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Arianna Di Genova
Ragazzi, tutti in spiaggia!
Per giustificare l'eventuale ritardo della riapertura delle scuole (la proposta è posticipare alla fine di settembre o ai primi di ottobre), ipotesi alla quale Mariastella Gelmini non si è dimostrata contraria nonostante la levata di scudi della Lega, si sfoderano gli argomenti più eccentrici. Uno per tutti, il meteo. Ai primi di settembre fa ancora troppo caldo e gli studenti non si concentrano bene. In effetti, adesso fa freddo (sebbene sia maggio inoltrato) e il governo si concentra benissimo per andare giù con il machete e spazzare via tutto - welfare e civiltà tout court - con la scusa del risparmio economico. Altra motivazione, il turismo da far rinascere con l'incentivo dei ragazzi a spasso fino a ottobre. E come? Facile, lanciamo noi l'idea: allungando pure le ferie delle famiglie a due mesi tondi tondi, regalando bonus in soldi contanti per le vacanze da spendere in spiaggia, ombrellone e lettino compreso. In controtendenza, infatti, le famiglie italiane (sempre disfattiste rispetto alle proposte positive del Parlamento), si concedono ormai un numero esiguo di giorni a pancia all'aria da qualche parte: hanno accorciato i tempi del relax perché il portafoglio è sgonfio. La scuola chiusa, secondo il governo, li potrebbe aiutare a ritrovare il piacere perduto...
Cadute queste argomentazioni-foglie di fico, la verità viene a galla nitidamente. Una decisione che spetta alle Regioni (è materia loro il calendario scolastico, anche i ponti, purché si rispettino i duecento giorni di didattica, secondo lo stardard europeo) viene centralizzata per svilire un compito pedagogico ed educativo a cui si dà una fiducia pari allo zero. Non importa quando venga decretato l'inizio delle lezioni, ma piuttosto in che condizioni sono messi i docenti per svolgerle quelle stesse lezioni. Niente più compresenze alle elementari per elaborare progetti insieme e seguire alunni in difficoltà, tagli al sostegno, alle mediazioni linguistiche, al tempo pieno e un colpo ferale al diritto di crescita del bambino in un ambiente non umiliato (come è la scuola oggi) e quindi umiliante, tendenzialmente depressivo. Insomma, una erosione di tutto ciò che fonda una società moderna, fluida, accogliente e stimolante. C'è una via di uscita? Essere radicali sul serio e non dibattere falsamente su aperture e post-aperture. Il governo deve dire che non nutre nessun interesse per la formazione pubblica, sospendere la didattica e lasciare spalancate le aule solo per l'ora di religione cattolica, l'unica a godere di una stima che non conosce battute d'arresto. I professori di questa materia sono aumentati (anche lo stipendio è lievitato, alla faccia della crisi) hanno «vinto» il credito formativo e quando la cassa delle scuole piange - è una notizia di ieri - c'è sempre un benefattore pronto a regalare qualche crocifisso da appendere in classe. La carta igienica, invece, la continuano a comprare i genitori.
- 30/05/2010 [123 commenti]
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durante le ore lavorative.
Questa è una problematica sì, davvero seria e importante, che dovrebbe essere usata per contrastare l'azione del governo!
Ma non stiamo a tirar fuori la
baggianata che con quindici giorni di meno di scuola si diventa piu' ignoranti. Via, a scuola ci siamo andati tutti e lo sappiamo benissimo che dal 15
al 30 settembre non si fa mai
nulla (e poi io mi ricordo molti anni in cui le lezioni sono iniziate il 20,23 settembre, quindi la differenza è davvero minima).
E per quanto riguarda i ragazzi delle superiori,che sono indipendenti e autonomi, lasciamoli andare in pace a scuola il 1°Ottobre, che un pò di vacanza in piu' non fa male a nessuno.
Tempo per stressarsi e non fare mai vacanze, purtroppo, una volta che si inizia a lavorare ce n'è per tutta la vita. 26-05-2010 11:41 - Jizzy
La scuola certamente non ce la farà a sistemare tutti i ragazzi in posti buoni e di concetto.
I figli del proletariato,che vadano a impararsi un lavoro.
L'idraulica è una bella materia.
Anche l'edilizia e l'agricoltura.
Signora Germini,faccia che la scuola torni solo al popolo che può pagare e mandare i propri figli a scuola.Perche questa cultura di massa?
Via tornate alle vostre terre.Tornate ai vostri mestieri e lasciate i figli dei ricchi a studiare,con il maestro unico(per loro).
Tremonti,fai bene a tagliare a questi asinacci.Che tornino a lavorare nei campi come i loro nonni.Ci sono tanti pomodori da raccogliere... 26-05-2010 07:55 - maurizio mariani
http://www.nonrubatecilfuturo.it/la-scuola-si-mobilita-per-il-tempo-pieno
Tuttavia restano troppi i docenti e soprattutto i genitori che dormono sonni profondi, anche quanto vengono cancellati diritti essenziali per i loro pargoli, come il sostegno, la compresenza, le supplenze e i fondi per il funzionamento minimo della scuola (pulizie, carta igienica e da fotocopie). Cos'altro deve accadere perché si sveglino? 25-05-2010 22:55 - ale
Ma faccio solo notare che la mia generazione (sono nato nel 1956) è sempre andata a scuola a ottobre, dalle elementari fino al liceo, e i cinquantenni come me non sono più ignoranti dei giovani attuali, anzi.
Poi, indagare sui reali motivi di questa proposta sarebbe tutto un altro discorso; il punto è che la bontà di un sistema educativo non si misura sui giorni di permanenza in aula. 25-05-2010 22:23 - Andrea