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Norma Rangeri
La nostra trincea
Come tutti quelli che oggi scendono in piazza, siamo qui contro l'attacco berlusconiano ai giornali, contro una legge che nulla ha a che vedere con la difesa della privacy, contro l'estremo tentativo del presidente del consiglio di togliere ai magistrati un formidabile strumento di indagine verso la corruzione e la criminalità mafiosa. Ma seppure vincessimo alla fine questa sfida, il manifesto è tra quelle testate autonome (né editori, né partiti, né padrini) che rischierebbero di restare senza parole per i tagli alla legge sull'editoria. Un bavaglio definitivo, studiato con cura e nei minimi dettagli dal ministro Tremonti, per togliere di mezzo non le finte cooperative, nemmeno i giornali che ricevono fondi senza averne diritto, ma sparando nel mucchio, misurando l'entità dei contributi con le tirature e non con le vendite effettive. Sarà durissima.
Naturalmente anche per Berlusconi non sarà facile spuntarla. Deve contenere e controllare il malessere di un'opinione pubblica nauseata, compresi molti cittadini che lo hanno votato. Di fronte al tracimare di abusi di potere (caso Brancher), di accertate complicità mafiose (caso Dell'Utri), sente il cerchio stringersi attorno ai suoi uomini e sa che c'è un solo modo per resistere nel bunker di palazzo Chigi: coprire gli scandali, annullare i diritti sociali e diffondere, attraverso il suo minculpop (la televisione), un pervasivo intrattenimento. Ma oggi per continuare nella strategia che gli ha consentito di prendere la guida del paese e di mantenerla, è costretto a spingere al massimo il degrado delle istituzioni, rischiando di spezzare la corda, in un corpo a corpo finale con il paese, in una battaglia che finirà senza prigionieri.
- 31/07/2010 [9 commenti]
- 30/07/2010 [23 commenti]
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Un abbraccio e in bocca al lupo 02-07-2010 13:40 - matteo
E quei pochi festeggieranno il popolo senza terra, senza Dio, senza cultura, senza servizi, ma con poche e certe leggi, quelle che vanno bene ai commensali che fagocitano lo stato!
Resistere per non morire! 02-07-2010 12:53 - Gromyko
Sono pienamente d'accordo sui tagli all'editoria.
Sono un po' meno d'accordo con i magistrati che scendono in piazza e scioperano perche' gli viene diminuito lo stipendio, nella misura del 5 per cento oltre i 95.000 euro. In poche parole chi guadagna 120.000 euro ne perde 1500 . E per questo fermi la macchina della giustizia un giorno? Ma dai !!
Bene ha fatto Mancino a criticarli. 02-07-2010 07:24 - stefano
E ricordiamoci della Palestina!!! 01-07-2010 18:55 - eric