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COMMENTO
27/05/2010
  •   |   Andrea Bajani *
    Non è un paese per giovani

    Quelle dell’Istat le chiamano fotografie, e la fotografia di quest’anno è quella di un paese che annega, con l’unica consolazione che in una foto non si può vedere l’acqua crescere di livello. Quando l’acqua comincia a salire, dentro una nave, si cerca di montare su tutto quel che si trova, così ci si arrampica sopra le sedie, sopra i tavoli, si cerca l’uscita. Poi, quando arriva la disperazione si comincia a salire sulle spalle degli altri, spingerli sotto per restare su, pronti a
    difendersi da quelli che a loro volta si vorranno salvare. Ecco: l’Italia di oggi annegando è montata sulle spalle delle nuove generazioni.
    È così che invano cerca di respirare ancora un paio di volte prima di sentirsi l’acqua salire oltre il petto. Loro, quelli che chiamano i giovani ma che in realtà arrivano fino ai trent’anni, se ne stanno fermi in posa dentro la foto, con  involontaria ironia considerati campioni statistici, campioni in realtà soltanto nell’essere i primi a finire con la testa sott’acqua. Li definiscono i Neet (Not in education, employment or training), sono più di 2 milioni, e sono inetti di fatto, persone finite in bonaccia ancor prima di prendere il vento, sospesi in una zona di mezzo tra la fine della formazione e il non inizio della vita lavorativa. Nella fotografia se ne stanno lì, immobili dentro le case dei padri, a testimoniare la fine farsesca del concetto di proletariato: se per i proletari i figli erano l’unica risorsa, ora sono i genitori l’unica risorsa dei figli. I figli se ne stanno lì, in casa fino oltre i trent’anni, aggrappati alle mammelle sfinite di madri che non ne possono più, di sentirli tirare. Gli hanno detto che lo stato è una cosa  anacronistica, passata di moda, che l’unico modo per tutelarsi è rivolgersi a mamma e papà. Così li vedono uscire la mattina e tornare la sera con un pugno di mosche, invitati a formarsi da un paese che al tempo stesso però prende a picconate ogni giorno la scuola, butta tutto alle ortiche, trasforma in carta straccia i diplomi di formazione avvenuta.
    Quello che allarma ancora di più, però, in questa foto di gruppo scattata dall’Istat, è che non sono solo i più giovani, ad annegare. Che i contratti precari sarebbero stati l’anticamera del licenziamento nei momenti di crisi, era una
    macabra ma facile previsione. Che però a perdere il lavoro sarebbero stati anche quelli delle generazioni dei padri, cassintegrati, licenziati o invitati ad andarsene prima del tempo, quello era uno spettro che non si voleva vedere.
    Adesso però li vediamo, ci hanno scattato la foto, e possiamo inserire anche questa dentro l’album di questi gloriosi anni zero. La foto è quella di un paese in cui i giovani sono sott’acqua, e però l’acqua continua a salire, giorno dopo
    giorno di qualche centimetro. E nessuno dice niente, nessuno che alzi la voce, che chieda di riavere quel che gli era dovuto. Perché quando si annega il fiato è prezioso, e ciascuno è impegnato soltanto a salvarsi. Le istruzioni sono chiare: montare sulle spalle di un altro, spingerlo sotto, ogni tanto controllare se dalla bocca dei figli, a mollo poco più sotto esce qualche bolla. E se non esce, non è tempo di piangersi addosso.
    * Scrittore e autore teatrale, il suo ultimo libro è «Domani niente scuola» (Einaudi)


I COMMENTI:
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  • Quando si dice che la nostra Costituzione è la più bella del mondo, si dice una cosa sacrosanta. Ma bisognerebbe anche saper agire coerentemente: quanto è rispettato, alla luce delle legge vigenti, l'aricolo 1 per esempio, On. Bersani? La legge Biagi non ha forse creato precarietà, miseria e disperazione? Possiamo impegnarci per cambiarla? Per offrire una prospettiva meno desolante a tanti Italiani giovani, e meno giovani? On. Bersani: c'è qualcuno laggiù a sinistra? 28-05-2010 00:05 - stefano
  • Ma quali sarebbero poi questi insopportabili privilegi dei padri? Una pensione? Una casa di tre stanze? Avere avuto un lavoro? Io non ci vedo genitori contro figli, questo è quel che vogliono farci vedere coloro che sulla mancanza e tagli di lavoro dignitoso, salari decenti, pensioni sufficienti, servizi efficienti hanno costruito la loro ricchezza e il loro privilegio e costoro stanno in tutte le fasce di età, molto spesso sono i privilegiati di sempre, attraverso le generazioni. Come si opuò essere così ciechi? Tenersi i figli in casa fino a 40 anni perché le case hanno prezzi impossibili e un lavoro oltre i sei mesi non si trova sarebbe un privilegio? L'ho vissuta tutta, l'era dei primi contratti precari di massa, le "collaborazioni" in nero poi cococo, e anche allora si diceva che bisognava rinunciare ai privilegi. Si è rinunciato (non c'era forza per scegliere altro), il precariato è esploso e i compensi del lavoro precario sono scesi, quelli del lavoro fisso non sono aumentati. Provate a vivere, soli, con 1200 euro al mese, uno stipendio che pure per un precario è un lusso, poi spiegatemi come si fa a pagare la casa, il dentista, l'assicurazione della macchina e magari una settimana di ferie... questi sono i "privilegi" di sotto accusa, e che ormai i salariati non hanno più, come i precari, tranne le solite fasce di privilegio, o gli imbucati e evasori... La miseria davvero fa diventare strabici!!! Bamboccioni ce lo dice un fiscalista e quelli che gli vanno appresso e noi li stiamo anche a sentire??? 27-05-2010 23:30 - Livia
  • Capisco la delusione, l'incazzatura e tutto quello che non va in questa Italia, europa, Occidente però, per dirla con un noto politico "d'opposizione" che c'azzecca l'associazione ebrei-talebani (palese ossimoro) al termine del commento di tal Mariani Maurizio?
    E ancora qual è il senso della nostalgica tirata fricchetton/rocchettara/orientalista del Rick (figlio dei fiori?), ma come, siamo con l'acqua alla gola, la nave affonda e ancora fole soltanto fole... 27-05-2010 20:46 - Michele1789
  • voglio aggiungere una cosa che noto ora: il titolo. a parte che il film è uscito più di due anni fa e quindi ora l'associazione la fanno in pochi, ma il "Non è un paese per vecchi" di Cormac MacCarthy, è un libro dal titolo azzeccato, se lo si legge. ma anche se non lo si legge lo si capisce che di questo passo i giovani non potranno invecchiare e i vecchi rimanere in vita. non è che "tutto s'aggiusta" e "dio vede e provvede", come sperano gli statolatri. 27-05-2010 19:38 - Lpz
  • "...Gli hanno detto che lo stato è una cosa anacronistica, passata di moda, che l’unico modo per tutelarsi è rivolgersi a mamma e papà..."

    passata di moda? ma ci si rende conto di quello che si scrive sugli articoli? si sa cos'è lo stato o ci si affida alla più statolatrica licenza poetica? peccato questa frase perchè quella immediatamente prima, sulla farsa-proletariato, era condivisibile.
    tra l'altro, sono vent'anni, vent'anni e più che stona il ritornello della disoccupazione giovanile. anche questa, vorrei dire, è una farsa. hanno i capelli bianchi, se li hanno, i disoccupati (non conteggiati di certo dall'"istat"). e un'altra farsa sono i diplomi, le lauree, gli attestati, gli stage e gli altri pezzi di carta in un mondo in cui vige il supremo spettacolo della carta! quanta "dignitosa" e "toccante" malinconia nei padri, nelle zie e in tutti i devoti alla giusta carriera professionale dei "propri angeli". 27-05-2010 19:27 - Lpz
  • Giuro che non salirò sulla testa dei miei compagni!
    Anche se mi faranno morire di fame,sarò dignitoso.
    Non possono prendersi anche la dignità.
    Quando si perde quella,si diventa quello che loro vogliono.
    Ma io non mi metterò a piangere e cercherò una stada individuale.
    Affogherò o vincerò con tutta la mia classe!
    Possono distruggere i nostri corpi e farci quello che hanno fatto agli ebrei e ai talebani.
    Ma non possono piegare l'acciaio.Noi siamo fatti di acciaio.
    Dignità o morte.
    Vinceremo! 27-05-2010 18:00 - mariani maurizio
  • Cari compagnim un saluto, dei tre articoli di testata, ho preferito questo perche' effettivamente e' il piu disperato e claustrofobico...mi ritengo un fortunato rispetto ai giovani non perche non sia uno schiavo(ma ribelle) della agghiacciante societa' neoliberista il cui motto per sopravvivere si riassume nelle famose tre parole dell'ordine di comando dell'impero a miliardi di schiavi zombies:PRODUCI,CONSUMA, CREPA...MA Tornando al filo del discorso mi ritengo fortunato perche' provengo da una generazione che a parte le lotte dei movimenti giovanili ha saputo staccarsi da questa alienazione e dittatura che Pasolini chimava "omologazione" e con in tasca i testi sacri dell''epoca: il diario indiano di Ginsberg, il Siddharta di Hesse,l'on the Road di kerouac e finanche il Baghavat-Gita , il sacro libro indiano dei Veda scritto 5000 anni fa,che racconta la storia di un incontro col Dio Krisna...Ebbene si... partivamo soli in gruppo, molti nei famosi Magic Bus Londra-Katmandu verso l'oriente, con la nostra musica ,i Pink Floid, i Beatles, gli stones, Bob Dylan, led Zeppelin con tanti sogni, e speranza per un nuovo mondo possibile, di tutte le categorie sociali, e livelli di cultura...fu una grande fuga epica ,verso un nuovo modello di vita ,nuove culture ,nuove religioni, verso l'oriente..chi scrive fu uno di questi moderni Ulisse alla ricera alternativa...e per un po , per circa cinque anni rimasi in Oriente visitando paesi meravigliosi... come Iran ,Afgahnistan ,Pakistan India, Birmania, Indonesia(15.0000 isole!!!!) e finanche Australia...molti di noi non tornarono mai piu, molti morirono purtroppo di malattie ed anche di overdose...Una epica storie che purtroppo la cultura clerico fascista demenziale italiana ha cancellato in fretta anche a sinistra...Fette enormi di queste moltitudini figli del"mondo libero" visitarono le citta' sante della grande affascinante non sostituibile Madre India si legarono alla sua religione, si purificarono nel Gange e vi rimasero per sempre....Almeno abbiamo dentro di noi dei ricordi insostituibili di generazione...se penso a voi poveretti che non avete nemmeno piu questo.. se non le polverose periferie squallide dell'impero YANQUI- EUROPEO, in mezzo a ronde di bravi e buoni italo padani, picchiatori pelati fascisti,solitudine tanta coca tagliata e crack, droghe della paranoia e della asocialita', che inondano le periferie di questo squallidissimo e putrido impero per riempire le tasche dei mafiosi narcos che stanno alla cupola del potere finanziario economico....Il telecomando in mano come una siringa per un tossico all'ultimo stadio a cercare sui sei canali di RAISET del duce P2 demenzialita' e menzogne e la faccia del duce italo- padano.....DICEVA ALLEN GINSBERG, NOSTRO GRANDE SANTONE IN UNA FAMOSA POESIA:
    HO VISTO LE MENTI DELLA MIA GENERAZIONE AFFAMATE,NUDE ISTERICHE!!!
    SALUTI COMUNISTI 27-05-2010 17:48 - rick
  • Bello questo pezzo, mi è piaciuto molto. Da quarantenne niente affatto splendido e precario da 12. Bravo manifesto! 27-05-2010 16:54 - lorenzo
  • Condivido apppieno e con grande amarezza il commeto di Jack.

    L'Italia è un novello Titanic: mentre sta affondando c'è chi continua a ballare e chi cerca di salire per tempo sulle scialuppe di salvataggio.
    Pochi, pochissimi cercano di turare la falla ed evitare il naufragio, a cominciare dalla c.d. "Casta". A tal proposito segnalo l'illuminante editoriale di oggi di G.A. Stella sul sito del Corriere della Sera.
    Toc toc, c'è ancora qualcuno in grado di indignarsi nel nostro sfortunato paese? 27-05-2010 16:51 - raniero
  • Questo è un tema molto delicato. Ma davvero molto,tanto che è davvero difficile parlarne senza rischiare di farlo a sproposito o in malafede. I dati sono chiari e sinceramente mi fanno ribrezzo quei cosiddetti adulti che puntano il ditino contro queste generazioni bruciate accollando loro tutta la responsabilità della loro condizione, spesso irridendoli pure. Come si dice, cornuti e mazziati. La tragica realtà, piuttosto macabra, è che per la prima volta nella storia non solo umana ma anche animale assistiamo ad un cannibalismo sociale da parte di una generazione a danno di quella successiva. Mai era accaduta una cosa del genere. Da che mondo è mondo per i genitori i figli sono la cosa più importante, il loro passaporto per l'eternità. I sacrifici si facevano per loro. Oggi è vero il contrario. Oggi sono i figli che devono sottostare a sacrifici e discrinimazioni impensabili fino a 30 anni fa per permettere ai propri padri di mantenere quei privilegi a cui sono abituati e che non hanno nessuna intenzione di mollare.I padri che per mantenere il proprio tenore di vita e non farsi mancare niente divorano quella dei figli e, non paghi, dopo avergli sottratto l'osso li accusano di essere cazzoni, sfaccendati, bamboccioni e quant'altro. Questi sono i figli di quella generazione che voleva cambiare il mondo. Beh, l'ha cambiato, sì, ma in peggio. E' una generazione che ha giocato sporco come mai nessuna. Allora io dico, a queste generazioni bruciate condannate a spalare le montagne di merda prodotta da quella attualmente egemone : continuate così, non mettetevi a spalare voi merda che non siete voi ad aver prodotto. Fateli venire giù. Fateli annegare. E' il minimo che si possa fare nei confonti di chi vi ha ingannato dalla nascita riempiendovi la testa di cazzate, illusioni spropositate e irrealizzabili, tradendovi nella maniera più atroce e spietata che si possa immaginare, e per di più lo ha fatto consapevolmente. Non credo che meritino pietà. 27-05-2010 14:33 - jack
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