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COMMENTO
01/07/2010
  •   |   Norma Rangeri
    La nostra trincea

    Come tutti quelli che oggi scendono in piazza, siamo qui contro l'attacco berlusconiano ai giornali, contro una legge che nulla ha a che vedere con la difesa della privacy, contro l'estremo tentativo del presidente del consiglio di togliere ai magistrati un formidabile strumento di indagine verso la corruzione e la criminalità mafiosa. Ma seppure vincessimo alla fine questa sfida, il manifesto è tra quelle testate autonome (né editori, né partiti, né padrini) che rischierebbero di restare senza parole per i tagli alla legge sull'editoria. Un bavaglio definitivo, studiato con cura e nei minimi dettagli dal ministro Tremonti, per togliere di mezzo non le finte cooperative, nemmeno i giornali che ricevono fondi senza averne diritto, ma sparando nel mucchio, misurando l'entità dei contributi con le tirature e non con le vendite effettive. Sarà durissima.
    Naturalmente anche per Berlusconi non sarà facile spuntarla. Deve contenere e controllare il malessere di un'opinione pubblica nauseata, compresi molti cittadini che lo hanno votato. Di fronte al tracimare di abusi di potere (caso Brancher), di accertate complicità mafiose (caso Dell'Utri), sente il cerchio stringersi attorno ai suoi uomini e sa che c'è un solo modo per resistere nel bunker di palazzo Chigi: coprire gli scandali, annullare i diritti sociali e diffondere, attraverso il suo minculpop (la televisione), un pervasivo intrattenimento. Ma oggi per continuare nella strategia che gli ha consentito di prendere la guida del paese e di mantenerla, è costretto a spingere al massimo il degrado delle istituzioni, rischiando di spezzare la corda, in un corpo a corpo finale con il paese, in una battaglia che finirà senza prigionieri.


I COMMENTI:
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  • sempre sostenuto (economicamente e moralmente) il Manifesto. D'accorodo con l'editoriale fino a un certo punto: seocndo me il finanziamento pubblico ai giornali e` da eliminare. Suggerisco di cambiare in toto il concetto del gionrale: puntare pricipalmente alla versione on-line, gratutita il giorno stesso, domandare contributi volontari (stile PBS americana) ed immagino pubblicita` al lato (anche se sarebbe meglio di no, ma se necessario...). SI PUO FARE!!! Tale progetto credo sia sostenibile economicamente e , dispiace dirlo , e` l'unica strada per evitare di sparire!!!
    Un abbraccio e in bocca al lupo 02-07-2010 13:40 - matteo
  • E' da un paio d'anni che è iniziata la grande cavalcata, chi ha più "servi" recinterà più terra ed in molti dovranno restarne fuori, compresi parte dei "servi" che serviti a condurre il capetto alla gran abbuffata, si troveranno ospiti ad un governo party in cui la tavola è sì ben imbandita però è piccola, molto piccola, solo per pochi intimi.
    E quei pochi festeggieranno il popolo senza terra, senza Dio, senza cultura, senza servizi, ma con poche e certe leggi, quelle che vanno bene ai commensali che fagocitano lo stato!
    Resistere per non morire! 02-07-2010 12:53 - Gromyko
  • la struttura proprietaria del manifesto è unica nel panorama informativo. informarsi grazie a chi non ha padroni e padrini è, per i cittadini, una grande opportunità. per chi il giornale lo fa costituisce un privilegio assoluto che, certo, può far commettere errori, ma almeno si tratta di errori fatti in proprio. e allora, siate più spregiudicati, osate, andate oltre il quotidiano (chi, come voi, si richiama in qualche modo al comunismo, dovrebbe aver nel DNA uno sguardo sull'avvenirer). sarebbe un bene per voi e per noi. 02-07-2010 10:02 - mario
  • mò che cosa c'entra poi il Fatto? che manco ciuccia soldi pubblici 02-07-2010 08:47 - danilo
  • l'economia comanda il potere politico ,quindi può scegliere più strade ,secondo gli interessi del momento,benessere ,guerre , fame , distruzione ambientali,carestie ,e tutto questo solo per soldi, Gent.ma. direttrice Lei pensa che a qualcuno possa fregare di salvare il suo MANIFESTO ? qui siamo al OGNIUNO PER SE DIO PER TUTTI , e al fatto di non fare prigionieri l'errore viene da lontano e Lei e persona intelligente per non saperlo ,ma perfortuna Lei e giovane e può continuare a lottare per cambiare le cose di questo povero paese dei grilli, con stima ulisse . 02-07-2010 08:16 - ulisse rossi
  • Ottimo veramente questo articolo.
    Sono pienamente d'accordo sui tagli all'editoria.
    Sono un po' meno d'accordo con i magistrati che scendono in piazza e scioperano perche' gli viene diminuito lo stipendio, nella misura del 5 per cento oltre i 95.000 euro. In poche parole chi guadagna 120.000 euro ne perde 1500 . E per questo fermi la macchina della giustizia un giorno? Ma dai !!
    Bene ha fatto Mancino a criticarli. 02-07-2010 07:24 - stefano
  • Questo succede quando il cittadino e' implicato nella crisi del sistema economico capitalistico che idealizza il <<pensiero unico>> e della liberta' di stampa e' l'ultimo dei suoi problemi.Il nostro sistema democratico sta per essere modificato in una democrazia a sovranita' limitata. Non piu' presidenti del consiglio ma un organo monocratico,che tutto puo' per la ragione che ha la maggioranza , quindi non governa ma comanda.Questo lodoalfano, colpisce lo strumento delle intercettazioni telefoniche ,strumento importantissimo per lo svolgimento positivo delle indagini. Quando ci sono in un partito oggi al governo( pdl) esponenti coinvolti nelle indagini, che sono contro la legge: Che cosa si fa per auto-assolversi? si aggiunge degli articoli all' Alfano-lodo che fanno riferimento agli anni che questi ministri o premier non erano ancora eletti alle cariche dello stato.Quindi non sono perseguibile. SE QUESTA E' UNA SOCIETA' CIVILE IN UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA? . Credo che i nostri governanti,abbiano passato ogni limite decente per poter affermare di essere irreprensibile da ogni accusa, di aver partecipato ad abusi di potere,accertamenti di complicita' mafiose. Non si puo', permettere che questi <<signori del potere >> coprano gli scandali che li riguardano,e la gravita' piu' eclatante sono l'annullamento dei diritti sociali. NON SI PUO' PERMETTERLO A QUESTI SIGNORI DELLE LEGGI AD PERSONAM. 01-07-2010 22:00 - pierre
  • perchè, lo stato che eroga fondi cos'è se non un padrino? il compattissimo manifesto forse ha il coraggio di uscire mai una volta dal seminato statalkeynesiano? per ora ancora non si esce da un lotta di corrotti e mafiosi, da un lato, e classe media che difende se stessa, dall'altro. 01-07-2010 21:37 - lpz
  • Vita o morte civile+distruzione totale del territorio: questo e' in palio. 01-07-2010 20:39 - murmillus
  • Ottimo editoriale. Specie quando sottolinea con orgoglio che Il manifesto non ha padroni nè padrini. Invece di altri finti giornali progressisti come il Fatto che hanno padroni milionari e padrini politici molisani.

    E ricordiamoci della Palestina!!! 01-07-2010 18:55 - eric
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