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Zvi Schuldiner da Gerusalemme
Le ragioni di un’azione senza ragioni
Il premier Benjamin Netanyhau ha dovuto annullare il suo incontro con Obama
a Washington e rientrare precipitosamente di fronte al montare dell’enorme crisi internazionale creata dalla brutale azione della marina israeliana contro la «Freedom Flottilla» diretta a Gaza.
L’incendio si estende per il mondo e Israele si ritrova in mezzo a un terribile uragano che forse ha un solo punto positivo: l’impressionante catena delle reazioni internazionali all’azione israeliana serve a gettare un fascio di luce su una realtà oscurata quali l’assedio di Gaza e la miseria imposta a un milione e
mezzo di palestinesi.
La ragione di un atto senza ragione sembra essere in definitiva piuttosto
semplice: il governo israeliano è al fondo un governo di piromani che minaccia costantemente di appiccar fuoco a tutta la regione. La propaganda a buon
mercato che racconta di un governo d’Israele alla ricerca incessante della pace non può nascondere l’essenza del problema: la politica di Netanyahu e soci è una politica di forza fondata sulla necessità di imporre un accordo che permetta di consolidare l’espansionismo territoriale della destra radicale e dei suoi alleati.
Pavlovianamente il ministro della difesa Ehud Barak, uno pseudo «social-democratico moderato», e altri agit-prop israeliani già si sono lanciati nel tradizionale vittimismo proprio della propaganda ufficiale: non sono pacifisti, a Gaza non c’è nessuna crisi umanitaria, hanno attaccato i nostri soldati e volevano ammazzarli, sono agenti al servizio dell’Iran, degli Hezbollah, del terrorismo islamico, volevano aprire in realtà un canale per introdurre armi e missili..., noi siamo le vittime!
Appena tornato Netanyahu si troverà davanti alla peggior crisi affrontata dal suo governo che dovrà rispondere a quello che tutto il mondo vuole sapere: perché si è scelto l’attacco armato quando in tutta evidenza c’erano altre opzioni alternative, anche sul piano militare, che avrebbero permesso di evitare spargimenti di sangue? Si leva già qualche voce, qui in Israele, a chiedere
una commissione giudiziaria d’inchiesta ma soffocata da altre voci, quelle degli
agit-prop del governo e del leader della «opposizione»: Tsipi Livni del Kadima ha già offerto i suoi servigi a Netanyahu perché in questa ora difficile dobbiamo stare tutti uniti, dice l’ex-ministro degli esteri nel governo di Olmert che scatenò la criminale guerra contro Gaza nel dicembre 2008.
Solo la sinistra, i partiti arabi e il Meretz sembrano fare eccezione all’esplosione
sciovinista d’appoggio ai «nostri ragazzi che hanno dovuto reagire davanti al pericolo per le loro vite».
La Freedom Flottilla costituiva un problema fin dall’inizio. Non perché servisse
da copertura di qualche gruppo terrorista, perché fosse al servizio dell’Iran o di Hamas ma perché rimetteva in primo piano la criminale stupidità del governo israeliano che continua nel suo brutale assedio di Gaza, sulla base di argomenti propagandistici che sono oro colato per i razzisti di ogni risma, per l’aria anti-islamica che spira in occidente, per tutti quelli che amano l’uso della forza e la guerra.
L’assedio di Gaza è illegale, provoca enorme penuria alla popolazione e non
può nascondere il fatto che se si vuole davvero la pace bisognerà discuterla anche con Hamas abbandonando una politica mirata ad approfondire le divisioni interne fra i palestinesi.
Con vari morti turchi, con una violenta reazione diplomatica europea e mondiale
che include i migliori amici del governo israeliano (Merkel, Sarkozy, Medvedev, fra gli altri), con l’ambasciatore turco richiamato ad Ankara e un serio deterioramento dei rapporti con la Turchia, con il Consiglio di sicurezza convocato d’urgenza, la propaganda menzognera e demagica di Israele non basterà.
Chissà che questo tragico evento non abbia anche un effetto positivo: il fatto che non si può più continuare a ignorare l’assedio di Gaza. Oggi è diventato ancor più chiaro che la cieca politica di forza del governo israeliano non serve neanche gli interessi di Israele. Più importante ancora che cercare la responsabilità di quel tal sergente o soldato, il sanguinoso attacco dei commandos dimostra che bisogna mettere fine alla brutale politica israeliana e cercare la strada per negoziati di pace seri.
- 30/06/2010 [23 commenti]
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Il mondo sara Nazista o se no sara Sionista. Vi ricordate di questo motto? Non è posibbile che un popolo che abbia subito la shoah possa far sufrire un altro popolo.......sono molto deluso che la comunità internazionale sia ricattata da questi sionisti che non si meritano altro che un nuovo olocausto senza pieta perchè veramente siamo stufi della loro carneficia ai danni di un popolo indifeso come quello palestino. Si adesso direte che sono anti sionista....ebbene si! Lo sono solo perchè loro stessi sono diventati nazisti nei confronti del popolo palestino. Lunga vita alla liberta, alla giustizia e morte a tutti coloro che si macchiano di sangue. 01-06-2010 21:34 - arando pavageau
Meglio sarebbe,che se ne stiano zitti e dicano di essere passati al nazzismo e che invece di difendersi attaccano.
Dicano che gli occorre la terra dei palestinesi e che devono espandere il loro impero.
Che come i tedeschi di Hitler e i fascisti di Mussolini,hanno bisogno di un posto al sole!
Ci avrebbero fatto sempre schifo,ma li avremmo capiti!
Ieri furono loro le vittime e oggi vogliono fare la parte dei carnefici.
Bene!
Azi male,ma vada così...
Il mondo è pazzo e anche gli ebrei vogliono scannare qualcuno.
Fino a ieri erano i scannati e ancora oggi ci fermiamo quando la sirena ci ricorda i loro morti.Vuol dire che da oggi ci le sirene le suoneranno i palestinesi e noi ci fermeremo per ricordare i loro morti.
Io non mi scandalizzo!
Anche noi cristiani,ne abbiamo scannata di gente.
Che i figli di Davide e di Salomone,vogliono passare al torto,che ci vadano.
Oggi è il loro momento di successo!
Ma non andrà sempre così...! 01-06-2010 19:48 - mariani maurizio
http://www.bivouac-id.com/2009/12/06/attention-photos-insoutenables-gaza-affamee/
http://www.paltoday.ps/arabic/News-64161.html 01-06-2010 18:08 - Imanuel Baharier
L’imperialismo. Contro i revisionismi.
L’imperialismo o capitalismo dei monopoli lo chiamiamo finanziarizzazione è la fase putrescente del capitalismo, la senescenza del capitalismo i paesi imperialisti campano di una rendita imperialista alle spalle del resto del mondo, marginalizzando economie.Il capitalismo della libera concorrenza si trasforma nel suo opposto ma la pre-condizione è nel feroce darwinismo sociale che si trasforma in dispotismo di una classe nello stato, la borghesia.Lo stato borghese è un comitato d’affari e causa la rovina del proletariato spingendo tra le fila dei poveri la classe media che con il welfare rinunciava alla rivoluzione, avendo nella repressione vittime come Stefano Cucchi.La repressione e l’altra faccia dell’annullamento psichico di milioni di persone. Il capitalismo che vive grazie al mercato mondiale ha un ideologia precisa che nasconde i rapporti reali, economico sociali. Il capitalismo per ciò da cui parte, per sua premessa vuole il dominio distrugge la concorrenza, assoggettando popoli e culture. La lotta di classe mondiale viene con il terrorismo della borghesia ad arruolare con idee vecchie travestite di nuovo le giovani forze intellettuali, mode borghesi minano le teorie vere che la pratica di milioni di comunisti confermano, altre teorie servono per sviare dal problema del lavoro sfruttato e dalla natura di classe della società in tutti i suoi rapporti, siamo di fronte al nuovo opportunismo ed al revisionismo che alla borghesia sembra estremismo, mi riferisco alla mercificazione delle idee del sessantotto ed all’incapacità delle sinistre di avere un progetto per prendere il potere, archiviata da Stalin l’estinzione dello stato con l’accusa di dogmatismo, il comunismo invece deve disarticolare lo stato di classe e sostituirlo con un'altra macchina per la partecipazione delle masse.Lo stato in una certa fase serve ancora al proletariato-Abbiamo un sogno nel cuore Berlusconi a San Vittore-.Bisogna procedere con due mezzi:1)Nazionalizzare le banche o accorparle in una banca centrale controllata dallo stato, se hai un euro o un milione, non perdi nulla comuncque.2)Eliminare il segreto bancario ed il segreto commerciale, lo stato deve essere esattore.Continuando...La fase del capitalismo finanziario è l’imperialismo.La concorrenza per direzione e concentrazione di capitali, per controllo di rami diversi dell’industria diventa monopolio in diverse sfere dell’economia, determinando i prezzi detenendo il controllo monopolistico della tecnica e dei tecnici attuando la divisione del lavoro mondiale; interi paesi, cosiddette democrazie vengono assoggettate dalla finanza che mette i suoi uomini, manda agronomi, e tecnici per controllare e rapinare paesi e popoli.Le grandi società per azioni sono con la scomparsa del capitalista individuale sono guidate da un pugno di uomini che controllano con il 50% ma anche con il 40% società madri, società sorelle e società cugine.Il controllo del credito che il partito della borghesia dà ai capitalisti permette che lo stato banca estrometta i partiti e appoggi come era la DC un partito stato, uomini che sono solo espressione del potere finanziario di alcune potenze imperialistiche, l’aristocrazia finanziaria, sono le banche a seguire le borghesie di alcuni paesi ed a entrare nei consigli di amministrazione dove siedono politici, dove uomini dello stato si assoggettano al potere della grande finanza, il capitalismo finanziario unione del capitale industriale e mercantile, è di poche grandi superpotenze è il G8, con la NATO suo braccio armato a permettere lo strapotere economico.Il capitalismo monopolistico, non vede un unità delle nazioni uno stato unico d’Europa, lega mariana per via delle stellette, questo stato è esente da un unico trust, ma è guidato dalle società per azione giganti. Chi fa leghe per la pace si prepara alla guerra è così è stato da quando è caduto il muro di Berlino.Non esistono più le nomenklature dei partiti gli uomini di governo sono uomini dello stato banca della potenza imperialistica europea, americana, accordo dietro cui ci stanno i trust di multinazionali che studiano popoli e culture per imporgli il modo di vivere occidentale a prezzo della vita, finte democrazie per impedire il socialismo.Non vogliono la guerra civile in casa loro ed esportano le contraddizioni di un capitalismo putrescente che dietro la crisi finanziaria ha manifestato una delle sue endemiche crisi da sovrapproduzione, gettando sul lastrico proletari operai, in altri paesi con il mezzo della guerra, del golpe e del terrorismo l’imperialismo si fa conoscere.La teoria comunista elaborata dai classici del marxismo ha come dato di partenza lo sfruttamento sistematico del lavoro, la produzione del plusvalore-fine a sé stesso- ed il racket borghese per prendere e dividere questo furto all’interno della società. La finanziarizzazione è una fase che il proletariato paga con la delocazione e la perdita del lavoro, allo scopo di spezzare le rivendicazioni della classe, imponendole i costi materiali e morali della crisi, promovendo lo sciovinismo e togliendo al proletariato i suoi capi di fatto cooptati dalla borghesia, vogliono che il sindacato sia corporativo come nell’era fascista, per togliere ogni elemento di collegamento nella società, vogliono la concertazione, sono collusivi usando la flessibilità del lavoro per ricattare i lavoratori perché devono distruggere il potere strategico della classe che ha bisogno di riorganizzarsi anche a partire dalla manovra che si è consumata contro la sinistra che è stata eliminata dalle competizioni politiche e forse non ci potrà tornare più.Dagli anni settanta siamo in questa fase di crisi-la caduta tendenziale dei saggi di profitto-Il capitalismo ed il ruolo dei sindacati nella programmazione economica garantiva il proletariato in una fase che era quella del ruolo nello stato dei sindacati, ciò ha iniziato a cessare con l’abrogazione della scala mobile dei salari. Quelle politiche sono andate a gambe all’aria, bisogna che lo stato in questa fase ridistribuisca il lavoro sociale -lavorare tutti lavorare meno- bisogna procedere in fretta con delle nazionalizzazioni ad iniziare dal conflitto d’interessi di Berlusconi toglierli le televisioni, i suoi alleati del PD non vogliono, servono anche a loro quegli apparati ideologici che veicolano le ideologie che fanno l’asservimento del cittadino. La guerra imperialista e le borghesie che la sostengono ammantano di parole il loro dizionario peace keeping, peace enforcing, peace building, lingua degli schiavi. l’Italia nel mediterraneo è una porta-aerei pronta a colpire Hamas, oggi, ieri erano le stragi di stato il grande impegno politico strategico nella nostra area, vogliono far credere all’ossimoro guerra-umanitaria.Le aree del mondo in cui per sovrapproduzione di capitali si porta la guerra per il proletariato è solo guerra imperialista sostenuta dalle borghesia imperialiste, che hanno le loro sedi ed i loro apparati ideologici di stato, putrescenza di un mondo che al proletariato riserva la miseria e la morte l’inquinamento del globo e le sovrappopolazione. La città imperialista nasce dalla speculazione edilizia dai fondi su cui le banche invitano le borghesie ad investire ed il paesaggio è violentato per questo abbiamo avuto nel messinese e poi in altre zone delle catastrofi.
La Nato
La nato ha sede a Mons a sud ovest di Bruxells è il patto Atlantico. Dei paesi facenti parte di questo patto, le politiche sono vincolate, gli ambasciatori Nato che nessuno conosce di fatto danno le direttive ai governi e non i governi agli ambasciatori.In dodici ore si può convocare un plenum e rimuovere l’ambasciatore Nato che può aver già aderito alle direttive scelte si dice a maggioranza di fatto decise dagli Stati Uniti d’America.Senza dirci nulla può partire una guerra lampo come nel caso della tensione nel golfo della Sirte.I governi non c’entrano con le scelte della Nato che ha una sua struttura un suo esercito indipendente da quello nazionale dei singoli paesi membri.Viviamo una sovranità limitata.Lo scopo di questo era aiutare le borghesie nel caso vincesse in un paese la lotta di classe.Era possibile usare mine atomiche e buttare giù aerei civili, Ustica.C’è sempre stato il segreto sulla stessa attività Nato in materia di antiterrorismo di fatto di terrorismo assoldando persone come gli estremisti neo nazisti e neo fascisti che sono stati co-responsabili delle stragi con i servizi italiani, Maletti –docet- L’arma dei carabinieri logisticamente è a Mons collabora con la Nato.Nessun governo con membri contrari alla politica Nato è approvato è la condizione per cui la sinistra è scomparsa compromettendosi con queste politiche. 01-06-2010 18:03 - anna