giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
01/06/2010
  •   |   Zvi Schuldiner da Gerusalemme
    Le ragioni di un’azione senza ragioni

    Il premier Benjamin Netanyhau ha dovuto annullare il suo incontro con Obama
    a Washington e rientrare precipitosamente di fronte al montare dell’enorme crisi internazionale creata dalla brutale azione della marina israeliana contro la «Freedom Flottilla» diretta a Gaza.
    L’incendio si estende per il mondo e Israele si ritrova in mezzo a un terribile uragano che forse ha un solo punto positivo: l’impressionante catena delle reazioni internazionali all’azione israeliana serve a gettare un fascio di luce su una realtà oscurata quali l’assedio di Gaza e la miseria imposta a un milione e
    mezzo di palestinesi.
    La ragione di un atto senza ragione sembra essere in definitiva piuttosto
    semplice: il governo israeliano è al fondo un governo di piromani che minaccia costantemente di appiccar fuoco a tutta la regione. La propaganda a buon
    mercato che racconta di un governo d’Israele alla ricerca incessante della pace non può nascondere l’essenza del problema: la politica di Netanyahu e soci è una politica di forza fondata sulla necessità di imporre un accordo che permetta di consolidare l’espansionismo territoriale della destra radicale e dei suoi alleati.
    Pavlovianamente il ministro della difesa Ehud Barak, uno pseudo «social-democratico moderato», e altri agit-prop israeliani già si sono lanciati nel tradizionale vittimismo proprio della propaganda ufficiale: non sono pacifisti, a Gaza non c’è nessuna crisi umanitaria, hanno attaccato i nostri soldati e volevano ammazzarli, sono agenti al servizio dell’Iran, degli Hezbollah, del terrorismo islamico, volevano aprire in realtà un canale per introdurre armi e missili..., noi siamo le vittime!
    Appena tornato Netanyahu si troverà davanti alla peggior crisi affrontata dal suo governo che dovrà rispondere a quello che tutto il mondo vuole sapere: perché si è scelto l’attacco armato quando in tutta evidenza c’erano altre opzioni alternative, anche sul piano militare, che avrebbero permesso di evitare spargimenti di sangue? Si leva già qualche voce, qui in Israele, a chiedere
    una commissione giudiziaria d’inchiesta ma soffocata da altre voci, quelle degli
    agit-prop del governo e del leader della «opposizione»: Tsipi Livni del Kadima ha già offerto i suoi servigi a Netanyahu perché in questa ora difficile dobbiamo stare tutti uniti, dice l’ex-ministro degli esteri nel governo di Olmert che scatenò la criminale guerra contro Gaza nel dicembre 2008.
    Solo la sinistra, i partiti arabi e il Meretz sembrano fare eccezione all’esplosione
    sciovinista d’appoggio ai «nostri ragazzi che hanno dovuto reagire davanti al pericolo per le loro vite».
    La Freedom Flottilla costituiva un problema fin dall’inizio. Non perché servisse
    da copertura di qualche gruppo terrorista, perché fosse al servizio dell’Iran o di Hamas ma perché rimetteva in primo piano la criminale stupidità del governo israeliano che continua nel suo brutale assedio di Gaza, sulla base di argomenti propagandistici che sono oro colato per i razzisti di ogni risma, per l’aria  anti-islamica che spira in occidente, per tutti quelli che amano l’uso della forza e la guerra.
    L’assedio di Gaza è illegale, provoca enorme penuria alla popolazione e non
    può nascondere il fatto che se si vuole davvero la pace bisognerà discuterla anche con Hamas abbandonando una politica mirata ad approfondire le divisioni interne fra i palestinesi.
    Con vari morti turchi, con una violenta reazione diplomatica europea e mondiale
    che include i migliori amici del governo israeliano (Merkel, Sarkozy, Medvedev, fra gli altri), con l’ambasciatore turco richiamato ad Ankara e un serio deterioramento dei rapporti con la Turchia, con il Consiglio di sicurezza convocato d’urgenza, la propaganda menzognera e demagica di Israele non basterà.
    Chissà che questo tragico evento non abbia anche un effetto positivo: il fatto che non si può più continuare a ignorare l’assedio di Gaza. Oggi è diventato ancor più chiaro che la cieca politica di forza del governo israeliano non serve neanche gli interessi di Israele. Più importante ancora che cercare la responsabilità di quel tal sergente o soldato, il sanguinoso attacco dei commandos dimostra che bisogna mettere fine alla brutale politica israeliana e cercare la strada per negoziati di pace seri.

     


I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
  • "Qualunque pace sarà sempre un chinare il capo da parte dei palestinesi che dovranno rinunciare a tornare nelle loro case."Mirko84

    E gli israeliani dovranno rinuciare alle colonie in Cisgiordania (oppure attuare scambi di terre come suggerito nell'Intesa di Ginevra) e sopratutto alla sovranità su Gerusalemme est. l'unica via concreta è il compromesso politico (purtroppo il governo israeliano è fortemente nazionalista e quindi questo compromesso è difficile) e ogni compromesso comporta rinunce da ambo le parti, l'alternativa è un continuo stato di guerra, di tensione, di conflitto e non è sostenibile.
    Poi quando dici che "ancora esiste lo stato ebraico" t'informo che lo stato d'Israele esiste da sessant'anni prima c'era il mandato britannico e prima ancora l'impero ottomano. 02-06-2010 16:45 - paolo1984
  • X Francesco

    Bè gli italiani hanno consegnato il governo del Paese ai razzisti dela Lega (che nulla hanno da invidiare ad Avigdor Lieberman) che in spregio al diritto internazionale mandano i migranti nei campi di prigionia in Libia..quindi dovremmo concludere che i cittadini italiani sono TUTTI razzisti? E' fin troppo facile identificare un popolo con il governo, ma io non ci casco. gli ebrei di roma che sventolvano bandierine israeliane hanno sbagliato poichè Israele non è il loro Paese, loro sono italiani ( quella di Roma è la più antica comunità ebraica d'Europa) e il loro Paese è l'Italia, se vogliono diventare israeliani sono liberi di andarsene, ma finchè restano sono italiani e Israele è uno stato estero, capisco il legame "sentimentale" (per molti di loro israele rappresenta un rifugio contro eventuali persecuzioni, per me purtroppo rappresenta un pretesto per rinnovare l'antico e infame odio contro gli ebrei) che provano, ma resta un paese estero. Hanno sbagliato però pure gli antisionisti quando passando davanti ai negozi del quartiere ebraico hanno gridato "assassini" come se gli ebrei romani e italiani fossero colpevoli per le azioni di uno Stato estero. Non sono colpevoli. I tedeschi di origine turca sono forse colpevoli per la questione curda? Non credo proprio.
    Gli etiopi avrebbero molto più diritto di chiamare noi italiani "assassini" visto che ancora non ci siamo scusati per l'eccidio di Debra Libanos. lo ripeto ancora: la popolazione italiana non ha nessuna superiorità morale nei confronti di quella israeliana.
    comunque ricordo che come tutti anche gli ebrei italiani hanno opinioni diverse su quanto è accaduto, leggetevi lo splendido editoriale di Moni Ovadia su l'Unità di ieri

    http://www.unita.it/news/moni_ovadia/99444/verso_la_catastrofe 02-06-2010 16:13 - paolo1984
  • Eh no caro GGR lettore di Primo Levi. Primo Levi è stato deportato e annichilito in quanto ebreo, mentre altri ebrei perivano nei pogrom allestiti da arabi e palestinesi sotto mandato britannico, mentre il muftì di Gerusalemme aspettava che l'amico adolfo risolvesse la questione ebraica anche per lui... 02-06-2010 15:44 - Paolo
  • Hanno sparato perchè sulla nave erano presenti armi??? Le stesse armi che Bush "vedeva" nascoste tra le pieghe del territorio iracheno o quelle che i macellai della Diaz trovarono nella scuola genovese, guarda un pò, dopo avercele portate personalmente?
    Il suicidio diplomatico di Israele è palese e splendente di luce propria, ci terrei però a sottolineare una cosa in risposta a chi parla della posizione del popolo israeliano: quel popolo (inteso come entità politica, non come "razza", sia chiaro), è lo stesso popolo che ha consegnato il paese a Netanyahu e, soprattutto, ad un esemplare come Avigdor Lieberman, facendo si che quest'ultimo si ritrovasse a occupare una posizione chiave quale è il ministero degli esteri. Questa scelta elettorale oltranzista dimostra che il popolo israeliano è ben lungi dal volere il dialogo con la controparte palestinese mentre gli ebrei in giro per il mondo, a loro volta, non alzano una sola voce in segno di dissenso verso la politica della casa madre. Di fronte ai cortei antisionisti cosa fanno?? Sventolano le bandierine di Israele. Ecco perchè non ci sarà mai pace in Medio Oriente. 02-06-2010 13:27 - Francesco
  • Dopotutto Rick ha ragione . Se non è un'operazione di stampo mafioso questa non vedo quali possano essere.. 02-06-2010 13:25 - thor
  • premier israelita NETANYHAU etairos

    Netanyahau è il premier ISRAELIANO. Gli israeliti sono genericamente le persone di origine ebraica e non sono tutte israeliane.
    Ringrazio Maria Grazia Meriggi per le sue parole nei miei confronti e ricambio la stima. ilsuo post è interessante ed equilibrato. 02-06-2010 13:18 - paolo1984
  • La nascita di Israele in una terra abitata già da altre persone è di per se una violenza inaudita. Qualunque pace sarà sempre un chinare il capo da parte dei palestinesi che dovranno rinunciare a tornare nelle loro case.
    La cosa cmq durerà ancora per poco, oramai i palestinesi sono un pò come gli Indiani d'America, procedono dritti verso l'estinzione. Israele ha l'esercito più potente al mondo e i servizi segreti più spietati. Senza considerare che sono culturalmente chiusi. Non è un caso che tutti i popoli che risalgono alla prima età del ferro (inizio I millenio a.C.) siano estinti (Assiri, Fenici, Etruschi ecc.) insieme a molti altri successivi mentre ancora esiste lo stato ebraico, il quale non vive su un'isola (per cui il conservativismo sarebbe comprensibile) ma sparso per il mondo!!! Se io vado in Germania almeno i miei pronipoti saranno tedeschi. Il governo Israeliano è eletto dal Popolo Israeliano e lo stato d'Israele (o stato ebraico, giusto per far capire il fondamentalismo religioso cosa è) è profumatamente sovvenzionato dall'estero; tutti volgiono la fine della Palestina (compresi i paesi arabi confinanti). Sul reazionario Obama (gia autore di un colpo di stato in Honduras, costruttore dei campi FEMA, i nostri CPT ecc ecc) cosa c'è ancora da dire? E un fascista come il suo predecessore. 02-06-2010 12:57 - Mirko84
  • risposta alla lettera aperta di Gabriele Levy * Da un lettore di Primo Levi *
    E' necessario premettere che la mia profonda condanna della "politica estera" dello stato di Israele non è mai ne assolutamente antisemitismo : quel che condanno è l'aggressione preventiva e continua - per la pressione interna sotto cui vivono costantemente i suoi cittadini - che è la stessa linea dettata da Bush dopo l'11 settembre - ed è come abbiamo scoperto funzionale ad una economia di guerra, al contro sociale. Bush amico di Sharon e Nethanyau, di Putin del piccolo Berlusconi. Trovo profondamente sbagliato difendere un commando armato di truppe scelte che si cala sulla nave con gli elicotteri come "teste di cuoio" : ma questo non era settembre nero * e i "Pacifisti" come li definisce lei signor Levy non per forza devono sempre lasciarsi mangiare dai leoni, o non reagire mai alle forze armate : con sedie e bastoni contro fucili mitragliatori....Il messaggio è chiaro : NON PROVATE A FORZARE IL BLOCCO per qualsiasi ragione - anche DIPLOMATICA - perchè vi AMMAZZIAMO. Altro che Scajola e la repressione al G8...bella prova di volontà per curare una delle più profonde ferite aperte del nostro tempo. Ci sono molti modi per fare le cose - e vi prego di credermi la minaccia delle armi non è mai la soluzione - Avtrebbero potuto bloccare le navi e iniziare un negoziato : NEGOZIARE per iniziare a cambiare - NON LE TESTE DI CUOIO. Per questo non posso giustificare la violenta cecità dell'attuale governo di Israele. Per questo condanno con aberrazione le morti di Gaza. Piombo fuso e tutta la merda chimica che hanno buttato su gente che si, vive nella tragedia continua di una prigione a cielo aperto. E in una prigione si sa, si diventa anche violenti.
    Allora penso a Rabin, e soprattutto a primo Levi, che era sopravvissuto ad un mondo di bestie e non riusciva più a vivere. Penso che lui avrebbe qualcosa da dire al governo di Israele. Penso che oggi Primo Levi sia un Palestinese. E spero che quel che è successo ieri sia sufficente a far cambiare rotta nella risoluzione di un conflitto così saturo di morte e paura, che altrimenti rischia di non avere fine. Non è il momento di fare "moviole su immagini sgranate" - oggi parlano i morti. 02-06-2010 12:16 - GGR
  • la <<Libera Flottiglia>> e' stata vittima dell'arrembaggio di truppe d'assalto israeliane con una azione da pirati dei CARAIBI uccidendo senza pieta' 10pacifisti e ferendone 25 .Il perche' di questo massacro di persone inermi lo si deve ricercare nella politica del premier israelita NETANYHAU il quale e' per la linea dura contro i palestinesi.VERECONDIA,DISONORE OBBROBRIO , sono i sentimenti che hanno espresso i cittadini di tutti i paesi civili, del nostro pianeta. ISRAELE non ha ancora capito che dopo anni di ostilita', per stare in pace e progredire bisogna far tacere le armi e sviluppare un proficuo dialogo con il mondo arabo in primis il popolo palestinese. Ma chi puo' condannare la flotta Freedom che voleva semplicemente portare aiuto umanitario con del cibo, medicinali e altro ad un popolo, quello palestinese della Striscia di GAZA, sotto EMBARGO ECONOMICO CHE SI TRADUCE NELLA MISERIA PIU' NERA. SAREBBE COME STARE IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO,E COME CONSEGUENZA ;MORIRE POCO A POCO. Ipacifisti della Freedom Flottilla volevano salvare delle vite umane. TUTTO QUESTO E' UNA COLPA GRAVE??. In quanto al sig,RICK e' sempre piu' confuso sui fatti italiani e mondiali.Per spiegare il suo pensiero a tutti noi dovrebbe dissertare meglio le sue motivazioni che a ben analizzare dicono anche delle verita' ma fuori dal contesto socio politico degli argomenti del sig. Rick. Esprimersi con dovizia di argomenti presi uno ad uno e fare dissertazione approfondendo l'argomento. 02-06-2010 11:31 - etairos
  • A me pare che la preoccupazione di noi tutti, della sinistra europea innanzitutto dovrebbe essere non tanto di capire come si sia arrivati a questo ma di tornare a poter progettare quello da cui si era partiti prima dell'assassinio di Rabin, ormai manca qualche mese a 15 anni fa. La speranza di due stati divisi da una frontiera "leggera" tendenzialmente federati in cui le risorse tecnologiche e intellettuali di Israele creassero anche le condizioni per uno sviluppo dei palestinesi fuori dai campi, ma anche dalla fissazione identitaria sullo "stato artificiale"(che impone che qualcuno si decida a precisare quale stato non lo è). Ciò avrebbe anche contribuito a rafforzare lo statuto degli israeliani di origine palestinese. Era il progetto, il sogno di una sinistra israeliana allora diffusa, condivisi anche da tanti europei e al quale non pochi ebrei europei hanno dedicato risorse ed energie. Un grande storico israeliano che non cito perché questa dichiarazione l'ha fatta oralmente disse una volta che era una tragica illusione dire che il terrore e il delitto non pagano e infatti l'assassinio di Rabin aveva messo in moto un processo in cui sono enormi le responsabilità del governo d'Israele, ma in cui sono presenti anche delle responsabilità della dirigenza palestinese. La sua diaspora, dotata di dirigenti spesso intelligenti ed equilibrati, appare sempre più impotente nella relazione con i gruppi dirigenti interni mentre il ruolo delle classi dirigenti di molti paesi arabi è stata ben poco interessata al venir meno di quell'agenzia ideologica e identitaria costituita dal "popolo senza stato". Le relazioni di classe, di ceto, i rapporti di potere economici da una parte e dall'altra sono assorbiti da questa continua infezione nazionalistica.I cui effetti in Italia non sono così evidenti come in Francia o in Belgio.
    Ancora una volta il crollo delle organizzazioni comuniste del loro orizzonte si rivela disastroso per tutti.
    E' uno sfogo, questo, non una proposta oppure una proposta di riflessione ai dirigenti della nostra sinistra che purtroppo vivono un momento di lucidità appena superiore a quello della leadership israeliana (ovvero: per fortuna da noi nessuno si trova in situazioni così tragiche).
    Sul Secolo XIX di ieri 1 giugno, David Bidussa ha pubblicato un fondo sul "blitz" che meglio di me esprime la percezione di questa tragica impasse.
    Invece: ancora una volta paolo1984 dimostra che non è vero che ai giovani non importa di ereditare e sviluppare il nostro patrimonio politico. 02-06-2010 11:07 - Maria Grazia+Meriggi
I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI