiaro il senso del processo storico svoltosi in questi tre decenni. Si è trattato della feroce vendetta del capitale privato contro il lavoro salariato per la sua inaudita pretesa di giocare da protagonista la partita della riproduzione. Si tratta ancora oggi di punire le scandalose lotte operaie degli anni Sessanta. La nuova fase che si apre con la liquidazione del welfare corona una storia cominciata negli anni Settanta (con la fine di Bretton Woods) ed entrata nel vivo con lo scontro di Reagan con i controllori di volo, della Thatcher con i minatori e di Agnelli e Romiti nei 35 giorni di Mirafiori.
    Trent'anni di guerra senza quartiere contro il lavoro dipendente che aveva osato ribellarsi al sovrano, di questo si è trattato. La delocalizzazione, la libera circolazione dei capitali e la guerra infinita per il gas e il petrolio sono stati i cardini dell'offensiva, ma anche Maastricht è stata una pietra miliare, poiché ha imposto lo sfondamento su costi e diritti del lavoro e la distruzione dei contratti collettivi. Panebianco parla oggi di «fallimento del socialismo della spesa». Propaganda a parte, il solo socialismo che abbiamo conosciuto se lo è goduto il capitale privato, al quale gli Stati (prima dei miliardi pubblici gettati nei bilanci disastrati di banche e finanziarie) hanno procurato un mercato del lavoro modellato sulle sue esigenze e concesso di evadere il fisco, di speculare senza vincoli e di accumulare profitti con le privatizzazioni. L'esplosione del debito pubblico (che sarebbe più serio chiamare credito privato) è figlia della ferma volontà di tradurre in profitto la produzione sociale della ricchezza.
    È la prima volta che il capitale si vendica brutalmente per la rivolta del lavoro? Naturalmente no. È la storia del Termidoro e della Restaurazione (dopo il Terrore giacobino); del colpo di Stato di Luigi Bonaparte, dell'imperialismo e della Prima guerra mondiale (dopo il 1848, la Comune di Parigi e i primi scioperi generali); del fascismo, del nazismo e della Seconda guerra mondiale (dopo il 1917, Weimar e il biennio rosso). È un classico, quindi si sarebbe potuto intuire da tempo dove si andava a parare. Tanto più che qualcuno (Gramsci, Polanyi, Keynes, lo stesso Marx) aveva chiarito come funziona il meccanismo. Ma dov'è stata e dov'è la controparte in questa vicenda?
    La Terza via di Tony Blair (rimpianto dal Corriere) è stata la sciagurata illusione che ha dato il «la» a tutta la sinistra «responsabile» in Europa. Ma forse adesso si reagisce all'altezza del pericolo? Qualcuno lancia l'allarme? Non pare. Alla «gente» si trasmette l'illusione che la «democrazia» sia una conquista irreversibile e un valore in sé, nonostante lo svuotamento dei diritti. Il governo può dire che taglierà, ridurrà, rimanderà senza che alcuno accenni a una reazione: è difficile in tale situazione prevedere che si andrà a un massacro? Sì, ce n'est qu'un début. Ma in senso opposto a quanto sperammo quarant'anni fa.


I COMMENTI:
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  • Mandiamoli a casa! 25-05-2010 05:15 - Anna Maria Giancotti
  • molto più semplicemente direi che berlusca è perfettaemtne adeguato al tipo di capitalismo nazionale che ci ritroviamo oggi. un capitalista che da straccione passa "a strascico" sradicando il fondale e portandosi via quello che trova per sopravvivere. berlusconi è un epifenomeno, è una rappresentazione mediatica e mentale di vent'anni di lento e inesorabile analfabetismo di ritorno, curato dai media e richiesto dai consumatori che vogliono star bene e senza pensieri, modello cinema. marx ancora un avolta aveva ragione. i detentori dei mezzi di produzione profilano lo scenario sociale, determinano bisognie confini, perimetri del gisuto e dell'ingiusto. il paradosso di questa situazione è che se avessimo avuto un filantropo magnate delle televisioni, invece che un esacerbato psiconano, saremmo stati delle stesse identiche condizioni di ora. Ancora una volta l'italia funge da modello di laboratorio politico per il resto del mondo. chi sarà il prox berlusconi? 25-05-2010 00:50 - sebino
  • Giusta analisi che condivido in tutto e per tutto. Diritti e libertà conquistati a costo della vita da milioni di uomini e donne, e finiti in un attimo nel tritacarne della storia. Della "loro" storia. Ma non per i figli che verranno dobbiamo scendere ancora nelle strade a rimettere in sesto la storia, ma per tutti quei poveri morti che dalla storia ci sussurrano vendetta! 24-05-2010 23:47 - flaner
  • La mia impressione e' che nessuno sia pronto a situazioni troppo "nuove" in Italia. La situazione sembra grave ma la voglia di muoversi non sembra esserci, tuttalpiu'c'e' la voglia di prendersela con Berlusconi. 24-05-2010 23:26 - marco
  • Lo smarrimento, la paura e l'incertezza sono inevitabilmente molto forti. La "sinistra riformista" - italiana ed europea - ne è l'emblema. Ricordiamo il "progetto" del PD, becchino del socialismo italiano all'insegna del mercato, ma proprio sull'orlo della funestissima crisi! Ricordiamo Tony Blair, idolo dei riformisti con qualche spicciolo a fruttare nella City (o, peggio, anche senza un euro in tasca) e tanto, tanto innamorati della democrazia da esportare con le bombe! Ricordiamo il bellafichismo opportunista di Ségolène Royal, senza il becco di un'idea, ma molto sorridente e charmante! Ricordiamoci dell'opportunismo mentecatto dei tanti, troppi diliberti italici, chini a fare il merletto al proprio ombelico giuridico. E poi non dimentichiamoci degli Schroeder, bellimbusti della socialdemocrazia europea, passati in fretta dala politica al servizio, finalmente esplicito, del gas russo. Ricodiamocene, per favore, quando anche le ferie, l'assistenza medica, la scuola pubblica (quel poco che ne sarà rimasto) saranno considerati come spese "extra" sulle quali operare gagliardamente secondo "improvvise" esigenze di bilancio. È accaduto, accadrà, sta già accadendo.
    Però stavolta - grazie a San Gossip e alla Beata vergine TV - tutti sanno bene dove abitano, i nuovi e vecchi forchettoni col colletto bianco. Sanno dove vanno in vacanza. Sanno dove vanno a scuola i loro figli e dove pascolano le loro vacche (sempre che non se le portino a casa nel tempo libero). Che stiano in guardia: non potranno nascondersi e negare le proprie responsabilità per sempre. Hanno dalla loro la forza (come al solito), la polizia (non si sa fino a quando), il carcere e l'intelligence (anche non deviata); altri hanno dalla loro solo il numero. Una sproporzione, si badi, mai esorbitante quanto oggi, ma inferiore a quella di domani. Se il patto sociale va riscritto, va riscritto tutti insieme: vampiri e gente per bene, cannibali e vegetariani. Per amore o per forza. Altrimenti, è già successo, saranno guai per tutti: i tanti e i pochi, i giusti e i cattivi.
    Mi auguro che un barlume di sapienza alberghi ancora nelle testoline bacate che stanno per dar fuoco alla miccia. Prosit! 24-05-2010 23:05 - stefano
  • Credo che la situazione sia un po' più complicata di come questo articolo la spiega e degli altri commenti riportati.
    Che in Italia non esista un sistema realmente liberista lo capisce anche un bambino! Sarebbe come se io volessi dimostrare che il comunismo, almeno come idea, è fallito miseramente portando ad esempio la vecchia Unione Sovietica che alla fine era diventata una specie di caricatura di tale sistema. In Italia, oggi, vige tutto tranne che un sistema strettamente capitalista / liberista; basta vedere quanta parte dell' economia è governata dallo stato (Enel, ENI, Finmeccanica, ecc) e quanta parte dell' economia cosiddetta privata è invece banalmente sovvenzionata (es. la FIAT!) e protetta dallo stato stesso, privatizzata per modo di dire, ecc. ecc. Che il sistema cosidetto capitalista se la passi male in giro x il mondo è oggettivamente innegabile. Detto ciò, non si può nemmeno negare che in Italia ed anche altrove nel mondo occidentale europeo / americano esistano decennali problemi di sostenibilità della spesa pubblica (un mostro che sempre cresce, almeno qui in Italia, a dispetto dei vari governi di destra e di sinistra che si sono succeduti negli anni!), di un reale problema di compatibilità pensionistica con le asfittiche casse dello stato. In effetti ci sono due gigantesche concause, tra le innumerevoli altre, che stanno agendo contro il cosiddetto occidente: 1) L' invecchiamento della popolazione, un fatto eclatante che comporta enormi problemi sanitari, pensionistici, di consumo, ecc ecc.; 2) Un altrettanto enorme spostamento del potere economico verso l' asse Asia- Pacifico. Ignorare questi fatti o illudersi di scamparla è geniunamente ridicolo. Cosa poi fare concretamente per salvare il salvabile è materia di grande discussione mediatica-politica-economica. Ora, l' attuale governo di destra sta cercando di galleggiare, stretto tra l' incudine di una spesa pubblica quasi fuori controllo (causata da: pensioni, sanità, scuola, dipendenti pubblici, ecc.) ed il martello di un sistema finanziario pronto a punire gli anelli (ovvero: i paesi) palesemente deboli della catena economica! Ora, considerate le scarse idee e misure del governo, quali sarebbero quelle dell' opposizione? 1) Il PD: non pervenuto; 2) IdV: pensiamo ad altro, ovvero alla Giustizia (unica voce presente nel vocabolario dipietrista, per altro sgrammaticato ed astruso!); 3) La sinistra-sinistra: "idee", per così dire, ferme a due o tre secoli fa, ovvero un pauperismo d' accatto che ovunque è stato messo in pratica ha comportato miseria, fallimento, impoverimento e degrado economico-sociale. Senza voler arrivare alla teoria di reaganiana memoria dell' "affama la bestia" (intesa come spesa pubblica), alzare le tasse oltre così non è possibile. Resta la strada dei tagli: chi è meglio che paghi in qualche misura (mica poi tanto, fino ad oggi!) la crisi attuale? Il settore privato che bene o male tiene a galla la baracca ed il paese o magari gli innumerevoli e mediamente inutili dipendenti pubblici? E non mi venite a raccontare le favole: gli insegnanti lavorano al massimo 20 ore alla settimana (e si lamentano dei loro miseri stipendi?) mentre i ministeriali e gli altri dipendenti pubblici sono mediamente imboscati e comunque spesso producono solo burocrazia, ovvero una cosa inutile, nella migliore delle ipotesi. Se qualcuno deve pagare il frutto amaro della crisi, questa volta è bene che tocchi ai cosiddetti "dipendenti (a vita!)pubblici" (senza tacere che negli ultimi anni sono stati tra i pochi il cui potere d' acquisto è stato minimamente salvaguardato nei rinnovi cntrattuali)... 24-05-2010 20:59 - Fabio Vivian
  • abbiamo lanciato un'allarme il sottoscritto insieme ad una compagna del sindacato alle strutture della cgil dell'Aquila ma non abbiamo avuto risposta alcuna. Un grido d'allarme è stato mandato al compagno Parlato affinchè si indica una assemblea a Roma per riflettere elanciare una mobilitazione nazionale almeno per resistere. Pare paradossale che alla crisi del pensiero unico del neoliberismo corrisponda la catarsi di quello che rimane della sinistra italiana 24-05-2010 19:18 - alfonso de+amicis
  • Ma si,facciamola finita con lo stato sociale!
    Facciamo morire di fame i deboli e gli infermi!
    Hitler li metteva nei forni crematori e ci faceva polvere per fare il sapone.
    Questo è lo stato dei padroni,mica lo stato degli assistiti.
    Nerone poi, ammazzava tutti quelli che superavano una certa età.
    Una nazione senza imperfezioni.Ma anche i nani e i gobbi,dovremmo sterilizzare.
    Loro creano altri andicappati e sono un pericolo costante alla spesa pubblica.
    Tutti i cittadini al di sotto del metro e 50,dovrebbero essere sterilizzati e resi improduttivi.
    Brunetta per esempio;ora si è sposato,con il tempo mette al mondo altri due o tre Brunetta come lui.
    Questo è un danno per il paese!
    Brunetta,se sei un vero patriota,vatti a sterilizzare!
    Tutti dobbiamo fare la nostra parte per questo paese.
    I sindacati,non chiedono più soldi per gli operai,ma preghiere.
    La sinistra non fa ostruzionismo e neanche mobilita le piazze,per non disturbare il manovratore.I giornali,pubblicano solo quello che gli mandano privati cittadini o stampa estera,proprio per non mettere in pericolo la stabilità di questo governo.Ieri solo per la storia della casa non comprata al Colosseo,ci sarebbero state sommosse e scioperi generali.Invece oggi,dopo che Berlusconi,ci ha assicurato che è solo un caso singolo,ci siamo subbito azzittati.
    Ma si che si vada al taglio totale di ogni ammortizzatore.La macchina di questo stato è forte e vedrete che reggerà.Andate tranquilli.Andate a Little big horn! 24-05-2010 18:56 - mariani maurizio
  • In tutta onestà non provo nessuna pietà per questa massa di coglioni che continuano imperterriti a sostenere questo stato di cose e questi governi che li derubano sempre più velocemente e spudoratamente di diritti conquistati con fatica nel corso di anni da generazioni precedenti che ce li avevano affidati in eredità. E' evidente che vogliono tutto questo.Vedasi Sindrome di Stoccolma. Finiamola con la storia secondo cui sarebbero delle vittime sprovvedute che vengono prese "in giro" da governi cialtroni e in malafede, perchè è una storiella che non funziona più, non sta più in piedi. Oggi ci sono tutti gli strumenti affinchè chiunque, anche il più scemo, ignorante, sprovveduto uomo di questa terra possa rendersi conto di cosa accade e proteggersi di conseguenza. Se non lo fa nonostante tutto questo, pianga se stesso come si dice. E abbia il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte, qualora successivamente risultassero sbagliate. Ti piace il Berlusca con tutta la sua cricca perchè ti ci identifichi, perchè vuoi diventare come lui e nel votarlo dai vita a quel sogno, un pò come quando gratti la tua schedina del gratta&vinci? Sei scemo fino a quel punto? Bene, sei libero di farlo, ma altettanto libero di prendertela in quel posto se le cose vanno male. Queste sono le regole del gioco che vi piace tanto, il liberismo, la legge del mercato, la vita ridotta ad una slot-machine,altro che welfare. Se fossi un leader di sinistra direi : "Io non ci sto a questo gioco. Democraticamente la gente invece lo vuole, non vuole sentire ragioni, lo vuole e basta. Bene, allora io mi ritiro come coalizione dalla politica. Esattamente, non faccio ostruzionismo o opposizione, dico chiaramente che mi estrometto da questa follia. Lascio fare, ma se le cose vanno poi male come è normale che sia, io non avrò avuto nessuna responsabilità nel disastro. E nel periodo post-catastrofe, dovessi essere chiamato a ricostruire sulle macerie, farei la conta di coloro che consapevolmente avevano rifiutato di appoggiarmi come coalizione e ne proibirei lo zompo, mentre appoggerei coloro che nel marasma liberista avevano espressamente e concretamente avversato lo stato delle cose." Solo così si avrebbe davvero una rinascita. In caso contrario sarebbe sempre il solito rimpasto inutile e dannoso. Ma lo so che sto sognando. C'è che chi lo fa votando Berlusca e chi come me scrivendo cazzate e auspicandosi che la gente un giorno sia quello che probabilmente non sarà mai. 24-05-2010 18:55 - jack
  • E' dalla caduta dell'Unione Sovietica e dalla distruzione dell'idea di comunismo che, grazie anche alla aberrazione stalinista e alhereln revisionismo dei partiti comunisti, che la borghesia capitalista sta cercando di rimettere indietro l'orologio della civilta'.
    Mi stupisco solo di quanti anni ci abbia messo. Stiamo precipitando nel buio del secondo medioevo. 24-05-2010 18:27 - murmillus
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