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COMMENTO
30/06/2010
  •   |   Giuseppe Di Lello
    Mafioso senza appello

    Il senatore Marcello Dell’Utri, cofondatore con Berlusconi di Forza Italia, è stato condannato anche in appello per concorso esterno in associazione mafiosa: nudo e crudo, politico più che giudiziario, il fatto è questo e su questo bisogna ragionare in attesa di leggere le motivazioni della sentenza e, ovviamente, ricordando che bisognerà aspettare anche la pronuncia finale della Cassazione.
    Ha retto l’impianto accusatorio delineato dalla sentenza di primo grado, mentre sembra non aver avuto alcuna influenza l’apporto fornito da Spatuzza per i fatti dopo il 1992 (le stragi) per i quali è stata dichiarata la insussistenza. In realtà sembra di capire che si sarebbe potuto andare a sentenza già prima della presentazione in dibattimento del pentito eccellente e che la sua deposizione abbia un po’ complicato le indagini in corso su quei fatti, ma non più di tanto, dato che certo questa sentenza non può cancellarli se le stesse dovessero approdare a risultati penalmente rilevanti: lasciamo a futuri giudici l’ardua sentenza.
    In questo contesto anche la mannaia della prescrizione – vista la riduzione
    della pena a sette anni – diventa un problema secondario, perché il punto non è tanto vedere Dell’Utri in carcere quanto ribadirne il ruolo di cerniera tra la mafia e la politica andata al potere, con Forza Italia poi Pdl: questione politica, più che giudiziaria, appunto.
    Per Berlusconi i fatti privati – aziende, finanza, conflitti d’interesse – sono
    inestricabilmente legati alla gestione di un potere affaristico e palesemente corrotto, inclusi i rapporti intercorsi con personaggi come Dell’Utri, e non a caso sta cercando di risolverli complessivamente con il lungo rosario delle leggi sia a sua protezione che a protezione degli interessi generali di un sistema che ha negli affari, nell’illecito e nelle mafie il suo punto di forza. Gli scudi, i legittimi impedimenti, la vanificazione delle intercettazioni e delle indagini, lo svuotamento del processo penale, l’indebolimento dell’indipendenza dei pm e
    della magistratura, l’azione penale rimessa interamente nelle mani della polizia giudiziaria e, cioè, dell’esecutivo, il bavaglio alla libera stampa, la soppressione dei già affievoliti poteri di contrattazione sindacale, sono tutti funzionali a quel disegno che andrebbe contrastato nella sua interezza se si vuol difendere quel residuo di democrazia che ci è rimasto.
    Cosa pensi questa maggioranza di destra sui legami tra mafia e politica lo si è già visto con la strenua difesa di Cuffaro fino alle sue dimissioni imposte dalla condanna, con la unanime e decennale solidarietà a Dell’Utri, con la conferma di Cosentino a sottosegretario, per citare solo gli episodi più eclatanti. Né valgono gli annunci trionfalistici dei vari Maroni sugli arresti di latitanti o sui sequestri di patrimoni: se nel nostro Paese la forza della mafia fa perno principalmente sui
    rapporti con la politica, sappiamo da che parte stanno le forze della destra e come con queste al governo sarà impossibile sradicare una tale organizzazione
    criminale.
    È a questo intreccio tra poteri criminali e poteri politici che questa ennesima sentenza rinvia con forza ed è su questo intreccio che l’opposizione parlamentare dovrebbe riflettere più attentamente, senza accantonarlo come un fatto accidentale, ma riconoscendo che è un punto di forza del potere della destra, specie nelle regioni meridionali: quindi trarne le conseguenze, ad ogni livello, nazionale e locale.
    Il Pd non può pensare di dialogare in Parlamento sulle riforme all’ombra di questa santa alleanza, quando è chiaro che la destra non è affatto propensa a rinunciare agli «strumenti» dell’illecito ma anzi li vuole rafforzare (vedi Brancher) perché consustanziali al suo potere, né può pensare di governare in Sicilia alleandosi con pezzi di classe politica che fanno riferimento addirittura a Dell’Utri.
    I giudici hanno il compito di tirare le somme attenendosi a quanto la legge prescrive, ciò che la Corte d’appello di Palermo sembra aver fatto, né più, né meno. L’opposizione politica ha il compito tautologico di fare opposizione,  tenendo ben presenti tutti i fatti della tragica realtà del momento, sentenza Dell’Utri compresa.


I COMMENTI:
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  • Rik perdonami se insisto, anche a tuti i lettori, ma ritenendo il Manifesto un giornale molto serio e vicino alle mie idee, mi spiace che venga svilito con informazioni di pura fantasia.

    Voglio far notare, che la famiglia Mancuso, non esiste, tanto meno in Colonbia. Riporto parte del ultimo rapporto ONU della commissione, contro il narco traffico, tanto per mantenere un po' di chiarezza nelle informazioni. Poi con calma Rik ci spieghi chi è questa famiglia Mancuso??? che qui non appare.
    In Colombia sono presenti gli uomini delle cosche Anello, Aquino, Libri, Marando, Mazzaferro, Molè, Mollica, Morabito, Nirta, Paviglianiti, Piromalli, Sergi, Talia, Tolone.

    In Colombia i clan si occupano di acquisto di cocaina con la collaborazione delle Unità di autodifesa della Colombia , frange delle f.a.r.c. e hanno rapporti con il cartello di Cali. La presenza degli emissari della ‘ndrangheta interessati al traffico di cocaina è segnalata anche in Ecuador, Paraguay, Cile , Uruguay e Venezuela. 30-06-2010 20:38 - Norberto
  • Rik, molto probabilmente hai ragione, anzi ne sono sicuro. Ma i rapporti tra N'drine, attenzione Non N' dragheta, con le FARC, sono ampiamente provate. Rapporti milionari di scambio di soldi e cocaina.Se poi la tua cultura incapace alla normale dialettica ti porta a sole offese, possiamo chiudere qui la discussione. Rimane che purtroppo, la cloaca mafasiosa Italiana è legatissima con le FARC.
    Cordiali saluti. 30-06-2010 20:20 - Norberto
  • E' difficile capire come sentenze di condanna che alla gente comune appaiono tremende e da andare a nascondersi, ad una intera classe politica appaiano quasi assolutorie e non tali da provocare dimissioni in massa. Il Presidente del Consiglio si sente a posto pur essendo stati condannate numerose persone a lui vicine per operazioni effettuate quanto meno nel suo interesse, trincerandosi dietro il ritornello che lo si vuol far cadere per via giudiziaria. Ma le sentenze hanno accertato fatti delittuosi e non per colpa dei giudici ma sua e/o dei suoi collaboratori. Come fa a dire che si tratta di persecuzione? 30-06-2010 20:10 - a.chico
  • I NARCOS COLOMBIANI E LA MAFIA CALABRO-PADANA.................Non parlare di cose che non sai
    poveretto ,IL CAPO DEI CAPI DEI PARAMILITARI FASCISTI_NARCOS E 'ANCORA SALVATORE MANCUSO DELLA FAMIGLIA DEI MANCUSO DI MONTERIA E DI VIBO IN CALABRIA..I CALABRO -PADANI SONO ONNIPRESENTI IN ENORMI INVESTIMENTI IMMOBILIARI SULLA COSTA CARIBE DA SANTA MARTA A CARTAGENA A MONTERIA.....LA MAFIA CALABRO PADANA ,I FASCISTI ,I PARACOS, GLI AGENTI DELLA CIA E DEL MOSSAD, GLI SQUARTATORI NARCOS AQUILAS NEGRAS ... SE PRESI DALLA GUERRIGLIA SONO PROCESSATI E FUCILATI!! non parlare come un pappagallo dell'Ammazzonia...quella e' la terra di liberi imprendibili guerriglieri da mezzo secolo....
    VIVA LA LOTTA DI RESISTENZA COLOMBIANA CONTRO IL GOVERNO DELL'IMPERO, I NARCOS ED I CARTELLI..E LA MAFIA CALABRO PADANA...... 30-06-2010 19:05 - rick
  • La cosa peggiore di questa vicenda è che la gente, il popolo italiano, a parte i soliti 4 gatti, pare non si interessi minimamentre. Sembra proprio che sia normale che un condannato per mafia sieda al parlamento. Nessuno si scompone e pochissimi commentano negativamente.
    Ma che paese è questo? 30-06-2010 18:36 - VINC
  • Mauro, Complimenti.

    Vorrei ricordare a Rik, i rapporti delle Farc con n'andrina Calabrase. 30-06-2010 18:24 - Norberto
  • Mi domando una cosa: a cosa servono tre livello di appello praticamente automatici. In caso di nuove prove o in caso di errori di procedura e' chiaro che l'appello sia doveroso. Ma senza questo elementi gli appelli diventano un modo elegante per prendere per il culo la giustizia facendo credere che siano una garanzia di equita'. Io penso che invece servano alla gente con soldi e pempo a disposizione per evitare la galera. Gli appelli facili fanno infatti il paio con le prescrizioni brevi.
    Vorrei inltre dire che gli appelli facili portano a:
    1) creazioni di giudici demotivati e da considerare di secondo ordine in quanto vedono sempre i loro processi rifattti da altri giudici che sono da considerare "piu' bravi" perche in grado di smentire i primi.
    2) allungamento oltremisura dei processi con degrado del concetto di giustizia.
    3) sposporzionati costi della giustizia
    4) impossibilita' di fare molti processi per via dei punti 2 e 3 con ovvii ripercussioni sulla credibilita' della giustizia.
    Credo infine che con questi elementi Berlusconi, ipocritamente, ha buon gioco nel voler "riformare" a suo modo il sistema. La gente si rende conto che non funziona e lui e' l'unico a far credere di avere una soluzione. (naturalmente a lui non interessa ridurre i processi ad un solo livello, sarebbe contro i 'suoi" interessi!! 30-06-2010 18:04 - murmillus
  • SUL LIVELLO DEL DIBATTITO DI FUORI PAGINA....ED I PICCIOTTI DI STATO....
    cari compagni del manifesto, vi invito a rileggere bene su L'ARTICOLO GLI ULTIMI LENINISTI....l'ottimo perfetto commento di Vincenzo sul livello politico degli interventi che voi decidete di far passare....NON SE NE PUO PIU DI LEGGERE NON SOLO INTERVENTI QUALUNQUISTI...NULLI DA CURVA SUD!!! MA ANCHE SPESSO PROVOCATORI OD OFFENSIVI DA FASCITELLI PROFESSIONISTI DELL'INFILTRAZIONE DEL WEB...
    che fa il redattore addetto che decide l'uscita del commento...lascia lavorare i capitani Achab?????....MI E' MOLTO PIACIUTO IL COMMENTO ASCIUTTO DI VINCENZO NON HO PIU NULLA DA AGGIUNGERE....
    A proposito di questa folla italiana qualunquista anticomunista...essi sono gli stessi milioni che accettano in Italia di essere governati dalla mafia ora!!!!MA VI RENDETE CONTO DEI PREGIUDICATI MINISTRI!!!! DELLA TESSERA 1816 DELLA p2 CHE AVEVA IL ducetto di arcore.!!!!!. degli scandali quotidiani,dei ministri pregiudicati!!!.vi rendete conto che all'estero siamo considerati una specie di sottoprodotti vigliaccucci ed opportunisti e mafiosetti, che in silenzio accettano lo spettacolo indecoroso dei PICCIOTTI DI STATO.... DEI PIDUISTI DI STATO DEI FASCISTI DI STATO....In sud America si parla sempre della Colombia come narco stato di cartelli al potere....ebbene li la magistratura indipendente ha colpito senza pìeta i politici mafiosi..finanche il fratello di Uribe!!!!
    alle recenti ELEZIONI PRESIDENZIALI vinte dal boia fascista Santos,capo paramilitare E UOMO CIA/MOSSAD... IL 60 PER CENTO DEI COLOMBIANI NON HA VOTATO PER PROTESTA!!!!i GUERRIGLIERI DELLA FARC-EP E DELL'ELN PROSEGUONO dalle montagne di Colombia e le fitte foreste del sud l'offensiva contro l'impero ed i suoi fantocci colombiani e resistono da 45 anni nel nome del leggendario Comandante "TIROFIJO" MANUEL MARULANDA VELEZ....o del "CURA" PEREZ!!!!Gli italiani non sono nati guerriglieri....PERO'....
    Nel bel paese come diceva Maurizio durante un suo commento..ci dovrebbero essere le barricate di fronte allo spettacolo-balletto dei mafiosi al potere....e gli imperturbabili buoni e bravi
    italo -padani sonnecchiano tranquilli a sentirsi i sermoni di Bruno vespa,della Marcegaglia, Di La Russa di Bondi,di Bossi o....SI VEDONO CON GIOIA ESTATICA il principe ballerino,e Irene Pivetti, Padre Pio,Telenovele demenziali di preti e carabinieri...aspettando il ponte sullo stretto... felici, abbronzati ed orgogliosi di Marcello dell'utri fondatore di Forza Italia..uomo d'onore...ma che volete lo ripeto anche se governasse Riina per la maggioranza dei buoni e bravi.... BASTA SENTIRE SEMPRE ALTO L' ODIO CONTRO I COMUNISTI, I ROSSI...questa e' la ninna nanna di cui hanno bisogno i buoni e bravi italiani!!!!...E' UN DNA PURTROPPO NON SCOMPARIRA' MAI....BASTA CHE LA PARTE VERA QUELLA PROGRESSISTA ,che non ha questo dna.... NON TENGA IN CONSIDERAZIONE TUTTO CIO ED ORGANIZZI LOTTE,PROTESTE, INSUBORDINAZIONE COSTANTE DENUNCE DEL MALAFFARE...STARE NELLE PIAZZE ANCHE SE POCHI NON ARRENDERSI MAI A QUESTA BANDA DI MALAVITOSI AL GOVERNO ED AL PARLAMENTO...CI SONO DEI POPOLI CHE LOTTANO DA DECENNI PER LA LIBERTA' HO DATO UN ESEMPIO PRIMA.....Ci sono tanti politici a comincire da Tonino di Pietro per non nominare un comunista... che sono sempre in piazza a protestare con coraggio...la frastagliatissima sinistra di classe che si organizzi e sia unita!!!......A CARACAS NEL 2002 CI FU UN SANGUINARIO GOLPE FASCISTA E DELL'IMEPERO CONTRO CHAVEZ CHE FU STRONCATO PERCHE MILIONI DI CAMICE ROSSE OCCUPARONO LA CAPITALE IMMEDIATAMENTE.....l'unico modo per battere la mafia e gente inaffondanbile come Berlusconi-Dell'Utri e picciotti E' L'UNITA DELLE MASSE E LA MOBILITAZIONE COSTANTE...COSTANTE...COSTANTE ...SALUTI ANTIFASCISTI ED ANTIMAFIOSI..... 30-06-2010 17:32 - rick
  • Ci stanno rubando il futuro. Queste sante alleanze fra politica e mafia che con il tramite del picciotto Dell'Utri coofondatore assieme a Silvio Berlusconi di forza italia oggi pdl, condiziona la nostra vita pubblica.Con questa opposizione che sembra vivere in un'altra dimensione politica e non ci pensa neppure ad aprire un fronte di lotte che contrastino questo legame tra criminalita' organizzata e politica quella che vorrebbe tutti genuflessi ad adorare il monstre ;un certo Silvio Berliusconi.NON CI RIMANE CHE PIANGERE!!!! 30-06-2010 16:56 - pierre
  • E la cosa ancor più vergognosa è che il Sen. Dell'Utri ha indicato il pluriergastolano Mangano come suo eroe, citando addirittura il romanzo Karamanzov ! Provo vergogna misto ad un grande senso di rabbia. Il nostro paese deve e può essere migliore. Agiamo !
    Rossy 30-06-2010 16:24 - Rossy
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