-
|
Giuseppe Di Lello
Ora disobbedire
Il vecchio adagio italico «fatta la legge, trovato l'inganno» è stato utilizzato a dismisura dalle truppe berlusconiane, agendo soprattutto contro la Costituzione, come dimostra proprio quest'ultima controriforma che, con legge ordinaria, in un sol colpo abroga la libertà di stampa e ogni principio di ragionevolezza e uguaglianza nell'amministrazione della giustizia. Ora è compito nostro andare ad uno scontro vero per ripristinare questi principi costituzionali, con le armi della legalità, forti anche di un consenso trasversale di gran parte degli operatori dell' informazione, della magistratura, delle forze di polizia e anche delle tante carte dei diritti, internazionali ed europee, che nel corso degli anni abbiamo sottoscritto e ratificato. Qualcuno aveva sperato che fossero i postfascisti a salvare la democrazia di questo Paese ma, consumato fino in fondo il bluff dei finiani, dobbiamo assumerci tutta intera la responsabilità di non far passare un simile scempio dei diritti fondamentali violati. Ricorsi alla Corte costituzionale, disobbedienza civile con la pubblicazione di atti che non coinvolgono minimamente persone estranee alle inchieste, lettura nelle aule parlamentari degli atti per la cui diffusione non possono valere le regole capestro dei vari Ghedini, creazione di siti per la pubblicazione dall'estero per i quali valgono le regole della Carta dei diritti dei cittadini dell'Unione europea, manifestazioni di piazza e altro ancora da inventare. Il tutto in una grande unità di intenti, senza problemi di appartenenza o di visibilità personale o partitica, con un solido aggancio ad una più generale lotta per la difesa dei diritti sociali, anch'essi ancorati alla vigente Costituzione: non a caso vi è una contemporaneità di attacco alle condizioni di vita dei cittadini e ai diritti dei lavoratori, come dimostrano la finanziaria, l'attacco alla scuola pubblica e alla cultura, le proposte di revisione dell'art. 41 Cost., di abrogazione dello statuto dei lavoratori o dell'inserimento nella Costituzione di «valori» liberisti come il mercato o la libera concorrenza. Se non si coglie il nesso tra tutte queste lotte, se ognuno andrà in ordine sparso in difesa del proprio particulare, si rischia di essere sconfitti su tutto il fronte. Ci si è troppo cullati con la favola di un potere che avrebbe paura dell'informazione e delle inchieste e che, perciò, le vorrebbe oscurare e indebolire, ma gli eventi di questi ultimi due anni dimostrano proprio il contrario: questa destra non ha paura di nessuno e marcia compatta verso la propria meta, anche perché nessuno a sinistra sembra in grado di farle paura. Dimostriamo di poter farle paura, di saper difendere la Costituzione e i diritti civili e sociali che essa riconosce e garantisce: prima che si concretizzi il secondo ventennio berlusconiano che vorrebbe distruggere quanto di positivo per la democrazia si era costruito dopo il criminale ventennio fascista.
- 30/06/2010 [23 commenti]
- 29/06/2010 [8 commenti]
- 28/06/2010 [15 commenti]
- 27/06/2010 [33 commenti]
- 26/06/2010 [10 commenti]
- 25/06/2010 [9 commenti]
- 24/06/2010 [21 commenti]
- 23/06/2010 [14 commenti]
- 21/06/2010 [20 commenti]
- 21/06/2010 [6 commenti]
- 20/06/2010 [12 commenti]
- 19/06/2010 [25 commenti]
- 18/06/2010 [13 commenti]
- 17/06/2010 [5 commenti]
- 16/06/2010 [33 commenti]
- 15/06/2010 [21 commenti]
- 15/06/2010 [3 commenti]
- 14/06/2010 [3 commenti]
- 12/06/2010 [6 commenti]
- 11/06/2010 [22 commenti]
- 10/06/2010 [10 commenti]
- 09/06/2010 [16 commenti]
- 08/06/2010 [5 commenti]
- 07/06/2010 [10 commenti]
- 06/06/2010 [76 commenti]
- 05/06/2010 [14 commenti]
- 04/06/2010 [49 commenti]
- 03/06/2010 [88 commenti]
- 02/06/2010 [43 commenti]
- 01/06/2010 [26 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Secondo me, invece, è vero proprio il contrario. Non c'è alcun piano preordinato, e Berlusconi opportunisticamente approfitta di tutte le occasioni che gli si offrono (e quando ciò non avviene se le crea, da bravo affarista senza scrupoli e rotto a tutto), per portare avanti una cosa sola: il "progetto" di rimandare 'sine die' l'appuntamento con la Legge. 'Sine die': o quantomeno, fino a quando, per sopraggiunti "limiti di anzianità", la magistratura - pensa il nostro - rinuncerà a mettergli le mani addosso, povero vecchierello.
Perché la penso così? Semplice: perché il "colpo di stato", anche se 'soft', o lo si fa nel giro di sei settimane, oppure NON LO SI FA PIÙ. "Colpi di stato", "putsch", e insomma tutto ciò che miri a "sovvertire" l'assetto istituzionale dello stato allo scopo di impadronirsi del potere, che durino QUINDICI ANNI, non stanno né in cielo né in terra. Non hanno alcun senso.
Cosa si otterrebbe con questo "cambio di paradigma e di categorie mentali" con cui rapportarsi a / confrontarsi con / analizzare l'operato di Berlusconi? Altrettanto semplice: si otterrebbe, una buona volta, di smetterla con le "teorie del complotto", che altro non fanno se non paralizzare l'ingegno e la volontà politica, e di cominciare a considerare Berlusconi per quello che è: non il male assoluto, ma semplicemente un corrotto e astuto opportunista, amorale, estremamente incapace tanto come politico (il che lo rende pericoloso) che come organizzatore di persone, anche in questo caso intento a sollevare l'ennesimo polverone per svicolare dall'incapacità - propria e del proprio governo - di affrontare le questioni "grosse" (ieri Michele Prospero in prima pagina parlava di "flop sensazionale del suo governicchio inconcludente", in particolare sulle questioni economiche).
Vedo già le possibili obiezioni: questa è una visione troppo ottimistica della situazione e corrisponde ad un paradigma troppo "semplicistico", di modo che adottandolo si correrebbero altrettanti rischi: primo fra tutti quello di sottovalutare un pericolo effettivo. Rispondo: può anche darsi. Ma, è forse meglio continuare a farsi pere di "pessimismo cosmico" sul "duce", i complotti di cui egli sarebbe artefice o strumento, e tutto quel che ne deriverebbe: col risultato CERTO di condannarsi all'inazione politica perpetua, in attesa... in attesa di che? Che i grandi "magistri" della nostra parte politica, i forgiatori del "vero pensiero critico ortodosso", gli affilatori degli strumenti della "critica della critica critica", se ne escano con risultati all'altezza della gravità della sfida?
Attenzione, però, perché le armi della critica, a furia di affilarle, si consumano. 11-06-2010 23:08 - Alan Ross
Quando la lotta si fa dura,escono i duri! 11-06-2010 19:23 - maurizio mariani
Come diceva il grande Marx:Se la vostra giustizia è l'ingiustizia, la nostra violenza si chiamerà giustizia!
E' ora di grandi sforzi e di uscire dalle sponde in cui ci hanno inseriti.O continuare a percorrere il sentiero,sempre più stretto e impervio che porta al macello, o rompere i steccati e scalciare come cavalli impazziti, alla ricerca della libertà! Io non sono disposto a entrare al mattatoio, con le mie gambe.Mi ci devono trascinare almeno un paio di loro.Se ognuno di noi facesse così,gli ci vorrebbero almeno il doppio di quanti siamo noi solo per trascinarci.
Non facciamo come le pecore.
Non autoconsegnamoci al boia di turno.Ribbellarsi a volte è giusto e sacrosanto.
Io sono un timorato di Dio e se ve lo dico io che ribbellarsi è giusto,credeteci.
Ho timore più di Dio che di quel mafioso nano.
Anche Gesù ha fustigato i mercanti nel tempio.
Quando ci vuole,ci vuole!
Basta ragazzi è ora di fermare questi masnadieri!
Chi sta zitto e timoroso in casa aspettando che gli altri combattano per lui, è un vile e un traditore,peggio dei nostri carnefici.
Tutti in piedi,è ora di lottare! 11-06-2010 15:54 - maurizio mariani
può retrocedere, vivono nei sentimenti dei giovani,
delle donne migliori, <<non per nulla le più indomite
teste del mondo sono state pronte sempre a cadere per
la libertà>>.(Foglie D’erba di Walt Whitman”Presso le rive dell’ontario”). 11-06-2010 15:30 - Marco dalla Sardegna