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Alessandro Robecchi
Il nervosometro della Lega
Il centro studi de Il manifesto, in collaborazione con il Cern di Ginevra e la scuola Radio Elettra, è lieto di comunicare al mondo la sua più recente e clamorosa invenzione: il Nervosometro della Lega ®. Si tratta di un complesso macchinario in grado di misurare quanto gli girano le balle ai padani, di tradurre il disagio in un grafico, di trasformare il grafico in tabelle, di realizzare quelle tabelle in ghisa, e infine di darle sulla capoccia al Bossi. Il Nervosometro della Lega ® funziona egregiamente, è Calderoli-resistente e viene alimentato con i biogas che promanano dalle dichiarazioni di Cota, Zaia e Castelli. I primi test sono incoraggianti (il dispositivo effettivamente funziona) e al tempo stesso preoccupanti (il Nervosometro della Lega ® registra livelli altissimi). La nomina a ministro di non-si-sa-cosa del signor Brancher ha fatto saltare un paio di valvole, il probabile annullamento delle elezioni regionali in Piemonte danneggerà qualche fusibile, il flop dell'Expo milanese metterà a dura prova i circuiti. Ma secondo i tecnici non c'è rischio: il Nervosometro della Lega ® si è dimostrato fino ad oggi piuttosto resistente. Ha accettato senza batter ciglio episodi di nepotismo clamorosi (il Trota alla regione Lombardia che guadagna ogni mese come 16 operai), favori ai potenti (tutte le leggi ad personam di Silvio) e politiche economiche ipercentraliste (la manovra di Tremonti). Su una scala da 1 a 100, il Nervosometro della Lega ® segna oggi un preoccupante 98. Al resto penserà la morte imminente del federalismo, che potrebbe polverizzare in pochi minuti vent'anni di puttanate celtiche. Insomma, ai padani tra un po' gli salta il tappo, meglio stare pronti: la Calabria non è attrezzata per accogliere milioni di profughi umiliati, imbrogliati e impoveriti dai loro stessi dirigenti. È triste. Ma consideriamo il lato positivo: sarà un piacere vedere il ministro dell'interno Maroni ordinare alla celere il manganellamento dei suoi elettori. Al sud si dice: cornuti e mazziati. E al nord? Al nord si dice: bravi pirla!
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I padani non sono sronzi,prima o poi capiranno quello che c'è da capire!
Capiranno che il loro capo ha si, sistemato i giovani padani,ma solo suo figlio il trota,facendogli portare a casa 13mila euro al mese.
Ma per tutti gli altri padani?
Per le aziende che volevano sgravi e aiuti da un governo che aiuta solo i figli dei capi.Piersilvio ha fatto i milioni con i decoter.Si è comperato una barca che costa come un ospedale.Alla faccia del federalismo e di tutte le chiacchiere fritte che ancora gli escono dalla bocca a questi cialtroni.
Il raduno è stato un vero fallimento e Bossi era contento che vicino a lui c'era il figlio.
Tutti a mugugnare.Ma presto questi mugugni si trasformano in rabbia e violenza.Non vorrei essere uno di loro,per tutto l'oro del mondo.La storia ci insegna che la rabbia padana è terribile! 28-06-2010 16:15 - maurizio mariani