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COMMENTO
11/07/2010
  •   |   Alessandro Robecchi
    Il giuramento dei governatori

    Domanda: ma i governatori del centrodestra che ora rendono al governo in
    pacco dono le deleghe alla sanità e ai trasporti, sono gli stessi governatori del
    centrodestra che in marzo partecipavano alla pagliacciata del «giuramento»
    in Piazza San Giovanni, officiante Silvio Berlusconi? Ho riguardato il video e mi pare di sì. C’è la Polverini accanto all’anziano leader, che annuisce entusiasta.
    C’è Formigoni che sventola la bandiera del PdL e recita la formula del  giuramento. Ci sono tredici aspiranti governatori di regione in estasi mistica davanti al loro padroncino, con un foglietto in mano (lui: «L’avete avuto il foglietto?») che leggono in coro.
    Era lo stesso comizio in cui il mister Bean di Arcore prometteva cento milioni di
    alberi e le piste ciclabili, quei poveretti giuravano con la mano sul cuore, tra uno
    sventolìo di bandiere e le strofe dell’immortale inno «Meno male che Silvio c’è».
    Ora, facciamo il punto, Silvio c’è, d’accordo. Ma di grana non ce n’è. Non dico per le piste ciclabili e cento milioni di alberi, ma nemmeno per le radiografie negli ospedali e i treni dei pendolari. Testo semplice ma efficace: «Nel nome della libertà prendo il solenne impegno a realizzare nella mia regione, in sintonia con il governo nazionale, tutti i punti del Patto per l’Italia presentato oggi dal presidente Silvio Berlusconi». Lo dissero in coro, leggendo un prestampato e non senza una certa commozione.
    Se qualcuno cerca una foto della classe politica che governa il paese, questa può andar bene. Se non vi piace questa, usatene un’altra. Magari la foto di Denis Verdini, coordinatore del Pdl, indagato per altre faccende, che porta a Berlusconi un dossier costruito ad arte per far credere che il candidato governatore della Campania, Caldoro, Pdl ma sgradito ad altri Pdl, andava con i trans. Tutto falso, ma che importa? Poi via, a difendere la privacy dalle intercettazioni.
    Bisogna ammetterlo: c’è del sublime nell’autunno di questo regime da operetta.
    E poi, l’Italia è il paese che amo. Ma anche no, grazie.


I COMMENTI:
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  • non abbiamo niente da lammentarci!inutile versare lacrime dopo che abbiamo fatto quello che abbiamo(SI dice cosi,abbiamo,pero non è vero loro HANNO coloro che hanno votato )votato,,non riesco a capire ,siamo ciechi ,sordi,oppure siamo colpevoli della nostra ignoranza,oppure ancora colpevoli del nostro egoismo cieco,nostre miserabili intresse da quatro soldi,siamo un popolo provinciale ,egoista,menefreghista,o no?non abbiamo scelto questi figli di PAPA'con le belle giacche e cravatte per governarci?( scusate ,per fotterci)e poi con gli stipendi da presidente AMERICANO,(che naturalmente gli paghiamo noi )non c'è altro da dire che CI MERITIAMO QUELLO CHE ABBIAMO 11-07-2010 13:25 - vaibarma
  • che bello trovare quest articolo. Ieri sera tornando a casa pensavo esattamente queste cose. solo che gli elettori di B, se lo sono già dimenticato. Guardano il futuro. 11-07-2010 13:16 - Nina
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