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Norma Rangeri
Fiction ministeriali
Dopo diciassette giorni, il ministro del nulla, Aldo Brancher, ex manager del gruppo Fininvest, torna nel branco berlusconiano come uno fabbricato e rottamato dal padrone del governo-azienda. L’annuncio delle dimissioni è stato sceneggiato in un tribunale, nella cornice più adeguata al personaggio, allo stile del Pdl e dei suoi pezzi da novanta presenti (Dell’Utri), passati (Previti), e futuri (chi, dopo Brancher?).
Chiamato, insieme alla moglie, dai giudici di Milano per rispondere dei reati più frequentati dalla sua famiglia politica, ricettazione e appropriazione indebita, il neo-ex ministro colora, come in una scadente fiction d’estate, l’abbandono dell’incarico con improbabili ragioni di generosità disinteressata verso le istituzioni (le stesse usate per cavalcare, un minuto dopo la nomina, il legittimo impedimento). Un degno allievo del gran maestro di palazzo Grazioli. Pensavamo di aver visto il copione peggiore con il caso-Scajola, dobbiamo ammettere di essere stati, ancora una volta, sonoramente smentiti dalla realtà.
Ma le dimissioni evitano solo il boomerang del voto sulla mozione di sfiducia contro il ministro. Sgombrato il campo dalla mina Brancher, ora Berlusconi deve decidere, nella girandola dei vertici che si accavallano tra Arcore e Roma, se usare lo scudo delle intercettazioni per una resa dei conti con il presidente della Camera. Se rischiare la rottura e la crisi della maggioranza, o rinviare la legge e lo scontro, come gli suggeriscono gli uomini di Fini, pronti a ricucire gli strappi più indecenti e a tenersi l’abito logoro se solo il capo si convertisse a un appena accettabile galateo istituzionale. Al prossimo bivio della leadership berlusconiana resta dunque una legge simbolo della sua concezione del potere: il controllo dell’informazione e della funzione giudiziaria, dopo aver azzerato l’autonomia del parlamento.Contro il bavaglio alla carta stampata, la Federazione nazionale della stampa ha proclamato, venerdì 9 luglio, la giornata del silenzio nell’informazione scritta e televisiva.
E’ uno sciopero politico e per questo, pur pagando un costo molto alto, noi del manifesto abbiamo deciso di aderire all’estrema forma di protesta. Convinti di dover partecipare a un fronte di resistenza, sperando (con l’ottimismo della volontà) di portare nella battaglia per la libertà di stampa un’attenzione maggiore ai tagli (oltre che ai bavagli) decisi dal ministro Giulio Tremonti contro il manifesto e altre decine di testate (quotidiane, periodiche, di partito e di libere cooperative di giornalisti) già inserite nella lista di proscrizione.
La nostra quarantennale trincea (aziendale, politica, culturale) è in campo anche per difendere il punto di vista di una cooperativa, di giornalisti e poligrafici, che vive di un’idea di libertà e autonomia lontane dai poteri, compresi quelli editoriali che nella storia del paese hanno sempre navigato bordeggiando palazzi e partiti. Ma proprio per questo chiediamo ai lettori, il nostro unico editore, di sostenerci nella battaglia di David contro Golia.
- 31/07/2010 [9 commenti]
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La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
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Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
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La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
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Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
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Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
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E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
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Le sigle televisive – una carrellata
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Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
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Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
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Egitto: da Tahrir a Otranto
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Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
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La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
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Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Allora io sono di sinistra e penso invece che "sinistra" e "comunismo" sono due cose agli antipodi. Totalmente diverse. La sinistra e' liberta' e democrazia. Proprio quello che non e' il comunismo.
Un sondaggio di Repubblica di oggi dice che "i comunisti" in una elezione futura sarebbero all'1% (unopercento)
Pensi che il 99% delle persone sia stupido? 07-07-2010 16:35 - stefano
Anche l'informazione che, come l'acqua, è un bene primario. Oggi si lotta per non far entrare interessi privati nella gestione dell'acqua. La battaglia per non farli entrare nel mondo dell'informazione era già persa prima che ci si accorgesse di quanto indispensabile fosse.
I giornali borghesi non rinunciano alla pubblicità. Eppure si vogliono indipendenti ed obiettivi.
Ed, a giudicare dalla diffusione, ci riescono pure.
Che bel busillis.
Nell'attesa, io già lo faccio quotidianamente, passa in edicola. Proviamo insieme a farci abbassare le tasse dall'unico quotidiano comunista rimasto.
Saluti; c5 07-07-2010 14:52 - chomsky5
Gli ha detto che non era un vile.Gli ha detto che era un eroe della Fininvest.
Gli ha detto che uomini come lui ce ne vorrebbero a vagoni.Gli ha detto che se fosse Papa lo avrebbe fatto santo.Ha pernacchiato i compagni del Manifesto e il suo vignettista.
Come rideva e come era felice.
Faceva salti di gioia e lo vedevano da basso che a ogni salto arrivava alla finestra.
Hahaha!
Ma pòi il ciccione del Foglio gli ha detto che quello, faceva tutto il suo contrario e che se continuava così,pòi lo avrebbero preso per scemo.
Ci pensa un attimo e subito la smentita.
Non è bello fare quello che ha fatto il ministro! 06-07-2010 21:44 - mariani maurizio
Con "protette" mi sono espresso male e me ne scuso.
Chiedevo, sempre se possibile, di eliminare il codice e di mandare i commenti in tempo reale. Per fare in modo che chi ha commentato dia uno sguardo a quello che ha scritto. Una svista può capitare e le persone responsabili si correggono da sole. Non so se ho reso l'idea.
Comunque, grazie per la risposta.
Saluti, c5 06-07-2010 21:35 - chomsky5
La saluto pregandola di dire a V.Parlato ed alla gloriosa ed indispensabile vecchia guardia che si aprano un pò al mondo.
Un mio suggerimento sarebbe di rendere meno "protette" le discussioni annesse agli articoli. Dopo aver avvertito che le responsabilità sono personali che male ve ne può venire da un post fuori luogo che, cmq., potreste rimuovere?
Rinnovo i saluti e mi complimento con il collettivo per averla scelata al posto di G. Polo. Che, in questo ruolo, stimavo almeno quanto stimo lei. 06-07-2010 17:57 - chomsky5
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