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COMMENTO
10/06/2010
  •   |   Norma Rangeri
    Lotteria italiana

    Settantacinque (75) sono i giorni stabiliti per la durata delle intercettazioni, modello classic. Le special possono essere prorogate di settantadue (72) ore, anziché di quarantotto (48), come era in origine, o novantasei (96) come chiedevano alcuni estremisti finiani.
    Le indagini della magistratura saranno una corsa a ostacoli, tanto più alti e insormontabili se si aggiunge che le intercettazioni ambientali saranno consentite per tre (3) giorni, rinnovabili ma sempre per tre e comunque mai potranno essere svolte in luogo privato (nemmeno la vecchia cimice nell’auto).
    A parte la tentazione di giocarseli alla lotteria, questi numeri dicono che alla fine Berlusconi ha vinto la battaglia. Le intercettazioni in nessun caso potranno
    essere pubblicate fino al rinvio a giudizio: per anni le conosceranno tutti gli addetti ai lavori, che potranno gestirle nel retrobottega del potere, ma non la
    pubblica opinione. Al resto pensano le multe milionarie agli editori che avranno una solida ragione per valutare il «prezzo» di quello che va pubblicato o censurato. Il testo è blindato, come al senato così deve passare anche
    alla camera. Il parlamento ridotto a scenografia.
    La grande battaglia del presidente Fini, unico fuoriprogramma a movimentare lo spettacolo, finisce con qualche colpo di cannone sparato a salve. Un  combattimento simulato con il presidente del consiglio che sigla la vittoria «sulle lobby dei magistrati e dei giudici» con un discorso pronunciato all’assemblea degli albergatori. Fini depone le armi e Berlusconi si riprende il megafono della propaganda: «La sovranità non è più nelle mani del popolo ma di alcuni pubblici ministeri che attraverso la Corte Costituzionale si fanno abrogare le leggi», i giudici sono golpisti e ora anche terroristi. Li accusa di armare la mano del popolo contro la Protezione Civile «perché dopo la denuncia di mancato allarme, qualche mente fragile potrebbe arrivare a sparare». Così come il  dissenso aveva mosso quella del lancio della statuetta del Duomo. L’evocazione della violenza dove la persuasione non fa presa.
    Per un paese da vent’anni immerso nel delirante strapotere berlusconiano, ricucire la tela strappata della democrazia costituzionale è sempre più difficile.
    L’informazione e il controllo di legalità sono i due ultimi argini da travolgere per gestire l’anno più difficile della crisi economica, quello che verrà.
    Giornali, scuola, ricerca, cinema, teatro, televisione: gli anelli della trasmissione del sapere, i luoghi della formazione della coscienza pubblica, dei modelli di
    riferimento sociali vanno controllati, puniti, tagliati, cancellati. Persino quel che resta del servizio pubblico (programmi che si contano sulle dita di una mano)
    vanno oscurati. E senza una Rai in grado di agire liberamente (chissà l’effetto sui cittadini vedere a confronto i servizi sociali inglesi, francesi, tedeschi, svedesi con i nostri), non si rompe il finto cielo del Trumanshow.

    Accendete in questi giorni la televisione e vedrete a che punto è arrivata la macelleria culturale italiana.


I COMMENTI:
  • Cara Norma hai fatto una Fotografia perfetta di questo Paese che sembra ancora molto "narcotizzato"e subisce scandali e attacchi al Diritto del lavoro come sicuramente non avrebbe fatto nel passato.Ciao da 61enne pensionato 03-08-2010 10:24 - paolo2008
  • non c'è niente da commentare . Serve, urge, che la sinistra si rimetta in cammino , con forza, volontà e determinata a ostacolare la deriva fascista in atto. 11-06-2010 12:10 - angelo castiglioni
  • @ Max > "grazie alla costruzione di civiltà e di cultura di questi media, i cittadini hanno sviluppato una coscienza democratica per cui ciò che in Italia è normale appare un'inspiegabile barbarie."

    Temo sia vero il contrario: è A CAUSA del fatto che i cittadini tedeschi hanno GIÀ una forte coscienza democratica, che si sono potuti sviluppare mezzi di comunicazione di massa orientati a fornire servizi del genere che dici tu: e NON il contrario. È la domanda che crea l'offerta.

    Insomma: temo che ogni popolo abbia i mezzi di comunicazione che si merita. 11-06-2010 11:55 - Alan Ross
  • Qui in Italia i nostri governanti sanno guardare gli altri paesi soltanto per quanto riguarda i(pochi) aspetti negativi, estrapolandoli dal contesto generale. Esempio: "negli altri paesi si va in pensione più tardi che da noi", oppure "anche negli altri paesi si sta facendo una manovra economica aggiuntiva", non considerando che la qualità della vita, dei servizi, degli stipendi ecc... è anni luce più avanti che da noi, come ci dice il signore che vive in Germania.
    Per quanto riguarda la legge bavaglio e sulle intercettazioni, più che Berlusconi ha vinto la mafia che c'è dietro a lui, come ormai è palesemente emerso dalle ultime indagini sulle stragi Falcone-Borsellino, contatti mafia-servizi deviati, nascita Forza Italia. 11-06-2010 09:20 - Pietro B.
  • La Germania attuale non è certo ciò che è in virtù dell'argine al comunismo. Semmai è possibile affermare il contrario. La Germania contemporanea, e l'intero Nordeuropa germanico, Islanda compresa, è ciò che è proprio in quanto non si è fatta troppo ingannare da ciò che il socialismo ha mostrato di sé, ma ne ha ascoltato l'intenzione più profonda e autentica: la democrazia. Ciò che Lei, giustamente, chiama frontiera e barriera è stata la linea di contatto tragica con un paese -- l'identico, lo stesso irriconoscibile e irriducibile, l'altro da noi, alienato -- che non certo per motivi propagandistici si chiamava Repubblica Democratica Tedesca. Quella era la sua intenzione e la sua vocazione -- tradita, negletta, rigettata.
    Anche solo rimanendo al tema della televisione e dei media (che però è cruciale), conosco piuttosto bene la realtà dell'Inghilterra e della Francia (per rimanere in Europa): sono realtà imparagonabili a quella tedesca. Qui non si tratta solo del decoro, della decenza, dei tratti da terzo mondo, che invece esistono forse solo in Italia, bensì della responsabilità e del ruolo di strumento di formazione permanente (politica, civile, culturale) che i mass media (e la televisione in particolare) assumono nella loro funzione pubblica. 11-06-2010 08:13 - Max
  • Alla fine tutte le obiezioni di Gianfranco Fini non sono servite a niente, come pure le proteste dell'opposizione. La legge anti-intercettazioni è passata con il voto blindato del parlamento quasi esattamente come la voleva Berlusconi con buona pace della senatrice PD Angela Finocchiaro. Intanto il premier da vero trionfatore continua a scagliarsi violentemente contro la magistratura e la Costituzione. Nel frattempo con la scusa della crisi economica sono stati effettuati dei tagli spaventosi sul fronte della cultura e della ricerca scientifica. Di fronte a tutto questo nella sinistra prosegue la solita guerra fratricida, ed infuriano le polemiche intellettuali. Dopo il prof. Alessandro Dal Lago che se l'è presa con lo scrittore Roberto Saviano scatenando una polemica interminabile, è arrivato il noto critico cinematografico Goffredo Fofi il quale si è scagliato contro il film " La nostra vita " di Daniele Luchetti, contro lo scrittore Andrea Cammilleri e la serie televisiva del commissario Montalbano, e soprattutto e contro gli sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia dicendo che fanno del cinema immorale per un paese amorale, che sono interessati solo al denaro, che lavorano solo per piacere al pubblico, che sono dei cinici e dovrebbero vergognarsi di esistere. Ma scusate, Stefano Rulli e Sandro Petraglia non sono forse gli sceneggiatori della maggior parte delle puntate ( 5 su 9 ) della serie televisiva " La Piovra " andata in onda su RAI 1 dal 1984 al 1998 ? E non è stato forse lo stesso Silvio Berlusconi a dire che bisognerebbe metterli al muro perchè con quel lavoro hanno dato una pessima immagine dell'Italia all'estero? E non è forse vero che lo stesso giudizio è stato espresso dal Cavaliere nei confronti del film " Gomorra " tratto dal libro di Roberto Saviano ? E adesso questi autori si pigliano le bastonate anche da sinistra ? Ma che cosa hanno in testa Goffredo Fofi ed Alessandro Dal Lago, cacca di cammello ? 11-06-2010 07:05 - gianni
  • al Sig.Max
    Concordo con quello che Lei dice della Germania. Un particolare và però sottolineato: quel paese fù la frontiera del mondo occidentale contro il comunismo. E' stata la barriera insuperabile della democrazia europea. A quel paese deve andare la gratitudine di tutti i democratici del ns continente. 10-06-2010 22:40 - giovanni L.
  • Sono un ricercatore e ho la fortuna di vivere in Germania ormai da molti anni; l'Italia vista da qui sembra ciò che (purtroppo) in realtà è: un paese del secondo se non del terzo mondo. Quando Norma Rangeri pensa al confronto tra i servizi sociali dei paesi del Nordeuropa e parla della televisione tocca (con intelligenza) un punto critico. Gli italiani non sanno (e forse non sapranno mai) cos'è davvero la Germania; chi viene qui in vacanza filtra quel poco che riesce a intuire con qualche pregiudizio banale e in genere torna senza aver capito nulla. In Germania basta accendere la televisione (e capire bene la lingua) per rendersi conto del tragico abisso con la barbarie italiana. Ci sono almeno 7 canali pubblici nazionali: ARD, ZDF, ZDF Doku, ZDF Info, 3Sat, Phoenix, Arte il cui livello è non di rado superiore a quello dell'università italiana; a questi si aggiungono una miriade di canali di alta qualità, dedicati prevalentemente alla cultura, che appartengono ai singoli Länder (non parlo poi delle radio: praticamente ogni Land ha una radio pubblica con diversi canali di qualità, di cui uno dedicato esclusivamente alla cultura). Quanto ai canali nazionali: ARD e ZDF sono canali generalisti di qualità inimmaginabile in Italia -- dove anche i semplici telegiornali sembrano letti dagli strilloni di un tempo, più che da giornalisti. I due "sottocanali" Doku e Info sono dedicati alla documentaristica (di ogni genere) e all'informazione. Phoenix, un canale che non ha pari al mondo, è dedicato esclusivamente alla storia (alla cura della memoria storica) e al dibattito storico-politico. Arte è un canale franco-tedesco (ascoltabile anche in francese) con una netta vocazione culturale. 3Sat è un consorzio Austro-Svizzero-Tedesco che fa di tutto (cinema, giornalismo, teatro, musica) con una qualità, anche qui, difficilmente superabile.
    La situazione politica italiana sarebbe qui impensabile per più motivi fondamentali; ma l'attuale deriva antidemocratica, bonapartista, plebiscitaria italiana sarebbe impossibile anche perché, grazie alla costruzione di civiltà e di cultura di questi media, i cittadini hanno sviluppato una coscienza democratica per cui ciò che in Italia è normale appare un'inspiegabile barbarie. Non è un caso che il sentimento medio attuale rispetto all'Italia (anche del cittadino di bassa cultura) è l'incredulità. 10-06-2010 19:39 - Max
  • Eppure se penso all'america latina, con tutto quello che è successo dagli anni settanta in poi, basterà che si tolga di mezzo magari con l'aiuto della provvidenza e si tolga di mezzo anche questa sinistra, che le cose in due tre anni possano ritornare indietro. Se si fanno due calcoli, chi ci governa e chi ci difende - i sindacati, sic!- sono dei gerontocrati e c'è un limite a tutto! 10-06-2010 17:06 - maria francesca
  • Ma se i senatori sono 315 ed a favore hanno votato in 164, e 25 contro con 0 astenuti, vuol mica dire che se il PD fosse stato presente tutto in aula e avesse votato come anche l'IDV il governo sarebbe andato sotto? Vi prego scioglietemi questo dubbio........ 10-06-2010 16:05 - Belli

    la redazione: 164 è più della metà di 315, la legge sarebbe passata anche se avesse votato tutta l'opposizione
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