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Galapagos
Una manovra deflattiva contro il paese
Anzi, in una buffonata: domani la «correttiva» approderà in aula e per mercoledì prossimo è previsto il voto finale. Sei giorni in tutto per analizzare centinaia di pagine di testo; 56 articoli; oltre 1.300 paragrafi e le tabelle finali. Sei giorni di discussione inutili, perché Berlusconi giudica inutile il parlamento. Sarà presentato un maxi-emendamento. Quanti altri «refusi» conterrà? Non è dato saperlo, fino a quando non sarà reso noto il testo. Sicuro è che Berlusconi e Tremonti hanno tenuto duro con una manovra che non solo non è nell'interesse del paese, ma rischia di lacerarlo, aumentando l'emarginazione sociale, le differenze di classe, penalizzando il Sud.
Che sia una manovra deflattiva che farà rallentare la già modesta crescita del Pil, dopo la Confindustria e la Banca d'Italia, l'ha dovuto ammettere anche Tremonti. Forse servirà a tenere un po' sotto controllo i conti pubblici - destabilizzati dalla troppa spesa e soprattutto dall'evasione fiscale - ma non a rilanciare lo sviluppo. Senza, ovviamente, fare felici i fautori della crescita zero che necessiterebbe di un diverso modello di sviluppo del quale non c'è traccia. Un solo esempio: l'abolizione dei certificati verdi che favorivano gli investimenti in energie alternative sono sostituiti dalla costruzione di centrali nucleari, dall'intensificazione dell'uso delle risorse fossili. Scelta antieconomica: si perde il treno dell'innovazione e la possibilità di dare lavoro a decine di migliaia di persone. Tremonti aveva garantito che la manovra non avrebbe avuto ricadute sul 2010. Falso: ce ne stiamo accorgendo ai caselli delle autostrade. A pagare sono quasi esclusivamente i pendolari con aumenti anche del 25%. E i maggiori introiti saranno destinati alle missioni militari all'estero.
Questa manovra è una offesa alla logica economica. Scaricare su regioni e gli enti locali la maggior parte dei tagli è una vigliaccata. Sarà il potere decentrato (che quanto a sprechi non si risparmia) a doversi prendere la responsabilità di mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Ieri Tremonti ha smentito due quotidiani che parlavano di profondi dissensi tra lui e Berlusconi nell'incontro di lunedì a Arcore. Smentita superflua. Il ministro dell'economia non litiga con il suo presidente: gli deve tutto. Sarebbe, invece, opportuno che Tremonti spiegasse perché sta fuggendo dall'incontro previsto con le regioni, anche quelle virtuose del Nord. Ricapitolando: sugli enti locali e il pubblico impiego è concentrato almeno il 70% dei sacrifici. Nulla per incentivare le sviluppo, nulla per l'occupazione, nulla per gli investimenti, per i redditi più bassi, per sostenere i consumi. Un voto di fiducia sul nulla, non nell'interesse del paese, ma solo del «prestigio» di Berlusconi.
- 31/07/2010 [9 commenti]
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Ma certo che è vero. In finanziaria ci sono 29 miliardi di euro per navi, caccia, bombardieri ed elicotteri.
Ed è solo una parte di un piano complessivo di ammodernamento delle F.A.
Invece di pensare a delle F.A Europee, questi spendono e spandono allegramente. Buona giornata;c5 10-07-2010 09:15 - chomsky5
In questo caso, tutto starà nell'avere posti a sedere quando il cerino si spegnerà... 10-07-2010 00:41 - G.B. Vico
Per me, l'economista che, per la sua onestà intellettuale stimo, era in palese conflitto di interessi perchè non è un proletario(brutta parola eh?) e la buonanima di K. Marx diceva che è la nostra condizione sociale che determina o almeno indirizza il nostro pensiero.
Sperando in una replica.c5 09-07-2010 22:29 - chomsky5
Nelle crisi il Capitale ha sempre mostrato la faccia feroce (l’esempio classico è rappresentato dal periodo 1929/39). L’attuale fase è più critica in quanto segnata anche e soprattutto da una mancata transizione verso fonti energetiche comunque validamente alternative a un tipo di produzione centralizzata garantita dal petrolio e/o dal nucleare. A tutto ciò in Italia possiamo aggiungere la sventura berlusconiana caratterizzata, talaltro, da un ministro dell’economia con visioni a volere essere gentili ragionieristiche. Per non parlare di una fiscalità improntata a caratteristiche nettamente regressive…. 09-07-2010 11:35 - rupito
Le privatizzazioni di acqua, scuola, sanità e pensioni e si appresta ad attaccare i beni pubblici, i grandi patrimoni dello stato, cioi che dello stato e appetibile e deve essere a buon partito, che deve dare un ottimo utyile come lo stanno già facendo certe concessioni.
Quello che dovrebbe far inorridire è il silenzio, la compostezza a questi scempi che viene mantenuta sia dalla massa dei contribuenti che parte dei suoi tutori perchè stanno subendo e lasciando subire un scippo legale e non indifferente, anche se chi ottemperando al mandato ricevuto finisce con il ledere gli interessi collettivi non è che sia ed operi in modo tanto legale ed equitario.
Perchè infatti non si intaccano i grandi patrimoni, le grandi evasioni, i grandi che grazie alle non intercettazioni ed alla non informazione possono incentivare il loro lavoro illegale ai danni della collettività?
A questo punto chi opera in tal modo opera in modo legale o illegale?
Se è illegale perchè non viene rimosso? 08-07-2010 15:29 - Gromyko