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Alessandro Robecchi
Urge premio per la satira politica
Il programma è semplice: sacrificare i finiani, fare una pernacchia al Quirinale, mandare in galera i giornalisti, zittire la magistratura, fermare le indagini, accontentare Bossi, sconfiggere la crisi, vincere il concorso «miss maglietta bagnata» di Cesenatico, e persino capire cosa dice Quagliariello, che è la cosa più difficile. Mentre lui fa tutte queste cose insieme, i suoi alleati, amici, famigli, camerieri e Cicchitto si agitano per assicurarsi almeno qualcosa di quel che rimarrà dopo il disastro, fosse anche soltanto la comproprietà di Ronaldinho e le cravatte di Galliani. Nel tempo libero fondano correnti politiche il cui programma dice al primo punto: basta con le correnti. Ora, io vi prego di capire il mio dramma: come fare satira su una cosa simile? Come creare un paradosso più potente di questa catastrofe umana e politica di nome Silvio Berlusconi? Mi arrendo, gente: ci vuole uno più bravo, un principe dell’umorismo, un maestro della satira. E dunque gli cedo volentieri la parola. Ecco qui: «a determinazione con cui questo governo ha saputo affrontare la crisi economica e finanziaria e alcune riforme importanti come il federalismo e l’università dimostra che, senza scuse e accuse di complotti, le cose positive sono alla sua portata». Ragazzi, questa sì che è satira politica. La prendo di peso dal fondo del Corriere di ieri. Da collezione. Perché chiedere ancora, nel 2010, «riforme liberali» a un tizio che sta per abbattere la libertà di stampa, o che si vanta dei suoi successi economici mentre un giovane su tre non ha lavoro, è come chiedere a uno squalo di diventare vegetariano di colpo. Su, mangia le alghe, amico! E già che ci sei, fai le riforme.
Delizioso. Urge premio per la satira politica.
- 31/07/2010 [9 commenti]
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di gianni - 06.08.2013 06:08












Non riesce più a girare la testa a sinistra.
Una corrente fredda e noiosa lo ha attaccato per giorni,risultato ora a la testa rigida come quella di Pinocchio.
Con quei capelli verniciati e quella testa rigida,sembra un pupazzo di legno.
Non riesce a fare nulla se non si libera di questa corrente fastidiosa che lo colpisce piano piano.
Una corrente che potrebbe essere più forte,ma non vuole perdere prestigio.
Lo sta fastidiando pian pianino,perche sà, che dato che è vecchio e decrepito,una semplice polmonite potrebbe essere fatale per il suo corpo debilitato.
Come una cameriera assassina che vuole ammazzare il padrone gli apre le fineste alla sera,quando si mette a letto un pò sudaticcio.
Lo ammazzano piano piano, come si ammazza un padrone noioso e ripetitivo,senza lasciare tracce del delitto.
Se lo attaccassero direttamente e lo appendessero al primo palo della luce con il filo spinato,come facevano ai partigiani tanti anni fa,i berlusconiani,pòi non li voterebbero più!
Allora bisogna ammazzarlo piano piano.Piano piano dolce Carlotta!
Berlusconi è ormai un mandarino senza più regno.
Povero Berlusconi.
Guasi fa pena! 05-07-2010 15:19 - maurizio mariani
vedere per creder: Bossi l'uomo che ride sempre, Maroni ovvero Bertoldo, Tremonti cacasenno, poi c'e' l'azzeccagarbugli, e via, venchino siglori, che la vasellina e' pronta, venghino, venghino donne... 05-07-2010 15:01 - murmillus
Continuiamo cosi', Forza manifesto 05-07-2010 14:41 - gaber